Blued: l’app di appuntamenti che aiuta la comunità LGBTQ in Cina

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Blued: l’app di appuntamenti che aiuta la comunità LGBTQ in Cina

La storia di Geng Le (Ma Baoli) è davvero particolare.

Si tratta di un poliziotto cinese che per ben 12 anni ha gestito in segreto Danlan.org, un sito web a tematica gay.

Il viaggio di Ma verso l’apice dell’industria tecnologica cinese è iniziato nei primi anni 2000 quando ha dato il via a Danlan.org, sostanzialmente, un blog sulla sua vita da gay.

Il blog di Ma si è gradualmente ampliato fino a diventare un influente forum online per le persone LGBTQ in Cina.

Uno spazio per condividere articoli sullo stile di vita, consigli sulla salute e racconti.

Ma Baoli ha perso famiglia e lavoro quando nel 2012 i suoi superiori hanno scoperto questo sito.

 

 

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Ma Baoli CEO di BlueCity – Fonte: The Economist

 

Da allora, il suo impegno è aumentato sempre più, con l’idea di legittimare le relazioni omosessuali in Cina.

Per questo, sempre nel 2012, ha creato Blued, ovvero la prima app network gay cinese.

 

 

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Attualmente Blued che ha sede a Pechino, vanta 200 dipendenti e ha aperto nuove sedi in India e nel Regno Unito.

Nell’ufficio centrale di Pechino, ci sono sale riunioni intitolate a Oscar Wilde e ad altre figure LGBTQ di tutto il mondo.

In circa 4 anni, Blued è diventato il maggiore social network gay al mondo.

L’app è stata resa pubblica lo scorso luglio con un debutto da 85 milioni di dollari sul Nasdaq.
Si tratta di un risultato straordinario per un paese che ha depenalizzato l’omosessualità nel 1997 e l’ha tolta dalle malattie mentali nel 2001.
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Il problema della discriminazione degli omosessuali in Cina

La discussione sulle questioni LGBT rimane controversa in Cina.
Prima del progetto di Ma Baoli, molte persone che si rendevano conto di non essere eterosessuali, arrivavano a sentirsi inferiori ed, in alcuni casi, al suicidio.
Gli attivisti negli ultimi anni si sono lamentati delle restrizioni più severe relative al dibattito pubblico.
Nonostante Danlan.org sia stato ripetutamente chiuso nei primi anni della sua esistenza, Blued ha ampiamente evitato il conflitto con le autorità.
Si è infatti optato per un approccio più cauto nell’aumentare la consapevolezza della comunità LGBTQ.
Fra i suoi sforzi, affrontare lo stigma intorno all’HIV che ha alimentato la discriminazione contro gli uomini gay e ha di fatto impedito alle persone di avvicinarsi alle cure mediche.
In passato, c’erano pochi posti in Cina in cui gli uomini gay potevano socializzare.
Le persone della comunità LGBT scrivevano sui muri dei bagni pubblici per tentare di comunicare nell’anonimato.
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Oggi Blued afferma di avere più di 58 milioni di utenti in Cina e in paesi tra cui India, Corea del Sud e Thailandia.
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Blued in Japan
Come altre app di appuntamenti, molti utenti di Blued sono alla ricerca di incontri e appuntamenti casuali, ma è anche vero che alcune persone si mettono assieme ed hanno effettivamente relazioni stabili.
La società di Ma Baoli, BlueCity gestisce inoltre una piattaforma online che vende kit diagnostici per l’HIV e consulenze mediche.
In più, collabora con le autorità locali per indirizzare gli utenti a centri di test gratuiti.
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La mascotte di Blued
Il suo lavoro ha contribuito a migliorare la percezione generale delle persone LGBTQ in Cina, migliorando anche i rapporti familiari e amicali dell’intera comunità.
Marzia Parmigiani
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