Cosa vedere a Napoli in un weekend

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Cosa vedere a Napoli in un weekend

Napoli è una città senza eguali. Adagiata sul Mediterraneo, densa di storia, punteggiata dagli eccessi del barocco.
Questo luogo affascinante, dalla cucina a dir poco eccezionale, meriterebbe be più di una fuga di qualche giorno, ma per iniziare ed immergervi nella sua atmosfera, può bastare!
Noi di Traveltherapists, abbiamo il piacere di visitarla spesso ed è per questo che cercheremo di darvi le migliori indicazioni su cosa vedere a Napoli in un weekend.

Una città unica alle pendici del Vesuvio

Napoli è una città unica dal carattere multiculturale, grazie alla sua storia complessa.
Ha una bellezza gloriosa ma anche decadente. E’ nota per la sua vivacità e, sì, Napoli non è per tutti.
Alcuni potrebbero considerarla pericolosa per la sua fama, il caos delle strade e la vivacità della sua popolazione.
Se si riesce ad andare oltre alcune apparenze, però, scoprirete il carattere nobile ed il cuore generoso di questa città pronta ad accogliervi.
Non è un caso, infatti che il numero di turisti sia più che raddoppiato dal 2010. 
Gli amati romanzi napoletani di Elena Ferrante, assieme al grintoso libro di Gomorra, nonché ai film e alle serie TV hanno suscitato sicuramente curiosità per una destinazione considerata, soprattutto dagli stranieri  un punto di partenza per le isole di Capri, Ischia e Amalfi. 
E mentre il Museo Archeologico, con la sua straordinaria collezione di antichità, rimane un po’ trascurato, la maggior parte dell’arte, della cultura e della scena sociale della città caratterizzano il fascino di Napoli.
Scopriamo assieme cosa vedere a Napoli in un weekend!

Venerdì

San Biagio dei Librai

San Biagio dei Librai

La via di San Biagio dei Librai corrisponde alla parte centrale della strada detta “spaccanapoli” ed è proprio nel cuore antico della città partenopea.

Si tratta del decumano inferiore, un tratto lungo circa un chilometro dove potrete davvero immergervi nella vita locale.

Spaccanapoli, è così detta dai napoletani, perché il suo tracciato sembra dividere in due metà perfette, la città.

Assieme al decumano maggiore ed al decumano superiore, le tre strade costituiscono l’antico impianto urbanistico risalente all’epoca greca (VI secolo a.C.)

Noi di Traveltherapists, lo consideriamo il trampolino di lancio per avventurarvi nella città partenopea. In questa zona, visse e morì Benedetto Croce ed il nome San Biagio dei Librai, ricorda la vocazione di quest’area in cui sono nate le prime botteghe artigiane, specializzate nella rilegatura dei libri.

Al numero 31 della via, troverete il negozio di Antonio Vico, padre del più famoso filosofo Giambattista Vico.

Al numero 81 della stessa strada, invece, troverete una bottega assai bizzarra: si tratta del’Ospedale delle bambole, un negozio nato dall’idea delle scenografo teatrale Luigi Grassi nel 1899.

Questo piccolo laboratorio artigiano, non fa che confermare l’antica tradizione artigiana e manifatturiera della città partenopea, dimostrata inoltre dalla tradizione presepiale. 

 

 

 

San Gregorio Armeno: la via dei Presepi

 

San Gregorio Armeno

Elina e Pino Daniele in via San Biagio dei Librai

 

Siete pronti a sentirvi immersi nel Natale in qualsiasi periodo dell’anno? Procedendo nella vostra passeggiata, troverete un altro luogo unico al mondo: la via di San Gregorio Armeno.

E’ qui che potrete ammirare le colorate e antichissime botteghe dei maestri artigiani dell’arte presepiale.

Terracotte dipinte a mano, le statuine fatte ad arte, ricche di particolari che rendono queste opere, davvero uniche.

San Gregorio Armeno via dei presepi napoli

cosa vedere a Napoli in un week end

Troverete scenari bellissimi, casette fatte ad arte ed anche se non siete particolarmente religiosi, non potrete non restare incantati! La particolarità degli artigiani di San Gregorio Armeno, è che oltre ai tradizionali personaggi del presepe, si affiancano personaggi della politica, dello sport, della musica, del cinema, etc. 

Insomma, essere rappresentati qui, come in un minuscolo museo delle cere, dovrebbe essere considerato vanto dai personaggi famosi.

 

Statuine san gregorio

 

Non è di certo, un privilegio riservato a tutti. Gli artigiani sono molto socievoli e pronti a raccontarvi la loro arte, ma mi raccomando: non toccate troppo le loro creazioni perché non solo potreste rovinarle, ma anche perché ne sono alquanto gelosi.

Quartiere di Chiaia

Quartiere di Chiaia Napoli

Il quartiere di Chiaia, offre una gran quantità di marchi di lusso italiani, ma anche alcuni negozi distintamente locali. Questa città, è rinomata per l’abbigliamento maschile sartoriale, ma non solo.
Stilisti, ristoranti con specialità di pesce e famose gelaterie, sono qui per deliziarvi.
Se avete tempo, passeggiate sul lungomare fino a Castel dell’Ovo, il più antico castello della città a dominare il golfo.
Villa Pignatelli, si trova in questa zona. Si tratta di una casa museo risalente al 1826, ovvero, il periodo di massimo splendore durante il regno borbonico.
Scoprirete un gioiello neoclassico, con i suoi lampadari dorati, il bagno affrescato in stile pompeiano e lo spettacolare giardino all’inglese.
Gli amanti dello shopping, possono recarsi in Via Toledo, dove i negozi di artigiani locali con le loro creazioni antiche, si alternano ai brand conosciuti in tutto il mondo.

Aperitivo al Vomero

Da Via Toledo, prendete la funicolare per il  Vomero. Qui troverete tanti locali in cui fermarvi, ma se volete un’esperienza particolare vi consigliamo il Riot Laundry Bar. Si tratta di un concept store gestito da un gruppo giovane, forte richiamo per la scena musicale indie di Napoli. 
Oltre all’abbigliamento da strada e ai jeans ecologici, potrete trovare un bar al piano terra ed un negozio di dischi nel seminterrato.
Un altro posto interessante è Archivio Storico: un bar che cerca di offrire cocktail, basate su antiche ricette napoletane e classici stili americani, serviti in una rete sotterranea di stanze che ricordano l’epoca del proibizionismo.

Cena come gli abitanti del luogo

Se parliamo di cibo, a Napoli abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: se volete rimanere nel quartiere di Chiaia, avrete numerosi posti che vi ispireranno, ma se avete voglia di fare un’esperienza da abitante del luogo, vi consigliamo “A Figlia d’o Marenaro”, un ristorante che ha ben 60 anni di storia.

 

 

Antipasto Napoli

Antipasto misto da “a figlia d’o marenaro”

 

Si trova in via Foria al numero 180, nei pressi dell’Orto Botanico. Le parole non possono descrivere quello che potrete mangiare, per cui vi invitiamo caldamente a visitare il loro sito:https://afigliadomarenaro.eu/

Pizza, pesce, svariati tipi di pasta, insomma: non ci crederete, ma al solo pensiero ci viene fame!

Sabato

Una buona colazione

Il modo migliore di iniziare una giornata a Napoli è con una sfogliatella: un dolce ripieno di ricotta fresca con frutta candita e conchiglia di frolla (liscia) o riccia (rigata), con strutto.  
(Nota per vegetariani e vegani a Napoli: aspettati lo strutto dove meno te lo aspetti.)
L’antica pasticceria di Giovanni Scaturchio, prepara le stesse impeccabili ricette dal 1905 in Piazza San Domenico Maggiore. Serve una straordinaria sfogliatella riccia (1,70 euro) con una delicata crema all’arancia.
Baba Casa Infante
Altrimenti potete provare i favolosi dolci di Casa Infante. A Napoli la trovate nei pressi di Scaturchio, in via Benedetto Croce, in via Chiaia al numero 189 e nella spumeggiante via Toledo, al numero 258 (ma ce ne sono altre in città). Per informazioni, visitate il loro sito: https://www.casainfante.it/

L’arte contemporanea a Napoli

Negli anni Settanta, Napoli ha attirato svariati artisti contemporanei. Dopo una lunga pausa, la scena artistica della città si sta animando nuovamente, incarnata dall’apertura nel 2018 di uno spazio espositivo da parte della galleria londinese Thomas Dane all’interno della Villa Ruffo del XIX secolo. 
Sempre nel quartiere di Chiaia, la Galleria Lia Rumma ha presentato le opere di Anselm Kiefer, Mario Merz, Marina Abramovic, Alfredo Jaar e altri artisti rivoluzionari, dal 1971.
Un altro gallerista pionieristico degli anni ’70, Giuseppe Morra, ha aperto la Casa Morra nel 2016 per esporre la sua vasta collezione personale all’interno di un fatiscente palazzo del XVIII secolo.

Un pranzo d’altri tempi

La Trattoria San Ferdinando, a conduzione familiare offre una piacevole pausa dalle frenetiche strade di Napoli.  In questo ristorante, dalle pareti giallo burro, sono appese pentole di rame e spartiti musicali antichi.

Il menu cambia quotidianamente “secondo la natura”, come dicono i proprietari.

trattoria san ferdinando

Le eccellenti offerte a base di pesce possono includere piatti (circa 12 euro ciascuno) come il carpaccio di spigola marinato con arance e limoni, o pasta di zigoli con fiori di zucca, cozze e un leggero pesto di basilico. 

I dessert, come la torta di ricotta vellutata con marmellata di arance, sono altrettanto incantevoli.

Volete curiosare? Anche qui vi consigliamo di prenotare:http://www.trattoriasanferdinando.com

Maschio Angioino (Castel Nuovo)

Nei pressi della Trattoria San Ferdinando, si trova il famoso Maschio Angioino, o Castel Nuovo. Si tratta di un castello voluto da Carlo I d’Angiò risalente al 1266.

Dopo aver sconfitto gli Svevi, Carlo I salì sul trono di Sicilia e spostò la capitale da Palermo a Napoli.E’ uno dei simboli della città, e si trova in Piazza Municipio, nella zona portuale.

 

Castel dell'Ovo

Complesso Monumentale Donnaregina

I siti religiosi di Napoli sono meraviglie artistiche.  A pochi passi dal Duomo, il complesso del convento della Donnaregina, racchiude una chiesa gotica del XIV secolo ed una chiesa barocca, in marmo multicolore.
Qui troverete anche il Museo Diocesano, che ospita opere ecclesiastiche, principalmente della scuola di pittori di Napoli, come pittori del XVII secolo, Luca Giordano e Andrea Vaccaro.
A pochi passi di distanza, il chiostro di Santa Chiara del XIV secolo racchiude un giardino di agrumi ornato da colonne e panche piastrellate in maiolica.
Dipinti a mano dai ceramisti Donato e Giuseppe Massa a metà del 1700, le piastrelle, addobbate con fiori, verdure e scene di narrazione, erano il piacere esclusivo delle suore che vivevano lì in isolamento per quasi 200 anni, fino a quando i monaci presero il loro posto.

La cultura del caffè

Si dice spesso che la città serva il miglior espresso in Italia e noi ve lo assicuriamo! Il metodo locale produce un caffé denso, un espresso, con una forte dose di zucchero già miscelata se non diversamente specificato.

Viene servito insieme ad acqua frizzante per purificare preventivamente il palato. Esistono tanti luoghi in cui gustarne uno: andate semplicemente alla scoperta!

La vita di strada

Nonostante tutto il suo antico splendore, Napoli è una città informale, dominata da street food e bar economici.  Per un assaggio autentico di tutto, andate in Via dei Tribunali, la via principale per pizza, taralli napoletani pepati e fritti.
Fermatevi in una friggitoria, assaggiate il cuoppo. Si tratta di un cono di carta, zeppo di cibi fritti.
Frittelle di patate, polenta, melanzane, crocchette, etc. Lo trovate nella versione “di mare” o “di terra” ed è una prelibatezza imperdibile di Napoli. 
Elina e il cuoppo

Elina che gusta il famoso “cuoppo”

Cena in centro

In una sala da pranzo conviviale, impreziosita dai suoi affreschi originali di Napoli del 1941 e dai ritratti di clienti abituali italiani passati, Mimì alla Ferrovia serve ricette davvero antiche. Una famiglia che da quattro generazioni e tre in cucina, offrono ai loro clienti, un’esperienza incredibile. Serve principalmente pesce mediterraneo locale.
Eccellente nella preparazione di piatti di pasta. Vi consigliamo di assaggiare la ricotta di latte di bufala, condito con la sua marmellata di pomodori vesuviana fatta in casa. Per info:

Domenica

La metropolitana di Napoli

Per apprezzare veramente Napoli, vecchia e nuova, vai nel suo ventre sotterraneo. Dal 1995, le stazioni della metropolitana sono state abbellite con oltre 200 opere d’arte pubbliche. Il prossimo anno sarà inaugurata una nuova stazione del Duomo, dall’architetto Massimiliano Fuksas.  Renderà omaggio al tempio romano scoperto tra gli scavi. 

Napoli sotterranea

Si tratta di un labirinto di grotte a 40 metri di profondità, che ha 2400 anni di storia. Sono grotte scavate nel tufo dai Greci nel IV secolo a. C. Il tour di 90 minuti, guida i visitatori a un teatro greco-romano dove una volta si esibiva Nerone e attraverso le cavità arcaiche in cui i napoletani si rifugiarono durante le incursioni aeree della Seconda Guerra Mondiale. Per info: https://www.napolisotterranea.org

Quartieri spagnoli

Napoli quartieri Spagnoli

Anche se potete usufruire di una buona rete di mezzi di trasporto, Napoli va scoperta passeggiando. I Quartieri spagnoli sono un labirinto di strade, stradine e viuzze che rappresentano uno spaccato della tradizione culturale di Napoli.

Napoli Maradona

Passeggiando per queste strade, si assapora l’atmosfera dei film neorealisti. Commercio per strada, panni stesi fra una casa e l’altra, ripide scalinate, botteghe artigiane, empori ed ogni genere di streetart, fra cui l’enorme murales dedicato a Maradona, rendono quest’area un luogo che rappresenta degnamente la tradizione culturale partenopea!

Andate alla scoperta

 Nessuno viene a Napoli per dimagrire e la pizza, inventata qui nel XIX secolo, è la migliore che in qualsiasi altro luogo. Noi di Traveltherapists amiamo particolarmente “A Cammisa Do’ Re” nel quartiere Fuorigrotta.
Elina alla Camisa do re

Elina alla Camisa do Re

L’ambiente è informale, la pizza incredibile, a ottimi prezzi. https://pizzeria-a-cammisa-do-re-fuorigrotta-napoli.business.site/
Che sia per cercare del buon cibo o degli scenari favolosi, il nostro consiglio è di perdervi fra le strade di questa città per avere il meglio di ciò che può offrire.
Scurnacchiatu
Sarete bombardati da stimoli di ogni tipo e provare per credere, Napoli è una città che mette di buonumore. Anche se passeggerete da soli per le sue strade, non vi sentirete soli. Vedrete scene di vita peculiari, assisterete a dialoghi e scambi che vi daranno la sensazione di essere ad uno spettacolo teatrale. E siamo certe che vorrete tornarci!
Buon viaggio!
Marzia Parmigiani
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