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Cristo in Giappone: la leggenda di Gesù a Shingo.

Cristo in Giappone: la leggenda di Gesù a Shingo Daitenku Taro Jurai

In Giappone, su una collina situata in una zona remota nella prefettura di Aomori, esiste la tomba di un pastore che visse circa 2000 anni fa.
Quest’uomo, avrebbe passato la sua vita coltivando aglio e si sarebbe innamorato di Miyuko, figlia di un contadino.
Con lei ebbe tre figli. Il pastore, conosciuto in Giappone come Daitenku Taro Jurai, ebbe una vita lunghissima, morendo all’età di 106 anni.
A Shingo – il paese di montagna in cui passò la sua vita – nessuno sapeva che nel resto del mondo questo pastore era chiamato Gesù Cristo.
In questo articolo vi parliamo di una storia abbastanza bizzarra e sconosciuta.
Cristo in Giappone: la leggenda di Gesù a Shingo.

Prima di tutto, se volete conoscere ogni aggiornamento, curiosità, posti da visitare, cultura e consigli sull’organizzazione dei viaggi relativa al Giappone, seguiteci sulla nostra pagina dedicata “Il Mio Viaggio In Giappone”.

 

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Illustrazione di Gesù in Giappone

Cristo in Giappone: la leggenda di Gesù a Shingo – La storia di Gesù in Giappone

Ma cosa ci faceva Gesù Cristo in Giappone?
Secondo questa leggenda, gesù fece un primo viaggio in terra nipponica durante “gli anni perduti”.
Gli “anni perduti” della storia di Gesù sono una lacuna di 12 anni non rilevata nel Nuovo Testamento: ebbene, secondo la leggenda, Gesù sarebbe arrivato in Giappone a 21 anni per studiare teologia.
Qui arrivò nel porto della costa occidentale di Amanohashidate, nella baia di Miyazu. In seguito, sarebbe diventato discepolo di un maestro vicino sul Monte Fuji.
Gesù diventò esperto di cultura orientale e imparò il giapponese. Restò nel paese del Sol Levante fino a 33 anni, per poi tornare in Giudea attraverso la via del Marocco.
Sappiamo che una volta tornato in patria, Gesù fu arrestato dalle autorità romane e condannato alla crocifissione per eresia.
Ma secondo la leggenda giapponese, avrebbe ingannato i suoi carcerieri, perché Isukiri – il fratello minore di Gesù – sarebbe stato “casualmente” catturato dai romani e crocifisso al suo posto.
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Cartello nella prefettura di Aomori che indica il luogo della tomba di Cristo

Cristo in Giappone: la leggenda di Gesù a Shingo: Gesù non sarebbe morto sulla croce

Insomma, Gesù di Nazareth –  il Messia – secondo il folklore locale, non sarebbe morto in croce sul Calvario.

Invece, avrebbe ingannato i romani, facendo sì che suo fratello Isukiri morisse in croce al suo posto.
In seguito, per sfuggire ai suoi carnefici, Gesù sarebbe scappato di nuovo in Giappone.
Nel suo lungo viaggio, portò con sé due reliquie: una delle orecchie di suo fratello ed una ciocca dei capelli della Vergine Maria.
Cristo avrebbe attraversato il deserto ghiacciato della Siberia fino all’Alaska, percorrendo 11mila km in un viaggio di 4 anni, passando attraverso innumerevoli privazioni.
Una volta in Giappone, Gesù si sarebbe fermato nel villaggio di Herai (ora Shingo).
Qui avrebbe assunto una nuova identità e si sarebbe creato una famiglia.
Secondo i locali, Gesù avrebbe vissuto compiendo del bene verso i bisognosi (ma non avrebbe mai compiuto miracoli).
Un particolare colorito, è che sarebbe stato soprannominato”goblin dal naso lungo” a causa del suo naso particolarmente prominente.
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Rappresentazione di Gesù in Giappone con il nasone
Quando Gesù passò a miglior vita all’età di 106 anni, il suo corpo fu esposto su una collina per quattro anni.
Secondo le usanze locali, le sue ossa furono sepolte sotto un cumulo di terra. Oggi, questo luogo è contraddistinto da una croce di legno e da un recinto attorno.
L’area intorno alla tomba è stata denominata “Parco Christ-no-Sato”. Da vicino, si nota che i tumuli rotondi allineati nel punto più alto sono due.
Questo perché l’altro cumulo custodirebbe i resti del fratello Isukiri.
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La tomba di Gesù in Giappone

Cristo in Giappone: la leggenda di Gesù a Shingo – La tomba di Gesù in Giappone (Kirisuto no Haka)

Ad una trentina di chilometri a est del lago Towada – sulla sommità boscosa di una collina nella città di Shingo – troverete ciò che la leggenda locale considera la tomba di Gesù Cristo (キ リ ス ト の 墓, Kirisuto no Haka), assieme a quella del fratello Isukiri.

I cittadini di Shingo considerano questo racconto come una suggestiva leggenda.

E per questo, accanto alle tombe troverete anche un piccolo museo (Christ’s Village Tradition Museum).

Al museo troverete spiegazioni e materiali in inglese davvero suggestive.

 

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Pannello esplicativo in inglese della tomba di Gesù a Shingo

 

Per esempio, scoprirete che anticamente gli abitanti del villaggio parlavano strani dialetti locali. In più, conoscerete l’antico rito di segnare le fronti dei bimbi con una croce di carbone, quando uscivano di casa per la prima volta, come talismano.

 

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Rappresentazione del segno della croce a Shingo

 

 

Inoltre, si pensa che anticamente gli abitanti di questa zona avessero usi e costumi estranei al resto del Giappone.

Per esempio, i maschi indossavano abiti somiglianti alle vesti della Palestina biblica, mentre le donne indossavano veli.

Inoltre, i bambini venivano trasportati in ceste di vimini, simili a quelle diffuse in Terra Santa ed i neonati erano fasciati in abiti ricamati con disegni e motivi somiglianti alla stella di David.

Insomma, al museo c’è spazio anche per gli attrezzi agricoli e i vestiti usati nel villaggio.

Ma anche immagini dei presunti discendenti di Gesù che vivono ancora qui e alcune testimonianza che paiono collegare la cultura locale con gli ebrei.

 

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La parte che spiega la morte di Gesù a 106 anni

 

Il museo spiega anche come esistano altre coincidenze che sembrano legare Shingo al Cristianesimo.

Ogni anno in questo luogo arrivano circa ventimila turisti paganti per visitare il museo e per accedere allo shop.
Il negozio vende di tutto, dalle tazze ai pupazzi, dai sottobicchieri di Gesù, ai magneti.
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Christ Village Tradition Hall

Cristo in Giappone: la leggenda di Gesù a Shingo – Perché in Giappone c’è la tomba di Cristo?

E’ una storia risalente a prima della II guerra mondiale.
Nel 1934, il pittore Toya Banzan andò a visitare la zona attorno al lago Towada che doveva diventare parco nazionale.
In quegli anni era stato diffuso un popolare documento falso: il Documento Takeuchi, scritto in caratteri speciali.
 
Secondo questo documento oltre a Gesù, anche Confucio, Mosè, ed altri profeti, avevano passato un periodo della loro vita in Giappone.
Si leggeva qui che nonostante il paese del Sol Levante avesse provato un enorme complesso di inferiorità agli albori dei tempi moderni, l’antico Giappone era in realtà la radice della civiltà occidentale.
Nell’estate del 1935, sull’antica collina nel villaggio Herai un tempo chiamata “Hakadokodate”, si scoprirono i due cumuli di terra tonda che vennero riconosciuti come la tomba di Cristo e di suo fratello Isukiri.
Gli abitanti del villaggio credono nei lasciti degli antenati e considerano la tomba di Cristo, ciò che originariamente erano le tombe di qualcuno strettamente legato al villaggio.
I nativi rispettano le attività dei loro antenati che nel tempo hanno continuato a preservare e commemorare le tombe.
Perciò non è tanto importante ciò che è contenuto nelle tombe, ma le pratiche che la comunità ha continuato a svolgere nei secoli.
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Cristo in Giappone: la leggenda di Gesù a Shingo – chi è davvero sepolto nella tomba di Gesù?

Insomma, per quanto la suggestione della vita di Cristo in Giappone sia davvero attraente, è molto più probabile che queste tombe custodiscano i resti di missionari cristiani del XVI secolo.

Era infatti comune che si recassero in Giappone dall’Europa, almeno fino a quando lo shogun bandì il Cristianesimo nel 1614.
Da allora i cristiani in Giappone furono perseguitato per 200 anni, fino a quando nell’era Meiji diventò possibile praticare ancora questa religione.
Quindi, a parte le suggestioni, ovviamente questa tomba non è quella di Gesù.
Si pensa che la tomba di Cristo sia a Gerusalemme, nella chiesa del Santo Sepolcro.
Anche in Israele, la tomba di Gesù non è mai stata trovata fisicamente.
Nella Bibbia, come si sa, Gesù è risorto e asceso al cielo, il terzo giorno dopo la crocifissione.
Nessun abitante del villaggio è davvero convinto che Cristo sia sepolto proprio in questo luogo della prefettura di Aomori.
E allora perché ogni anno a Shingo si celebra la “Festa di Cristo”?
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La religione in Giappone

I giapponesi praticano per lo più buddhismo e shintoismo: solo l’1% è cristiano.

Al contrario degli altri paesi, le religioni praticate in Giappone non sono esclusiviste.

In sostanza, si possono avere sentimenti di vicinanza verso Buddha, Gesù e altre figure divine, senza obblighi particolari.

Shingo si auto-definisce Kirisuto no Sato, ovvero la Città natale di Cristo.
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Il Christ Festival

Dal 1964, all’inizio di ogni estate, in questo villaggio ha luogo la “Festa di Cristo”.

Si tratta di un festival in stile shintoista, gestito dagli enti turistici locali.
Punto focale di questo festival è la danza Bon Odori “Nanyadoyara”, tramandata di generazione in generazione attorno alla presunta tomba di Cristo.
Si tratta di una celebrazione suggestiva, in cui donne in kimono danzano attorno alle due tombe, intonando una litania di tre versi in una lingua sconosciuta (secondo alcuni simile all’ebraico) allo spirito di Gesù. Qui potete ascoltare questa litania:
Vedere donne in kimono ballare Bon Odori attorno alla croce di legno è un’esperienza altamente suggestiva.
Negli anni Settanta, dopo il boom legato al mondo dell’occulto, la tomba di Cristo di Shingo è stata meta di pellegrinaggio ed è stata menzionata sia in romanzi che su riviste dedicate all’occulto.
Il Christ Festival è diventato popolare come uno dei festival più strani del Giappone, pubblicizzato sia in televisione che dagli enti turistici locali.
Dagli anni 2000 è  è diventato noto a livello nazionale come destinazione turistica minore e ogni anno arrivano migliaia di visitatori: un bel numero per un paesino di 2500 abitanti!
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Indicazioni dell’itinerario turistico “Home of Historical Romance and Jesus Christ”

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Marzia Parmigiani
Bibliografia: 2017 – Nesbitt, M.; “Jesus For Japan: Bridging the Cultural Gap to Christianity”

 

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