Disuguaglianza di genere in Giappone: il paese è all’ultimo posto fra i membri del G7

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Disuguaglianza di genere in Giappone.

Disuguaglianza di genere in Giappone: il paese è all’ultimo posto fra i membri del G7

Un think tank con sede in Svizzera, ha rivelato recentemente che il paese del Sol Levante si colloca al 120 esimo posto su un totale di 156 paesi.
Un concreto problema di disuguaglianza di genere in Giappone messo in luce anche dal Japan Times.
Questo lo rende il fanalino di coda fra i paesi del G7 (persino l’Italia si colloca in una posizione migliore, ovvero al 63 esimo posto).
Il Giappone è al di sotto quindi di Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti. E’ anche al di sotto di Cina e Corea del Sud.
Il rapporto del World Economic Forum ha rilevato che la partecipazione delle donne giapponesi in politica e tematiche economiche resta molto basso.
Il livello di disuguaglianza di genere In Giappone, è stata enfatizzata dalla pessima uscita fatta dall’ex primo ministro Yoshiro Mori.
Infatti, le sue dichiarazioni sessiste lo hanno portato a dimettersi dalla sua funzione di capo del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi e delle Paraolimpiadi di Tokyo, in favore di Seiko Hashimoto.
Seiko-Hashimoto- Disuguaglianza di genere in Giappone

Seiko Hashimoto

L’episodio ha diffuso fuori e dentro dal paese il sentore che il Giappone sia una nazione con poca consapevolezza dei diritti umani e con un problema di disuguaglianza di genere.
Questo fatto potrebbe avere un impatto economico negativo, con la conseguenza di una diminuzione degli investimenti esteri.
ragazze giapponesi di spalle con divisa alla marinara Disuguaglianza di genere in Giappone

La diseguaglianza nel mondo del lavoro grava sulle donne

Il Forum economico mondiale ha dichiarato che nonostante il 72% delle donne giapponesi sia parte della forza lavoro, soltanto il 14,7% di loro ricopre ruoli senior.
Inoltre, la quota di donne che lavorano part time è quasi il doppio di quella degli uomini. Tuttavia, il reddito medio della donna giapponese è inferiore del 43,7% rispetto a quello di un uomo.
La notizia positiva è che il World Economic Forum, riconosce al Giappone di aver colmato il divario di genere nell’istruzione primaria.
il paese si è  tuttavia classificato al 147esimo posto per l’emancipazione politica e al 117esimo per partecipazione e opportunità economiche delle donne.
E’ importante sottolineare che fra i paesi più virtuosi sulla parità di genere ci sono: Islanda per dodicesimo anno consecutivo; seguita dalla Finlandia, dalla Norvegia e dalla Nuova Zelanda.
Non è un caso che in questi 4 paesi il ruolo di primo ministro è ricoperto da donne.
Per quanto riguarda gli altri paesi del G7, tutti si sono classificati tra l’11esimo e il 30esimo posto.
La situazione in Asia vede le Filippine nella posizione migliore (17esimo posto). Purtroppo, la Corea del Sud è arrivata al 102esimo posto e la Cina al 107esimo.
Il portavoce del governo Katsunobu Kato ha recentemente affermato che gli sforzi del Giappone in merito alla parità di genere, siano davvero in ritardo rispetto alla maggior parte dei paesi industrializzati.
Kato ha osservato quanto il Giappone sia molto dietro ad altre economie avanzate e nazioni asiatiche vicine come la Cina e la Corea del Sud.
Disuguaglianza di genere in Giappone

L’ex premier Yoshiro Mori

Disuguaglianza di genere in Giappone: emancipazione politica raggiungibile entro il 2025

Un obiettivo del governo giapponese è di candidare più donne alle elezioni nazionali e portare la quota rosa al 35% entro il 2025.
Nel 2017, le donne rappresentavano il 18% di tutti i candidati alle elezioni della Camera dei Rappresentanti e il 28% alle elezioni della Camera dei Consiglieri nel 2019.
Per ora, il rapporto WEF, che segue i progressi verso la parità di genere nell’economia, nella politica, nell’istruzione e nella salute, ha rilevato che solo il 10%  delle donne ricopriva posizioni ministeriali. E come in Italia, anche il Giappone non ha mai avuto un primo ministro donna.
Il WEF ha stimato nel 2021 che ci vorranno circa 135 anni per colmare completamente il divario di genere globale.
Il precedente rapporto del 2020, prima della pandemia, stimava un periodo necessario di 99 anni, ma il Covid-19 ha acuito la situazione.

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Marzia Parmigiani

 

 

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