Bologna che non ti aspetti: 9 segreti guida alternativa della città emiliana

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Bologna che non ti aspetti: 9 segreti guida alternativa della città emiliana

Bologna è una città incredibile che racchiude tutta l’anima dell’Emilia.
Noi di Traveltherapists la conosciamo bene ed io in particolare, la frequento dai tempi dell’università.
E’ un posto dove divertirsi in modo leggero, dall’antica tradizione accademica e politica, alle forme di avanguardia artistica.
bambina salta bologna ph Marzia Parmigiani
Bimba e bolle di sapone a Bologna – ph M. Parmigiani

Perché visitare Bologna?

Questa città sa offrire a chiunque degli spunti utili ed è una meta adatta sia per le coppie che per gli amici – o perché no – per farci un giro da soli/e.
Sarà che al momento in cui scrivo – 26 novembre 2020 – siamo tutti in una situazione di chiusura in cui spesso è impossibile uscire anche dal proprio comune a causa della pandemia, ma mi è venuta tanta voglia di tornarci.
Per ora è impossibile farlo, anche se noi di Traveltherapists viviamo a 70 km di distanza.
Volevamo però fare conoscere degli aspetti meno popolari di Bologna e più suggestivi.
Così forse quando saremo più liberi in un’ottica di turismo di prossimità, chi di voi non è troppo lontano, magari può venire a farsi un giro in Emilia.
Per le strade di Bologna è bello anche solo passeggiare, fare le “vasche” sotto i portici e guardare le vetrine: oppure fermarsi a guardare gli spettacoli degli artisti di strada e farsi incantare dalla bellezza della sua architettura.
Le case dai colori caldi, i tetti di colore rosso e arancione, gli antichi palazzi della zona sud.
E ancora, il quartiere ebraico, gli ampi spazi, da Piazza Maggiore, passando per San Francesco e Piazza Verdi.
La celebre via Rizzoli con la famosa torre degli Asinelli, e la bellezza del complesso delle Sette Chiese dall’aspetto romanico, ma dall’interno vario e sbalorditivo per gli stili architettonici diversi.

Ma Bologna è anche storia e mistero.

 

portico bologna traveltherapists

 

Tutti i bolognesi conoscono alcuni segreti della “grassa”: leggende, scenari e fenomeni particolari, la cui storia si tramanda generazione dopo generazione.

Per questo, oggi parliamo della Bologna che non ti aspetti: 9 segreti guida alternativa della città emiliana!

 

 

Elina a Bologna

 

Una guida alternativa di Bologna

Considerate questo articolo come una piccola guida di viaggio alternativa per la vostra passeggiata a Bologna!

E non abbiate paura di girare a caso per il centro di Bologna.

Come dice Lucio Dalla nella canzone Disperato erotico stomp: “…nel centro di Bologna, non si perde neanche un bambino..”
Ecco a voi i segreti di Bologna!

street art traveltherapists lucio dalla bologna

1) Al Żigànt: un Nettuno “vigoroso”

Piazza Maggiore è una dei luoghi più famosi di Bologna, per cui iniziamo da qui.
Davanti all’ingresso della sala Borsa in Piazza del Nettuno – adiacente a Piazza Maggiore – troviamo la Fontana del Nettuno, uno dei simboli di Bologna.
La statua del Nettuno, chiamato dai bolognesi al Żigànt  per la sua grandezza, forse è chiamato così anche per altro.
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Se si osserva Nettuno da una particolare angolazione, quello che dovrebbe essere il suo dito favorisce in prospettiva, la zona dove dovrebbe esserci altro.
Insomma, l’indice cade nel punto esatto in cui Nettuno potrebbe avere un’erezione.
Volete sapere dove si trova l’angolazione esatta?
Niente paura!
Una pietra scura di fronte all’ingresso della sala Borsa, vi indicherà la giusta postazione!
Farete una foto divertente, ve lo assicuriamo!
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La fontana del Nettuno

2) In latino la Cannabis “protegge”

Non lontano dal Nettuno – angolo fra Via Rizzoli e Via indipendenza – sotto la Torre Scappi, se siete buoni osservatori troverete una scritta.
Dovete guardare sulle tre volte del portico per vedere la frase latina: Panis vita, canabis protectio, vinum laetitia.
Significa “Il pane è vita, la cannabis è protezione, il vino è gioia”.
Cosa avranno voluto dire? Che la cannabis protegge dal dolore e dai problemi? Dai sentimenti?
Non è dato sapere, ma c’è chi pensa che il riferimento fosse all’aspetto economico.
Questo perché in passato gran parte della ricchezza di Bologna era proveniente effettivamente dal commercio della canapa.
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Piazza Maggiore Bologna

3) Bologna e la piccola Venezia

Il fiume Reno a Bologna, crea una serie di canali sotterranei.
In un’area precisa, c’è possibilità di ammirare degli scorci segreti e inaspettati della vista sui canali.
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Per vedere questo spettacolo romantico, dovreste andare al civico 16 di via Piella.
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La vista dalla finestrella a Bologna
Accanto alla Trattoria dal Biassanot – che vi consigliamo davvero – troverete una finestrella sotto il portico arancione dalla quale si può ammirare la quiete del canale delle Moline.
La trattoria dal Biassanot ha un’iconica e inconfondibile insegna che raffigura un gatto nero.
Ad incantarvi, gli edifici che si affacciano con i balconcini decorati di fiori: vi sentirete un po’ a Venezia, un po’ alla Little Venice di Londra.
Un’altra possibilità per ammirare questo scenario suggestivo è dall’altro lato della strada, da via Malcontenti o via Oberdan.
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La vista da via Righi 13 a Bologna

4) Le tre frecce e la donna nuda

Al civico 26 di Strada Maggiore, si trova la Corte Isolani.
Se guardate all’insù, troverete un portico con il soffitto di legno con ben tre frecce conficcate.
Ma come mai?
 
Intanto diciamo che non è semplicissimo individuare le frecce.
Tendono a confondersi con le striature del legno e a volte è difficile scorgerle nonostante si sappia dove guardare.
Le frecce, però, ci sono davvero!
Le troverete conficcate in verticale in alto a destra, ad uno degli angoli del soffitto, guardando dall’ingresso della Corte Isolani.
La leggenda narra che tre briganti si trovavano in questo luogo per un regolamento di conti.
Dovevano uccidere un signorotto locale con i loro dardi.
Nel momento in cui si stavano apprestando a scoccare le loro frecce verso il malcapitato, una giovane completamente nuda si affacciò alla finestra.
Ovviamente la cosa non passò inosservata ed i briganti, distratti dalla giovane, scoccarono le frecce verso il soffitto, mancando così il loro bersaglio.
Un attentato fallito che però è ricordato dopo secoli.
Pessima mira, ma vista eccellente, non c’è che dire!
Riuscite a vedere le frecce nella foto?
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Il soffitto con le tre frecce a Corte Isolani

5) Telefono magico al voltone di Palazzo del Podestà

Avete presente il gioco del telefono senza fili?
Se andate a Bologna vi proponiamo un esperimento.
Andate all’antico Palazzo del Potestà e passate sotto il voltone.
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Il voltone del Podestà – fonte: Wikimedia Commons
Vi capiterà di certo di trovare persone girate di spalle, parlare al muro dei quattro angoli sotto la torre.
Stanno usando il magico telefono senza fili.
La particolare struttura architettonica di questa torre, ha fatto sì che si creasse un canale di comunicazione a distanza nei quattro angoli.
Nel medioevo serviva ai preti per confessare i poveri lebbrosi senza doversi avvicinare.
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Il voltone del Podestà dove si trova il “telefono senza fili” a Bologna

Come usare il telefono senza fili del voltone del Podestà a Bologna?

Dovete assolutamente provarlo (dovete essere almeno in due), per cui: mettetevi agli angoli opposti in diagonale rivolti verso il muro della colonna e parlate.
Sentirete la vostra voce salire verso l’arco e fare un’acustica stranissima e vi sembrerà di parlarvi faccia a faccia.
Chissà quante persone si sono parlate durante i secoli in questo modo e chissà cosa si sono dette.
Magia o legge della fisica? Fatto sta che è davvero affascinante!
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6) Il vaso rotto dell’Aṡnèla ed il talento nel risolvere problemi

In fondo a via Rizzoli, all’incrocio con via Zamboni e Strada Maggiore, troverete la torre degli Asinelli (chiamata così per la famiglia che la fece costruire).

L’Aṡnèla (come viene chiamata in dialetto bolognese) è alta quasi 100 metri, per 498 gradini.

Assieme alla torre della Garisenda è uno dei simboli più celebri di Bologna.

Chi ha studiato a Bologna, lo sa: non si sale sulla torre degli Asinelli prima della laurea, pena il non raggiungimento dell’obiettivo.

Per cui se vi siete già laureati o se non vi interessa farlo, potete salire!

Detto ciò, in cima alla famosa torre dovrebbe esserci un vaso di ceramica rotto (nessuno sa da quando e perché) che rappresenterebbe il talento di Bologna nel risolvere problemi in modo civile ed i conflitti pacificamente.

Perché dico dovrebbe esserci?

Non ho mai visto personalmente questo vaso rotto, dato che salire fino in cima mi era precluso prima della laurea, anche se ho frequentato tantissimo Bologna negli anni dell’università.

Poi è andata a finire che anche dopo la laurea non mi sia più capitato di pensare di salire sulla Torre degli Asinelli fino alla cima!

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Le torri di Bologna

7) Panum resis: Palazzo Poggi e la saggezza della conoscenza

Al magnifico Palazzo Poggi – che trovate al civico 33 di via Zamboni – in una delle cattedre della sede storica dell’Alma Mater, troverete la scritta Panum resis.
Il significato di questa frase latina è che la conoscenza sta alla base di ogni scelta importante.
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Palazzo Poggi

8) Santo Stefano e l’uccellino di pietra

Il complesso di Santo Stefano è davvero affascinante, un luogo unico nel suo genere.
Pensate che nel IX secolo, quest’insieme di edifici religiosi era chiamato come piccola Santa Gerusalemme.
Uno dei segreti di Bologna è proprio a Santo Stefano – patrono dei muratori e dei tagliapietre – proprio sulla sua facciata. 
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Chiostro di santo Stefano a Bologna

 

Si dice che un muratore durante la realizzazione di questa chiesa, volesse fare un dono alla sua bambina, ma non avesse i mezzi per farlo.
Allora ebbe un’idea: scolpire l’immagine di un uccellino su un mattone della facciata, in modo che la sua bambina potesse vederlo.
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Uccellino scolpito a Santo Stefano
Se ci andate, fate attenzione ai particolari di Santo Stefano e prima di entrare, cercate nella facciata il mattone scolpito con l’immagine di un uccellino.
Il regalo del muratore per sua figlia è rimasto lì secoli dopo secoli.
Vi diamo un indizio: poiché questo uccellino era per una bambina, non dovete guardare troppo in alto.
Particolare è anche la mano di pietra che benedice sulla porta d’entrata.
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La mano benedicente sull’ingresso di Santo Stefano a Bologna

9) San Luca e le 666 arcate

San Luca spettacolare santuario simbolo di Bologna, vi incanterà con la sua cupola verde-azzurra in una giornata di sole.
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Se siete in vena per una lunga passeggiata, considerate che per arrivarci bisogna  percorrere una lunghissima scalinata con portici, da via Saragozza, fino al santuario stesso.
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Il porticato di San Luca
Altrimenti, il santuario è facilmente raggiungibile con l’auto e vi consigliamo comunque di andarci per l’imponenza del santuario e la vista strepitosa sulla città.
La particolarità di San Luca è nella struttura.
Intanto questa scalinata porticata, è il portico più lungo del mondo lungo ben 3796 metri per ben 666 arcate.
Tutti noi sappiamo che 666 è il numero che rappresenta Satana.
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Alcune leggende bolognesi parlano del portico di San Luca come di una rappresentazione del Demonio con sembianze di serpente.
Il rettile si snoderebbe sinuoso per i colli, mentre il Santuario sarebbe una rappresentazione della Vergine Maria, che gli schiaccia la testa.
Speriamo di avervi ispirato ad una visita a Bologna per questo itinerario davvero suggestivo e alternativo.
Noi non vediamo l’ora di tornarci! Se avete bisogno di un alloggio, potete andare dai nostri amici di Nosadillo Hostel!
Marzia Parmigiani
Altro, in questo blog di viaggio:

5 pensieri su “Bologna che non ti aspetti: 9 segreti guida alternativa della città emiliana

  1. Valentina dice:

    Conoscevo la “particolarità 😂” della Statua del Nettuno e le arcate di San Luca ma tutte le altre cose no! Vorrà dire che tornerò a Bologna per scoprire tutte queste cose interessanti 😊

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