Differenze e relativismo culturale

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Differenze e relativismo culturale

La diffidenza verso una cultura molto diversa dalla nostra è considerata grosso modo comune. Tutti noi tendiamo a proteggere le nostre radici ed in parte, a temere qualcosa di molto diverso dal nostro modo di vivere. Tuttavia, se facciamo un bilancio della nostra società, ci renderemo conto che se alcune cose funzionano meglio, altre, non vanno proprio.
Ma come facciamo a sapere che ciò che consideriamo etico e ragionevolmente condiviso in una società, sia DAVVERO la cosa oggettivamente più sana e giusta?
Con relativismo culturale, si intende l’insieme di credenze, usi e costumi di una società che sono relative ad un certo contesto. Ne consegue che i concetti di giusto o sbagliato, non sono uguali in ogni parte del mondo.
Se pensate che la vostra cultura sia portatrice di una verità assoluta, questo articolo fa per voi.

Il relativismo culturale

La parola “relativismo” spesso non viene compresa. Vogliamo tentare una proposta specifica su cosa significhi, al fine di esplorare il problema del “mondo reale”. Cosa dovremmo fare quando affrontiamo ciò che spesso viene descritto come irrisolvibile disaccordo morale?

Culture in disaccordo

Due parti  in disaccordo, affermano e negano la stessa cosa. Poiché le parti si contraddicono a vicenda, non possono avere entrambi ragione;  poiché entrambi non possono avere ragione, c’è qualcosa da risolvere tra di loro per capire quale di loro si sbaglia. Un disaccordo rimane irrisolto fintanto che entrambe le parti continuano a pensare che l’altra sia sbagliata ed è irrisolvibile quando non esiste un metodo con cui risolverlo.

La realtà è molto più “soggettiva” di quanto si creda

Se ci si basa sul fatto che una cosa giusta per noi, lo sia in modo “relativo”, cioè, non è detto che lo sia in altri paesi, potremmo pensare che le controversie su cosa sia giusto, oppure no, siano irrisolvibili.
Questo perché le credenze morali non sono strettamente vere o false, ma una verità si può dire che sia fondata su elementi soggettivi, ovvero stati mentali come i nostri desideri ed emozioni.
Dal momento che questi elementi soggettivi possono variare a seconda delle persone e delle culture si possono generare conflitti. Anche se si fa appello a fatti oggettivi, non sempre è possibile venirne a capo.

Il relativismo morale

Il relativismo culturale, deriva dal comune terreno di ciò che definiamo “relativismo morale”. 
Ma cosa comporta davvero il relativismo morale?
Pensiamo che ci sia un altro modo per capire cosa comporta il relativismo morale, che non ci richiede di rinunciare al tentativo di essere obiettivi.

Un esempio 

Immaginate di essere una donna sui 50 anni, di origine borghese cresciuta in Italia. Università, laurea e una posizione di prestigio con un buon reddito. Avete avuto la fortuna di guadagnare così tanto che avete smesso di lavorare. Nessun matrimonio o figli, con gran rammarico dei vostri genitori che però sono orgogliosi di voi e della vostra carriera.
Nella vostra famiglia, albergano gli ideali dell’individualismo liberale e tutti pensate che ognuno di voi sia responsabile della propria vita, su tutti i livelli.
Immaginate di fare un viaggio in India. In un piccolo villaggio, conoscete Saima, una donna più o meno della vostra età. I fatti principali della sua vita sono un matrimonio organizzato dai genitori quando era adolescente e da allora, svariati figli. Lei è già nonna.
La sua vita è stata organizzata interamente attorno alle responsabilità familiari.
Saima considera il fatto che non siate sposate e di non abbiate figli, ripugnante dato che i vostri genitori lo desideravano chiaramente.
Saima, dopo aver ascoltato la vostra storia, vi fa capire che siamo tutti moralmente obbligati a soddisfare i desideri dei nostri genitori. 
A queste parole, siete in disaccordo morale con lei, perché credete fermamente di non essere moralmente obbligati a soddisfare i desideri dei vostri genitori di sposarsi e avere figli.

Il punto di vista della propria cultura

Molti occidentali potrebbero pensare che questo disaccordo morale possa essere facilmente risolto a vostro favore. Non avete fatto nulla di male nel cercare la vostra realizzazione e a Saima dovrebbe essere concesso il diritto di fare lo stesso. Ma questo atteggiamento occidentale trascura un fatto importante. Generalmente non rientra nel potere umano ricostruire a proprio piacimento le consuetudini culturali secondo le proprie volontà.

Le circostanze culturali

Nelle sue attuali circostanze culturali, non è un’opzione per Saima, partire per cercare la sua fortuna da sola e mettere da parte la sua rete familiare. Sarebbe come dire che voi scegliate l’opzione di assumere i vari doveri tradizionali che ricadono sulle femmine nelle famiglie allargate nell’India rurale.

A causa di queste differenze culturali, voi e Saima, necessiterete di verità morali molto diverse per vivere. Questo significa che voi e lei, sarete tenute a vivere in base a valori contrastanti. Saima si sentirà obbligata moralmente a soddisfare i desideri dei propri genitori, mentre voi no.

Affrontiamo qui un disaccordo morale irresolubile?

No. Quando Saima riconosce il suo obbligo morale di soddisfare i desideri dei suoi genitori, lo concepisce come uno dei tanti doveri speciali che assume nei confronti dei suoi. Questi si affiancano ad altri doveri speciali per gli altri membri della sua famiglia allargata.

Differenze e non disaccordo

Ciò che realmente affrontiamo qui, quindi, è una sorta di differenza che non è un disaccordo. Ognuno di noi ha il diritto di vivere secondo le proprie e rispettive credenze morali. Tuttavia, sebbene ognuno di noi consideri le credenze morali dell’altro come vere, nessuno di noi adotta le credenze morali dell’altro per sé, come verità per cui vivere.  Quando ciò accade, abbiamo occasione di adottare una posizione distintamente relativista, che è una posizione di disimpegno piuttosto che di disaccordo.
Il relativismo morale implica che le verità morali non valgono universalmente, ma solo localmente.  Se voi e Saima avete bisogno di convinzioni morali diverse per vivere, questo dimostra che viviamo in mondi morali diversi, in cui valgono diverse verità morali.

I problemi dei relativismo morale

Questa concezione del relativismo morale non è priva di problemi. Sembra più plausibile per alcuni casi, come quello che abbiamo usato come esempio.
Prendete, ad esempio, pratiche come il sati (vedova che viene arsa viva con il marito defunto), le mutilazioni genitali femminili e l’omicidio d’onore.
La nostra risposta immediata sarà probabilmente che riteniamo errate queste pratiche. Devono essere fermate e dobbiamo convincere chi le fa di essere in torto. Se non ci riusciamo, allora ci troviamo di fronte a disaccordi morali irrisolvibili e per affrontarli, dovremmo rimanere fedeli alle nostre credenze morali. Ciò, continuando a insistere sul fatto che le pratiche sono sbagliate e opponendoci con tutti i mezzi.

Opporsi al relativismo morale?

Questo però corrisponde ad opporsi al relativismo morale. Sarebbe come dire che le parti in disaccordo non possono avere entrambi ragione, che ci sono questioni oggettive su cui avere ragione o torto.
Insiste anche sul fatto che non dovremmo disimpegnarci da coloro che sono moralmente diversi da noi, ma mantenere un senso di disaccordo con loro, proponendo le verità morali con cui viviamo come verità universali che valgono per tutti.
Ma prima di rifiutare il relativismo morale, dovremmo esplorare un’altra possibilità. 

Errori negli standard culturali

Le persone con differenze morali probabilmente stanno rispondendo a circostanze culturali molto diverse, ma non si deve dire che coloro che partecipano alle pratiche specifiche di sati, mutilazioni genitali femminili e uccisioni d’onore, hanno ragione a farlo.
Può anche dire che sono sbagliate secondo i loro stessi standard. Perché possono esserci verità morali locali, che si trovano nelle stesse condizioni culturali in cui sono sorte tali pratiche, alla luce delle quali sono sbagliate. 
Se è così, allora i partecipanti a queste pratiche fraintendono ciò che comportano i loro principi morali.  Questo è un modo perfettamente plausibile per capire come la società occidentale abbia capito che era sbagliato dare ai soli maschi bianchi pieni diritti civili. 
Certo, è concepibile che non ci siano verità locali alla luce delle quali sati, mutilazioni genitali femminili e omicidi d’onore sarebbero considerati errati. Occorre però, rinunciare all’universalità della verità morale. Quando ci si rapporta ad una cultura molto diversa dalla nostra, è spesso possibile che le parti coinvolte siano in errore, nella misura in cui fraintendono i propri principi morali. Crediamo che su questo ci sia molto da riflettere e molto lavoro da fare.
Marzia Parmigiani
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