C’è ancora domani: la resilienza al femminile nel film di Paola Cortellesi

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C’è ancora domani: la resilienza al femminile nel film di Paola Cortellesi

Il film del 2023 diretto da Paola Cortellesi “C’è ancora domani”, segna il suo debutto come regista. E in occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, condividiamo la nostra analisi su una storia di resilienza al femminile che parla anche del primo suffragio femminile nazionale in Italia del 2 giugno 1946.

Ambientato nella Roma del Dopoguerra, il film segue le vicende di Delia, una donna che affronta le dure realtà della vita domestica mentre aspira a un futuro diverso dalla situazione attuale. Questa toccante narrazione approfondisce i temi della resilienza, dell’uguaglianza di genere e della lotta per i diritti delle donne in un mondo in rapido cambiamento.

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Paola Cortellesi

C’è ancora domani analisi film di Paola Cortellesi: contesto storico

“C’è ancora domani” è profondamente radicato nello sfondo storico dell’Italia del 1946, un periodo segnato dalla ripresa della nazione dalle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. Questa era ha visto significativi sconvolgimenti sociali ed economici, sfidando le strutture familiari tradizionali e i ruoli di genere. Lo stile neorealista del film, che ricorda le opere di Vittorio De Sica e Roberto Rossellini, ancora la narrazione al suo momento storico, evidenziando anche le lotte universali dei suoi personaggi.

Il film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani” ritrae magnificamente il primo suffragio femminile nazionale in Italia, avvenuto il 2 giugno 1946. Questo debutto alla regia di Cortellesi ha ottenuto un notevole successo su più fronti. Disponibile su Netflix da marzo, il film è stato un successo al botteghino, ha ottenuto 19 nomination ai David di Donatello ed è stato proiettato in 150 sale per celebrare la Giornata internazionale della donna.

In “C’è ancora domani”, vari temi si intrecciano con la storia di Delia (interpretata da Paola Cortellesi), il personaggio centrale: il dopoguerra, la violenza di genere, i diritti delle donne, la partecipazione civica e l’aspirazione collettiva a un futuro migliore. Il film non solo evidenzia questi problemi, ma commemora anche il momento storico in cui le donne italiane esercitarono per la prima volta il loro diritto di voto.

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Personaggi

Il personaggio centrale, Delia, incarna le lotte di molte donne del suo tempo che erano confinate nei ruoli domestici ma desideravano di più. Il marito di Delia, Ivano (interpretato da Valerio Mastandrea), rappresenta l’autorità patriarcale e la mascolinità tradizionale, spesso esibendo comportamenti violenti e abusivi. Tuttavia, Ivano è raffigurato con complessità, riflettendo l’influenza del suo tempo e del suo ambiente. Altri personaggi includono la migliore amica di Delia, Marisa (Emanuela Fanelli), e Nino (Vinicio Marchioni), un corteggiatore del passato di Delia che sogna una vita migliore con lei. Questi personaggi offrono a Delia scorci di speranza e futuri alternativi, in netto contrasto con la sua opprimente realtà domestica.

C’è ancora domani analisi film di Paola Cortellesi: contesto sociale

Il film presenta un potente commento sociale sul femminismo, il patriarcato e il cambiamento sociale. La battaglia di Delia contro il marito violento e le norme condivise dell’epoca rispecchia la più ampia lotta femminista per i diritti delle donne e l’autodeterminazione. La cinematografia in bianco e nero e i dettagli specifici del periodo esaltano la rappresentazione autentica del film delle condizioni sociali del periodo. Concentrandosi sul viaggio personale di Delia, Cortellesi evidenzia la lotta collettiva delle donne durante quest’era. Il film critica i valori patriarcali radicati che limitavano la vita delle donne, sottolineando il lento, ma inevitabile progresso verso l’uguaglianza di genere. Affronta anche questioni come la violenza domestica e le limitate opportunità economiche per le donne, temi che rimangono attuali ancora oggi.

C’è ancora domani analisi film di Paola Cortellesi: resilienza ed empowerment

Psicologicamente, “C’è ancora domani” esplora la resilienza e la forza interiore dei suoi personaggi. Il viaggio di Delia è un viaggio di auto-scoperta e di empowerment. Nonostante abbia sopportato continui abusi e umiliazioni, trova piccoli modi per affermare la sua dignità e autonomia, simboleggiate dai suoi sogni segreti e da una lettera inaspettata che accende un barlume di speranza. La capacità del film di fondere il Neorealismo con momenti spensierati, anche durante le scene violente, aggiunge un livello unico alla sua esplorazione psicologica. Questa giustapposizione di commedia e dramma evidenzia l’assurdità della sofferenza dei personaggi mentre fa una toccante dichiarazione sulla loro resilienza e speranza.

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Ivano (Valerio Mastandrea) e Delia (Paola Cortellesi) – Fonte: Netflix

La relazione madre-figlia in “C’è ancora domani”

In “C’è ancora domani”, la relazione tra Delia e sua figlia Marcella (Romana Maggiora Vergano) è un tema centrale che sottolinea le dinamiche generazionali e le aspettative sociali riposte sulle donne. Ambientata sullo sfondo della Roma del secondo dopoguerra, la loro relazione riflette la tensione tra i ruoli tradizionali e il desiderio di un futuro migliore. Delia è una donna resiliente che sopporta la violenza domestica e l’oppressione sociale. La sua preoccupazione principale è garantire un futuro migliore a Marcella, sperando che sua figlia sfugga al ciclo di abusi e sottomissione che deve affrontare. I sacrifici e la forza silenziosa di Delia sono motivati ​​dal suo profondo amore per Marcella e dalla sua determinazione a offrirle opportunità che non ha mai avuto.

Marcella, d’altro canto, rappresenta la nuova generazione con aspirazioni di mobilità sociale e libertà personale. È sulla soglia dell’età adulta, affrontando le pressioni del conformarsi alle aspettative sociali mentre desidera ardentemente l’indipendenza. La sua relazione con Delia è complessa; è segnata da un mix di ammirazione, frustrazione e un profondo desiderio di liberarsi dai vincoli che legano sua madre. Il film ritrae delicatamente il loro legame attraverso interazioni quotidiane e momenti cruciali. La natura protettiva di Delia spesso si scontra con la sfida giovanile di Marcella, eppure il loro amore e rispetto reciproci sono evidenti. Questa dinamica è catturata in modo toccante nelle scene in cui Delia incoraggia le ambizioni di Marcella, trasmettendo sottilmente le sue speranze e i suoi sogni alla figlia.

In modo critico, la loro relazione funge anche da lente per esplorare temi più ampi del femminismo e dell’autodeterminazione.

Gli sforzi di Delia per proteggere Marcella dall’oppressione patriarcale evidenziano il cambiamento generazionale negli atteggiamenti verso i ruoli di genere. Mentre Delia combatte per il futuro di sua figlia, incarna la lotta collettiva delle donne che cercano di ridefinire il loro posto nella società.

In sostanza, la relazione madre-figlia in “C’è ancora domani” è un potente espediente narrativo che illustra le trasformazioni personali e sociali dell’epoca.

Aggiunge profondità emotiva al film, rendendolo uno studio avvincente sulla resilienza, la speranza e il legame duraturo tra madre e figlia.

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Marcella (Romana Maggiora Vergano) e Delia (Paola Cortellesi) – Fonte: Netflix

Interazione tra Delia e il suo amore passato in “C’è ancora domani”

In “C’è ancora domani”, le interazioni di Delia con Nino, un amore non vissuto del passato, introducono una sottotrama fondamentale che arricchisce la narrazione. Questa relazione scava a fondo nello stato emotivo di Delia, evidenziando temi di speranza, fuga e l’impatto duraturo delle relazioni passate.

C’è ancora domani analisi film di Paola Cortellesi: ruolo di Nino

Nino, interpretato da Vinicio Marchioni, è una figura del passato di Delia che riemerge, sperando di riaccendere la loro storia d’amore e offrirle una via di fuga dalla sua vita soffocante. Il suo personaggio simboleggia la possibilità di un futuro diverso, in netto contrasto con la triste realtà dell’attuale esistenza di Delia. La presenza di Nino evoca ricordi di un periodo più fiducioso e promettente nella vita di Delia, prima che fosse oscurato dalla durezza del suo matrimonio e dai doveri domestici. Nino propone a Delia di lasciare Roma e di trasferirsi con lui nel Nord Italia (Settentrione). Questa offerta è carica di implicazioni. Storicamente, il Nord Italia è stato più industrializzato ed economicamente prospero del Sud, rappresentando opportunità e nuovi inizi.

Per Delia, la proposta di Nino non è solo un’opportunità per sfuggire al marito violento, ma anche un’opportunità per reclamare una parte di sé che è andata perduta nel corso degli anni.

Una scena particolarmente toccante e poetica li mostra mentre condividono avidamente un pezzo di cioccolato, assaporandolo lentamente a occhi chiusi come se fosse qualcosa di proibito. Questo momento si traduce nel loro amore irrealizzato. L’idea di trasferirsi nel Nord Italia è sia allettante che spaventosa per Delia, incarnando la speranza per un domani migliore, un tema centrale del film. Tuttavia, le richiede anche di confrontarsi con le sue paure e le norme sociali che l’hanno legata alla sua vita attuale.

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Nino (Vinicio Marchioni) e Delia (Paola Cortellesi) – Fonte: Netflix

C’è ancora domani analisi film di Paola Cortellesi: dinamiche emotive e psicologiche

Le interazioni di Delia con Nino rivelano molto del suo stato emotivo e psicologico. È combattuta tra il suo dovere di madre e il suo desiderio di libertà personale e felicità. L’affetto di Nino e i ricordi del loro passato contrastano nettamente con la violenza e il degrado che sperimenta a casa. Questo contrasto sottolinea l’impatto psicologico della sua vita attuale e il potenziale di guarigione e felicità che Nino rappresenta. La loro relazione tocca anche temi di rimpianto e opportunità perse. Delia riflette su cosa sarebbe potuto accadere se avesse scelto un percorso diverso. Questa riflessione è fondamentale per lo sviluppo del suo personaggio, poiché la costringe a valutare le scelte della sua vita e a considerare la possibilità di un cambiamento. Nino, in questo senso, funge da catalizzatore per l’introspezione e la crescita di Delia.

Incontro con William, il soldato americano

In “C’è ancora domani”, l’incontro di Delia con William, un soldato americano interpretato da Yonv Joseph, diventa un momento cruciale del film. William rappresenta uno strumento di aiuto e un’opportunità nella vita limitata di Delia. Il loro incontro avviene per caso e la gentilezza e l’empatia di William contrastano nettamente con il comportamento violento del marito di Delia, Ivano, e del suocero. William offre a Delia non solo assistenza fisica ma anche supporto emotivo, affermando il suo valore e la sua dignità. Questa relazione sottolinea i temi dell’interazione interculturale e il potere trasformativo dell’empatia e della gentilezza. A un certo punto, William si occupa di far saltare in aria il bar della famiglia del futuro marito di Marcella, aiutando Delia a liberare sua figlia da una promessa di matrimonio con un uomo simile a Ivano.

In sostanza, l’inclusione del personaggio di William in “C’è ancora domani” non solo aumenta la profondità emotiva della narrazione, ma rafforza anche i temi più ampi del film di speranza, resilienza e ricerca di un domani migliore. Il suo impatto sulla vita di Delia dimostra l’importanza della solidarietà e il profondo effetto che la compassione e il sostegno possono avere sul percorso di un individuo verso l’emancipazione.

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William (Yonv Joseph) incontra Delia (Paola Cortellesi) – Fonte: Netflix

Il legame tra “C’è ancora domani” e il cinema di Rossellini e De Sica

“C’è ancora domani” di Paola Cortellesi stabilisce un profondo legame con le opere dei registi neorealisti italiani Roberto Rossellini e Vittorio De Sica. Questo legame è evidente in vari aspetti del film, tra cui il focus tematico, le scelte stilistiche e l’approccio narrativo.

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Marisa (Emanuela Fanelli) e Delia (Paola Cortellesi) – Fonte: Netflix

Focus tematico

Il neorealismo, come esemplificato da Rossellini e De Sica, spesso si è incentrato sulla vita quotidiana delle persone comuni, in particolare all’indomani della seconda guerra mondiale. Questi film hanno evidenziato le lotte delle classi inferiori e lavoratrici, portando alla luce questioni sociali come povertà, disoccupazione e la resilienza dello spirito umano.

“C’è ancora domani”, ambientato nella Roma del 1946, segue Delia mentre affronta la violenza domestica e l’oppressione sociale. Questa esplorazione tematica di lotte personali e sociali rispecchia il focus di film neorealisti come “Roma città aperta” (1945) di Rossellini e “Ladri di biciclette” (1948) di De Sica. In “Roma città aperta”, Rossellini ritrae le dure realtà della vita sotto l’occupazione nazista, sottolineando il coraggio e la resilienza degli italiani comuni. Allo stesso modo, “Ladri di biciclette” descrive la disperata ricerca di un padre per recuperare la sua bicicletta rubata, che è fondamentale per il suo lavoro e la sopravvivenza della famiglia. Il film condivide questo impegno per il realismo e il commento sociale, raffigurando gli sforzi di Delia per garantire un futuro migliore a sé e alla figlia in mezzo alle difficoltà del dopoguerra.

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Anna Magnani e Aldo Fabrizi in Roma Città Aperta

Scelte stilistiche

Il film di Paola Cortellesi impiega elementi stilistici che richiamano le tecniche visive e narrative del neorealismo. La decisione di girare in bianco e nero esalta l’autenticità storica ed evoca l’estetica dei classici film neorealisti. Questa scelta colloca il film nel suo contesto storico e rende omaggio allo stile visivo di Rossellini e De Sica, che hanno utilizzato la cinematografia in bianco e nero per trasmettere un senso di realismo e immediatezza.

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Ivano (Valerio Mastandrea) e Delia (Paola Cortellesi) – Fonte: Netflix

Approccio narrativo

I film neorealisti sono noti per la loro attenzione a storie umane semplici ma profonde. Spesso evitano trame complesse in favore di narrazioni dirette che rivelano profonde verità sociali. “C’è ancora domani” segue questa semplicità narrativa, concentrandosi sulle lotte e le relazioni quotidiane di Delia. La trama del film è guidata dalle interazioni dei personaggi e dai loro percorsi emotivi, piuttosto che da intricati colpi di scena, come in “Ladri di biciclette”, dove la storia ruota attorno agli sforzi del padre per recuperare la sua bicicletta rubata.

Inoltre, la miscela di dramma e momenti più leggeri, a volte comici, in “C’è ancora domani” riecheggia l’equilibrio narrativo che si trova nelle opere neorealiste. Nonostante l’argomento serio, il film di Cortellesi incorpora momenti di umorismo e calore, che ricordano il tocco umanistico che Rossellini e De Sica spesso infondevano nei loro film. Questa miscela di toni aiuta a evidenziare la resilienza e la speranza che persistono anche nelle circostanze più difficili.

In conclusione, “C’è ancora domani” si collega profondamente all’eredità di Rossellini e De Sica, attingendo al loro focus tematico, alle scelte stilistiche e all’approccio narrativo per creare un film che risuona con i principi del neorealismo italiano, raccontando al contempo una storia avvincente e contemporanea.

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Una scena da Ladri di Biciclette

Conclusioni

“C’è ancora domani” di Paola Cortellesi rende omaggio al cinema neorealista di Roberto Rossellini e Vittorio De Sica attraverso la sua attenzione alle questioni sociali, alle scelte stilistiche e all’approccio narrativo. Attingendo alla tradizione neorealista, Cortellesi colloca il suo film in un contesto storico significativo, realizzando al contempo un’esplorazione senza tempo della resilienza umana e della ricerca di un futuro migliore.

Il film della Cortellesi offre un’esplorazione toccante e sfaccettata della società italiana del Dopoguerra attraverso la lente della lotta di una donna. L’esordio alla regia di Paola Cortellesi funge sia da omaggio al neorealismo italiano sia da rivisitazione moderna e fresca dei suoi temi, creando una narrazione avvincente sulla resilienza, la speranza e la lotta per un futuro migliore. Il successo del film al botteghino e il plauso della critica ne sottolineano l’impatto e la rilevanza, riscuotendo successo tra il pubblico sia in Italia che nel mondo.

firma marzia parmigiani

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