Aggretsuko: la vita delle giapponesi in un anime

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Aggretsuko: la vita delle giapponesi in un anime

Aggretsuko (アグレッシブ烈子), ovvero “Aggressive Retsuko” è uno show di Netflix, una serie a marchio Sanrio che parla della rabbia femminile nella società odierna, non solo quella giapponese. In una società composta da personaggi con sembianze animali e non umane, tramite lo sguardo di un (apparente) kawaii panda minore rosso, viene esplicitata una forte critica alla società giapponese. Oggi vi parliamo di Aggretsuko: la vita delle giapponesi in un anime.

Negozio Hello Kitty Japan a Tokyo, ph – M. Parmigiani

La Sanrio in evoluzione

Aggretsuko parla di Retsuko, un simpatico panda rosso con una propensione segreta.
Tutto lo stress della sua vita lavorativa e frustrante condizione, è canalizzato attraverso il karaoke, in particolare tramite il growling, tipico del death metal.
Retsuko porta tutta la sua rabbia al karaoke, dove ringhia e canta segretamente al microfono con una furia demoniaca.
La Sanrio, si è negli ultimi anni spostata verso un nuovo tipo di personaggi per rimpolpare una fan base che negli anni si era affievolita. Ecco allora che assieme a un altro nuovo personaggio, Gudetama (uno svogliatissimo tuorlo d’uovo) Sanrio  con Aggretsuko, fa appello ai cuori disillusi dei millennial.
Elina nel Gudetama shop a Tokyo, ph. M. Parmigiani

La vita delle donne lavoratrici in Asia

Aggretsuko, la serie animata ONA arrivata su Netflix nel 2018, è stata illuminante. A parte il suo uso liberale del linguaggio e di pratiche poco ortodosse come bere molto alcol, è impressionante per il suo ritratto schiettamente accurato delle donne che lavorano in Asia. In particolare, emerge la rabbia repressa in risposta ai modi in cui si aspettano che si esibiscano nella società.
Marzia a Tokyo nel negozio dedicato a Hello Kitty
Il fatto che provenga da Sanrio, una compagnia il cui personaggio più famoso è un gatto senza bocca, privo di una connotazione particolare, che può letteralmente essere associato a qualsiasi cosa, il fatto diventa ancora più sconvolgente.
Infatti se Hello Kitty è una tela bianca pronta per ogni sorta di partnership con il marchio, Aggretsuko è il suo opposto polare: è l’energia frenetica di un dipinto espressionista, composto da vernici cupe.

La trama di Aggretsuko

Retsuko si occupa del suo capo sessista, che le ordina incessantemente di portargli il tè (è un “lavoro da donna”) e la rimprovera per non aver versato la sua birra correttamente, con l’etichetta rivolta verso l’alto.
Sebbene la disuguaglianza di genere sul posto di lavoro sia ancora un problema globale diffuso facilmente quantificabile con le statistiche sul divario salariale, o la percentuale abissale di dirigenti aziendali femminili, la misoginia in Asia corre in modo univoco profondo con aspettative implicite.
Ton, il maiale capo ufficio di Retsuko

Il peso delle norme sociali

Le norme sociali che prevedono che l’assistenza all’infanzia sia un lavoro femminile hanno contribuito al tasso di natalità più basso da anni in paesi come Giappone e Corea del Sud, a causa del desiderio delle donne di dare la priorità alle loro carriere.  Frustrata e disperata, Retsuko coltiva l’idea di sposarsi in modo da poter lasciare il suo lavoro.
Fortunatamente, la venticinquenne ha la rete di supporto di Washimi e Gori, due “senpai” che ricoprono posizioni senior e prestigiose nella sua azienda.
Le senpai Washimi e Gori
Le due donne hanno fatto carriera a scapito della vita privata e rivelano a Retsuko che la loro strategia è di non mostrare mai alcun tipo di emozione o debolezza sul posto di lavoro.
I momenti migliori dello show sono radicati in realtà dolorosamente presenti: come quando Aggretsuko non può fare la spesa per aver fatto un dono di nozze di 30 mila yen ad una coppia di conoscenti, o quando una fastidiosa commessa la segue ininterrottamente nel negozio fino a farla sentire obbligata a comprare dei calzini.

Il meccanismo catartico

In così tanti aspetti della cultura asiatica, la pressione di dover essere educati a tutti i costi, può essere soffocante. Il karaoke death metal di Retsuko, lo sfogo di tutte queste fonti di frustrazione sociale, sono una catarsi più che necessaria.
Aggretsuko definisce la sua stanzetta karaoke un santuario, in cui può essere la vera sé stessa. Lì, diventa l’opposto di kawaii, un termine che per quarant’anni la società madre Sanrio, ha coltivato e voluto con forza nei suoi personaggi.
Quando Retsuko si trasforma nella versione death metal di sé stessa, i suoi occhi si illuminano di blu e i bordi morbidi della sua gigantesca testa si frastagliano e assumono contorni demoniaci e rabbiosi. Beve alcol, scolandolo. Non è né carino né signorile, ed è questo il punto.
Lo stagista Anai

Le tematiche affrontate

La prima stagione è incentrata sulle sue lotte al lavoro, mentre la seconda stagione si concentra sulla vita amorosa di Retsuko, sul rapporto con la madre e un tirocinante passivo-aggressivo. In questo, Aggretsuko illustra una caratteristica fondamentale della vita giapponese ed in realtà tutte le nostre vite. A 25 anni, è una delle donne più giovani in ufficio. Per questo motivo, è soggetta a superlavoro e abusi da parte dei suoi superiori che le danno i carichi che loro stessi non vogliono fare. Riesce anche ad essere vessata da uno stagista con problemi psicologici. Alla fine giunge alla conclusione che dovrebbe sposarsi per sfuggire all’abuso. Non è raro che le donne in Giappone lascino il lavoro dopo il matrimonio.
Al servizio di questa ricerca, Retsuko si iscrive a yoga. Vuole mettersi in forma per conquistare un uomo e sposarsi. In fondo è un pensiero sano: è opinione diffusa, il fatto di dover lavorare prima su sé stessi, per essere in seguito pronti ad avere una relazione. Tanti di noi , a volte solo per questo, si iscrivono a yoga, palestra, meditazione e provano a mangiar sano.
L’onestà di Retsuko nelle sue ragioni per iscriversi alla lezione di yoga è onesta e sincera.  Frequentare il corso di yoga, la aiuta a fare nuove amicizie. Le due senpai Washimi e la direttrice Gori che lavorano per caso nella sua compagnia, fanno amicizia con lei. Retsuko condivide con loro, il suo amore segreto per il karaoke death metal.
Le due senpai provano affetto e condividono con Retsuko la pesante condizione di essere donna in una società tutta maschile. Washimi e Gori sono inorridite dal fatto che Retsuko sia vittima di mobbing e bullismo e grazie alla loro posizione, si alleano a lei in modo solidale.
Anai che ricatta Retsuko

L’universalità della condizione femminile

Ci sono aspetti della cultura del lavoro che sono unici per il Giappone, ma altri sono universali. Ad esempio, lo stress di dover mantenere un lavoro in cui vieni trattato in modo orribile, al fine di pagare l’affitto ed i debiti che rendono gli italiani sempre più vulnerabili al mobbing ed al superlavoro. In Italia, molte donne faticano a tornare al lavoro dopo aver avuto figli.
Alla fine della prima stagione, Retsuko trova un modo migliore per affrontare il suo prepotente capo, con l’aiuto della signora Washimi e della direttrice Gori.
Per le giovani donne in Giappone o donne di qualsiasi età, essere sé stesse, opporsi ai bulli al lavoro ed a una società che alza sempre più il tiro, può avere effetti devastanti.
E meno male che ci sono tante donne come Retsuko. Donne che hanno sempre pronti i loro microfoni da karaoke nella borsa, con la forza di tirarli fuori quando hanno bisogno di sfogare tutta la rabbia per le ingiustizie che le circondano.
Se non sapete cosa fare durante la quarantena, vi consigliamo vivamente Aggretsuko su Netflix!
Marzia Parmigiani
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