Città a rischio con l’innalzamento dei mari

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Città a rischio con l’innalzamento dei mari

Un problema minimizzato

Ormai siamo tutti abituati a sentir nominare i concetti di cambiamento climatico o riscaldamento globale. In fondo siamo tutti informati circa l’aumento delle temperature e l’idea che l’impatto degli esseri umani sul pianeta, lo stia cambiando a nostro sfavore. Spesso si sente dire “salviamo il pianeta”, ed è un concetto errato. Noi non dobbiamo salvare il pianeta, bensì salvare noi stessi su questo pianeta. Non è infatti l’intero sistema della terra ad essere a rischio (che bene o male, continuerà nella sua evoluzione), ma la vita stessa, degli esseri umani. E per quanto ne sappiamo, il mondo è l’unico luogo naturale, in cui un umano possa vivere. Spesso noi di Traveltherapists, ci sentiamo sconcertate nel vedere le persone scordarsi, minimizzare, sottovalutare o addirittura negare un problema che esiste e che probabilmente si manifesterà nei prossimi decenni in tutta la sua concretezza.

Amare il viaggio, dovrebbe significare amare il pianeta

Pensiamo che chi ama viaggiare, sia anche innamorato della Terra: non possiamo quindi esimerci dal parlare anche degli aspetti più inquietanti che riguardano la vita sul pianeta.

In questo articolo, vi parliamo delle ultime stime fatte tramite simulazioni, dai maggior enti di ricerca.

Città in via di estinzione

L’innalzamento dei mari potrebbe cancellare più città entro il 2050. 
Tutti noi abbiamo seguito le vicende di Venezia in questo ultimo scorcio di 2019. Il problema del M.O.S.E. e i danni per milioni di euro alla città della Serenissima. Il problema dell’Italia, però non si limita solo al Veneto. Nei prossimi anni, i contorni dell’Italia potrebbero ridimensionarsi notevolmente a causa dell’innalzamento dei mari.
Uno dei fattori principali è sicuramente l’elevato inquinamento. Fino a qualche anno fa, non si pensava a proiezioni così disastrose, ma in effetti l’innalzamento del livello degli oceani sta procedendo più velocemente di quanto si sperasse. 

La nostra Penisola ha purtroppo bene 33 aree a rischio: la zona della costa settentrionale del mar Adriatico (tra Trieste e Ravenna). In quest’area, oltre all’aumento dei mari, bisogna considerare il lento, ma costante discendere delle terre dalla Romagna al Veneto. Non solo Venezia quindi, ma centinaia le città costiere in pericolo. Al Centro, abbiamo il rischio tangibile di inabissamento della Versilia e della zona di Fiumicino (per dirne alcune) e al Sud, le zone costiere di Catania in Sicilia e di Cagliari e Oristano in Sardegna, potrebbero cambiare davvero la fisionomia italiana. Negli ultimi 30 anni, il Mediterraneo si è innalzato di 30 cm; le stime per il prossimo secolo parlano di una triplicazione del livello medio. Questo, secondo i dati dell’Enea (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Il resto del mondo

L’aumento dei mari potrebbe colpire tre volte più persone entro il 2050 di quanto si pensasse, secondo una nuova ricerca, minacciando di cancellare alcune delle grandi città costiere del mondo.
Gli autori di un articolo pubblicato a fine novembre 2019, hanno sviluppato un modo più accurato di fare proiezioni sulla base delle letture satellitari, un modo standard per stimare gli effetti dell’innalzamento del livello del mare su vaste aree e hanno scoperto che i numeri precedenti erano troppo ottimisti.
La nuova ricerca mostra che circa 150 milioni di persone vivono ora su terreni che saranno al di sotto della linea di alta marea entro la metà del secolo.

Il sud del Vietnam potrebbe quasi scomparire

La parte inferiore del paese sarà sotto il livello del mare, durante l’alta marea. Più di 20 milioni di persone in Vietnam, quasi un quarto della popolazione, vivono in terreni che saranno inondati. Gran parte della città di Ho Chi Minh, il centro economico della nazione, scomparirebbe con esso, secondo la ricerca, prodotta da Climate Central. Si tratta di un’organizzazione scientifica con sede nel New Jersey, la cui ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications.

Consideriamo inoltre che tali proiezioni escludono l’impatto della futura crescita della popolazione e della terra che diminuirà a causa dell’erosione delle coste.

Thailandia

In Thailandia, oltre il 10% dei cittadini vive attualmente su terreni che probabilmente saranno inondati entro il 2050; la precedente stima, si attestava all’1%, secondo la tecnica precedente.  La capitale politica e commerciale, Bangkok, è particolarmente in pericolo.
Il problema in tal senso, non è solo l’inondazione del terreno, ma il fatto che il cambiamento climatico eserciterà pressioni sulle città in diversi modi. Ciò spingerà anche i poveri agricoltori a cercare lavoro nelle città con effetti peggiorativi sull’inquinamento.

Shanghai

 A Shanghai, uno dei motori economici più importanti dell’Asia, l’acqua minaccia di consumare il cuore della città e molte altre città circostanti.
I risultati non devono significare necessariamente che quelle città avranno una fine.
I nuovi dati mostrano che 110 milioni di persone vivono già in luoghi che si trovano al di sotto della linea di alta marea. Molte zone sono già tutelate da misure di protezione come muri e altre barriere. Sicuramente le città dovranno rapidamente investire somme molto maggiori per queste difese. 

India

Le nuove proiezioni suggeriscono che gran parte di Mumbai, la capitale finanziaria dell’India e una delle più grandi città del mondo, è a rischio di essere spazzata via. Costruito su quella che una volta era una serie di isole, il centro storico della città è particolarmente vulnerabile. Soprattutto, la ricerca mostra che i paesi dovrebbero iniziare a prepararsi ora affinché più cittadini si trasferiscano internamente.

Alessandria, Egitto

Alessandria, in Egitto, fondata da Alessandro Magno intorno al 330 a.C., potrebbe andare perduta nelle acque in aumento. La scomparsa del suo patrimonio culturale, potrebbe essere devastante.

Non solo un problema ambientale

Esistono poi Paesi, dove la migrazione causata dall’innalzamento dei mari, potrebbe innescare peggiorare i conflitti interni. Bassora, la seconda città più grande dell’Iraq, potrebbe essere per lo più sott’acqua entro il 2050. In tal caso, gli effetti potrebbero essere avvertiti ben oltre i confini dell’Iraq. Un’ulteriore perdita di terra per le acque in aumento potrebbe creare un’ulteriore instabilità sociale e politica nella regione. Ciò potrebbe riaccendere i conflitti armati e aumentare la probabilità del terrorismo. Non si tratta solo di un problema ambientale, ma anche umanitario e che riguarda la sicurezza di tutti.

Cos’altro dire?

E allora cosa stiamo aspettando? Seriamente. Di cos’altro abbiamo bisogno per cominciare davvero a cambiare le cose prima che sia troppo tardi? E se state pensando che il vostro impegno sia inutile perché da soli non si fa nulla, vi sbagliate. Ogni volta che scegliamo di fare la differenziata, di usare prodotti bio, di preferire prodotti plastic free, stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere. Se lo facessimo tutti, non saremmo a questo punto.

Sitografia: 

https://www.enea.it/it/Ricerca_sviluppo

https://www.nature.com/ncomms/

Marzia Parmigiani

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