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Antartide, temperatura record: superati i 20 gradi

Il mese di Febbraio 2020, ha segnato un nuovo record per l’Antartide. Il continente più freddo, ventoso e più secco della Terra, ha raggiunto i 18,3 gradi Celsius: una temperatura record. Ovviamente, si tratta di una tendenza imputabile al riscaldamento globale, hanno detto i ricercatori.
Il precedente record di alta temperatura ad Esperanza, la stazione di ricerca argentina, era di 17 gradi, stabilito a marzo 2015.
Infatti, Esperanza, la stazione di ricerca argentina sulla punta settentrionale della penisola antartica, ha raggiunto ben 18,3 gradi Celsius, battendo il precedente record di 17 gradi stabilito il 24 marzo 2015, secondo il Servizio meteorologico nazionale argentino. La stazione registra temperature dal 1961.
Il record storico sembra essere associato a un “foehn” regionale, descritto come un rapido riscaldamento dell’aria che scende da un pendio o da una montagna. Nelle ultime ore, la situazione è però diventata ancor più critica: il ricercatore Carlos Schaefer, ha registrato un picco di 20,75 gradi nella stazione di Seymour Island.

Quasi tutta l’acqua dolce del mondo

Le temperature sul continente variano in media da -10 gradi sulla costa antartica, a -60 gradi, a quote più elevate dell’interno.
La sua calotta glaciale, che ha uno spessore di quasi 6 km, contiene il 90% di tutta l’acqua dolce del mondo.
La punta nord-ovest della penisola antartica, vicina al Sud America, è tra le regioni che si stanno riscaldando più rapidamente sul pianeta.
L’Antartide ha circa le dimensioni degli Stati Uniti e del Messico messi insieme, secondo la NASA.
L’alta temperatura è in linea con la tendenza generale del riscaldamento della Terra, che è in gran parte causata dalle emissioni di gas a effetto serra.
Gli esperti affermano che la tendenza al riscaldamento sta colpendo altre parti dell’Antartide, tra cui la grande calotta glaciale dell’Antartide occidentale.
Ovviamente quando le calotte glaciali si sciolgono, l’acqua non ha altro posto dove andare se non nell’oceano ed influenzerà le coste di tutto il mondo. Ne abbiamo parlato altrove.

Un gennaio da caldo record

Il mese scorso è stato il quinto più caldo gennaio negli Stati Uniti in 126 anni di conservazione dei registri, secondo la National Oceanic and Atmosphere Administration. 
L’ultimo decennio è stato il più caldo mai registrato ed il 2019 è stato il secondo anno più caldo, secondo i ricercatori.
Le temperature medie globali della superficie nel 2019, erano quasi 1 grado più alte della media della metà del secolo scorso, causate dalle emissioni di anidride carbonica e di altri gas che intrappolano il calore derivante dalla combustione di combustibili fossili.

Il distacco di un iceberg enorme

Pochi giorni fa, un iceberg enorme di circa 300 kmq, si è staccato da Pine Island, spaccandosi in enormi frammenti. L’iceberg delle dimensioni simili a quelle di Malta, mostra come il processo di surriscaldamento stia avendo effetti sempre più devastanti. D’altronde dal 1979 al 2017, la quantità di ghiaccio persa di anno in anno, è aumentata di circa sei volte.
Ciò che ci si aspetta per la fine del XXI secolo, corrisponde ad uno scenario piuttosto inquietante: è indubbio che Antartide occidentale e penisola antartica continueranno a sciogliersi, ma non è ancora ben chiaro con quale velocità. Ciò che sappiamo è che circa l’87% dei ghiacciai si è ridotto di dimensioni, in modo preoccupante. La rapidità con la quale si stanno sciogliendo le calotte antartiche, potrebbe fare un’enorme differenza, nel caso si sia disposti davvero a cercare di invertire una tendenza sempre più pericolosa. Se le cose continuano così, entro 80 anni, le città costiere come Venezia, Napoli o New York, rischiano di sparire.
Marzia parmigiani
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