Expats con Nicole Kidman: ecco perché dovresti guardarlo

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Tempo di lettura: 21 minuti

Expats con Nicole Kidman.

Expats con Nicole Kidman: ecco perché dovresti guardarlo

Nella sua accattivante e sconcertante miniserie Prime Video “Expats”, uscito il 26 gennaio 2024, Lulu Wang approfondisce la vita di tre donne americane a Hong Kong, le cui esistenze si trasformano clamorosamente. Attraverso la sua ricca narrativa e personaggi complessi, lo show esplora le sfumature dei protagonisti, toccando temi di identità, appartenenza e intricate dinamiche psicologiche e sociali.

Si tratta di un adattamento in sei episodi di “The Expatriates” (2016) di M. Janice Y.K Lee ed in questo articolo approfondiremo Expats con Nicole Kidman: ecco perché dovresti guardarlo.

Ciò che eleva la serie oltre una trama potenzialmente sdolcinata è il senso sfumato di connessione che Wang evoca, non solo tra i personaggi centrali prelevati dai loro paesi d’origine, ma anche tra gli espatriati e le diverse, brulicanti e politicamente precarie “isole urbane” che hanno scelto di abitare.

Di seguito, il trailer Expats Prime Video.


 ATTENZIONE: SPOILER ALERT! NON LEGGERE SE NON HAI VISTO LA SERIE EXPATS CON NICOLE KIDMAN.

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Nicole Kidman e Sarayu Blue in Expats

Expats: episodi di The Peak Series Nicole Kidman

1 The Peak (Peak) uscito il 26 gennaio 2024
2 Mongkok (Mongkok) uscito il 26 gennaio 2024
3 Mid-Levels (Mid-Levels) uscito il 2 febbraio 2024
4 Mainland (Terraferma) uscito il 9 febbraio 2024
5 Central (Central) uscito il 16 febbraio 2024
6 Home (Casa) uscito il 23 febbraio 2024.

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Expats con Nicole Kidman: diversità e maternità

La diversità e la maternità costituiscono i temi centrali di “Expats”, l’ultima serie su Prime Video diretta da Lulu Wang. La narrazione esplora in modo intricato i vari aspetti della maternità: comprende donne che sono madri, aspirano a esserlo, si prendono cura dei figli degli altri o evitano completamente il ruolo materno.

Tracciando la vita di tre donne americane a Hong Kong (ma di origini differenti), la serie approfondisce i complessi modi in cui questa identità, spesso complicata, influenza la femminilità, sullo sfondo di un evento drammatico che cambia per sempre le loro vite.

Altri personaggi femminili intensi e fondamentali, compaiono e accompagnano nella storia. Parliamo di Charly (Bonde Sham), Puri (Amelyn Pardenilla) e Essie (Ruby Ruiz). Scopriamo assieme tutto su The Peak Series Nicole Kidman.

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Sarayu Blue Lulu Wang e Nicole Kidman

L’ambientazione di Expats con Nicole Kidman

Expats è ambientato sullo sfondo della Rivoluzione degli Ombrelli del 2014, un movimento guidato da studenti che sosteneva l’autonomia del processo elettorale di Hong Kong dalla supervisione cinese.

Il penultimo episodio di 97 minuti, splendidamente realizzato, segue da vicino Puri, Essie, una coppia di attivisti e le loro famiglie, rallentando deliberatamente la narrazione. Ciò, al fine di  descrivere attentamente l’intreccio delle sfide individuali dei protagonisti con le questioni più ampie affrontate dagli abitanti del luogo. Attraverso questa lente, la narrazione rivela la misura in cui le lamentele introspettive degli expat si manifestano come una forma decisamente poco attraente di egocentrismo.

 

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 La Rivoluzione degli Ombrelli

La Rivoluzione degli Ombrelli è stata una campagna politica significativa emersa durante le manifestazioni di Hong Kong del 2014. Ha guadagnato il suo soprannome dall’uso degli ombrelli da parte dei manifestanti. Ciò, al fine di proteggersi dallo spray al peperoncino utilizzato dalla polizia di Hong Kong durante il sit-in di 79 giorni volto a sostenere processi elettorali più democratici.

Questo uso pratico ha trasformato gli ombrelli in un potente emblema del movimento, tanto da dargli il soprannome di Rivoluzione degli Ombrelli.

Questa protesta pubblica è stata innescata da un decreto del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo cinese (NPCSC) del 31 agosto 2014, che imponeva un processo di preselezione restrittivo per i candidati alle elezioni del 2017 per l’amministratore delegato di Hong Kong. Questo movimento di base ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone che si sono mobilitate a partire dal 26 settembre 2014. Queste erano guidate principalmente da organizzazioni come Scholarism, la Federazione degli studenti di Hong Kong e Occupy Central with Love and Peace (OCLP), tutte unite nella loro chiamata per il ritiro della direttiva dell’NPCSC.

Per tutta la durata delle proteste, i partecipanti al movimento hanno riferito di aver subito molestie e intimidazioni che ricordavano in modo sorprendente quelle affrontate dagli attivisti nella Cina continentale e dalle loro famiglie, che hanno portato ad azioni legali e all’incarcerazione per le persone coinvolte nelle manifestazioni.

Di seguito una scena delle proteste in Expats Prime Video.

Rispecchiando il suo celebre film del 2019, “The Farewell”, la regista Lulu Wang esplora temi di dolore e angoscia in “Expats”. Eppure, a differenza del suo lavoro precedente, che ha vinto l’Indie Spirit Award ed è stato notato per la sua tristezza agrodolce, questa serie segna una svolta, evitando l’umorismo gentile trovato in “The Farewell” per un’esplorazione più profonda e dolorosa di chi merita empatia e perdono.

Di cosa parla Expats con Nicole Kidman?

Questa narrazione si svolge come un’avvincente rivelazione graduale nel corso di un anno. Gli episodi iniziali offrono un tuffo nel profondo della vita dei protagonisti.

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Margaret Woo

Margaret (interpretata dalla straordinaria Nicole Kidman) vive una forte crisi. Il suo trasferimento da New York City agli opulenti Mid-Levels di Hong Kong con il marito, Clarke (Brian Tee), e i suoi tre figli, inaugura una trasformazione, allontanandola dalla sua stessa identità. Questo cambiamento chiude con forza il capitolo della sua carriera di architetta paesaggista, accendendo il desiderio di qualcosa che va oltre.

Trascorre le sue giornate vegliando sui suoi figli e combattendo la gelosia nei confronti di Essie (Ruby Ruiz), la loro aiutante, una filippina di mezza età che funge sia da tata che da governante. Tuttavia, la traiettoria delle loro vite cambia radicalmente dopo un incidente devastante, portando Margaret ad abbandonare ogni facciata di compostezza. Abbraccia invece il suo dolore, incanalandolo attraverso attacchi di rabbia, bagni prolungati e sogni ad occhi aperti in una segreta residenza, per fuggire dalle circostanze reali.

 

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Hilary Starr

Mentre Margaret vive una crisi profonda, la sua amica e vicina di casa, Hilary (Sarayu Blue), cerca a tutti i costi di mantenere intatta la sua vita coniugale. Concentrata e motivata nella sua carriera, Hilary, insieme a suo marito David (Jack Huston), vive una vita quasi perfetta e senza figli, gestita scrupolosamente dalla loro collaboratrice domestica, Puri (Amelyn Pardenilla).

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Questa è la facciata che presentano, soprattutto se osservata attraverso le loro ampie finestre di vetro dei lussuosi appartamenti. Hilary ha la capacità di nascondere la verità in modo impeccabile (una tecnica che ha ereditato da sua madre) e inganna sia se stessa che il marito David riguardo alle loro aspirazioni future.

 

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La calamità che si abbatte sulla famiglia di Margaret trascina inaspettatamente Hilary nel vortice della disperazione della sua amica, portando al disfacimento della sua esistenza attentamente organizzata.

 

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Mercy Cho

In un angolo diverso del centro di Hong Kong, la 24enne Mercy (Ji-young Yoo), che funge da voce fuori campo della serie, cerca la sua strada. Con una laurea alla Columbia University, la coreano-americana intraprende un nuovo capitolo in Cina, lottando per l’indipendenza dalla madre con cui non va molto d’accordo.

Mercy è sia un’immigrata che un’expat: è cresciuta a New York, ma è immigrata dalla Corea del Sud e ora è un’espatriata ad Hong Kong, quindi conosce lo stato di entrambe le identità.

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Charly (Bonde Sham) e Mercy (Ji-young Yoo) al Mido Café

La ragazza crede di non avere molto libero arbitrio e pensa che i suoi lineamenti “fortemente” coreani (con zigomi troppo affilati e mento appuntito), la rendono maledetta (o almeno così le avrebbe detto la madre). Trincerata in una mentalità di autocommiserazione, Mercy trascorre le sue giornate, facendo affidamento su conoscenze benestanti e lavori occasionali. Tuttavia, una decisione cruciale la catapulta nelle vite di Margaret e Hilary, mettendola di fronte alla realtà che solo lei è responsabile delle sue scelte.

Le conseguenze delle sue azioni sono più di quanto lei sia in grado di gestire. Anche la relazione fra Mercy e David non è un legame d’amore.

Sembra quasi che esistano nelle reciproche vite, per punirsi e ferirsi a vicenda. In sostanza, Mercy non crede davvero di meritare amore. E tantomeno di essere capace di dare amore a chi lo merita come Charly. Quando la incontra casualmente in un locale, però, sembra essere Mercy stessa a cercare l’attenzione di Charly. Mentre camminano verso la metro, le loro anime si toccano in un sottile gioco di sguardi fra vetri riflessi e porte scorrevoli: da subito si capisce che sarà un incontro fondamentale.

A parte questo momento, la narrazione principale del drama, spesso, sottolinea l’aspettativa riposta comunemente nelle donne di mantenere la coesione nella loro vita, una sfida che di solito affrontano a discapito della loro felicità.

Expats con Nicole Kidman: un team tutto al femminile

Eppure, “Expats”, celebrato per il suo team di sceneggiatrici tutto al femminile, mostra Margaret, Hilary e Mercy andare oltre la semplice finzione. Abbandonano le loro facciate, rivelando gli aspetti crudi e turbolenti delle loro vite.

Il ritratto di Margaret da parte di Kidman è particolarmente avvincente. Incarna una donna profondamente colpita dalla tragedia personale, rifiutandosi di aderire alle pressioni sociali per apparire indenne.

Margaret Nicole Kidman al mercato notturno da sola expats prime video traveltherapists

La sua interpretazione offre uno sguardo toccante sulla lotta per mantenere le apparenze, rendendola un’esperienza liberatoria vederla abbracciare il suo vero stato, imperfetto e non filtrato. Wang approfondisce i temi della classe e del privilegio in “Expats”, dipingendo un quadro vivido dei diversi paesaggi di Hong Kong, dai vivaci mercati notturni agli opulenti hotel, sullo sfondo delle proteste pro-democrazia del 2014.

Il penultimo episodio di 96 minuti della serie, “Central”, sposta l’attenzione su Puri, Essie e Mercy. Sono personaggi che attraversano il divario tra il mondo dei loro ricchi datori di lavoro e le tensioni ribollenti delle strade sottostanti.

Mentre le vite di Hilary e Margaret si dipanano all’interno della loro residenza di lusso, le loro aiutanti filippine attraversano questi regni contrastanti, dove segreti e pettegolezzi condivisi minacciano di sconvolgere la vita di coloro per cui lavorano.

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Il ruolo della posizione sociale

La narrazione nella Peak Series Nicole Kidman sottolinea come la posizione sociale possa essere uno scudo ma anche una risorsa limitata, in particolare per le donne, una dura realtà affrontata dai personaggi principali in modi distinti. Hilary è costretta ad affrontare e scartare i suoi autoinganni per avere una possibilità di rinnovamento. Margaret, nel frattempo, è a un bivio tra la stagnazione e l’arduo compito di andare avanti per evitare di perdere la sua identità e la sua famiglia. Mercy vive un bagno di realtà innescato dalla sua partner.

Infatti,  la sua ragazza Charly (Bonde Sham), alla notizia della gravidanza, le fa capire quanto sia lei stessa ad auto-ingabbiarsi e a vivere le conseguenze delle sue azioni come se fossero sfortuna. Mentre in realtà dipendono dalle sue scelte. Charly che è una cittadina di Hong Kong, un’attivista del Movimento degli Ombrelli (雨傘運動) durante le proteste di Hong Kong del 2014, sa bene quale sia la realtà.

Mentre Mercy ha un passaporto americano e non sa nulla della Corea del Sud o dei suoi attivisti (dice a Charly che “Il Queens è molto distante dalla Corea”), Charly è una ragazza cinese di Hong Kong molto consapevole dei limiti della sua libertà di movimento.

In sostanza, “Expats” intreccia una storia complessa e a tratti oscura.

Analizza i fardelli che le donne sopportano in silenzio e le ripercussioni per non essere più in grado di mascherarle.

Esplora il profondo tumulto emotivo, l’essenza della vera comprensione dell’altro e presuppone che la scelta di una donna di dare priorità a se stessa, potrebbe alla fine essere la sua salvezza.

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Charly (Bonde Sham) e Mercy (Ji-young Yoo)

Expats con Nicole Kidman: l’approccio alla regia di Lulu Wang

Lulu Wang è emersa come una voce distintiva nel cinema contemporaneo, nota per la sua narrazione profondamente personale e culturalmente ricca di sfumature. Il suo approccio alla regia di “Expats” non fa eccezione, poiché porta in primo piano il suo stile caratteristico, esplorando la vita degli expats con empatia e un occhio attento ai dettagli.

L’approccio alla regia di Wang in “Expats” è caratterizzato dall’uso della narrazione visiva per trasmettere gli stati interni dei suoi personaggi e le dinamiche del loro ambiente. Utilizza una meticolosa composizione di inquadrature, luci e palette di colori per riflettere l’atmosfera e i temi dello show.

Ad esempio, il contrasto tra le strade vivaci e trafficate della città e gli spazi privati più sommessi delle case di alcuni protagonisti, rappresenta visivamente la tensione tra i personaggi pubblici e le lotte private.

L’inquadratura di Wang è attenta e non giudicante nei confronti dei suoi personaggi complessi. Il gioco di prospettiva di Wang è particolarmente evidente nel sesto e ultimo episodio dello show, “Home”. Qui, sorprendentemente, mentre Mercy si stacca da Charly abbandonando la zona di protesta, parte una canzone dei Capital Cities: Safe and Sound (2011), che non a caso significa “sani e salvi”.

Nel suo tragitto a tempo di musica, Mercy attraversa scenari urbani più o meno desolati, ma zeppi di sfumature. Sale le coloratissime Olympic Games Stairs di Hong Kong ed una scala a chiocciola in cemento armato. Passeggia in un tunnel dove incontra 4 atleti a torso nudo che le passano ai lati. Il tutto in un rovesciamento di prospettive e inquadrature 4K alternate a effetti vintage e a grana grossa.

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Olympic Games Stairs di Hong Kong

Un percorso quasi allegro che si arresta quando varca le diverse porte color pastello, verso l’ufficio dell’agenzia interinale per la quale lavora, mentre si incanta nell’attesa su un maneki neko dorato che sembra andare al tempo della musica che ha in cuffia.

 

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Nello stesso episodio, ci sono lunghe conversazioni tra Margaret, Hilary e Mercy modificate per oscurare di proposito chi sta parlando con chi.

“Volevo mostrare che tutte e tre le donne hanno un’esperienza condivisa”, spiega Wang. “Sono stati tutti feriti e tutti hanno ferito gli altri. E parlano anche al pubblico. Adoro quando il cinema costringe il pubblico a impegnarsi. Quello che volevo fare, era rendere il pubblico complice e tenere lo specchio di fronte a sé stesso”.

Expats con Nicole Kidman: ci sarà una seconda stagione di Expats?

L’accoglienza riservata alla miniserie è stata straordinariamente favorevole, con la straordinaria interpretazioni di Nicole Kidman che ha rappresentato un punto culminante.

Sebbene inizialmente concepito come una miniserie, “Expats” ha introdotto modifiche alla sua controparte letteraria che potenzialmente hanno posto le basi per sviluppi futuri.

Data la tendenza nel panorama televisivo odierno, non è raro che le miniserie si estendano oltre la loro portata originale, come evidenziato da titoli quali “Big Little Lies”, guidate da Kidman, superando le loro origini letterarie. Tuttavia, il seguito di “Expats” rimane ambiguo, con il suo finale che offre o una conclusione definitiva o un’apertura per ulteriori narrazioni.

Mentre Lulu Wang, la mente dietro la serie, discuteva delle prospettive di una seconda stagione, ha sottolineato che “Expats” è stato realizzato con un inizio, una parte centrale e una conclusione definitivi, simili a una produzione cinematografica.

Margaret e Mercy primo incontro expats prime video traveltherapists

Il primo incontro fra Margaret e Mercy sullo yacht

Tuttavia, ciò non preclude la possibilità di un seguito, soprattutto dopo che la serie ha lasciato il pubblico a riflettere con il suo drammatico sesto episodio.

La scelta narrativa di Margaret di rimanere a Hong Kong mentre la sua famiglia torna negli Stati Uniti sottolinea il suo tumulto emotivo irrisolto derivante dalla scomparsa di suo figlio. Inoltre, la gravidanza inaspettata di Mercy con il figlio di David è destinata ad avere un impatto significativo nella sua vita.

Allo stesso modo, il legame di Hilary con David è stato gravemente danneggiato a causa della sua infedeltà, eppure ha trovato un senso di risoluzione con la sua famiglia, che potrebbe plasmare il futuro della loro unione. Alla base dei conflitti relazionali della serie c’è il caso irrisolto del figlio di Margaret, Gus, il cui destino rimane sconosciuto.

 

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Questa scelta, probabilmente mirata a creare un impatto psicologico più profondo, pone le basi per sviluppi potenzialmente più drammatici in una futura stagione di “Expats”.

L’episodio finale di “Expats” ha concluso la saga di Margaret, Hilary e Mercy, segnando la fine del loro calvario condiviso legato a un incidente profondamente traumatico. La serie Amazon Prime Video, ambientata sullo sfondo della comunità di espatriati di Hong Kong, ha affrontato le conseguenze della scomparsa di Gus, culminando nel sesto episodio con un senso di risoluzione per i personaggi centrali.

Ha mostrato il loro percorso per riprendersi la vita dopo aver sopportato un anno pieno di sfide. “Expats” ha esplorato profondamente le difficoltà di Margaret, Mercy e Hilary per andare avanti, rivelando infine i momenti decisivi e le scelte che hanno permesso loro di superare gli ostacoli.

Dal tanto atteso viaggio di ritorno dei Woo negli Stati Uniti al viaggio di Hilary per vedere il padre malato in California, il sesto episodio di “Expats” ha catturato scene cruciali che erano state prefigurate negli episodi precedenti.

Tuttavia, il finale della serie ha comunque svelato alcuni sviluppi sorprendenti, in particolare l’inaspettato cambiamento di decisione di Margaret e l’arrivo della madre di Mercy, che ha portato la ragazza a rivelare la verità sulle sue esperienze a Hong Kong.

Centrato sulle vite dei suoi tre personaggi principali e delle loro persone significative, l’episodio finale di “Expats” ha risolto efficacemente le rimanenti incertezze e ha offerto spunti sui percorsi futuri dei suoi personaggi principali.

 

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Expats con Nicole Kidman: spiegazione del finale

Expats spiegazione finale: perché Margaret sceglie di restare a Hong Kong

La decisione di Margaret di restare a Hong Kong mentre la sua famiglia attraversa il gate dell’aeroporto è stata un momento cruciale, soprattutto perché inizialmente aveva sostenuto il loro ritorno negli Stati Uniti a beneficio dei figli Daisy e Philip.

Tuttavia la sua scelta è inevitabile. La scomparsa di Gus ha avuto un impatto più profondo su di lei rispetto al resto della sua famiglia, intrappolandola in uno stato di dolore irrisolto mentre marito e figli cercano di andare avanti.

Durante “Expats”, Margaret era consumata dall’identificazione dei sospetti o dalle prese con la realtà dell’assenza di Gus.

Per Margaret, a differenza di Clarke, Daisy e Philip, il momento non era quello giusto per tornare negli Stati Uniti nel sesto episodio di “Expats”. Non era venuta a patti con la scomparsa di Gus nello stesso modo in cui aveva cominciato a fare la sua famiglia.

La conclusione dell’episodio 6 di “Expats” illustra la sua disponibilità ad abbracciare di nuovo la vita, anche se non insieme alla sua famiglia negli Stati Uniti. Il suo legame con Hong Kong, intensificato dalla perdita di Gus lì, è rimasto troppo forte.

Di conseguenza, il viaggio di Margaret si conclude con una nota ottimistica, offrendole la possibilità di chiudere e ritornare una volta che si sarà pienamente riconciliata con la sua esperienza.

Mercy Gus Margaret sulla nave expats prime video traveltherapists

Mercy e Margaret con i due figli minori

L’incontro di Margaret, Mercy e Hilary: un percorso verso il perdono di sé

Nel corso dell’episodio 6 di Expats, la narrazione si sviluppa per rivelare le profonde conversazioni tra Margaret, Mercy e Hilary, culminando nel finale della stagione.

Queste discussioni non solo evidenziano i loro viaggi individuali, ma aprono anche la strada al perdono reciproco e all’accettazione di sé. Il sincero scambio tra Margaret e Mercy illumina le loro emozioni profonde e la loro disponibilità a perdonare, in seguito alla consapevolezza che gli eventi passati erano un dolore condiviso che dovevano riconoscere e accettare per andare veramente avanti, soprattutto date le loro difficoltà durante lo svolgimento della storia.

Mercy e Gus sullo yacht expats prime video traveltherapists

L’incontro fra Mercy e Gus

Esplorando i nuovi inizi di Hilary: scegliere una strada diversa da quella della sua famiglia

Dopo gli eventi dell’episodio 4 di Expats, il viaggio di Hilary la riporta dalla sua famiglia di origine, affrontando suo padre durante i suoi ultimi momenti nonostante le rivelazioni sulle dinamiche familiari di lei. La presenza dell’altra famiglia di suo padre in ospedale e l’indifferente accettazione della situazione da parte di sua madre, sottolineano il netto contrasto tra le aspirazioni di Hilary per la sua vita a Hong Kong e le aspettative della sua famiglia. La rivelazione dei suoi veri sentimenti nei confronti del padre segna un momento cruciale per Hilary, alimentando un senso di colpa, ma permettendole anche di intraprendere un nuovo capitolo della sua vita dopo il divorzio.

Expats spiegazione finale: la venuta della madre di Mercy la aiuta ad affrontare il suo dolore

La trasformazione in Mercy e nel legame di sua madre dovuta al vivere all’estero è stata profonda, ma nell’episodio 6 di Expats, un cambiamento fondamentale si è verificato quando la madre di Mercy ha fatto il viaggio per vederla a Hong Kong. Inizialmente, i commenti di sua madre possono sembrare critici, ma il solido sostegno è inequivocabile, anche nel mezzo della rivelazione della gravidanza. Questo sostegno è cruciale per Mercy, che aveva affrontato l’angoscia della scomparsa di Gus in gran parte in solitudine, se non dopo la rivelazione a Charly. La ragazza crede di non avere diritto ad alcun aiuto poiché si sente causa di questo evento drammatico. La presenza di sua madre serve a Mercy per riconoscere il sostegno vitale di cui aveva bisogno per affrontare le sfide imminenti e la dura prova sopportata. Sebbene la madre voglia riportare Mercy a New York, la ragazza non è della stessa idea. Ha forse qualcosa che la lega ancora profondamente a Hong Kong?

Expats spiegazione finale: la probabile evoluzione della relazione tra Mercy e Charly

Charly è un faro di positività nella vita tumultuosa di Mercy. Le ha offerto conforto sin da subito, già dal loro primo incontro. Infatti, mentre le si siede accanto in metro per provare a iniziare una conversazione, esordisce dicendo di averla notata al Mido Café poco prima. E lo deve fare in 3 lingue diverse (cinese, coreano e inglese), perché Mercy finge di non capire e prende distanza.

Quando poi si lascia andare alla conversazione dice “Allora qualcuno mi ha visto..” e Charly, incredula di fronte a queste parole risponde “Perché non dovrebbe essere così. Pensi di essere invisibile”?

Di fatto Mercy è la prima a cercare vicinanza e a scegliere con lo sguardo Charly dopo averla notata al Mido Café, avvicinandola a sé e incuriosendola in qualche modo. Mercy di fatto voleva essere vista da lei. Ed in fondo, non è ciò che desideriamo tutti? Essere visti da qualcuno di speciale?

E la trascina (probabilmente inconsapevolmente) nel caos seguito al suo complesso coinvolgimento con la scomparsa di Gus e la relazione tossica con David. Tuttavia, la loro connessione permette anche a Mercy di trascurare la realtà della sua vita. Come sottolineato nell’episodio 6 di Expats, l’impegno di Mercy nella vita di Charly e in quella dei suoi amici ha agito come un diversivo dalle sue circostanze turbolente, e lei ha nascosto la verità su Gus e la sua gravidanza finché non è stata inevitabile. Non è chiaro quale sarà il destino della sua relazione, ma al punto attuale Mercy è costretta a staccarsi da Charly temporaneamente (o definitivamente) da lei. Nonostante Mercy cerchi di trattenere la partner sulla soglia di casa, lei se ne va perché percepisce un forte vittimismo ed egoismo in Mercy dicendole “You had nothing but choices” (non hai avuto altro che possibilità di scelta).

Tuttavia, la connessione intima che fin da subito si è stabilita fra le due ragazze, lascia spazio alla possibilità di un ricongiungimento.

Charly continua ad essere una figura solida per Mercy. E anche durante la loro discussione è affranta più per il fatto di non aver saputo prima la verità, che per gelosia, mostrando un sentimento puro per Mercy. Anzi, anche in quella situazione, mentre Mercy si lamenta della sua “maledizione”. Charly continua a ricordarle quanto anche in quel caso non si tratti di sfortuna, ma che anche da una condizione complessa, ha comunque la possibilità di trovare la sua felicità.

Anzi, sarà proprio Charly che arrabbiata le dice “Continui a parlare di questa maledizione che ti insegue, quando la responsabilità di chi è? Sei incinta di un gwailou (occidentale in un uso peggiorativo, nda) e di chi sarebbe la colpa? Di tua madre? Della moglie di David? Mia? Tu a differenza mia, non hai altro che libertà di scelta. Hai un passaporto americano, una laurea americana. Sei una turista. A differenza mia, te ne puoi andare quando vuoi. Un’altra benedizione che non riesci nemmeno a vedere”.

Non è la prima volta che le ragazze si scontrano e potrebbe essere semplicemente un ulteriore passaggio della loro storia. Fin da subito è stato chiaro quanto la loro connessione emotiva fosse intensa. Ci sarà spazio per un ricongiungimento?

 

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L’evoluzione della relazione tra Hilary e David: la loro comunicazione si trasforma

Il viaggio di Hilary in California nell’episodio 6 di Expats l’ha colpita profondamente, e il gesto di David di andarla a prendere all’aeroporto è stato inaspettatamente benefico, nonostante il loro precedente incontro fosse pieno di rabbia. La loro calma discussione sulla gravidanza di Mercy apre uno scambio onesto con David che ha espresso i suoi timori riguardo al disinteresse di Hilary nell’avere figli con lui, e Hilary che ha chiarito il suo generale disinteresse per la genitorialità. Sebbene la loro separazione sia piuttosto definitiva, la loro capacità di comunicare apertamente e senza animosità ha evidenziato la loro migliore comprensione.

 

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Expats con Nicole Kidman è ambientato a Hong Kong ma non poteva essere visto a Hong Kong

Nonostante Expats Prime Video sia ambientato sullo sfondo di Hong Kong, era inizialmente assente dalle opzioni di visualizzazione nella regione (anche se pare che lo show in streaming nell’ex colonia britannica sarà presto sbloccato).

La narrazione si svolge durante le proteste pro-democrazia del 2014, rappresentate in un episodio dalla regista della serie.

In quell’occasione, le rimostranze, note come Movimento degli Ombrelli, hanno di fatto paralizzato il centro finanziario di Hong Kong per 79 giorni, con manifestanti che chiedevano diritti democratici nel territorio semi-autonomo.

Il successivo rigetto di queste richieste da parte delle autorità e un decennio di crescente repressione del dissenso è culminato nell’imposizione di una legge globale sulla sicurezza nazionale da parte di Pechino nel 2020. Questo, dopo un anno di intense manifestazioni antigovernative che hanno alterato in modo significativo il panorama della città.

In mezzo a questi cambiamenti, una canzone legata alle proteste di Hong Kong è scomparsa per poi riemergere sui principali servizi di streaming musicale, evidenziando l’effetto agghiacciante della legge sulla sicurezza nazionale sull’opposizione e sull’espressione politica in quella che una volta era una città libera nell’esprimersi.

Protesta del movimento degli ombrelli a hong kong nel 2014 fonte Wikimedia Commons traveltherapists

Protesta del Movimento degli Ombrelli a Hong Kong nel 2014 – fonte: Wikimedia Commons

L’amministrazione di Hong Kong, tuttavia, confuta le affermazioni secondo cui la legge soffoca le libertà, affermando invece di aver ripristinato la stabilità dopo le proteste del 2019.

Nel 2021, l’introduzione di una legge sulla censura cinematografica volta a “proteggere la sicurezza nazionale” ha suscitato preoccupazioni sul suo potenziale di soffocare la creatività nella rinomata industria cinematografica di Hong Kong e di erodere ulteriormente le libertà. Nello stesso anno,

Nicole Kidman è stata esentata in modo controverso dalle rigorose misure di quarantena previste nella pandemia, insieme a quattro membri della troupe, come riconosciuto dalle autorità di Hong Kong.

Nonostante la calorosa accoglienza riservata a Kidman e alla promozione di “Expats” da parte di Amazon per un pubblico globale, la serie è rimasta inaccessibile a lungo per gli utenti Prime di Hong Kong, contrassegnata come “attualmente non disponibile per la visione nella propria località”.

La rappresentazione delle proteste del 2014 all’interno della serie poteva violare la legge sulla sicurezza nazionale promulgata nel 2020, come suggerito da Yaqiu Wang di Freedom House, evidenziando l’ampia autocensura che si verifica a causa dell’ambiguità della normativa.

 

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Inoltre, l’atteggiamento cauto di Amazon poteva anche riflettere il tentativo di non mettere a repentaglio le potenziali prospettive commerciali in Cina trasmettendo Expats con i suoi episodi controversi a Hong Kong.

Wang ha sottolineato che Amazon ha il dovere di salvaguardare le persone di Hong Kong che hanno contribuito alla produzione della serie. Secondo lei, questa situazione intensifica ulteriormente l’autocensura già significativa e diffusa nei settori di Hong Kong legati alla libertà di parola. Nel giugno 2023, Reuters aveva documentato che l’Office for Film, Newspaper and Article Association (OFNAA) di Hong Kong aveva modificato o interrotto l’uscita di almeno 21 film e cortometraggi dall’ottobre 2021 a causa di problemi di contenuto.

Lulu Wang ha dichiarato alla BBC Radio 4 il 22 gennaio che gran parte dei contenuti che trattano temi politici sono stati girati a Los Angeles. La produzione ha anche incluso filmati di notizie d’archivio per descrivere accuratamente le proteste del 2014.

Wang ha sottolineato l’importanza di catturare con precisione questo momento cruciale nella storia di Hong Kong.

Ha riconosciuto le complessità legate alla decisione di cosa poter rappresentare all’interno della serie, sottolineando che i consulenti legali sono stati ampiamente consultati per garantire una narrazione responsabile. Wang ha sottolineato l’impegno sia per l’autenticità che per la sicurezza, dato il numero di persone coinvolte nella produzione che risiedono a Hong Kong.

Expats con Nicole Kidman: pensieri conclusivi

Nonostante i suoi alti e bassi, i suoi momenti decisivi e quelli meno convincenti, Expats è una serie tutta da vedere, in particolare quando si tratta degli episodi esclusivamente sotto la guida di Wang.

Man mano che Expats inizia a trovare il suo ritmo, le possibilità latenti nel romanzo di Lee diventano sempre più evidenti, facendo desiderare una interpretazione di Hong Kong vividamente rappresentata come in The Farewell. Noi comunque ci auguriamo di vedere una stagione 2 di Expats su Prime Video, ma al momento non è dato sapere.

Expats è un tessuto ricco di potenzialità tutte da approfondire, ma è anche un racconto che può auto-concludersi senza ulteriori capitoli con una narrazione, una regia e una fotografia strepitose, frutto di un lavoro quasi esclusivamente al femminile.

L’effetto persistente di Expats è prevalentemente la sua risonanza emotiva: la resilienza e la profondità dei tre personaggi femminili centrali, portati in vita da uno straordinario insieme di attrici. E il messaggio è che nella vita, raramente le conclusioni sono semplici o chiare.

Wang esprime il desiderio che la serie trasmetta sentimenti di speranza e fiducia agli spettatori. “Spero che favorisca anche un senso di umiltà, la comprensione che la nostra conoscenza degli altri non è così completa come potremmo credere. I personaggi sono complessi e, anche se potrebbero non essere immediatamente simpatici, scavando più a fondo si rivelano qualità che evocano empatia.”

Expats con Nicole Kidman: ecco perché dovresti guardarlo.

firma marzia parmigiani

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FAQ

In quali luoghi è stato girato Expats?

Expats è ambientato e girato in diverse e affascinanti località: Hong Kong; la Baia di Phang Nga in Thailandia; Baltimora, nel Maryland (USA); Los Angeles e Santa Clarita, entrambe in California (USA).

 

Dove posso vedere la serie Expats con Nicole Kidman?

La serie Expats è disponibile per lo streaming su Amazon Prime Video.

 

Quando è stata rilasciata la serie Expats?

La prima puntata di Expats è stata rilasciata il 26 gennaio 2024.

 

Chi è l’attrice che interpreta Mercy in Expats?

Mercy è interpretata dall’attrice americano-coreana Ji-Young Yoo, originaria del Colorado.

 

Chi interpreta Charly in Expats?

L’attrice, presentatrice e influencer Bonde Sham nata a Hong Kong interpreta Charly in Expats.

 

Chi è l’attrice che interpreta Hilary in Expats?

Sarayu Blue, anche conosciuta come Sarayu Rao è l’attrice americana che interpreta Hilary Star in Expats.

 

In che epoca è ambientato Expats con Nicole Kidman?

Expats è ambientato nel 2014 ai tempi della Rivoluzione degli Ombrelli, un movimento pro-democratico di Hong Kong.

 

Perché protestano in Expats?

La protesta raccontata in Expats è quella del Movimento (Rivoluzione degli Ombrelli). Si tratta di una campagna politica significativa emersa durante le manifestazioni di Hong Kong del 2014. Ha guadagnato il suo soprannome dall’uso degli ombrelli da parte dei manifestanti. Ciò, al fine di proteggersi dallo spray al peperoncino utilizzato dalla polizia durante il sit-in di 79 giorni volto a sostenere processi elettorali più democratici.

 

È prevista una seconda stagione per Expats?

Finora, non ci sono state conferme ufficiali riguardo al rilascio di una seconda stagione di Expats.

 

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