Differenze tra templi e santuari in Giappone

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Differenze templi e santuari Giappone.

Differenze tra templi e santuari in Giappone

In Giappone, i santuari shintoisti e i templi buddisti si trovano in ogni città, paese, villaggio e persino nelle remote regioni montuose.

Innegabilmente, i templi e i santuari sono tra le strutture storiche più comuni incontrate in Giappone. Ma come si fa a distinguerli?

Il Giappone è un paese profondamente radicato nella tradizione e nella spiritualità, dove la presenza di templi e santuari svolge un ruolo fondamentale nel panorama culturale e religioso. Sebbene entrambi siano luoghi di culto, templi e santuari hanno scopi distinti e sono associati a diverse pratiche religiose. Comprendere le disuguaglianze tra questi due tipi di luoghi sacri garantisce una maggiore comprensione della complessità spirituale del Giappone. Di seguito vedremo le differenze tra templi e santuari in Giappone.

Dobbiamo sottolineare che shintoismo e buddismo in Giappone non sono religioni esclusiviste: perciò un fedele può essere sia shintoista che buddista. Per questa ragione, spesso templi e santuari sono prossimi fra di loro se non contigui. Un esempio è il Senso-ji, uno storico tempio buddista situato ad Asakusa, Tokyo. È il più antico e uno dei più importanti templi della città e accanto a questo tempio, si trova il santuario shintoista di Asakusa.

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In che modo il Buddhismo e lo Shinto differiscono?

Il Buddhismo fu originariamente portato dall’India alla Cina e in seguito si diffuse in tutto il Giappone durante il periodo Heian. Al contrario, lo Shinto ha avuto origine nell’antico Giappone. Lo Shintoismo abbraccia la convinzione che ci siano migliaia di diversi tipi di divinità nel mondo, incarnate in elementi naturali come montagne, fiumi, pietre e alberi. Si dice spesso che il Giappone abbia otto milioni di divinità, che simboleggiano un numero infinito di divinità che presiedono a vari aspetti della vita.

Entrambe le religioni sono profondamente radicate nella cultura giapponese, anche se molti giapponesi non si considerano particolarmente religiosi. Templi e santuari sono visitati in modo intercambiabile per le celebrazioni di Capodanno, ma i matrimoni tradizionali giapponesi si tengono solitamente nei santuari, mentre i funerali si svolgono nei templi. Questo sistema di credenze interconnesse fa parte della cultura giapponese da secoli.

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Differenze tra templi santuari Giappone: contesto storico e religioso

Santuari shintoisti

Lo shintoismo, la religione indigena del Giappone, è caratterizzato dal culto dei kami, che sono spiriti o divinità che si ritiene abitino elementi naturali, animali e antenati. I santuari (神社, Jinja) sono collegati allo Shinto, la religione nativa del Giappone che onora i kami (spiriti o divinità della natura). Questi siti sono dedicati all’adorazione dei kami, alla ricerca di protezione, buona fortuna e purificazione. Servono come sedi per cerimonie importanti come matrimoni e feste stagionali. I santuari sono riconoscibili dai loro torii (cancelli sacri) all’ingresso, dai principali edifici di culto (honden), dalle sale per le offerte (haiden) e talvolta dagli edifici per le danze sacre (kaguraden). A differenza dei templi, i santuari non hanno immagini fisse delle divinità. Invece, oggetti sacri (shintai) come specchi, spade e gioielli simboleggiano i kami. Nei santuari sono celebrate feste come Shogatsu (Capodanno), Matsuri locali e Omiya-mairi (la prima visita di un neonato al santuario).

Lo spazio sacro dello shintoismo

Insomma, i santuari sono i luoghi principali in cui sono condotti rituali e cerimonie shintoiste. Si trovano spesso in luoghi sereni come foreste, montagne o vicino a specchi d’acqua, riflettendo il profondo legame della religione con la natura.

I santuari risalgono a tempi antichi e si ritiene che esistessero anche prima dell’introduzione del buddismo in Giappone. Sono solitamente contrassegnati dalla presenza di un cancello torii, che indica l’ingresso in uno spazio sacro. All’interno, la struttura principale ospita i kami e i visitatori offrono preghiere, fanno offerte e partecipano a festival per onorare questi spiriti.

Si ritiene che gli spiriti degli dei giapponesi risiedano in un oggetto sacro custodito all’interno dell’edificio. La posizione di un santuario spesso corrisponde a un sito di importanza storica in cui si tenevano cerimonie sacre. Per entrare in un santuario, si passa attraverso un torii, una porta sacra fatta di pietra o legno, che funge da soglia tra il mondo umano e il regno divino. Il nome di un santuario in genere riflette i tipi di divinità lì venerate. I santuari grandi e noti sono spesso chiamati Jingu o Taisha, come Meiji Jingu a Harajuku, Ise Jingu nella prefettura di Mie e Izumo Taisha nella prefettura di Shimane.

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Templi buddisti

Il buddismo fu introdotto in Giappone dalla Cina e dalla Corea intorno al VI secolo. I templi buddisti, o tera (寺) o otera, servono come luoghi di culto, meditazione e studio per i seguaci del buddismo. A differenza dei santuari, che sono dedicati ai kami, i templi sono dedicati a vari Buddha e bodhisattva. I templi (寺院, Jiin) sono usati per la meditazione, la preghiera e lo studio del dharma. Ospitano anche cerimonie funebri e commemorative. In genere, i templi presentano varie strutture, tra cui la sala di culto principale (hondo), pagode, sale di meditazione (zendo), campanili (shoro) e talvolta cimiteri. Spesso ospitano statue del Buddha e di altre divinità buddiste. I templi celebrano numerose feste buddiste, come Hanamatsuri (Festa del compleanno del Buddha) e O-Bon (Festa dei morti).

Queste strutture sono spesso più elaborate nel loro design architettonico rispetto ai santuari, con pagode, sale principali, aule e spesso una varietà di statue che rappresentano diversi aspetti del buddismo. I templi possono anche includere giardini progettati per la contemplazione e la meditazione, enfatizzando i principi buddisti di pace e illuminazione.

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I monaci risiedono nei templi. Questi templi ospitano statue di vari Buddha, tra cui Dainichinyorai, Yakushinyorai, Shokanzeonbosatsu e altri, a seconda della setta a cui appartiene il tempio. Sebbene non ci si aspetti che i visitatori conoscano le differenze tra questi Buddha o le varie sette del Buddhismo in Giappone, fare delle ricerche o chiedere ai monaci di queste distinzioni può aumentare il valore educativo del tuo viaggio. Il Buddhismo sostiene che lo spirito di un Buddha abita ogni statua. Puoi osservare questi Buddha (Hotoke-sama) in un tempio durante l’orario di visita.

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Differenze tra templi santuari Giappone: differenze architettoniche

Santuari

  1. Torii: una caratteristica distintiva dei santuari shintoisti, il cancello torii segna il passaggio dallo spazio comune al sacro. Questi cancelli possono variare per dimensioni e colore, ma sono più comunemente realizzati in legno o pietra e dipinti di un colore simile al rosso acceso.
  2. Haiden e Honden: l’haiden è la sala di culto dove i visitatori pregano e fanno offerte. Dietro di esso si trova l’honden, che è il santuario principale che ospita il kami consacrato. L’honden è solitamente off-limit al pubblico ed è considerato la parte più sacra del santuario.
  3. Ema e Omikuji: i visitatori dei santuari spesso scrivono i loro desideri su piccole targhe di legno chiamate ema, che sono poi appese affinché il kami le riceva. Gli omikuji sono foglietti di carta di divinazione che le persone estraggono per ricevere guida o previsioni sul loro futuro.

Omikuji

  1. Komainu: si tratta di coppie di leoni-cani guardiani che spesso fiancheggiano l’ingresso del santuario, si ritiene proteggano i luoghi sacri dagli spiriti maligni.
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Templi

  1. Pagode: torri a più livelli che fungono da reliquiari per testi sacri e reliquie. Le pagode sono una caratteristica comune nei complessi dei templi buddisti e sono spesso utilizzate come simboli del significato spirituale del tempio.
  2. Sala principale (Hondo): la struttura centrale in cui è custodita l’immagine principale di culto, come una statua del Buddha. Questa sala è il punto focale per rituali e cerimonie.
  3. Sala conferenze (Kodo): utilizzata per insegnamenti e conferenze, la kodo è uno spazio importante per la diffusione di insegnamenti e pratiche buddiste.
  4. Giardini Zen: molti templi, in particolare quelli della setta Zen, presentano spazi meticolosamente progettati destinati alla meditazione e alla riflessione. Questi giardini spesso includono ghiaia rastrellata, pietre e piante posizionate con cura per creare un’atmosfera tranquilla.

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Differenze tra templi santuari Giappone: pratiche religiose e festival

Santuari shintoisti

  1. Purezza rituale: la purezza è un tema centrale nelle pratiche shintoiste. Prima di entrare nell’area principale del santuario, i visitatori solitamente si puliscono le mani e la bocca in una fontana di purificazione chiamata chozuya o temizuya.
  2. Festival (Matsuri): i santuari sono spesso il centro di festival vivaci, che possono includere sfilate, musica tradizionale, danza e rituali volti a onorare i kami e ad assicurare il loro favore per un buon raccolto, protezione e altre benedizioni.
  3. Shimenawa: si tratta di corde sacre fatte di paglia di riso o canapa che delimitano gli spazi sacri. Sono spesso adornate con strisce di carta bianca (shide) e possono essere trovate all’ingresso dei santuari o intorno a oggetti considerati sacri.

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Templi buddisti

  1. Meditazione e canto: i templi sono centri per le pratiche di meditazione, specialmente nella tradizione Zen. Cantare i sutra è un’altra pratica comune, che aiuta a focalizzare la mente e onorare gli insegnamenti del Buddha.
  2. Festival di Obon: una delle feste buddiste più importanti, Obon è un momento per onorare gli antenati defunti. Le famiglie visitano i templi per offrire preghiere e sono accese lanterne per guidare gli spiriti degli antenati verso l’aldilà.
  3. Vesak (Hanamatsuri): Kanbutsue 灌仏会 che si traduce in “lavare l’immagine del Buddha”. Popolarmente conosciuto con il nome di Hana Matsuri 花祭 (Festa dei Fiori). Si tratta di un’occasione che commemora la nascita, l’illuminazione e la morte del Buddha ed è un evento importante nel calendario buddista. I templi tengono cerimonie e decorano statue del Buddha, spesso versandovi sopra del tè dolce come forma di riverenza. (Nel 2024 è stato l’8 aprile).

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Differenze tra templi santuari Giappone: differenze simboliche

 Santuari

  1. Simbolismo del cancello torii: il cancello torii è un simbolo di transizione e demarcazione, che rappresenta l’ingresso in uno spazio sacro dove dimorano i kami. Attraversare il torii è come lasciare il mondo secolare alle spalle ed entrare in un regno di significato spirituale.
  2. Oggetti sacri (Shintai): i santuari spesso ospitano oggetti sacri che si ritiene incarnino i kami. Questi, che possono essere specchi, spade o gioielli, sono tenuti nascosti al pubblico e sono centrali per la presenza spirituale del santuario.

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Templi

  1. Statue di Buddha: le statue del Buddha sono centrali nei templi buddisti e simboleggiano vari aspetti degli insegnamenti e dell’illuminazione del Buddha. Queste statue possono variare per dimensioni e design, spesso riflettendo diversi periodi e scuole del buddismo.
  2. Mandala: nel buddismo esoterico, i mandala sono disegni complessi che rappresentano l’universo e il percorso verso l’illuminazione. Sono usati nella meditazione e nei rituali per focalizzare la mente e incarnare gli insegnamenti del Buddha.

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Conclusione

Sebbene sia i templi che i santuari siano essenziali per il patrimonio spirituale e culturale del Giappone, hanno scopi diversi e incarnano tradizioni religiose distinte. I santuari, radicati nello Shinto, enfatizzano una connessione con la natura e il culto dei kami, mentre i templi, associati al buddismo, si concentrano sugli insegnamenti e le pratiche che portano all’illuminazione. Comprendere queste differenze non solo arricchisce l’apprezzamento della cultura giapponese, ma offre anche una visione più approfondita dei modi in cui la spiritualità è intrecciata nel tessuto della vita quotidiana in Giappone.

Sia i santuari che i templi continuano a svolgere un ruolo fondamentale nella vita del popolo giapponese, fungendo da luoghi di culto, patrimonio culturale e ritrovo della comunità. Che si cerchino le benedizioni dei kami o la saggezza del Buddha, questi luoghi sacri offrono una profonda connessione con l’eredità spirituale del Giappone.

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