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Come prepari la tua valigia dice chi sei.

 

Come prepari la tua valigia dice chi sei

Preparare la valigia prima di un viaggio, si accompagna a pensieri, emozioni e sentimenti diversi a seconda di come siamo.

C’è chi la inizia settimane prima di partire, chi, a ridosso della vacanza.

Essenziale, straripante, ordinata, disordinata.

Insomma, il modo in cui organizziamo il nostro bagaglio e le sensazioni che abbiamo nel mentre, rivelano parti interessanti della personalità: scopriamo quali!

 

 

preparare la valigia Come prepari la tua valigia dice chi sei
come prepari la valigia dice qualcosa di te!

Come prepari la tua valigia dice chi sei: i tempi di preparazione

Siete felici perché finalmente in partenza! Dopo tanto lavoro, già vi prefigurate quello che potrà essere il vostro meritato viaggio.

Però già molto tempo prima, siete in ansia perché sapete che prima o poi dovrete affrontare una cosa: la preparazione della valigia.

Allora cominciate a “pensarla” un mese prima, a seconda della località in cui andrete (sarà troppo caldo, troppo freddo, non so, porto un po’ di tutto).

Cosi due settimane prima la tirate fuori, le fate prendere “aria” e poi meticolosamente, iniziate a metterci dentro i vestiti e le cose che considerate “must”.

Vi mettete avanti con i lavori, perché questa cosa vi fa sentire meglio, la state controllando.

L’ansia scende man mano ed il giorno prima dovrete solo mettere gli oggetti che usate ogni giorno e che quindi vanno messi all’ultimo.  

Oppure siete della tipologia che “non ho mai tempo” e allora non vi preoccupate più di tanto perché “tanto manca un mese”.

Poi però vi rendete conto che il tempo passa veloce e ormai mancano un paio di giorni alle agognate ferie.

Il pomeriggio prima, finite tardi di lavorare. Avete solo voglia di rilassarvi e la sera stessa i colleghi/e vi invitano ad un aperitivo. Gli amici o le amiche, vi trascinano fuori, o il/la partner vi invita a cena per festeggiare la partenza.

Così dopo aver fatto serata, alle due di notte, realizzate che la valigia è ancora chiusa nell’armadio e tutta da riempire e nel buio, magari un po’ sbronzi,  la imbottite a sentimento, con le vostre t-shirt preferite, quel vestitino nuovo, quei jeans che mi fanno figo, le ciabatte nuove, la crema solare.

Però lasciate a casa lo spazzolino, il costume da bagno, la borraccia da trekking, etc.

Insomma: una volta a destinazione vi ritroverete a dover comprare cose essenziali.

 

Come prepari la tua valigia dice chi sei: la preparazione della valigia è un indicatore psicologico

In realtà, al di là di buffi aneddoti, il tempo che dedichiamo alla preparazione della valigia, è un indicatore essenziale a livello psicologico, di come affrontiamo la separazione.

Le persone che si preparano settimane prima ad affrontare l’organizzazione dei bagagli, vivono la separazione come un evento estremamente complesso, mentre coloro che dedicano lo spazio di qualche ora, portano con sé un meccanismo di negazione relativo alla separazione stessa.

 

 

Come prepari la tua valigia dice chi sei: l’organizzazione del contenuto

“Partiamo?” mi dicesti, mentre preparavi la valigia. E dentro c’erano diversi sogni e una luce impacchettata con cura.”

F. Caramagna

 

La valigia, in fondo è il contenitore in cui mettiamo la nostra vita e cerchiamo di esportarla in un luogo “altro” rispetto alla nostra quotidianità.

Riempire un contenitore con le nostre cose, impone delle “scelte” e porta in superficie il tema delle nostre insicurezze.

Dobbiamo selezionare cosa lasciare a casa, mentre decidiamo ciò che riteniamo essenziale.

Provate a pensare alle vostre sensazioni quando aspettate i bagagli accanto al nastro trasportatore una volta scesi dall’aereo, e vedete gli altri viaggiatori ritrovare i loro, mentre il vostro, ritarda a comparire.

Poi quando finalmente appare, non potete fare altro che provare sollievo. A molti, purtroppo sarà capitato d’incappare nello smarrimento o nel furto del proprio bagaglio.

Al di là del disagio pratico, a livello psicologico succede qualcosa di più significativo: perdere una valigia, è lasciare altrove una parte di noi stessi.

 

 

Come prepari la tua valigia dice chi sei: comprendere l’essenziale

Se vogliamo ottenere il meglio da qualsiasi viaggio, è importante esercitarsi a comprendere ciò che è davvero essenziale per il viaggio.

La giusta misura, è un approccio che comporti anche l’accettazione di una quota d’imprevisto ed un’apertura verso il nuovo.

Questo perché, chi parte con una valigia straripante, ha sicuramente difficoltà ad accettare gli imprevisti e ad improvvisare soluzione alternative. Coloro che partono con una valigia semivuota, dall’altro lato, forse non riescono a soffermarsi su quello che davvero è fondamentale avere con sé. 

Come prepari la tua valigia dice chi sei: il giusto equilibrio

Ognuno dovrebbe portare, un bagaglio leggero, ma “pensato” realmente a seconda di come siamo.

Per noi sono fondamentali le medicine? Portiamole, ma senza esagerare (portiamo tutto il necessario se abbiamo una terapia giornaliera).

Se non abbiamo particolari patologie, portiamo il minimo indispensabile di quello che pensiamo possa servirci. Vi piace avere con voi tanta biancheria? Portatela. Però della quantità pensata, togliete sempre un terzo.

Ragionare sul “non si sa mai”, non farà altro che distogliervi dalla bellezza della vostra prossima avventura. In fondo se tutto fosse prevedibile, non sarebbe noioso?

Ovunque andrete esistono negozi e servizi di lavanderia.

Non potete rinunciare ai libri? Metteteli in valigia.

In fondo non si tratta di riempire un contenitore, ma di portare l’essenza di ciò che siamo assieme a noi, nella nostra avventura.

Il consiglio di Traveltherapists è inoltre, quello di lasciare sempre un po’ di spazio per poter portare con voi qualcosa al ritorno dei luoghi che avete visitato. Se non siete propensi a farlo, pensatelo come un allenamento ad “accettare il nuovo”, che potrete esportare nella vostra routine.

 

E una volta a destinazione?

Avete seguito i nostri consigli e siete arrivati a destinazione con una valigia meditata a puntino? Giusto peso e giusto contenuto? Perfetto.

Ora siete arrivati al vostro albergo, resort, appartamento, Airbn, stanza o tenda.

Non importa in quale di questi spazi siate, bensì cosa fate con la vostra valigia una volta arrivati.

Ognuno di noi ha un rapporto preciso con lo spazio circostante. I modi di percepirlo sono infiniti, tanti quante le persone sul pianeta.

 

 

Come prepari la tua valigia dice chi sei: le persone che lasciano tutto in valigia

Siete arrivati nello spazio in cui vivrete la parte intima della vacanza. Quello in cui potrete lasciare i vostri effetti personali e potrete chiudere a chiave, mentre siete altrove.

Si tratta del luogo che sarà un po’ casa vostra in questa avventura. Avete una valigia piena di abiti che sono un po’ stropicciati ed oggetti che preferireste avere a portata di mano.

Magari siete in un luogo con ottime valutazioni e attrezzato di mensole e un buon armadio spazioso.

Eppure lasciate tutto in valigia. Solo pigrizia?

Che ci crediate o no, si tratta solo di pigrizia. Se fate parte di questa tipologia di viaggiatore, considerate di avere probabilmente meccanismi di rigidità di fronte al nuovo.

Questa tipologia di viaggiatore, nasconde anche la paura dell’adattamento ed il desiderio di essere pronto a ripartire in fretta nel caso di imprevisti.

Forse temete che gli addetti alle pulizie possano rubare qualcosa o magari frugare fra i vostri effetti personali. Certo, nella vita può capitare anche questo, ma vi assicuro che la maggior parte degli inservienti ha troppo lavoro da fare in poco tempo per “curiosare” nella vostra stanza.

Quindi spesso questi pensieri hanno poco riscontro nella realtà ed anche una base notevole di insicurezza.

Pensateci bene: cosa potrebbero vedere di così strano fra i vostri oggetti? E soprattutto, perché questo pensiero è così sgradevole per voi?

A volte, questa paura può nascondere l’idea irrazionale di temere di non essere accettati per quello che siamo!

 

 

Come prepari la tua valigia dice chi sei: le persone che tolgono tutto dalla valigia

Siete invece della tipologia che appena arriva nella stanza in hotel, tira fuori tutto dalla valigia? La camera impersonale e magari dallo stile minimal, si riempie dei vostri oggetti. Sembra quasi che ogni mensola, mobile, angolo, sia stato concepito apposta per voi e per i vostri effetti.

Il bagno, magari più bello del solito, sembra quello di casa e alla fine del vostro intervento, anche quando aprirete l’armadio, vi sembrerà di essere nella stanza da letto di casa vostra.

Perché lo fate? Coloro che desiderano riempire tutto lo spazio a disposizione con i loro oggetti, hanno un profondo bisogno di essere visti e riconosciuti.

Hanno inoltre bisogno di creare uno scenario da fruire, che renda più reale e memorabile l’evento di viaggio alla loro coscienza. In altre parole, hanno la necessità di vedersi e di percepirsi durante la loro esperienza, per consolidarla maggiormente nella memoria.

Inoltre, ricreare in un ambiente nuovo ed estraneo, una dimensione punteggiata dai propri oggetti, contribuisce a ridurre la sensazione di estraneità e favorisce la riduzione dell’ansia dell’essere in un contesto “altro” dalla propria realtà ordinaria di vita.

E voi? Avete letto qualcosa che vi riguarda in questo articolo?

 

Noi di Traveltherapists, speriamo di avervi dato nuovi spunti di riflessione su voi stessi e dei significati personali che portate nella dimensione del viaggio.

E se proprio non potete rinunciare al modo tutto vostro in cui preparate la valigia, ricordate che leggera o pesante che sia, sarà una nuova storia da raccontare.

Idealmente, la miglior “valigia” per noi, consiste nel partire leggeri di cuore, curiosi, aperti al nuovo e con sogni da realizzare.

 

Buon viaggio e buone valigie!

 

 

 

Marzia Parmigiani

 

 

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