Dawn Avatar Robot Cafe: il bar di Tokyo con camerieri robot controllati a distanza da disabili

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Dawn Avatar Robot Cafe: il bar di Tokyo con camerieri robot controllati a distanza da disabili

Oggi vogliamo parlarvi di un’iniziativa giapponese davvero ambiziosa e con un grande potenziale: il Dawn Avatar Robot Cafe.
Si tratta di un nuovo progetto di inclusione e per eliminare le barriere e aiutare i disabili.
A Tokyo, nell’ultimo periodo, si sta sperimentando il lavoro con avatar controllati a distanza da disabili nel mondo della ristorazione e della hospitality.
Inaugurato a giugno 2020 a Nihonbashi, questo caffè davvero particolare è rimasto aperto in fase test per 3 settimane.
Ogni tavolo ha un piccolo robot che accoglie salutando e prendendo l’ordinazione.
Ma non si tratta di veri e propri robot, bensì avatar.
Infatti – come abbiamo detto – ci sono umani che controllano a distanza questi robot.
Queste persone, chiamate “piloti”, vedono attraverso la telecamera.
Inoltre, possono parlare attraverso gli altoparlanti dei dispositivi.
Di fatto, per queste persone, questi avatar sono un mezzo di comunicazione.
Un vero antidoto all’isolamento sociale delle fasce più fragili.
I robot si chiamano OriHime e OriHime-D e sono forniti da un’azienda giapponese, la Ory Lab.
Si tratta della stessa società che ospita questo locale.
Le persone che li controllano, possono comunicare a distanza.
Questo, grazie a internet – da qualsiasi parte del mondo – utilizzando la videocamera interna, il microfono e l’altoparlante.
OriHime che è il modello più piccolo, ha la possibilità di fare movimenti semplici come girare la testa, alzare le mani, salutare e applaudire.
Invece, OriHime-D che è il modello più grande, può muoversi in avanti e indietro e trasportare vassoi e tazze.
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La Ory Laboratory Inc. di Kentaro Yoshifuji

Questo caffè innovativo è l’ultima impresa di Ory Laboratory Inc, un’azienda giapponese di robotica che lavora per creare una società senza barriere. 
L’idea e lo sviluppo di questo progetto nasce da Kentaro Yoshifuji, il co-fondatore e CEO di Ory Lab che nel 2004 ha ricevuto il Grand Award al Japan Science & Engineering Challenge (JSEC).
Si tratta di un concorso per studenti delle scuole superiori per presentare ricerche e scoperte.
Nel 2005 Yoshifuji ha vinto un premio all’International Science and Engineering Fair (ISEF), ovvero una famosa fiera della scienza per studenti delle scuole superiori di tutto il mondo.
A soli 27 anni, è ormai famoso dentro e fuori il Giappone con i suoi progetti visionari e ha una storia davvero interessante.
Kentaro Yoshifuji ha avuto l’idea di progettare avatar robotici partendo dalle sue esperienze personali.
Infatti da bambino, per tre e mezzo è stato costretto a letto a causa di una malattia.
La condizione e la sofferenza sperimentata, lo hanno portato a impegnarsi nella vita per promuovere l’inclusione e ridurre la solitudine che spesso circonda chi vive nella disabilità.
Questo progetto è molto diverso dal Robot Restaurant di Shinjuku, dove umani vestiti da robot organizzano cene con spettacolo.
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Kentaro Yoshifuji con OriHime

Come funziona il Dawn Avatar Robot Cafe?

I robot del Dawn Avatar Robot Cafe vengono azionati da remoto utilizzando la connessione Internet.
Questi dispositivi fungono da avatar per le persone che non possono uscire di casa per lunghi periodi di tempo a causa di disabilità fisica o altre condizioni invalidanti.
Al Dawn Avatar Robot Cafe, le persone con disabilità controllano a distanza avatar robot.
L’obiettivo è testare e creare maggiori opportunità di lavoro per le persone con disabilità. 
Il progetto è stato trattato in oltre 500 articoli, con un’esposizione mediatica del valore di 7.6 milioni di dollari. 
Soprattutto, più di cinque portatori di handicap che hanno partecipato sono stati assunti con successo da un’azienda dopo il progetto.
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Nuove opportunità di inclusione per i disabili grazie alle nuove tecnologie

Per molte persone con disabilità è davvero difficile partecipare al mondo del lavoro in senso tradizionale – questo, in tutto il mondo.
Nella maggior parte delle aziende – in Giappone e ovunque – il mondo del lavoro funziona spesso secondo schemi standard che di fatto escludono i diversamente abili.
Poiché i robot possono essere controllati anche solo attraverso il movimento degli occhi, questo nuovo progetto ha dato speranza anche a persone immobilizzate.
In questo modo, avranno la possibilità di provare a svolgere un lavoro nel settore della ristorazione o della hospitality.
Si tratta di una svolta davvero significativa perché consente maggiori opportunità di interazione e di ridurre il senso di isolamento.
E immaginate il potenziale possibile e il valore di questa tecnologia, declinato ai giorni della pandemia.

Aggiorneremo quando saranno confermate data e luogo della nuova apertura.

 

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Marzia Parmigiani

 

 

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