Come diventare nomadi digitali

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Come diventare nomadi digitali

Chi è un nomade digitale? Si può davvero lavorare e mantenersi da spiagge caraibiche, capitali alla moda e paradisi terrestri dove si sta tutto l’anno con le infradito?

Se qualcuno vi ha detto di sì, vi ha mentito.

Se pensate che questa vita sia invidiabile e un modo per guadagnare solo viaggiando e divertendosi, non procedete oltre nella lettura.

Lavorare da nomade digitale non è una passeggiata e non è per tutti.

Noi di Traveltherapists, inauguriamo con questo articolo una serie di contenuti, atti ad informare o semplicemente chiarire, come diventare nomadi digitali. Vogliamo raccontarvi attraverso queste pagine, il mondo in cui siamo diventate e diventeremo sempre di più: nomadi digitali.

E’ un percorso di crescita personale oltre che professionale che abbiamo deciso di intraprendere ormai da un anno. Finalmente, siamo pronte a condividere con voi anche questa parte del nostro viaggio, con umiltà e passione per quello che facciamo. In questo e nei prossimi posti vi forniremo le giuste dritte per iniziare il vostro percorso da nomadi digitali.

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La nascita della definizione Nomade digitale

Il termine comunemente citato è un libro del 1997, “Digital Nomad” (ovvero Nomade Digitale), di Tsugio Makimoto, uno scienziato giapponese, e David Manners, un giornalista britannico.  

Il libro prevede presumibilmente che i progressi nella tecnologia della comunicazione “ci renderanno geograficamente indipendenti dalle nostre case e uffici” e ci porterà al “nomadismo cerebrale”. In base a queste premesse, la possibilità di viaggiare per il mondo a caccia di informazioni e relazioni, proprio come i nostri antenati si spostavano da montagne a pianure (seguendo gli animali e la disponibilità di vegetazione) è sempre più uno scenario plausibile.

E’ soltanto attorno al 2007 che un gruppo di blogger iniziò a promuovere questo stile di vita e le sue possibilità.

Con la diffusione di smartphone, piani di dati in roaming e viaggi aerei più economici, questa strategia si è rivelata popolare.

Gli hub dei nomadi digitali, stanno spuntando ovunque.

Questo perché un basso costo della vita si interseca con un’alta qualità della vita.

Le mete più popolari, il più delle volte si trovano nel sud-est asiatico: Chiang Mai, Bangkok, Ubud e Ho Chi Minh City sono diventati tutti destinazioni popolari sul circuito.

Anche in Europa, luoghi emergenti in merito sono Lisbona, Madrid e più diffusamente tutta la Spagna ed il Portogallo, isole comprese.

 

Le premesse socioeconomiche del nomadismo digitale

Questi, in Occidente, sono gli anni della crisi. Sappiamo che dal 2001, il mondo non è più stato lo stesso.

Le pressioni macroeconomiche, la diffusa mancanza di alloggi a prezzi accessibili e di carriere che progrediscano linearmente, sono una condizione particolarmente difficile, non solo per i millennials, ma anche per coloro che fanno parte della cosiddetta “Generazione X”. Entrambe sono generazioni, con bassi tassi di matrimonio, poche proprietà familiari, e pochi figli. 

Zygmunt Bauman e le narrazioni dell’era postmoderna

D’altronde il sociologo Zygmunt Bauman, ha parlato ampiamente di “società liquida”, indicando l’assenza totale di riferimenti “solidi” con i quali gli esseri umani devono fare conti, in quest’epoca postmoderna.

Non sappiamo ancora quali saranno gli effetti di questa liquidità, dato che la stiamo ancora attraversando, ma di certo, lo scardinamento e la crisi delle narrazioni tradizionali è tangibile e sotto lo sguardo di tutti.

Se i soliti simboli dell’età “adulta” non sembrano raggiungibili e un senso permanente di precarietà sembra inevitabile, perché non abbracciare invece l’impermanenza?  

I nomadi digitali sono una realtà in crescita

Ci sono già nomadi “parziali” intorno a voi, ma forse non li percepite in questo modo.

C’è lo scrittore che trascorre alcuni mesi ogni anno a Londra, ma poi torna a casa sua a Madrid e compensa le spese elevate, con l’affitto economico nel paesino vicino alla capitale spagnola. Abbiamo il manager che rimbalza tra Rio De Janeiro e Milano; l’artista turco che passa qualche mese in Germania, ma gli esempi sono infiniti.

E’ giusto però sottolineare che i nomadi digitali possono essere di qualsiasi categoria, età e professione. Certo, si tratta di un mondo competitivo, indipendente e di certo non per tutti.

La mobilità geografica è diventata un segno di diverse capacità (sia di lavorare autonomamente e di essere organizzati), ma anche di successo e libertà creativa. 

L’evoluzione della figura del nomade digitale 

Nei primi anni Duemila, i nomadi digitali corrispondevano per lo più a viaggiatori con zaino e sacco a pelo con l’idea di continuare questo stile di vita, guadagnando contemporaneamente qualcosa.

Successivamente, sono emerse generazioni successive di nomadi. Ad esempio, consulenti di marketing, copywriter e content creator specializzati con la S.E.O. (la scrittura ottimizzata per i motori di ricerca). Anni dopo, scrittori e programmatori freelance.

Ultimamente, anche le multinazionali o le grandi aziende più lungimiranti, permettono sempre più a impiegati a tempo pieno, di viaggiare e lavorare da remoto.

Come diventare un “nomade digitale”

Il 68% dei millenials predilige lavorare da remoto. Nei soli Stati Uniti, il 36% dei lavoratori, lo fa da freelance. Girare per il mondo mentre si è assunti a tempo pieno, sembra troppo bello per essere vero, ma con la giusta pianificazione, attrezzatura e supporto, si può fare. Cinque milioni di lavoratori indipendenti americani si descrivono come nomadi digitali.

Si tratta di viaggiatori che lavorano da remoto (sfruttando quindi la connessione internet). Utilizzano strumenti digitali come laptop, pc o smartphone a seconda del tipo di lavoro. 

 

Una mentalità difficile da sradicare

Non importa quanto l’avete spiegato, se lavorate da freelance, comodamente nel vostro appartamento, o se lavorate sfruttando la casa dei nonni in Sicilia per godere del clima mite, nessuno capirà davvero.

Penseranno tutti che siete semplicemente in vacanza, che forse qualcuno vi mantiene o che avete vinto alla lotteria. Soprattutto se utilizzate quotidianamente i social, magari vi prenderanno in giro, dicendo che volete fare gli youtuber o gli influencer (quest’ultimo termine, personalmente lo detesto).

Nessuno che non sia un addetto ai lavori, comprenderà che quello che svolgete online richiede tempo, competenza, formazione continua e soprattutto, molto lavoro.

Purtroppo, la mentalità legata al lavoro in Italia (ma non solo), prevede che sia possibile solo in ufficio, in fabbrica o in qualsiasi altro luogo fisico, che sia sempre lo stesso.

Le difficoltà del nomadismo digitale

Se volete diventare nomadi digitali, dovrete fare uno sforzo in più a causa della distanza, per mantenere relazioni, sia lavorative che personale.

Se viaggiate spesso o volete rimanere in un paese, l’organizzazione dei nomadi digitali può essere straordinariamente complicata.

Perché? Se siete in affitto, forse dovrete lasciare la casa e avrete poi il problema di dove mettere i vostri mobili e tutti gli effetti personali.

Forse dovrete vendere la vostra auto, la moto, etc. Magari avete animali domestici che per motivi logistici non potete portare con voi. Insomma, un bel po’ di problemi da affrontare.  

Come iniziare il lavoro da nomade digitale

Parlate con il vostro datore di lavoro

Se non lavorate già in remoto e ci sono i presupposti, potreste provare a parlarne con il vostro datore di lavoro, se il tipo di lavoro lo consente.  Inizialmente potreste suggerire di lavorare da casa una volta alla settimana con la possibilità di ritornare alla condizione precedente in un secondo momento. Se le cose vanno per il meglio, potreste chiedere di aggiungere altri due giorni alla condizione di lavoro da remoto.

Create un ufficio smart a casa

Configurate un ufficio per lavorare da remoto in modo da disporre di tutti gli strumenti: Wi-Fi, auricolari con microfono e un caricabatterie portatile, per citarne alcuni. Oltre all’attrezzatura fisica è anche importante dotarsi di tutti i software o le app che possono facilitare e migliorare il vostro lavoro. Fate un piccolo investimento e stabilite l’orario di lavoro in cui i colleghi o i clienti possono contattarti. 

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Tenete in ordine i documenti personali

Se viaggiate fuori Europa, assicuratevi che il passaporto sia aggiornato. La maggior parte dei paesi richiede che sia valido entro sei mesi dalla data dell’ultimo viaggio. Potreste aver bisogno di un visto, ma la maggior parte dei paesi non ne richiede uno a meno che il vostro soggiorno non sia più lungo di 90 giorni.  

Vi sono tuttavia delle eccezioni, quindi controllate il sito web per informazioni su ciascun paese.

 

Abbiate un indirizzo fisico di riferimento

I nomadi digitali hanno bisogno di una base di residenza per posta, fatture, documenti bancari e dei datori di lavoro.  Se non avete intenzione di restare a lungo in un luogo, questa potrebbe essere la casa di un genitore o di un amico.  

Scegliete una destinazione in base al tuo budget

Calcolate dove potete permettervi di viaggiare in base al budget e al periodo di tempo. Una volta deciso dove andare, cercate alloggi a lungo termine con strumenti come Airbnb, Hostelworld e Innclusive (che è stato costruito per i viaggiatori che subiscono discriminazioni razziali). 

Controllate che le recensioni siano positive anche per l’accesso a Internet e Wi-Fi e se ci si trova vicino a spazi di lavoro pubblici o strade rumorose.

 

Assicurazione sanitaria di viaggio

Prima di partire, informatevi  su quale sia la copertura sanitaria garantita nel paese in cui andate. Le emergenze potenzialmente letali sono generalmente coperte, ma altri incidenti probabilmente non lo sono.  

Anche se l’assicurazione standard vi copre in caso di emergenza, dovrete probabilmente pagare di tasca vostra per le cure successive. Valutate quale sia la soluzione migliore per voi e per la vostra tranquillità.

 

Rivolgetevi ad un consulente fiscale

Naturalmente, ci sono conseguenze fiscali del lavoro in un posto, rispetto ad un altro. Alcune aziende, di solito quelle che assumono lavoratori remoti e nomadi digitali, gestiranno la questione delle tasse. Se sei un lavoratore freelance, scegli un professionista specializzato nel settore che possa esser un buon ausilio per la questione fiscale.

Come portare avanti il lavoro da nomade digitale

Certo, poter lavorare in remoto e viaggiare senza sosta è fantastico.  Tuttavia non è tutto così bello e possono esserci tempi morti e momenti difficili. Qui di seguito vi diamo alcune indicazioni su come mantenere in modo ottilmale, la condizione di lavoro da nomade digitale.

Essere sempre alla ricerca di nuovi lavori

Ciò è particolarmente importante per i liberi professionisti, ma anche i dipendenti devono pensarci. Tendenzialmente in un anno si perde in modo fisiologico circa il 10% dei clienti. Per questo è importante essere sempre alla ricerca di nuovi contatti. Più clienti regolari o occasionali, sono davvero l’unico modo sicuro per essere un nomade digitale, ovunque siate.

Conoscere nuove persone

Se siete introversi, troverete questa parte più difficile come nomade digitale.  Il fatto è che è piuttosto vitale.  L’isolamento non fa bene alla salute mentale. Se vi trovate negli hub, negli spazi di co-working  o semplicemente in ostello, considerate che lo scambio è fondamentale. La migliore delle vostre nuove idee, potrebbe nascere proprio da una conversazione con una persona sconosciuta e totalmente differente da voi, che però vi porta lo stimolo giusto, al momento giusto.

 

 

Usare gli spazi di archiviazione online

Sebbene non sia possibile prevenire completamente gli arresti anomali o il furto del disco rigido, è possibile ridurre al minimo gli effetti distruttivi utilizzando Google Drive, Apple iCloud o altre simili soluzioni.  Avere un backup basato su cloud significa che anche se perdete il computer, il vostro lavoro sarà al sicuro. 

Cura di sé

Vivere con un budget limitato è il modo principale in cui la maggior parte dei nomadi digitali, porta avanti la sua quotidianità. Ciò significa scegliere ostelli rispetto agli hotel, ma non dovete sentirvi in colpa se in alcuni momenti volete un luogo più accogliente o concedervi una spesa più alta. Ascoltate le vostre reali esigenze, perché spesso, rilassarsi nella quiete, o immergersi in una vasca idromassaggio è davvero tutto ciò che è necessario per sentirsi meglio.

 

Seguite il vostro ritmo

Lo abbiamo detto anche in altri articoli. Ascoltate il vostro ritmo e andate al vostro passo. Rallentate. Uno dei più grandi errori che si possano commettere è quello di rimbalzare da un luogo all’altro come una biglia impazzita. Fate le cose per voi e non per gli altri o per mostrare agli altri. Solo voi potete sapere quanto restare in un luogo.  Tuttavia, potrebbe essere necessario del tempo per trovare la vostra velocità ed il giusto passo.

 

Speriamo di averti dato utili informazioni su come diventare nomadi digitali e averti dato spunti di riflessione.

 

 

Marzia Parmigiani

Contattaci per avere delle informazioni maggiori o solo dei consigli 🙂 siamo qui per te!

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