10 curiosità sulla Norvegia

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Curiosità sulla Norvegia.

10 curiosità sulla Norvegia

La Scandinavia, ha molto da regalare in termini di natura, relax, civiltà, eco-sostenibilità e stile di vita salutare.

Parliamo di un territorio molto diverso dal nostro, ma altrettanto affascinante, denso di storia e di mito, in cui l’innovazione tecnologica ed i nuovi trend, si muovono in sinergia con le tradizioni più antiche.Ufficialmente denominata Regno di Norvegia, si tratta di uno stato sovrano, celebre per il suo vasto territorio montuoso e per essere parte della più ampia Scandinavia. È famosa per i suoi fiordi mozzafiato e per la vivace cultura all’aria aperta dei suoi cittadini. In questo articolo vi sveliamo 10 curiosità sulla Norvegia + 3 Bonus!

1) Oslo in passato non era chiamata Oslo

Il nome di Oslo ha una storia che riflette la sua lunga eredità in evoluzione. Originariamente noto come “Ánslo” o “Óslo”, il nome è composto da due parti: le parole in antico norvegese “ás”, che significa “dio” o “cresta”, e “lo”, che significa “prato”. Quindi il nome originariamente significava “il prato sotto il crinale” o “il prato degli dei”. Si ritiene che questo nome si riferisca alle caratteristiche geografiche dell’area intorno a Oslo, in particolare alla cresta ora conosciuta come Ekeberg, che si affaccia sull’Oslofjord.

Oslo fu fondata intorno al 1040 dal re Harald Hardrada e divenne sede vescovile nel 1070 e capitale della Norvegia intorno al 1300. Tuttavia, un evento significativo nella storia della città si verificò nel 1624, quando un grande incendio devastò gran parte di Oslo. Il re Cristiano IV di Danimarca-Norvegia decise di ricostruire la città con un nuovo nome, “Christiania”, in suo onore. La nuova città si trovava leggermente a ovest del sito originale di Oslo e il nome “Christiania” fu utilizzato per i successivi 300 anni.

Successivamente, nel 1877, dopo la riforma relativa all’ortografia, il nome fu cambiato in Kristiania. Eppure, nel 1925, fu presa la decisione importante di riportare il nome della città al suo nome storico e originale, “Oslo”.

Questo cambiamento faceva parte di un movimento nazionale più ampio in Norvegia all’inizio del XX secolo, che cercava di far rivivere e celebrare la storia, la cultura e il patrimonio norvegese dopo secoli di dominio danese e svedese.

Oggi Oslo non è solo la capitale e la città più popolosa della Norvegia, ma anche un simbolo dell’identità e dell’orgoglio norvegese, con il suo nome che riflette la lunga e ricca storia della città.

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2) Il vero nome della Norvegia non è Norvegia

Che confusione vero? Anche se una delle varianti più conosciute del nome del paese è Norway (in inglese), il nome in norvegese, è Norge.
Inoltre, occorre ricordare che la Norvegia, in realtà è un regno detto Kongeriket Norge.
Nelle varietà Bokmål lo standard scritto più utilizzato, si chiama Norge e nella varietà Nynorsk l’ortografia è Noreg, mentre Regno di Norvegia si traduce in Kongeriket Noreg. Sia “Norge” che “Noreg” sono nomi ufficiali ed ugualmente riconosciuti del paese in Norvegia, riflettendo la sua diversità linguistica. Il nome stesso deriva dall’antica parola norrena “Norðrvegr”, che significa “la via del nord”, che si riferisce alla rotta di navigazione costiera lungo la costa frastagliata del paese.
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3) L’isola più “isolata” del mondo è norvegese

L’Isola Bouvet nell’Oceano Atlantico meridionale è l’isola più remota del mondo ed è amministrata dalla Norvegia dal 1929. L’isola Bouvet (Bouvetøya in norvegese) è una remota isola vulcanica subantartica disabitata situata nell’Oceano Atlantico meridionale. È considerata una delle isole più remote del mondo, situata a circa 2.200 chilometri a sud-sud-ovest della costa del Sud Africa e oltre 1.700 chilometri a nord dell’Antartide.

Grande 49 kmq, Bouvet è disabitata. Dichiarata riserva naturale, l’isola Bouvet è nota per il suo clima rigido e il difficile accesso a causa del ghiaccio circostante e delle condizioni del mare mosso. L’isola è ricoperta da un ghiacciaio e l’unica area non ghiacciata è un piccolo cratere vulcanico sul lato nord-occidentale. La Norvegia rivendicò l’isola nel 1927 e da allora è stata considerata una dipendenza della Norvegia.

Questa è diventata riserva naturale e stazione meteorologica dagli anni Settanta. A meno che non si sia scienziati o si goda di permessi speciali, è impossibile visitarla.

L’isola Bouvet svolge un ruolo significativo nella geolocalizzazione globale e nei sistemi di navigazione come punto di riferimento grazie alla sua posizione isolata. Nonostante la sua lontananza e inaccessibilità, è stato oggetto di studi scientifici, in particolare legati alla sua geologia e al suo ecosistema unico.

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4) Curiosità sulla Norvegia: i norvegesi hanno introdotto il sushi di salmone in Giappone

Tutti conosciamo il sushi che è ovviamente un’invenzione giapponese. Uno dei sushi più conosciuti e apprezzati, è sicuramente quello di salmone.

Pochi però sanno che la sua introduzione in Giappone, è collocabile negli anni Ottanta, quando una delegazione norvegese suggerì di utilizzarlo nella preparazione del prelibato piatto che resta tutt’ora uno dei più apprezzati. Soprattutto fra i giovani.

Negli anni ’80 la Norvegia aveva un’eccedenza di salmone e cercava nuovi mercati. Attraverso uno sforzo di collaborazione tra gli esportatori di pesce norvegesi e gli acquirenti di prodotti ittici giapponesi, la Norvegia ha proposto l’idea di utilizzare il salmone crudo nel sushi.

Inizialmente, l’idea di utilizzare il salmone crudo nel sushi è stata accolta con scetticismo in Giappone a causa delle preoccupazioni sui parassiti e della tradizione di non utilizzare il salmone dell’Atlantico nei piatti crudi. Tuttavia, dopo rigorose misure di controllo della qualità e sforzi di marketing, il sushi al salmone è stato introdotto nel mercato giapponese.

Ha rapidamente guadagnato popolarità ed è diventato un punto fermo nella cucina sushi in tutto il mondo.

Questo scambio culinario non solo ha aperto un nuovo mercato per il salmone norvegese, ma ha anche contribuito alla diversificazione globale del sushi, rendendolo uno dei piatti più amati e iconici della cucina giapponese con un tocco decisamente internazionale.

Per approfondire sul Giappone, potete leggere l’articolo che parla di etichetta e galateo giapponese e se vi va, seguiteci sulla pagina Facebook dedicata “Il Mio Viaggio in Giappone”.

Il salmone, è tuttora uno dei mercati più redditizi per la Norvegia, in particolare per le esportazioni rivolte al Giappone.

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5) Curiosità sulla Norvegia: la lingua norvegese ha due varianti

Le varianti scritte del norvegese sono Bokmål e Nynorsk. Il Bokmål è la variante più comunemente usata, con circa l’85-90% della popolazione che la utilizza come lingua scritta principale. È fortemente influenzato dal danese, a causa del dominio della Danimarca sulla Norvegia per oltre 400 anni, ed è considerato più vicino ai dialetti urbani, soprattutto intorno all’area di Oslo. Il Nynorsk è utilizzato da circa il 10-15% della popolazione, soprattutto nelle regioni occidentali della Norvegia. È stato sviluppato nel XIX secolo da Ivar Aasen, un linguista e poeta norvegese, che lo ha basato sui vari dialetti norvegesi parlati nelle zone rurali, con l’obiettivo di riflettere la lingua norvegese prima dell’influenza danese.

La coesistenza di Bokmål e Nynorsk come lingue scritte ufficiali è unica e riflette la diversità linguistica e il patrimonio culturale della Norvegia. È anche oggetto di dibattito e aggiustamento continui all’interno del Paese, con sforzi per mantenere e promuovere l’uso di entrambi gli standard nella pubblica amministrazione, nell’istruzione e nelle trasmissioni.

In pratica, il Bokmål è utilizzato maggiormente nel paese, mentre il Nynorsk è diffuso in campagna, per lo più nella zona dei fiordi occidentali.
A scuola si studiano entrambe e sia la modulistica che le notizie sono disponibili in entrambe le varianti.

6) Ogni anno la Norvegia regala un albero di Natale a Londra

Chiunque sia stato a Londra sotto Natale, sa di cosa sto parlando. Si tratta di un perpetuo ringraziamento per l’aiuto ricevuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Oslo, ogni anno invia a Londra, un magnifico abete rosso norvegese ammirabile a Trafalgar Square.

Questa tradizione è in corso dal 1947 e serve come segno di gratitudine per il sostegno della Gran Bretagna alla Norvegia durante la seconda guerra mondiale. L’albero è un grande abete rosso norvegese (Picea abies) di 50-60 anni, scelto dalle foreste che circondano Oslo. È un simbolo di amicizia duratura e buona volontà tra la Norvegia e il Regno Unito, e la cerimonia di accensione dell’albero a Trafalgar Square è un evento significativo che segna l’inizio del periodo natalizio a Londra.

L’abete donato dalla Norvegia a Trafalgar Square, Londra (dicembre 2023).

7) In Norvegia il reddito è “trasparente”

Per rendere difficile l’evasione fiscale, le persone che vivono in Norvegia devono rendere pubblici e consultabili, reddito annuale, imposte pagate e ricchezza totale.
Fino al 2013, chiunque poteva consultare questi dati semplicemente. In seguito, è stata introdotta la possibilità di vedere i nomi di chi ha cercato i dati per scoraggiare eventuali ficcanaso.

In Norvegia, il concetto di “trasparenza del reddito” si riferisce alla disponibilità pubblica dei documenti fiscali, comprese le informazioni sui redditi delle persone fisiche. Questa pratica è radicata in una lunga tradizione volta a promuovere l’uguaglianza e la fiducia nella società. Consente ai cittadini norvegesi di accedere alle informazioni su ciò che guadagnano i loro vicini, colleghi e altri cittadini, nonché sulle tasse che pagano.

Questa trasparenza è facilitata dall’Amministrazione fiscale norvegese, che pubblica gli elenchi fiscali ogni anno. È possibile accedere a questi elenchi attraverso linee guida e restrizioni specifiche per bilanciare le preoccupazioni sulla privacy con l’obiettivo della trasparenza. Ad esempio, gli individui possono cercare i dettagli relativi al reddito e alle tasse di altri, ma esistono limitazioni su come queste informazioni possono essere utilizzate e la persona ricercata viene spesso informata su chi ha cercato le sue informazioni.

Come anticipato, la logica alla base di questa pratica include la promozione dell’equità nel sistema fiscale, la deterrenza dell’evasione fiscale e la promozione di una cultura di apertura. Tuttavia, solleva anche dibattiti sulla privacy e sul potenziale uso improprio delle informazioni per scopi come il confronto sociale o le molestie.

L’approccio norvegese alla trasparenza del reddito è piuttosto unico e differisce in modo significativo dalle norme sulla privacy relative alle informazioni finanziarie di molti altri paesi.

8) In Norvegia è stato inventato lo sci

Lo sci come pratica ha origini antiche, ma la forma moderna dello sci, in particolare come sport ricreativo e agonistico, ha infatti forti radici in Norvegia. Sondre Norheim viene considerato il padre dello sci moderno.
Alla fine del XIX secolo, iniziò a usare attacchi da sci rigidi in modo da poter oscillare e saltare con meno rischi di caduta e grazie a lui disponiamo del tipo di sci che oggi conosciamo. Ma la cultura dello sci in Norvegia ha radici antiche.
Un’antica scultura rupestre a Rødøy, nel nord della Norvegia, mostra che anticamente si usavano sci per spostarsi sulle montagne norvegesi già 4000 anni fa.

La stessa parola “sci” deriva dalla parola norrena “skíð”, che significa un pezzo di legno spaccato o legna da ardere.

Le prove archeologiche suggeriscono che lo sci era utilizzato come metodo di trasporto in epoca preistorica in diverse parti del mondo, tra cui Russia, Cina e Scandinavia. Tuttavia, la Norvegia ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo dello sci come sport.

In Norvegia, lo sci è stato per secoli un mezzo di trasporto popolare durante i mesi invernali e ha un profondo significato culturale. La prima gara di sci conosciuta si tenne nel 1843 a Tromsø, in Norvegia. Come anticipato, Sondre Norheim è spesso considerato il padre dello sci moderno, inventò il telemark e le curve Christiania (slalom), tecniche fondamentali nello sci alpino, alla fine del XIX secolo in Norvegia. Questi sviluppi in Norvegia hanno contribuito in modo significativo all’evoluzione dello sci da un pratico mezzo di trasporto a uno sport competitivo e ricreativo apprezzato in tutto il mondo.

La Norvegia continua ad essere una potenza nello sci agonistico, con atleti norvegesi che ottengono successi globali in varie discipline sciistiche, tra cui lo sci di fondo, il salto con gli sci e lo sci alpino. Il contributo del paese alle attrezzature, alle tecniche e allo spirito competitivo di questo sport è stato determinante nel trasformare lo sci nello sport popolare internazionale che è oggi.

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9) La Norvegia ha inventato l’affettatrice per formaggio

Nel 1925, Thor Bjørklund, falegname norvegese, inventò un utensile diventato il punto fermo di tutte le cucine scandinave e di molte altre in tutto il mondo.
Anche se nel mondo la stragrande parte del formaggio è venduto già affettato, molte persone amano comunque acquistare forme intere e usano questa invenzione, rimasta immutata per quasi 100 anni.

L’affettatrice per formaggio, conosciuta come “ostehøvel” in norvegese, fu inventata da Bjørklund poiché era frustrato dalle difficoltà di affettare il formaggio con un coltello e cercò un metodo più preciso e più semplice.

Ispirandosi alla pialla da falegname, creò il primo prototipo di affettatrice per formaggio, che consentiva di ottenere fette di formaggio sottili e uniformi.

L’invenzione si rivelò molto pratica e divenne popolare in Norvegia e successivamente in altri paesi. Il design di Thor Bjørklund è rimasto sostanzialmente invariato ed è ora un utensile da cucina comune in tutto il mondo. L’affettatrice non solo ha reso più semplice affettare il formaggio, ma ha anche contribuito a ridurre gli sprechi affettando in modo più efficiente di quanto potrebbe fare un coltello.

Bjørklund brevettò il suo design nel 1927 e lo stesso anno iniziò la produzione su larga scala. Oggi, l’affettatrice per formaggio è una testimonianza dell’innovazione norvegese negli utensili da cucina di tutti i giorni e l’azienda di Bjørklund, Thor Bjørklund & Sønner AS, continua a produrre affettatrici per formaggio a Lillehammer, in Norvegia.

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10) Oslo è la città più diversificata della Norvegia

Oslo è infatti nota per la sua diversità culturale. Con una popolazione di circa 680.000 abitanti, una parte significativa è costituita da immigrati e da persone nate da genitori immigrati, riflettendo un tessuto multiculturale all’interno della città.
La cifra di circa 200.000 persone provenienti da un contesto immigrato costituisce circa il 30% della popolazione di Oslo. La comunità pakistana rappresenta la più grande presenza straniera ad Oslo, seguita da cittadini svedesi, somali e polacchi.
A lungo, Oslo è stata la città europea in più rapida crescita in termini percentuali, ma la crescita ha iniziato a stabilizzarsi per poi arrestarsi negli ultimi anni. Questa diversità è il risultato della vasta immigrazione degli ultimi decenni, dove persone provenienti da varie parti del mondo si sono trasferite a Oslo in cerca di opportunità, contribuendo alla forza lavoro, alla cultura e al tessuto sociale della città.

Oslo funge da punto focale per le attività economiche, governative e culturali in Norvegia, rendendola una destinazione attraente per gli immigrati. La città ospita comunità provenienti da una vasta gamma di paesi, con i gruppi più numerosi provenienti tipicamente da Polonia, Pakistan, Somalia, Svezia e Sri Lanka, tra gli altri. Questo mix di culture si riflette nel cibo, nei festival, nelle pratiche religiose e nella vita quotidiana di Oslo, contribuendo a un’esperienza urbana ricca e diversificata.

La presenza di una popolazione così diversificata ha influenzato anche la politica pubblica, l’istruzione e i servizi sociali a Oslo, con particolare attenzione all’inclusione, alla comprensione multiculturale e al sostegno agli immigrati per integrarsi con successo nella società norvegese. La diversità della città è vista come un punto di forza, poiché apporta una varietà di prospettive, lingue e pratiche culturali al panorama sociale e culturale norvegese.

Bonus: in Norvegia il sole non tramonta in estate

Nelle parti della Norvegia situate al di sopra del Circolo Polare Artico, il sole infatti non tramonta per un certo periodo durante l’estate. Questo fenomeno naturale, noto come “sole di mezzanotte”, si verifica perché queste aree del mondo sono inclinate verso il sole durante i mesi estivi. Di conseguenza, il sole rimane visibile a mezzanotte locale e per tutta la notte.

La durata del sole di mezzanotte in Norvegia può variare a seconda della distanza a nord. Ad esempio, a Capo Nord (Nordkapp), il sole rimane sopra l’orizzonte da metà maggio circa a fine luglio. Alle Svalbard, una delle zone abitate più settentrionali del mondo, il sole di mezzanotte si può osservare da fine aprile a fine agosto.

Il sole di mezzanotte offre opportunità uniche per attività ed esperienze nell’estate norvegese, come escursioni, pesca e safari nella fauna selvatica in quella che normalmente sarebbe la notte altrove, il tutto sotto una luce diurna surreale e continua. Questo fenomeno attira ogni anno molti turisti nella Norvegia settentrionale, desiderosi di assistere alle giornate infinite e di godersi i paesaggi mozzafiato sotto il sole sempre presente.

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Sole di mezzanotte a Vaeroy, isole Lofoten in Norvegia.

A Tromsø, una città del nord, da maggio a luglio la notte è brevemente illuminata per sole 3-5 ore. A giugno, intorno al solstizio d’estate, il sole rimane sopra l’orizzonte per tutta la notte, senza mai tramontare.

Un consiglio utile:  portare con voi una mascherina per dormire in questi mesi.

Francobollo norvegese celebrante il sole di mezzanotte

 

Bonus 2: la Norvegia è uno dei paesi più felici del mondo

Rinomata come un faro di contentezza, la Norvegia si colloca costantemente tra i primi posti nel World Happiness Report. Questa analisi, proveniente dall’Happiness Research Institute con sede in Danimarca, convalida lo status della Norvegia non solo come nazione visivamente sbalorditiva ma anche come nazione piena di gioia. Inoltre, varie valutazioni annuali, come il Global Peace Index, evidenziano la reputazione della Norvegia come destinazione serena e sicura. Inoltre, è interessante notare che Oslo ospita ogni anno la cerimonia del Premio Nobel per la pace.

Considerati i suoi paesaggi mozzafiato e un amore radicato per le attività all’aria aperta, non sorprende che i cittadini norvegesi siano così contenti. Pertanto, prendere in considerazione un viaggio in Norvegia potrebbe offrire un’esperienza diretta del fascino e della felicità di questo straordinario paese.

Bonus 3: in Norvegia puoi vedere gli orsi polari in campagna

Incontrare gli orsi polari nel loro habitat naturale è effettivamente possibile, anche se non è un problema mentre si esplora il paesaggio urbano di Oslo. Avventurandosi nel remoto arcipelago delle Svalbard, tuttavia, la situazione cambierà notevolmente.

Le Svalbard, tra le regioni abitate più a nord della terra, fungono da rifugio artico incontaminato. Oltre due terzi del suo territorio sono tutelati attraverso parchi nazionali, riserve naturali e oasi faunistiche. Questa zona viene spesso definita il “Regno degli orsi polari” perché la popolazione di orsi polari supera quella umana.

Per chi è interessato alla fauna artica, le Svalbard offrono opportunità senza eguali. Oltre alla possibilità di osservare i suoi mammiferi terrestri indigeni, come la renna delle Svalbard e la volpe artica, i visitatori possono anche avvistare uccelli marini, trichechi e balene, rendendola una destinazione completa per gli appassionati di fauna selvatica.

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Speriamo che queste curiosità sulla Norvegia vi siano piaciute e se volete leggere dei nostri viaggi in Scandinavia, date un’occhiata ai link di seguito!

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firma marzia parmigiani
FOTO: Credit by Depositphotos.com
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FAQ:

Quali sono alcune curiosità sulla Norvegia?

I norvegesi hanno introdotto il salmone in Giappone per il celebre sushi:

ogni anno Oslo regala un albero di Natale a Londra;

in Norvegia è stato inventato lo sci;

i norvegesi hanno inventato affettatrice per formaggio.

 

Curiosità sulla Norvegia: quale è il vero nome della Norvegia?

Il nome più conosciuto della Norvegia è Norge in norvegese; Norway (in inglese).

La lingua norvegese in Norvegia viene detta norsk.

 

 

Curiosità sulla Norvegia: quante varianti del norvegese scritto ci sono?

Le varianti scritte del norvegese sono Bokmål e Nynorsk.

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