Coronavirus: dovremo conviverci almeno fino al 2021

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Coronavirus: dovremo conviverci almeno fino al 2021

Se, come molti esperti ritengono, un vaccino efficace non sarà pronto fino al 2021, dovremo rassegnarci tutti a convivere con il Coronavirus per il prossimo anno, o più a lungo.
Il virus sta dando davvero filo da torcere da più di sei mesi.

La pandemia ha ucciso 450.000 persone in tutto il mondo, sta guadagnando terreno a livello globale e ha sconvolto la vita da Wuhan in Cina, a San Paolo in Brasile.Mentre Cina, Europa e Stati Uniti sono in corsa per arrivare primi alla realizzazione di un vaccino, solo i più ottimisti si aspettano che sia pronto per la distribuzione globale, quest’anno.

 

Coronavirus: dovremo conviverci almeno fino al 2021

Molti esperti pensano che non ci sarà un vaccino per il Coronavirus fino al 2021

Questa prossima fase della crisi, potrebbe richiedere di ridefinire le nostre aspettative ed una nuova consapevolezza nel cambiare il nostro comportamento.

Secondo gli esperti, il successo nella lotta al Covid-19, non è definito come il ritorno alla vita come era fino al 2019.

Piuttosto, si tratta di guadagnare tempo ed invocare la capacità di resistenza e la flessibilità delle politiche, per limitare la capacità distruttiva di una pandemia in espansione, che può portare a più di un milione di morti, secondo una stima.

Questo, fino a quando non ci saranno strumenti medici per trattare e immunizzarsi efficacemente contro il virus.

 

Coronavirus: dovremo conviverci almeno fino al 2021

La minaccia del Coronavirus è percepita in modo differente a seconda del luogo

Complicando le cose, la minaccia percepita, varia da città a città, da paese a paese.

Infatti, questa dipende dalla gravità dei focolai locali, dall’efficacia dei test, della tracciabilità dei contatti. Ma anche dal distanziamento sociale, dai sistemi ospedalieri e dalle modalità di comunicazione dei capi dei governi.

 

La popolarità di alcuni leader risente delle loro politiche in merito al Coronavirus

Leader come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il primo ministro britannico Boris Johnson o il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, hanno visto il consenso sgretolarsi nei sondaggi.

Questo, almeno in parte, a causa degli alti tassi di infezione e delle morti per Covid-19.

Inoltre, in molti casi, i messaggi dall’alto sono sembrati in conflitto con il consiglio degli esperti o hanno annullato la guida delle agenzie governative.

Ciò ha creato confusione e sfiducia e ha invitato le persone a visualizzare informazioni sulla salute pubblica, attraverso una lente più scientifica e oggettiva.

 

 

Coronavirus: dovremo conviverci almeno fino al 2021

Le buone notizie relative al Coronavirus

Nella prima metà dell’anno, i governi di tutto il mondo hanno fatto ricorso a misure di emergenza come i lockdown, l’isolamento e il divieto di grandi assembramenti.

Questo ha rallentato l’infezione, salvato vite umane e dato ai leader, il tempo di accumulare attrezzature e forniture mediche.

Tuttavia, tale progresso ha portato una contrazione economica, aumentando la disoccupazione e trilioni di dollari in misure di stimolo fiscale e monetario.

È probabile che i governi saranno riluttanti a ricorrere nuovamente a lockdown, a meno che ci si trovi in una catastrofe.

Invece, le maggiori economie sembrano intenzionate a riaprire, anche se il ritmo varia.

Ciò, a sua volta, significa maggiore mobilità sociale e maggiori opportunità di diffusione del virus.

Infatti, gli scienziati che monitorano le tendenze dei virus stanno osservando che la riapertura stia portando a un nuovo picco di casi.

Come si può riaprire, andare al ristorante, senza togliere la mascherina?

Tuttavia, non frequentare i locali, le attività di ristorazione, porta come sappiamo, difficoltà economiche e perdita dei posti di lavoro.

Insomma, nella misura in cui apriamo la società e facciamo andare le persone al ristorante, non si lavora davvero per controllare la minaccia del Coronavirus.

“Nessuna attività sarà senza il rischio di coronavirus.”, ha affermato Amesh Adalja, studioso senior presso il Johns Hopkins Center for Health Security a Baltimora. 

 

 

Regole base per convivere con il Coronavirus traveltherapists

 

Il Coronavirus è  insidioso

Il problema è che il virus è davvero insidioso.

Paesi come la Cina e la Corea del Sud che hanno contenuto i loro focolai locali, hanno visto riacutizzazioni secondarie.

Pechino questa settimana ha chiuso il suo sistema scolastico e limitato i voli internazionali dopo un nuovo focolaio diffuso nelle province vicine.

La Germania, che ha mantenuto il bilancio delle vittime al di sotto di quello di altri grandi paesi europei, ha visto nuovi cluster di infezione a Berlino.

Negli Stati Uniti, la pandemia si è fatta strada in Florida, Texas e Arizona dopo aver contenuto a un prezzo alto, i contagi di New York.

L’America Latina, risparmiata all’inizio, ora sta vivendo una tragedia.

Il Brasile, che ospita centri urbani densamente popolati e aree rurali con sistemi sanitari deboli, è diventato un nuovo epicentro.

Le maggiori economie del mondo sembrano intenzionate a riaprire, anche se il ritmo varia. 
La ripresa dei casi in Cina e negli Stati Uniti, mostra cosa può accadere quando i paesi iniziano a revocare le restrizioni.

 

Il caldo non sembra fermare il Coronavirus

Il virus è in marcia a livello globale, dove ci sono 8.3 milioni di casi confermati e il ritmo sta accelerando.

All’inizio di maggio, il conteggio giornaliero di nuovi casi confermati era di circa 88.000.

Ora sono 176.000, secondo i dati compilati dalla Johns Hopkins University.

Alcuni esperti sostengono che il bilancio globale delle vittime, supererà il milione.

In più, le persone sono stanche, e molte provano un falso senso di sicurezza.

Questi soggetti, hanno meno probabilità di indossare le mascherine ed evitare incontri di grandi dimensioni.

Il vero momento preoccupante, sarà quest’autunno.

Quando riapriranno le università e si tornerà a pieno regime al lavoro, con più persone all’interno e temperature più fresche, si verificheranno le condizioni perfette per una rinascita della malattia.

Gli sviluppatori di farmaci stanno correndo per trovare trattamenti efficaci e un vaccino.

 

 

Il farmaco desametasone contro il Covid-19

Questa settimana, i ricercatori dell’Università di Oxford hanno riferito che un farmaco antinfiammatorio a basso costo e ampiamente usato chiamato desametasone, ha migliorato la sopravvivenza nei pazienti Covid-19.

Il primo trattamento promettente e salvavita, dopo mesi di pandemia.

 

Quando arriverà il vaccino per il Coronavirus?

Nella corsa ai vaccini, ci sono ben 130 progetti attivi. Meno di 20, sono quelli verso la fase 3 della sperimentazione, ovvero che ci daranno i primi dati in autunno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, spera che entro la fine del prossimo anno saranno disponibili circa 2 miliardi di dosi di una manciata di vaccini efficaci, ha dichiarato il capo scienziato Soumya Swaminathan durante un briefing di questa settimana.

Ma è una quantità sufficiente per meno di un terzo della popolazione mondiale.

I vaccini futuri che arrivano sulla scena potrebbero non fornire un’immunità a lungo termine.

Se la SARS-CoV-2 è come gli altri Coronavirus, compresi alcuni che causano il raffreddore comune, gli individui potrebbero aver bisogno di richiami annuali.

La pandemia è arrivata all’estate, questo è chiaro. Il virus non “svanirà” senza un vaccino. Per questo la cautela è d’obbligo.

 

 

Marzia Parmigiani

 

 

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