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Estate 2020: cosa faranno gli hotel per garantire la salute?

L’estate è alle porte e nonostante tutte le incognite della Fase 2, molte persone sognano già le vacanze 2020.

Nonostante le preoccupazioni legate al Coronavirus, la voglia di uscire e di partire, nonché il sogno del viaggio, scandiscono le giornate di molti di noi.

Purtroppo sia gli operatori del settore che i potenziali viaggiatori, si stanno tuttavia chiedendo come far combaciare il desiderio del viaggio, con le possibili implicazioni del Covid-19.

Sono domande a cui neanche gli esperti, ricercatori e medici, riescono a dare risposta.

Cosa faranno dunque gli hotel e tutte le strutture ricettive per garantire la salute dei turisti e di tutti i lavoratori del settore? Che livello di igienizzazione, sanificazione e regole generali dovranno rispettare per la nostra sicurezza? Vediamo assieme ciò che sappiamo finora.

In attesa di direttive statali, il settore del turismo si sta preparando alla ripartenza. Alberghi, Airbnb ed ogni genere di struttura, compresi gli stabilimenti balneari, si stanno predisponendo per introdurre nuove regole e prassi necessarie, in tempi di Coronavirus. Ciò per tutelare l’aspetto sanitario e fisico dei proprio ospiti. 

 

Cosa dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità?

l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito linee guida per la corretta gestione dell’epidemia Coronavirus nelle strutture ricettive.

Allo stato attuale, quello dell’OMS è il più esaustivo elenco a disposizione per ogni struttura che si deve preparare ad aprire al pubblico nei prossimi mesi. 

 

Piano d’azione

Ogni figura che ruota attorno alle strutture alberghiere, dovrà dotarsi di strumenti e di conoscenze per gestire e monitorare l’attività offerta al pubblico, senza mettere a rischio di contagio i propri ospiti. Allo stesso modo, si dovrà attuare un piano d’azione atto a ridurre i rischi di contagio tra ospiti e personale. Ogni hotel dovrà avere un protocollo interno di riferimento, in considerazione delle direttive delle autorità sanitarie del luogo. A questo dovrà probabilmente essere aggiunto una specie di diario, un documento in cui tutto il personale prenderà noto delle misure intraprese per sanificare e tutelare gli ambienti per proteggere le persone.

Tutela della salute

La tutela della salute deve esser messa al primo posto. In ogni istante, dovrà essere garantita la salute dello staff, adeguatamente istruito sulle misure adottate dalla struttura contro il Covid-19. Gli obblighi sanitari non sono solo un impegno a livello etico e morale, ma l’inadempienza può portare a gravi responsabilità civili e penali.

 

Pulizia e sanificazione

Come potrete immaginare, il tema della pulizia e dell’igienizzazione degli ambienti è un punto fondamentale di questo nuovo modo di vivere il turismo. Le procedure di “housekeeping”, ovvero la pulizia delle stanza e degli spazi comuni dovranno essere effettuati secondo criteri rigidi stabiliti dall’OMS. Dove l’utilizzo di candeggina non è possibile, i prodotti disinfettanti dovranno avere alcool al 70% di concentrazione o essere soluzioni di ipoclorito di sodio allo 0,1%.

Trattamento di lenzuola, asciugamani, tessuti e rifiuti

Una questione fondamentale e molto delicata, è il trattamento di tessuti, lenzuola e rifiuti. I sacchi in cui dovranno esser messi, sono specifici e maneggiati con cura. Anche la gestione dei rifiuti solidi, fonte potenziale del Coronavirus, farà si che il personale sia dotato di equipaggiamenti protettivi in uso a tutto lo staff.

 

Formazione continua del personale

Tutti questi cambiamenti, implicano che il personale addetto alla pulizia dovrà essere formato e costantemente aggiornato durante lo svolgimento delle mansioni. L’utilizzo maggiore di candeggina e altre sostante per igienizzare, implicherà particolari protezioni fisiche ed un accurato lavaggio della persona, dopo il  completamento delle pulizie e della sanificazione.

 

Ristorazione degli hotel

La prima colazione a buffet è un servizio che molti hotel offrono. Tutte le stoviglie utilizzate, dovranno essere disinfettate anche più volte in una stessa sessione. Ovviamente l’obiettivo è ridurre al minimo il contatto diretto fra le mani ed il cibo del pubblico.

 

Servizio al tavolo e distanza di sicurezza

Riaprire bar e ristoranti crea ovviamente maggiori rischi rispetto ad altre attività. Quindi si deve predisporre un maggiore distanziamento (almeno due metri tra  tavoli) per ridurre le probabilità di contagio. Questo crea una riduzione di circa un 50% della capienza con ovvie ripercussioni sulle finanze di ogni attività. 

Le stoviglie dovranno essere adeguatamente disinfettate con temperature elevate.  Non è proibito, ma è sconsigliato il lavaggio manuale. In ogni caso sarà necessario usare le massime precauzioni, asciugando con carta monouso.

I tessuti della sala (tovaglie, tovaglioli etc) dovranno essere lavati accuratamente, rimuovendo gli agenti patogeni. L’OMS al momento suggerisce di avere al max 4 persone ogni 10 mq, nel caso si debba servire al tavolo.La distanza fra sedie dovrà essere maggiore di un metro, con ospiti rivolti uno verso l’altro, sempre con distanza di un metro.

Sanificare gli ambienti

Diverse aziende specializzate in disinfestazione e sanificazione si sono specializzate anche nella disinfezione delle camere d’albergo e ambienti comuni per la prevenzione e il contenimento del Covid-19 ed altri eventuali batteri.

Il miglior trattamento naturale disponibile al momento, è quello con ozono per sanificare l’aria; ed il vapore secco a 185 gradi per le superfici. Così si possono eliminare il 99%dei germi, muffe, batteri, virus e spore, molto utile anche per contrastare le allergie ed infezioni. L’ozono ha inoltre un potere ossidante, in grado di eliminare anche i cattivi odori, senza lasciare residui chimici. Queste sono le linee guida in attesa di nuove regolamentazioni da parte del Governo per l’estate 2020.

 

 

 

 

Marzia Parmigiani

 

 

 

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