Coronavirus: la pericolosa risposta del Brasile

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Coronavirus: la pericolosa risposta del Brasile

Il Brasile, in passato è stato leader nella lotta per contenere i virus, in mezzo alle turbolenze politiche
In passato, sono state predisposte  pionieristiche risposte nei confronti di crisi sanitarie passate, tra cui AIDS e Zika. L’approccio brasiliano ha ottenuto elogi globali.
Ma la risposta caotica del governo al virus, ha minato la capacità del paese di fronteggiare una situazione che sta sfuggendo di mano.
La risposta contraddittoria e caotica del Brasile alla pandemia di Coronavirus,  si è rivelata in modo evidente, venerdì scorso quando il ministro della Sanità si è dimesso.
Questo, poche settimane dopo che il suo predecessore è stato improvvisamente licenziato a seguito di scontri con il leader Bolsonaro.
La confusione nazionale ha contribuito ad alimentare la diffusione della malattia, nonché a rendere il Brasile zona rossa della pandemia. Il tasso di mortalità giornaliero in Brasile, è secondo solo a quello degli Stati Uniti.

Una situazione disperata

Gli esperti di sanità pubblica, affermano che l’approccio disordinato ha ulteriormente saturato le unità di terapia intensiva e gli obitori. Questo disordine, ha contribuito alla morte di decine di professionisti medici.
In tutto ciò, la più grande economia dell’America Latina, si sta preparando a quella che potrebbe essere la recessione peggiore della storia.
La crisi che si trova ad affrontare il paese è in netto contrasto con la storia del Brasile, in merito alle risposte innovative e agili, alle sfide sanitarie che lo hanno reso un modello nei paesi in via di sviluppo nei decenni passati.
Il Brasile ha avuto mesi per studiare gli errori e i successi dei primi paesi colpiti dal virus. 
Il suo robusto sistema di assistenza sanitaria pubblica avrebbe potuto essere utilizzato per condurre test di massa e tracciare i movimenti dei pazienti infettati.
La sua incapacità di agire in anticipo e in modo aggressivo, è in contrasto con gli ingegnosi approcci del paese alle crisi mediche passate.

Il trattamento dell’H.I.V.

Dopo un’ondata di H.I.V.  infezioni negli anni Novanta, il Brasile ha offerto un trattamento gratuito e universale e ha spinto l’industria farmaceutica a ridurre i costi.
Ha prodotto la propria versione generica, riducendo notevolmente la prevalenza di H.I.V.
Nel 2013 il Brasile ha ampliato notevolmente l’accesso all’assistenza sanitaria preventiva nelle aree povere assumendo migliaia di medici stranieri, la maggior parte dei quali cubani. 
E per combattere l’epidemia di Zika nel 2014, il Brasile ha creato zanzare geneticamente modificate che hanno contribuito a ridurre la popolazione di insetti, una tattica che verrà presto implementata in Florida e Texas.

La politica negazionista di Bolsonaro

Mentre i paesi hanno adottato misure draconiane per frenare la diffusione del virus a febbraio e marzo, Bolsonaro ha minimizzato i rischi e ha incoraggiato gli assembramenti. 
Ora sta esortando i brasiliani a tornare al lavoro, anche se il numero di nuovi casi e morti, stanno aumentando.
La scorsa settimana, il presidente ha emesso un ordine esecutivo che classifica le palestre e i saloni di bellezza come attività essenziali che dovrebbero riaprire.
A partire da sabato, in Brasile sono stati diagnosticati 233142 casi di Coronavirus e 15633 morti. 
Ma il bilancio delle vittime attuale sarà probabilmente molto più alto.
Tra il primo gennaio ed il 9 maggio, i dati ufficiali del governo dicono che sono morte 10627 persone in Brasile per Covid-19.
All’inizio di maggio il Brasile, ha avuto il più alto tasso di contagio tra 54 paesi studiati dall’Imperial London College.
Secondo l’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington, il virus è sulla buona strada per uccidere più di 88000 persone in Brasile fino ai primi di agosto.
Il Consiglio federale infermieristico del Brasile ha dichiarato che le attrezzature protettive sono insufficienti ed i carichi di lavoro enormi. Questa situazione ha esposto al virus migliaia di professionisti medici, lasciando gli ospedali a corto di personale.

Le dimissioni del Ministro della Salute

Il tumulto politico che ha frustato il Ministero della Salute, ha ulteriormente danneggiato la capacità del Paese di prepararsi alla pandemia.
Il ministro della Sanità, Nelson Teich, si è dimesso venerdì, a pochi giorni dal completamento di un mese di lavoro.
Bolsonaro ha licenziato il suo predecessore, Luiz Henrique Mandetta, dopo che i due si sono scontrati sul disprezzo del presidente per le misure di quarantena.
In un’intervista, il signor Mandetta ha dichiarato che la risposta “irregolare” del Brasile alla pandemia, l’ha lasciata mal equipaggiata per competere in una lotta globale per ventilatori, test e dispositivi di protezione per il personale medico.
Lo stato impoverito dell’Amazzonia, nel nord, ha visto i suoi ospedali sovraccarichi e i suoi cimiteri ricorrere a fosse comuni per far fronte al diluvio di corpi.
Di fronte alle crescenti critiche, l’amministrazione Bolsonaro, ha lanciato una campagna la scorsa settimana che ha messo in evidenza la preoccupazione del presidente per l’economia, che dovrebbe contrarsi di almeno il 5% quest’anno.
Tuttavia, bisogna chiedersi come si possa promuovere l’economia se gran parte della popolazione è malata e non può lavorare.
Ad oggi, 20 maggio 2020, i morti in Brasile ammontano a 17983.
Marzia Parmigiani
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