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Gli italiani riscoprono le loro città senza la folla dei turisti

L’Italia riapre gradualmente i suoi musei dopo un blocco durato tre mesi.
Gli abitanti delle nostre città (più famose, ma non solo), stanno godendo dei tesori perduti da tempo, grazie alla riduzione dell’affluenza turistica.
Un modo differente di fruire dei luoghi spettacolari del nostro paese. Purtroppo, l’altro lato della medaglia, sono le perdite dovute ai biglietti non venduti o rimborsati.
Marzia a Fontana di Trevi

Musei Vaticani

Anche se le prenotazioni online hanno abbreviato le code che un tempo serpeggiavano lungo le mura della Città del Vaticano, molti abitanti di Roma non li hanno più visitati per anni, scoraggiati dall’affollamento.

Infatti, dire che i Musei Vaticani sono normalmente assediati dai turisti è poco.
Barbara Jatta, la direttrice, ha affermato che normalmente, ben 29 mila hanno varcato la soglia dei musei. In questi giorni, solo poche centinaia di questi giorni.
Le casse del museo hanno sofferto, non solo per le vendite perse di biglietti, ma anche perché il Vaticano aveva rimborsato migliaia di biglietti prenotati per il 2020.

Musei Vaticani

Il Colosseo

Le stesse folle che rendono il Colosseo il monumento più visitato in Italia, con oltre 7,5 milioni di visitatori l’anno scorso, sono la ragione per cui la maggior parte dei romani, ne stanno solitamente alla larga. I cittadini in questi giorni, stanno ritornando a visitarlo.

Con un massimo di 20 mila visitatori al giorno al Colosseo in tempi pre-coronavirus, l’attuale limite di 650 ha reso la visita del sito piacevolmente rilassante. 
I funzionari del Colosseo sono contenti che un “tipo di turismo lento e più consapevole ha consentito la riapertura del monumento “con il piede giusto”. Questa la dichiarazione di Alfonsina Russo, funzionario statale che sovrintende al monumento e ad altri siti archeologici nel centro di Roma.
Normalmente, ha detto, il Colosseo “un simbolo dell’Italia e di Roma è assediato da turisti” che “non erano sempre consapevoli di ciò che stavano visitando”.
Ma poiché le entrate del sito rappresentano una parte del finanziamento di altri monumenti, la loro assenza sarà una grande perdita, ha dichiarato Federica Rinaldi, il funzionario statale responsabile dell’anfiteatro.

Gli Scavi di Pompei

Tuttavia, mentre la gente del posto desidera riavvicinarsi ai monumenti italiani, i direttori di molte istituzioni culturali sono preoccupati per la perdita di entrate tanto necessarie che derivano dalla vendita dei biglietti.
“È un disastro, ovviamente”, ha dichiarato Massimo Osanna, direttore del sito archeologico di Pompei, che ha attirato quasi quattro milioni di visitatori l’anno scorso.
Fino a martedì prossimo, l’ingresso al sito è limitato a 400 visitatori al giorno. Osanna ha affermato che giovedì scorso solo 250 persone hanno visitato il sito.
Pompei

Galleria Borghese

In un’intervista, Anna Coliva, la direttrice della Galleria Borghese, ha anche usato la parola “disastro” per descrivere la perdita di entrate nella galleria, ora che può consentire 400 visitatori al giorno anziché 2000.  
“Stiamo perdendo 500 mila euro al mese in vendita di biglietti, eventi e royalties”, ha dichiarato Coliva, che andrà in pensione questo mese dopo oltre un quarto di secolo in galleria.
Giovanna Melandri del MAXXI, il museo nazionale italiano di arte contemporanea, ha dichiarato che “Il danno è enorme”, parlando del blocco che ha privato il museo e molti italiani del loro sostentamento.

Gli Uffizi

Agli Uffizi di Firenze, che hanno riaperto mercoledì, sono state introdotte segnaletiche a terra di fronte ad opere popolari di Botticelli, Piero della Francesca, Michelangelo, Raffaello e Caravaggio, per garantire che le persone mantengano il distanziamento sociale.
Gli Uffizi
La galleria ha dimezzato il numero di persone che possono visitare in qualsiasi momento, da 450 a 900, e visite guidate limitate a 10 persone.
In una conferenza stampa mercoledì, Eike Schmidt, il direttore degli Uffizi, ha dichiarato: “Sarebbe meraviglioso se il modello di turismo rilassato che stiamo sperimentando agli Uffizi in questo particolare momento storico diventasse il modello del turismo in futuro”.
Eike Schmidt ha dichiarato ai giornalisti che gli Uffizi hanno perso 12 milioni di euro, durante gli 85 giorni di chiusura.
Marzia Parmigiani
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