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Coronavirus: il Giappone revoca lo stato di emergenza

Era da qualche giorno nell’aria, ma finalmente, si è arrivati ad una decisione.
La prima fase della battaglia del Giappone contro il Coronavirus si è conclusa oggi.
Il 25 maggio, il governo ha annullato lo stato di emergenza nell’Hokkaido e nell’area metropolitana di Tokyo.
Il Giappone sta entrando in punta di piedi in una nuova realtà ancora piena di incertezze.

Le decisioni delle ultime ore

Dopo essersi consultato con un comitato consultivo composto da esperti in malattie infettive, il governo ha revocato lo stato di emergenza nelle prefetture di Hokkaido, Tokyo, Saitama, Chiba e Kanagawa.
Il governo aveva già revocato lo stato di emergenza in 39 prefetture il 14 maggio e tre prefetture nella regione del Kansai, Osaka, Hyogo e Kyoto, giovedì scorso.
La decisione del governo di revocare anticipatamente lo stato di emergenza, sottolinea il suo forte desiderio di rilanciare al più presto l’economia vacillante della nazione. 
Shinzo Abe, primo ministro giapponese
Nel complesso, il paese è riuscito a mantenere il bilancio delle vittime relativamente basso rispetto ad altri paesi. Il Giappone è riuscito a ridurre il numero di nuovi pazienti affetti da Coronavirus, secondo le soglie stabilite dal governo.

Il modello giapponese

Il primo ministro Shinzo Abe, ha dichiarato che il modello giapponese ha dimostrato la sua forza e ha ripetutamente sottolineato la necessità di costruire una nuova normalità.
Abe ha affermato che il governo ridurrà gradualmente le restrizioni su eventi come i concerti, a partire da un limite di 100 persone e aumentandolo gradualmente. Questo fino alla capacità di 1000, 5000 e quindi del 50%. 
Il primo ministro Abe, ha dichiarato che il paese deve cambiare il suo approccio ed iniziare a considerare come organizzare eventi, riducendo i rischi di infezione.
Per tracciare rapidamente nuovi casi, ha anche affermato che il paese introdurrà un’app per smartphone entro la metà di giugno. L’app invierà notifiche alle persone che hanno avuto stretti contatti con una persona infetta.
Il ministro Yasutoshi Nishimura, che guida la risposta al Coronavirus del governo, ha dichiarato che analizzerà la situazione dell’infezione ogni tre settimane.
Questo per determinare se ridurre le restrizioni alle uscite e organizzare eventi grandi e affollati.
Strada di Tokyo semi-deserta

I tre criteri del governo giapponese

Il governo ha identificato tre criteri per revocare lo stato d’emergenza. I parametri sono: rapporto tra i nuovi pazienti infetti per settimana di 0,5 o meno per 100000 persone; la stabilità del sistema sanitario e la capacità di monitorare l’infezione, anche attraverso test.

Tokyo, Chiba e Saitama hanno raggiunto la prima soglia numerica, con rapporti di 0,36, 0,10 e 0,15, rispettivamente, fino a domenica, secondo i dati compilati dal Sistema Sanitario Nazionale.
Kanagawa e Hokkaido, tuttavia, non hanno raggiunto l’obiettivo, con rapporti di 0,70 e 0,76. 
Shibuya, Tokyo

Un cauto ottimismo

Sebbene il governo abbia espresso un cauto ottimismo e le aziende stiano riaprendo, è improbabile che le attività quotidiane tornino alla normalità, per il prossimo futuro.
Lo scorso fine settimana i centri commerciali nelle maggiori aree metropolitane di Tokyo hanno ripreso le loro attività.
I dipendenti si sono tutelati indossando protezioni per il viso trasparenti e spruzzando disinfettante sulle mani dei clienti all’ingresso. 
I dati sui telefoni cellulari hanno mostrato che gli scambi nelle principali stazioni ferroviarie erano tra il 40% e il 70% più bassi, rispetto al periodo precedente l’infezione.
Alle autorità di sanità pubblica e ai governi locali è stato affidato il compito di vigilare, osservando i primi segnali di trasmissione mentre si esegue il mantra “testare, rintracciare, isolare e sostenere” la nazione per prevenire eventuali riacutizzazioni.

Un nuovo stile di vita

I cittadini sono stati inoltre incoraggiati ad abbracciare quello che il governo descrive come un “nuovo stile di vita” per combattere il virus.
Le linee guida del governo, che dovrebbero essere pubblicate a breve, raccomandano di limitare di almeno la metà il numero di spettatori ai concerti ed alle gallerie d’arte prima di aumentare gradualmente la capacità degli eventi.

Traveltherapists a Tokyo, Marzo 2020

Cosa è successo finora in Giappone?

Abe ha imposto lo stato di emergenza in sette prefetture il 7 aprile e successivamente l’ha ampliata per coprire l’intero paese il 16 aprile.
Ha deciso di prorogare la data di validità fino alla fine di maggio per timore del movimento di persone prima e durante le festività della Settimana d’oro.
L’evento che ha luogo tra fine aprile e inizio maggio, avrebbe potuto accelerare la trasmissione del virus e aggravare la crisi.
Abe ha inoltre precisato che il Giappone ha la responsabilità di costruire un ordine internazionale guidando le misure globali sulle malattie infettive nel quadro dell’apertura, collaborando con paesi che condividono tali valori.
L’osservazione riflette il suo entusiasmo per aumentare la sua influenza con il suo punto di forza: la diplomazia.
Marzia Parmigiani
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