Dove è stato girato “Alice in Borderland”? Tutte le location del drama giapponese

Tempo di lettura: 13 minuti

Dove è stato girato “Alice in Borderland”? Tutte le location del drama giapponese

Il drama giapponese “Alice in Borderland” (今際の国のアリス, lett. Alice nel paese del momento presente), è una nuova serie Netflix uscita in contemporanea in oltre 190 paesi del mondo il 10 dicembre 2020 per la regia di Shinsuke Sato.
In questo articolo parleremo di: dove è stato girato “Alice in Borderland”? Tutte le location del drama giapponese.
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Le location di “Alice in Borderland”

Intanto vi diciamo subito che lo show è stato ambientato e girato principalmente nel Kantō, nei 23 quartieri speciali di Tokyo (ward), a Maihama e Yokohama.

Inoltre, diverse scene nella regione del Kansai (Osaka e Kobe), in Giappone, nonché nell’Ashikaga Scramble City Studio nella Prefettura di Tochigi.

Qui un video di Netflix Japan del “making of” di Alice in Borderland.
Lo show richiama diverse simbologie di un’opera che in Occidente conosciamo bene: Alice di Lewis Carroll, ma c’è davvero tanto altro.
In realtà, la serie Netflix omaggia e richiama sia diversi altri manga che film e telefilm diventati cult, un po’ per atmosfere, un po’ per sviluppo narrativo.
Pensiamo a Gantz, Death Note, Hunger Games, o The Walking Dead.
Ci abbiamo trovato riferimenti al film con Leonardo di Caprio dell’utopica “The Beach”; a “Fight Club”; a “Lost” ed anche alla saga di Matrix, finora.
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Locandina originale “Alice in Borderland” – fonte: Netflix

Di cosa parla “Alice in Borderland”?

Noi di Traveltherapists abbiamo appena finito di vedere la  prima stagione dello show tratto dall’opera del mangaka Haro Aso pubblicata fra il 2010 ed il 2015/16.
Vi diciamo subito che il manga è meglio dello show di Netflix.

Nonostante questo, dalla sua uscita mondiale il 10 dicembre 2020, Alice In Borderland è stato un enorme successo sia in Asia che nel resto del mondo. Netflix ha dichiarato che lo show ha conquistato la Top 10 a Singapore, Malesia, Hong Kong, Filippine, Taiwan, Tailandia, Germania, Francia, Portogallo, Austria e Grecia.

Tuttavia, Alice in Borderland lo show di Netflix, difficilmente mantiene l’interesse dello spettatore in modo efficace e costante, fra le vicende di questo mondo surreale, come invece il manga, sa fare.
Insomma, la serie di Netflix tratta dal manga di Haro Aso è spettacolare, senza rendere giustizia all’opera originale.
Cercheremo di presentare le location di Alice in Borderland senza dire troppo sulla storia, ma se avete paura di spoiler, valutate se proseguire la lettura o meno!
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Quello che sappiamo sulla realtà distopica di Alice in Borderland

Nel primo episodio, fra le scene iniziali dello show, c’è n’è una fondamentale.
Arisu, Chota e Karube sono al centro dello Shibuya Crossing a Tokyo.
Avrete badato alla comparsa di fuochi d’artificio nello svolgersi delle vicende.
Vi diamo un indizio: rappresentano l’inizio di tutto.
Chiunque si ritrovi ad essere in questo “paese del momento presente” vede qualcosa di simile a un misterioso fuochi d’artificio un attimo prima.
Insomma, queste persone non si trovano solo lost in translation, ma perse davvero in un altro mondo del quale non sanno nulla.
Qui i protagonisti sono tenuti ad affrontare dei “game” (gemu) per sopravvivere.
Le arene di questi “gemu” sono per lo più nei 23 quartieri speciali di Tokyo.
Più ci si allontana dal centro, più devastata è la civiltà.
Al di fuori della capitale, tutto è diventato una giungla e non ci sono altre città al di fuori di Tokyo. In più sembra che le montagne si stiano ingrandendo.
Un’altra caratteristica è che molti dei protagonisti che si ritrovano a Borderland, forse erano infelici nel mondo reale.
In Borderland, non esistono particolari condizioni di superiorità o di inferiorità delle persone.
Si capisce che il tempo e la percezione dello stesso, sia diversa dal mondo reale e probabilmente per ogni persona finita in questa realtà distopica.
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Copertina del primo volume del manga: fonte Wikipedia

Come funzionano i game di Alice in Borderland?

Il contenuto dei game è sconosciuto fino a quando non iniziano effettivamente e perdere corrisponde a morire in modi spesso raccapriccianti.

Vincere un game permette di poter raccogliere la carta da gioco corrispondente, ed avere un visto (solitamente di 3 giorni), usato per riposare e per cercare indizi sul “paese del momento presente”.

Il livello di difficoltà di “Gemu” è rappresentato dai quattro semi e dal numero delle carte da poker.
Ecco le tipologie:

” ♠ ” Picche, indica un game fisico: la forza e la performance del fisico, sono le chiave del successo.

” ♦ “ Quadri, indica un gioco che mette a prova l’intelligenza: la conoscenza e l’abilità mentale, sono necessarie per riuscire a vincere.

” ♣ ” Picche, indica un game bilanciato. Poiché è richiesta abilità a tutto tondo, sarà più facile cooperare con gli altri partecipanti.

” ♥ ” Tipo psicologico e sentimentale. A nostro avviso il peggiore. Corrisponde ad un game brutale che spesso sfocia in tradimenti fra coloro che sono amici. Inoltre, altera il desiderio di vivere delle persone.

E’ il più temuto, perché dopo un gioco di questo tipo, nessuno resta la stessa persona di prima.

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Fonte: Netflix

Le location principali di Alice in Borderland

Come abbiamo detto, Tokyo è la location principale di Alice in Borderland. E in particolare, la storia si sviluppa in 9 location principali.

1)Shibuya Crossing, Shibuya Center Street e stazione di Shibuya (Uscita Hachiko)

Lo Shibuya Crossing è l’attraversamento pedonale più grande del mondo.

E passarci è una delle cose da fare assolutamente se andate a Tokyo.

 

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Marzia a Shibuya, Tokyo – Marzo 2020, location di Alice in Borderland

 

 

La storia di Alice in Borderland parte proprio da qui.

All’inizio delle vicende, Arisu ed i suoi amici scherzano in mezzo all’incrocio e si mettono nei guai.

Per scappare dalla polizia che li insegue, si nascondono nei bagni della grandissima stazione di Shibuya (inaugurata nel 1885), che è anche un vero e proprio centro commerciale.

Questa stazione, ha ovviamente diverse uscite.

Quando i ragazzi escono dai bagni allarmati dall’assenza di luce e rumori, si trovano alla “Hachiko Exit”, la parte che conduce alla bellissima statua dello sfortunato e dolcissimo cane Hachiko.

I protagonisti si rifugiano in seguito per riposarsi e mangiare, fra i piani di un centro commerciale sulla Shibuya Center Street.

Sarete sorpresi nello scoprire che lo Shibuya Scramble Square è stato in realtà ricostruito in un set all’aperto nell’Ashikaga Scramble City Studio.

Anche la statua di Hachiko, i semafori, gli ingressi della metro JR Shibuya sono stati ricreati negli studi di Ashikaga nella Prefettura di Tochigi.

Nella scena di Shibuya, tutto tranne i tornelli della metro, i bagni pubblici e la strada, sono stati creati con effetti speciali di CGI (computer-generated-imagery).

Per mantenere autentica l’ambientazione, il direttore degli effetti speciali ha persino ricreato l’ombra del Tokyu Building che normalmente si vede nella realtà.

In quest’area troverai Dogenzaka, detta anche “Love Hotel Hill “, per la sua concentrazione di hotel a ore.

La celebre Center-Gai, vivace via dello shopping di fronte allo Shibuya Scramble Crossing a sinistra dello Starbucks/ Tsutaya. Popolare anche l’area est di Center-Gai , dove troverete svariati negozi e centri commerciali come Shibuya Parco. Qui compare un negozio in particolare dell’episodio 2.

 E infine, lo Shibuya Scramble Square (solo esterno).

 

Indirizzo: Shibuya City, Tokyo.

 

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Marzia a Shibuya alla statua di Hachiko.

2) Appartamenti Toei Sendagaya

Sempre nell’area di Shibuya si sviluppa un altro degli episodi, ma le scene sono state girate altrove.

Sono la location del game con l’oni, dove una persona mascherata da cavallo spara a raffica sui giocatori.

Il complesso di appartamenti si trova proprio di fronte alla stazione Kita-Suzurandai nella prefettura di Hyogo, area di Kobe.


Dato che si tratta di un quartiere residenziale, se ci andate, fatelo con discrezione e senza disturbare gli abitanti dei palazzi.

 

 

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Fonte: Netflix

 

3) Giardino botanico naturale (Sakuya Konohana Kan di Osaka)

Nel terzo episodio, i protagonisti arrivano ad un game cruciale, quello di cuori chiamato “acchiappa il lupo”.

Questo luogo non esiste e la location è la Sakuya Konohana Kan di Osaka, una delle più grandi serre del mondo.

Questa location si trova a 10 minuti a piedi dalla stazione Tsurumi-ryokuchi sulla linea Nagahori Tsurumi-ryokuchi della metropolitana di Osaka.

Nonostante nello show si legga “Giardino Botanico Naturale di Shinjuku”, la location sembrerebbe essere ispirata a quella del Giardino più famoso di Tokyo, Shinjuku Gyoen.

E’ un’oasi tranquilla nel cuore del centro città che ospita anche una serra con circa 2700 specie diverse di piante.

A differenza del giardino botanico con cupola di vetro in serie, Shinjuku Gyoen è un parco all’aperto che si trova a pochi passi dalla stazione di Shinjuku-gyoemmae sulla linea Marunouchi.

Questa serra è stata ricostruita e rinnovata più volte dalla sua costruzione nel risalente al 1875.

L’attuale edificio, risalente al 2012, è un edificio ecologico e si propone l’obiettivo di conservare e coltivare piante tropicali in via di estinzione da Okinawa e dalle isole Ogasawara.

Ma anche piante d’altitudine come il caffè arabica e piante palustri sempreverdi.

 

Qui Arisu raccoglierà con disperazione la carta corrispondente al 7 di cuori.

Indirizzo: 11 Naitomachi, Shinjuku City, Tokyo 160-0014.

 

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Fonte: Netflix

 

4) Rainbow Bridge, Daiba

In diverse occasioni, il Rainbow Bridge, appare come sfondo o location di Alice in Borderland.
In particolare, nell’episodio 4, 5 e 8 della prima stagione, dove Ryohei Arisu (Kento Yamazaki)  e Yuzuha Usagi (Tao Tsuchiya), parlano e mettono a fuoco la situazione.
Da notare che “Usagi” in giapponese significa “coniglio”, un nome che continua a richiamare l’opera di Lewis Carroll.
Il Rainbow Bridge (レ イ ン ボ ー ブ リ ッ ジ) è un ponte sospeso fra la baia di Tokyo settentrionale e il molo Shibaura fino alla parte del lungomare di Odaiba a Minato, Tokyo. 
Il ponte è uno dei simboli della Tokyo moderna, costruito fra il 1987 e il 1993 ed il nome è stato deciso dai cittadini.
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Fonte: Netflix
Lungo 798 metri, ha una campata principale di 580 metri. 
Il bianco delle torri che lo sorreggono si armonizzano perfettamente con lo skyline del centro di Tokyo, dalla prospettiva di Odaiba.
Di sera, le luci posizionate sui cavi del ponte, si illuminano di tre diversi colori: rosso, bianco e verde.
L’energia con cui le luci funzionano, è totalmente solare, che si ottiene durante il giorno. 
Si può accedere al ponte a piedi tramite la stazione Tamachi (JR East) oppure dalla stazione Shibaura-futō (Yurikamome), dalla parte della terraferma.
A Odaiba, troverete anche il parco divertimenti al coperto Joypolis e il dinamico e colorato museo d’arte digitale teamLab Borderless.
Da menzionare è anche la Daikanransha Giant Sky Wheel, la ruota panoramica del commerciale di Palette Town.
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Fonte: Netflix
Indirizzo: Minato City, Tokyo 105-0000.
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5) Maihama

Alcune scene sono state girate a Maihama. I visitatori possono cogliere l’occasione per visitare il centro commerciale IKSPIARI alle porte del Tokyo Disney Resort®, con la sua vasta gamma di negozi e ristoranti, oltre a un cinema.

Per coloro che sono interessati agli animali acquatici, il Tokyo Sea Life Park merita una visita. 

L’acquario è famoso per la sua rara collezione di vita marina proveniente dagli oceani di tutto il mondo.

In questa zona troverete inoltre, il Villaggio Tedesco di Tokyo, Tempio di Naritasan Shinshoji, Parco Okinoshima e il Parco Narita Sakuranoyama.

 

 

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Fonte: Netflix

6) Seaside Paradise Tokyo

Quello che viene chiamato Seaside Paradise Tokyo e che in realtà diventa la sede dell’utopica “The Beach” non è un luogo unico, ma ben tre hotel differenti, tutti nella regione del Kansai.

La facciata di Seaside Paradise Tokyo, recante la scritta “beach” è l’ingresso del Royal Oak Hotel Spa and Gardens.

Si trova a Otsu, nella prefettura di Shiga.

Inoltre, questo hotel è stato anche il luogo delle riprese per le scene della festa in piscina.
Il Royal Oak Hotel ha chiuso i battenti ad aprile 2020, ma si può comunque (per ora) vedere dall’esterno.


Per arrivarci, dovete andare a Ishiyama. Si trova a 15 minuti di treno da Kyoto.

A Shiga, non perdetevi il lago Biwa che è il più grande lago d’acqua dolce del Giappone.

Le riprese esterne e interne, sono state fatte in vari resort e zone del Giappone, anche nel Kansai, nei pressi di Osaka.

Le scene al chiuso del Seaside Paradise Tokyo sono state girate principalmente al Nanki-Shirahama Resort Hotel a Shirahama.

E’ una struttura nella prefettura di Wakayama, la più popolare località balneaee del Kansai. Si trova nei pressi della stazione di Shirahama.

L’ultimo hotel, location del  quartier generale di Beach è il Kobe Portopia Hotel (la scena spettacolare di lotta fra due personaggi a colpi di karate e katana).

Si trova nei pressi di Sannomiya e Shin-Kobe, i principali punti di ingresso a Kobe.

 

 

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Fonte: Netflix

 

7) Shinagawa e Koto

In Alice in Borderland ad un certo punto Shinagawa e Koto vengono nominati come arene di un game.
Shinagawa (品 川 区) è un quartiere speciale a Tokyo che ospita ben dieci ambasciate.
Il quartiere si trova nella baia di Tokyo ed è accanto appunto a Kōtō dal lato est, Minato a nord, Meguro a ovest e Ōta a sud.
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Shinagawa, Tokyo

8) Kabukichō 

Il cappellaio deve affrontare un game proprio a Kabukichō.

Ed in questo quartiere si trova proprio il night club nel quale lavorava nel mondo reale chiamato “The Beach”.

Il nome del quartiere deriva da un teatro kabuki che però non fu mai costruito.
Nel 1872, quando in Giappone furono eliminate le leggi sulla prostituzione, Kabukichō divenne il principale quartiere a luci rosse di Tokyo.
Attualmente, c’è un’alta concentrazione di love hotel, night club, soapland e locali per adulti in genere.
Qui però troverete anche ristoranti, negozi e uffici cambiavalute.
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Kabukichō – ph. M. Parmigiani

9) Harajuku e stazione di Minami – Aoyama

Nella ottava puntata, grazie ad un flashback, due delle protagoniste di Alice in Borderland si trovano ad Harajuku.

 

Harajuku (原宿) è un distretto che va dall’omonima stazione a Omotesando, nel quartiere di  di Shibuya. Questa zona comprende anche Takeshita Street e Cat Street che vanno da Sendagaya a nord a, Shibuya, a Sud.

Ha raggiunto la massima popolarità negli anni Novanta e Duemila come popolare luogo di ritrovo per gli appassionati delle sottoculture della moda alternativa.

In Alice in Borderland si vede il pezzo di strada che conduce dall’uscita Omotesando della stazione di Harajuku ai grandi magazzini Laforet.

Inoltre, sempre nell’episodio otto, mostra Cat Street, una città dall’atmosfera hipster.

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Elina ad Harajuku
Troverete piccole boutique, caffè indipendenti per il pubblico più giovane, ma anche tante grandi catene di negozi internazionali, lungo Omotesando.
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La stazione di Harajuku è sulla linea JR East Yamanote.
Da qui potrete vedere il Santuario Meiji e Yoyogi Park.
Tramite un filmato girato dalle ragazze, notiamo che entrano nella stazione della metro Minami – Aoyama che si rivelerà un punto clou della storia. Questa zona è famosa per essere un quartiere di lusso.

Altre location di Tokyo di Alice in Borderland

La Tokyo Skytree si vede nella sequenza di apertura dello show e si trova nei pressi di Asakusa, un’altra zona popolare tra i turisti.

Nella Tokyo Skytree, troverete un centro commerciale, un acquario e un osservatorio.  Anche la Tokyo Tower ha un suo posto in Alice in Borderland.

Questa struttura simile alla Torre Eiffel è un simbolo iconico della capitale del Giappone.

L’edificio in mattoni rossi all’inizio dello show appartiene alla labirintica stazione di Tokyo nella parte che si affaccia sul quartiere degli affari di Marunouchi vicino al Palazzo Imperiale.

Appaiono anche Asakusa e Ginza con la sua torre dell’orologio.

Nell’episodio 2, Arisu ei suoi amici si nascondono in un centro commerciale: si tratta della filiale di Shibuya di Nitori, che è l’Ikea giapponese.

Un piccolo cenno anche alla giostra di Toshimaen, un parco divertimenti ormai chiuso a Tokyo noto per il suo ambiente nostalgico. 

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Fonte: Netflix

 

L’utilizzo degli effetti speciali di CGI (computer-generated-imagery) in Alice in Borderland

Nello show compaiono due grandi felini, negli episodi 4 e 5.

Per quanto riguarda la realizzazione di questi animali in CGI, la produzione della tigre nell’episodio 5 è stata uno sforzo globale supervisionato dal direttore dell’animazione olandese, Erik-Jan De Boer.

Quest’ultimo in passato, ha vinto un Academy Award per aver creato la tigre in “Vita di Pi“ nel (2012).

Per creare la pantera nera dell’episodio 4, la squadra degli effetti visivi ha studiato sul campo in uno zoo per capire come ricreare la sensazione e il movimento dell’animale e della sua pelliccia.

Il lavoro di produzione è stato svolto da un team di animatori indiani e dallo studio VFX Anibrain. 

Gli effetti visivi sono stati realizzati da team provenienti da Giappone, Singapore, Stati Uniti e India.

Nel manga il primo gemu originario chiamato “Omikuji” in cui cadevano frecce di fuoco dall’alto, nello show è stato sostituito da un gioco chiamato “vivi o muori”.
Questo perché il game originale, Omikuji era molto difficile da riprodurre visivamente.

Attenzione: spoiler alert! Da qui in poi vi sveliamo dettagli sul mondo distopico di Alice in Borderland che forse non volete sapere.

Se non volete rovinarvi la sorpresa, non leggete!

Dove sono finiti davvero i protagonisti di “Alice in Borderland”?

La vera identità del “paese del presente” è un altrove, nel quale si perdono le persone che si trovano nel mezzo di un’esperienza mortale.
I fuochi d’artificio a cui tutti hanno assistito nel mondo reale, erano in realtà meteoriti.
Coloro che stavano morendo per il disastro causato da questa pioggia proveniente dallo spazio, sono stati inviati nel “paese del presente”.
I residenti che sopravvivono fino alla fine acquisiscono un “diritto di soggiorno permanente” per diventare cittadini del “paese del momento presente” e continuano a partecipare ai game fino alla morte.
Oppure possono abbandonare il “diritto di soggiorno permanente” e tornare nel mondo reale. 
Coloro che tornano nel mondo reale perdono i ricordi di tutti gli eventi che hanno avuto luogo nel “paese del presente”, ovvero la realtà distopica.
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Fonte: Netflix
Speriamo di aver soddisfatto le vostro curiosità svelandovi le location di “Alice in Borderland”.

Ci sarà una seconda stagione di Alice in Borderland?

Netflix ha di recente annunciato il rinnovo di Alice In Borderland per una seconda stagione poiché al momento è la serie originale giapponese live-action più popolare.

Se avete amato il survival game, vi consigliamo anche di leggere il meraviglioso manga di Haro Aso.
La prima stagione di Alice in Borderland ha coperto i primi 31 capitoli del manga e ne restano fuori altri 33.
I restanti capitoli, saranno rappresentati nelle vicende della serie Netflix nella seconda stagione di Alice in Borderland, che si prevede esca verso la fine del 2021.
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Marzia Parmigiani
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