10 Cose che non sai su Kyoto

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Cose che non sai su Kyoto.

10 Cose che non sai su Kyoto

Kyoto: una città unica nel suo genere che è stata la capitale del Giappone per più di mille anni! Ancora oggi è una meta ambita del turismo internazionale da tutto il mondo. Si tratta di una metropoli traboccante di storia da qualsiasi lato la si osservi: santuari, templi, giardini, castelli e altri siti storici e un incredibile Patrimonio UNESCO.

 

Una cultura unica in Giappone

Kyoto ha creato e mantiene una cultura unica che non troverai altrove: nemmeno in altre parti del Giappone e questo è uno degli aspetti che la rendono così affascinante. Molte persone – anche giapponesi – ignorano tanti aspetti dell’ex capitale nipponica.

In questo articolo scoprirai cose che non sai su Kyoto, alcuni segreti e piccole usanze che vigono in città per vivere al meglio la vera Kyoto quasi come un abitante del luogo! 

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Elina a Kyoto

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1) Cose che non sai su Kyoto: perché Kyoto ha caratteristiche così uniche? 

Possiamo dire che la risposta a questa domanda, sta nella storia della città stessa. Pensa che Kyoto ha così tante regole, usi e costumi radicati nella notte dei tempi da portare persino i giapponesi provenienti da altre prefetture a sostenere che sia difficile viverci. Ma come mai?

Precisiamo subito che da turista non ci si aspetterà da te che conosca queste usanze o le rispetti, anche perché solamente chi vive la cultura giapponese dall’interno può cogliere queste sfumature. Inoltre, considera che ognuno di noi analizza gli usi e costumi stranieri sempre filtrandoli dalla propria prospettiva personale e culturale, quindi sarà sempre presente un “gap” dato dal proprio background.

I motivi alla base delle regole e dei costumi vigenti a Kyoto derivano dal consolidarsi di 1.000 anni di storia come capitale del Giappone, iniziata nel 794.

Arashiyama vicino a Kyoto

Arashiyama vicino a Kyoto

Quando Kyoto era capitale, qui si stabiliva ogni regola del gioco. La città era centro commerciale, politico e culturale e attirava professionisti e persone da ogni angolo del Giappone.

Tuttavia, dopo che Edo (l’odierna Tokyo) divenne la nuova capitale, Kyoto continuò a svilupparsi essenzialmente dal punto di vista commerciale.

E per creare migliori relazioni interpersonali, gli abitanti di Kyoto – incredibilmente portati negli affari – hanno creato diverse regole peculiari al fine di costruire legami di fiducia resistenti, evitando al massimo il conflitto con l’Altro.

E se è vero che tante usanze sono solo un pallido ricordo e si sono perse nel tempo – complice l’afflusso di turisti da tutto il mondo – ancora oggi sono implicitamente condivise e praticate fra gli abitanti del luogo.

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2) Gli abitanti di Kyoto non sanno molto della loro città

Kyoto è una destinazione turistica di fama mondiale, in particolare per i monumenti storici dell’antica Kyoto, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Nell’insieme, secondo i dati ufficiali, abbiamo 800 santuari e 1.700 templi e grazie alla sua storia antica, Kyoto è zeppa di edifici, strade e testimonianze storicamente rilevanti del passato.

Nonostante queste premesse, la maggior parte dei residenti, nati e che vivono a Kyoto non conoscono molto di questa bellezza.

Forse perché per loro è semplicemente parte dello scenario quotidiano. D’altronde, neppure tantissimi edokiani (abitanti di Tokyo) non sono mai saliti sulla Tokyo Tower: non è sorprendente?

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Una strada del Nishiki Market di Kyoto

3) Cose che non sai su Kyoto: attenzione all’Ochazuke!

Probabilmente non sai che l’Ochazuke è un piatto giapponese che si fa versando del tè o del brodo sul riso al vapore. A Kyoto, l’Ochazuke è anche chiamato bubu-zuke. Questo perché “bubu” è un modo dialettale per chiamare il “tè”.

Se a Kyoto ti offrono un bubu-zuke, dire di sì potrebbe rivelarsi offensivo poiché secondo la tradizione offrire bubu-zuke è il modo di Kyoto per dire che è arrivato il tempo di andartene.

Altre teorie, però, affermano che la strana usanza significherebbe il contrario. In altre parole, offrire ochazuke agli ospiti sarebbe un modo molto formale – seppur vago – di farti restare un po’ più di tempo.

Insomma, in tutta questa confusione, non si sa bene come fare. Agli abitanti di Kyoto non piace rivelare le vere intenzioni. In sintesi, se un abitante del luogo offre l’Ochazuke, la cosa più educata da fare è rifiutare e agire secondo convenevoli, facendo complimenti e sottolineando che magari “sarà per un altra volta”.

 

 

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4) La vaghezza degli abitanti di Kyoto per evitare guai

Nella storia millenaria di Kyoto come capitale del Giappone, la città ha avuto innumerevoli conflitti, cambi di regime e di governo.

Non era raro vedere qualcuno di potente un giorno per poi osservarlo in rovina dall’oggi al domani ed in quei frangenti, la vicinanza con chi cadeva in disgrazia, poteva portare alla rovina. Per questo fondamentale motivo, i locali hanno sviluppato una modalità dell’esser vaghi.

Perciò la vaghezza funziona molto bene in questo contesto, sebbene sia stata fonte di molta frustrazione per chi proviene da altre Prefetture. Anche se chi conosce un minimo la cultura giapponese, avrà sentito parlare dei famigerati aizuchi, ovvero la manifestazione di cortesia dei giapponesi.

 

Cosa sono gli aizuchi in Giappone?

“Questa modalità di comportamento, in giapponese, è chiamata aizuchi. Tecnicamente in linguistica si parla di “interiezioni conversazionali”.
Sebbene siano una parte caratteristica della cultura giapponese, può sembrare quantomeno strano – a volte fastidioso – per gli occidentali.
Siccome gli aizuchi possono dare origine a fraintendimenti – soprattutto fra occidentali e giapponesi – cerchiamo di spiegarvi questi segni classici che punteggiano la conversazione con un giapponese.

Infatti, durante una conversazione con un/a giapponese, potrebbe sorprendere il continuo annuire o frasi come “è vero”, “si”, “è così”.

Soprattutto nello scoprire che non necessariamente dopo tutto questo annuire, il vostro interlocutore sarà d’accordo con voi!

Gli aizuchi sono semplicemente la manifestazione di buona volontà, attenzione e cortesia nei confronti di chi sta parlando.

Ecco perché per comunicare davvero con gli abitanti di Kyoto, è importante ancora di più, osservare espressioni facciali e linguaggio non verbale”.

5) Cose che non sai su Kyoto: a Kyoto il mezzo più diffuso è la bicicletta

Rispetto a Tokyo, Kyoto è molto compatta e pianeggiante, con strade cittadine disposte a griglia: davvero l’ideale per muoversi in bicicletta.

Inoltre, dato che la città ha diversi vicoli strettissimi e strade a senso unico, gli autobus urbani spesso hanno difficoltà nella viabilità.

Ecco perché la maggior parte degli abitanti di Kyoto sceglie di muoversi su due ruote per le attività quotidiane.

Poiché molti ristoranti, caffè e negozi di ogni tipo sono nei vicoli, esplorare la città in bicicletta è l’ideale e solitamente il noleggio per un’intera giornata costa circa 1.000 yen.

Nonni con nipotini in bicicletta a Kyoto. Credit: Depositphotos.com

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6) Le scale mobili “imprevedibili” 

Forse sai che il modo in cui le persone si collocano sulle scale mobili cambia da paese a paese.

In Giappone la cosa si complica poiché differisce anche in base alla regione. A Tokyo, per esempio, si sta sulla sinistra, mentre a Osaka le persone stanno sulla destra. E a Kyoto? Ebbene, non ci sono regole rigide sulla parte in cui devi stare perciò, adattati in base a chi hai davanti.

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Credit: Depositphotos.com

7) Cose che non sai su Kyoto: autobus urbani in ritardo nei festivi

Il sistema dei trasporti del Giappone è celebre per la puntualità. Ma gli autobus urbani di Kyoto funzionano in modo differente dato che rispetto ad altre grandi città tipo Tokyo e Osaka, Kyoto ha un numero esiguo di linee ferroviarie, ma molti autobus.

Essendo uno dei mezzi più usati per muoversi, sia da turisti che da cittadini, non è raro che i bus arrivino in ritardo per i problemi più svariati, soprattutto durante eventi e festival tradizionali, come il Gion Festival.

Considera che questi ritardi provocano spesso l’arrivo di due autobus ad una fermata contemporaneamente, quindi non sorprenderti se ti capita.

 

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Kinkaku-ji a Kyoto. Credit: Depositphotos.com

8) Ajari Mochi: il delizioso ed economico souvenir amato a Kyoto

L’Ajari mochi è un celebre dolce di Kyoto nato nel 1922 grazie ai pasticceri locali “Mangetsu”, una casa fondata nel 1856.

Si tratta di un dolce semi-cotto, gommoso come i classici mochi, composto da un impasto riempito fino all’orlo unito ad una deliziosa pasta di fagioli rossi azuki.

Il segreto della popolarità dell’Ajari mochi sta nella sua prelibatezza, risultato degli ingredienti accuratamente selezionati per realizzare il dolce. Inoltre, il negozio che ha creato il popolare dolcetto, ha abbassato molto il prezzo, quindi lo puoi avere per soli 119 yen!

Insomma, la combinazione alta qualità-convenienza, ha conquistato non solo i turisti, ma i cittadini stessi che sono i principali consumatori di Ajari mochi.

I dolci sono disponibili ovunque, specialmente al Nishiki Market, conosciuto come la cucina di Kyoto, ma vanno a ruba! Perciò vai al mattino, prima che si esauriscano le scorte, soprattutto durante i giorni festivi.

Indirizzo: Mangetsu – 139, Tanaka Oicho, Sakyo-ku, Kyoto-shi, Kyoto 京都府京都市左京区田中大堰町139.

 

 

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9) Cose che non sai su Kyoto: l’intolleranza del clima da parte degli abitanti

Kyoto ha differenze di temperatura tra estate e inverno, giorno e notte, davvero estreme. Le montagne attorno, bloccano le correnti d’aria e in estate la città diventa particolarmente umida e insopportabile. In inverno, invece l’aria fredda si deposita e Kyoto diventa gelida.

Come viaggiatore, tieni conto del clima per una visita a Kyoto anche perché ciò che sperimenti può cambiare tanto in base a quanta folla trovi in un luogo.

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Il caldo torrido dell’estate giapponese. Credit: Depositphotos.com

10) A Kyoto ci sono poche geisha del luogo

Chi è stato a Kyoto sa che uno degli incontri più probabili, è una geisha che passeggia elegantemente in un kimono tradizionale.

Ma la maggior parte di loro non abitano lì. Si tratta di maiko – apprendiste geisha tra i 15 e i 20 anni – provenienti da tutto il Giappone per studiare e addestrarsi al ruolo di geisha nelle “okiya” di Kyoto.

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Kyoto – ph M. Parmigiani

Se desideri incontrare una vera geisha o maiko, puoi andare nel quartiere di Hanamachi. In origine si trattava di un quartiere a luci rosse, ma oggi non è più così. Il costo per noleggiare una geisha cambia tanto a seconda del numero di persone, del cibo e delle bevande, del tipo di intrattenimento.

Tuttavia, di solito si spende oltre 20.000 yen a persona. Costoso, certo, ma un’occasione unica per provare una vera tradizione giapponese.

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Kyoto – ph M. Parmigiani

Insomma, Kyoto è una città con usanze speciali e peculiari anche per altri giapponesi. Ciò dipende dalla cultura millenaria ed è il fondamento per il fascino della città agli occhi del mondo.

Naturalmente, ci sono centinaia di altre regole e usanze a Kyoto rispetto a quelle menzionate e considera che ai turisti – soprattutto occidentali – non è richiesto di rispettarle.

Ma pensiamo che dopo aver appreso queste informazioni, ti sembrerà di capire un po’ meglio quello che avrai di fronte nel tuo viaggio a Kyoto e chissà, forse avrai la sensazione di aver conquistato un pezzetto in più della conoscenza di questo affascinante paese!

 

 

Marzia Parmigiani

 

 

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