Cosa sono Coronabond o Eurobond?

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Cosa sono Coronabond o Eurobond?

A Bruxelles, l’Unione Europea sta cercando di rimettere in piedi l’economia nel 2021, dopo quella che si prevede sarà la recessione più profonda di sempre. Parliamo degli effetti del blocco di 27 nazioni, causata dalla pandemia di Coronavirus.
Dopo che il vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis ha riparlato di Eurobond, i leader dell’UE avranno un incontro il 23 aprile e discuteranno sul da farsi. Il vicepresidente ha dichiarato di voler discutere del Recovery Fund. Si tratta di un fondo da 1500 miliardi di euro circa, nel tentativo di sollevare l’economia bloccata da Covid-19.
Tuttavia, sappiamo che esistono numerose divisioni e fratture, fra gli stati membri. Innegabilmente, la solidarietà europea sta attraversando una crisi.
Purtroppo, la volontà dei governi di condividere i costi e garantire a tutti i paesi membri le stesse possibilità di ripresa, non è un’idea popolare.
Il Fondo Monetario Internazionale prevede che la produzione dei 19 paesi che condividono l’euro si contrarrà del 7,5% quest’anno. Le previsioni invece, vedevano solo a febbraio una crescita dell’1,2%. Questo, prima che la pandemia bloccasse interamente i paesi dell’UE.
In questo scenario, i politici europei avranno il compito di riportare l’economia sulla buona strada, o almeno di provarci. Insomma, una sorta di “Piano Marshall” per l’Europa.

Come funzionano Coronabond o Eurobonds?

La Francia ha proposto un fondo di recupero che sarebbe finanziato mediante emissione di debito congiunto. Il fondo potrebbe rappresentare circa il 3% del prodotto interno lordo dell’UE (circa 420 miliardi di euro).
Il governo italiano, nella persona di Giuseppe Conte, appoggia questa proposta.
Con questo prestito, si cercherebbe di garantire ai governi i fondi, in modo che tutti i paesi membri possano beneficiare di un basso e uguale costo del prestito per la ripresa.
Il governo francese, non ha fornito alcun dettaglio tecnico su come dovrebbe essere istituito un simile fondo. Non è chiaro quale sarebbe il suo capitale o se la responsabilità dei suoi membri sarebbe congiunta o meno.
Alcuni funzionari hanno sottolineato che la creazione di Coronabond e Eurobond, (ottenimento di un rating e la commercializzazione delle sue obbligazioni), richiederebbe più tempo di quanto l’UE debba iniziare a sostenere una ripresa.

Il no dei paesi del nord Europa

L’ostacolo principale, tuttavia, è politico. Sebbene il prestito del fondo abbia una portata limitata e solo allo scopo particolare di rilanciare l’economia europea, paesi come Germania, Paesi Bassi, Finlandia o Austria, si rifiutano. Per questi paesi, il debito congiunto è inaccettabile dal punto di vista giuridico o politico.

La proposta del commissario europeo per il bilancio

Un’opzione più realistica è proposta dal commissario europeo per il bilancio Johannes Hahn. Come sostiene, i prestiti per il recupero potrebbero essere effettuati dalla Commissione esecutiva europea, che ha un rating di credito maggiormente efficace e garantito.
La Commissione potrebbe prendere in prestito circa 100 miliardi di euro all’anno sul mercato per tre o quattro anni dopo l’epidemia. Nel frattempo, avrebbe luogo la ripresa.
Ogni anno farebbe leva su tale somma 10 volte, a 1 trilione di euro all’anno, utilizzando lo stesso metodo utilizzato nel piano di investimenti di punta dell’UE negli ultimi cinque anni: acquistare le tranche più rischiose di un investimento per attirare capitali privati.

Una soluzione più realistica

Il regime, che fornirebbe circa 4 trilioni di euro per la ripresa in quattro anni, dipenderà dal fatto che i governi dell’UE forniscano garanzie implicite.
Ciò potrebbe essere fatto temporaneamente, per 3-4 anni, portando il limite massimo dell’1,23% del reddito nazionale lordo dell’UE fissato per le “risorse proprie” del bilancio dell’UE, al 2%.  L’RNL è la misura preferita della produzione economica dell’UE.
Ciò non significherebbe che i governi debbano pagare di più all’UE, ma solo che sarebbero pronti a farlo se il prestito della Commissione a un governo non fosse rimborsato in tempo.
I leader dell’UE discuteranno di questa opzione, anche se è improbabile che prendano una decisione in merito il 23 aprile.

Ripartizione del denaro tramite il bilancio a lungo termine dell’Unione Europea

Il bilancio dell’UE, attualmente oggetto di difficili negoziati, dovrebbe essere compreso tra 180 e 240 miliardi di euro all’anno.
Quasi un terzo di esso è destinato a sostenere gli agricoltori e tuttavia l’agricoltura produce solo circa l’1% del PIL dell’UE.  Un altro terzo è finalizzato all’equalizzazione del tenore di vita nei paesi del blocco di 27 nazioni.

Il prossimo bilancio UE 2021-2027

Il prossimo bilancio 2021-2027 potrebbe reindirizzare i fondi dalle aree meno produttive. Questo per concentrarli maggiormente sulla politica industriale, digitale e verde per aiutare l’economia dell’UE a modernizzarsi dopo il crollo.
Vedremo quindi cosa succederà il 23 aprile, dato che il maggio scontro si gioca fra i paesi dell’Europa del Nord con quelli del Sud. I primi non vogliono condividere i rischi. Confidiamo in una soluzione equa e ispirata di tutto l’Eurogruppo.
Marzia Parmigiani
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