Il concetto di empatia in giapponese

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Il concetto di empatia in giapponese.

Il concetto di empatia in giapponese

La lingua giapponese ha diversi concetti affascinanti legati all’empatia, all’assunzione di prospettive e alla comprensione degli stati mentali degli altri. In questo articolo esploreremo il concetto di empatia nella cultura e nella lingua giapponese, menzionando alcune delle idee chiave e delle espressioni linguistiche che fanno luce sulla nozione giapponese di empatia.

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Il concetto di empatia in giapponese: wa (和, armonia)

Il concetto culturale giapponese di wa (和) si riferisce a un senso di armonia, pace e unità. Fondamentalmente, wa incarna l’ideale di raggiungere uno stato di equilibrio ed evitare conflitti o elementi di disturbo. Questo principio ha influenzato profondamente vari aspetti della vita quotidiana nella società giapponese, plasmando relazioni interpersonali, processi decisionali e persino le espressioni artistiche.

Nei contesti interpersonali, wa enfatizza la priorità della coesione del gruppo rispetto ai desideri o alle opinioni individuali.

Incoraggia gli individui a mettere da parte le proprie inclinazioni personali se minacciano di interrompere l’armonia generale del gruppo. Questa enfasi sull’unità collettiva spesso porta a uno stile di comunicazione che favorisce le espressioni indirette e l’evitare il confronto o il dissenso aperto.

Come vedremo, la capacità di leggere tra le righe e discernere i segnali non detti è molto apprezzata come mezzo per preservare wa.

Nei processi decisionali, siano essi aziendali, politici o comunitari, il perseguimento del wa spesso implica un lungo processo di consultazione e di costruzione del consenso. Le decisioni raramente sono prese unilateralmente; invece, si svolgono ampie discussioni per garantire che tutte le parti si sentano ascoltate e siano compresi i loro punti di vista.

Questo impegno per raggiungere un accordo armonioso, anche se richiede tempo e sforzi significativi, è visto come essenziale per mantenere un senso di unità ed evitare conflitti.

Il concetto di wa ha influenzato anche varie forme artistiche in Giappone: nei tradizionali giardini giapponesi, ad esempio, l’attenta disposizione degli elementi naturali, come rocce, giochi d’acqua e vegetazione, è progettata per creare un senso di equilibrio e tranquillità.

Hanno lo scopo di evocare una sensazione di armonia tra la natura e l’ambiente costruito, invitando i visitatori a sperimentare uno stato di pace interiore e contemplazione.

Allo stesso modo, nell’architettura tradizionale giapponese, l’enfasi sulla semplicità, sui materiali naturali e sull’integrazione degli spazi interni ed esterni riflette la ricerca dell’armonia tra la struttura costruita e l’ambiente circostante.

L’uso di porte scorrevoli, corridoi all’aperto e transizioni senza soluzione di continuità tra stanze e giardini favorisce un senso di unità e fluidità, incarnando l’essenza di wa.

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Il concetto di empatia in giapponese: i limiti di wa (和)

Sebbene la ricerca dell’armonia e del consenso possa portare alla coesione sociale e a un senso di unità, è importante riconoscere che anche il concetto di wa può avere i suoi limiti. In alcuni casi, l’enfasi sull’evitare i conflitti e sul dare priorità all’unità del gruppo può soffocare il dissenso. Può oscurare punti di vista o idee innovative, che portano a una mancanza di diversità nel pensiero e nel processo decisionale. Inoltre, lo stile di comunicazione indiretto associato al wa può talvolta portare a incomprensioni o tensioni irrisolte se i problemi non sono affrontati direttamente.

Nonostante questi potenziali inconvenienti, il concetto di wa rimane profondamente radicato nella cultura giapponese e continua a plasmare vari aspetti della società nipponica. Sia nelle relazioni interpersonali, nei processi decisionali o nelle espressioni artistiche, la ricerca dell’armonia e dell’unità rimane un principio guida che riflette il ricco patrimonio culturale e i valori del Giappone.

Vediamo assieme altre parole essenziali legate al concetto di empatia in giapponese.

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Omoiyari (思いやり, considerazione)

Una delle parole giapponesi più fondamentali legate all’empatia è omoiyari, che può essere tradotto come “considerare i pensieri e i sentimenti degli altri”. Deriva dal verbo omou (pensare) e dal verbo yaru (dare o fare per qualcuno). L’essenza dell’omoiyari è la capacità di immaginare come si sente l’altra persona, pensare dalla sua prospettiva e agire tenendo conto della sua situazione.

Omoiyari è molto apprezzato nella società giapponese ed è visto come una parte importante per lo sviluppo di capacità interpersonali mature e dell’intelligenza emotiva. Fin dalla tenera età, ai bambini giapponesi viene insegnata l’importanza di mettersi nei panni degli altri e di agire con cura e attenzione. 

Il concetto di empatia in giapponese: Ba no Kuuki wo Yomu”(場の空気を読む)

Il concetto di “Ba no Kuuki wo Yomu” (leggere l’atmosfera), “capire la situazione senza parole” o “percepire i sentimenti di qualcuno”, è un concetto molto importante per comprendere la cultura giapponese.

Si riferisce alla capacità di discernere i sentimenti, le intenzioni e le situazioni inespresse di un’altra persona sulla base di segnali sottili. Viene spesso tradotto come “leggere l’aria” o “comprensione condivisa senza parole”. Nella comunicazione giapponese, c’è una forte enfasi non solo sulle parole pronunciate ma anche sul contesto, sul linguaggio del corpo, sul tono della voce e sulla situazione generale o “aria” (kuuki, 空気).

Questa capacità implica un’elevata consapevolezza emotiva e la capacità di intuire ciò che non viene detto. Richiede di mettere da parte la propria prospettiva e di fare uno sforzo per cogliere appieno la mentalità dell’altra persona. Questa è vista come un’importante abilità sociale in Giappone, dove la comunicazione indiretta e l’evitare il confronto diretto sono spesso apprezzati.

Il concetto di empatia in giapponese: Kyokan (共感, empatia)

La parola kyokan si traduce direttamente in “empatia” o “sentimento condiviso”. Si riferisce alla capacità di condividere e comprendere le emozioni e le esperienze di un’altra persona come se fossero le proprie. Kyokan implica una profonda sintonia emotiva e la volontà di aprirsi al mondo interiore dell’altra persona.

Nell’arte e nell’estetica giapponese, il kyokan è spesso enfatizzato come un modo per apprezzare appieno l’opera e connettersi con essa a livello emotivo. Ad esempio, nel teatro Noh tradizionale, gli artisti mirano a creare uno stato di kyokan con il pubblico, in cui le emozioni rappresentate sul palco risuonano profondamente negli spettatori.

L’enfasi sul kyokan nella cultura giapponese può essere vista anche nell’importanza attribuita alle esperienze condivise e nella creazione di opportunità per le persone di legarsi attraverso attività o sfide comuni. L’idea è che attraversando esperienze simili, le persone possano sviluppare una comprensione reciproca e una connessione emotiva più profonde.

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Il concetto di empatia in giapponese: Nasake (情け, misericordia)

Nasake è un concetto giapponese che combina elementi di empatia, compassione e desiderio di alleviare la sofferenza degli altri. Deriva dalla parola nasagu, che significa “offrire aiuto” o “simpatizzare con le difficoltà di qualcuno”.

Nasake implica non solo comprendere il dolore o le difficoltà di un’altra persona, ma anche sentirsi obbligati ad agire con gentilezza e fornire supporto o conforto. È spesso associato alla cura dei deboli, degli anziani o di coloro che si trovano in circostanze sfortunate.

Nella letteratura e nel folklore giapponese, gli atti di nasake sono spesso descritti come virtuosi e ammirevoli. La capacità di estendere il nasake è vista come un segno della profondità emotiva e del carattere morale di una persona.

Alcuni esempi di nasake:

Un vicino che offre assistenza ad una persona anziana alle prese con le faccende quotidiane.

Mostrare pazienza e comprensione nei confronti di un rappresentante del servizio clienti frustrato che sta attraversando una giornata difficile.

Confortare un amico che sta attraversando un momento difficile, anche se i suoi problemi sembrano banali da una prospettiva esterna.

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Espressioni linguistiche dell’empatia

La lingua giapponese ha un ricco vocabolario e varie strutture linguistiche che facilitano l’espressione di empatia e assunzione di prospettiva. Ecco alcuni esempi:

  • Il verbo dell’empatia “omou” (思う): questo verbo significa “pensare” ma è spesso usato per esprimere empatia o considerare il punto di vista di qualcun altro. Esempio: “Kare wa gakkou ni ikunoga nigate da to omou” (penso che andare a scuola sia difficile per lui).
  • Il verbo ausiliare “rashii” (らしい): questo ausiliare indica che chi parla sta deducendo o indovinando qualcosa sulla base di informazioni limitate o dal punto di vista di un’altra persona. Esempio: “Kare wa byouki rashii” (Sembra che sia malato – dal suo aspetto o comportamento).
  • Evitamento dei pronomi in prima persona: in giapponese, è comune omettere i pronomi in prima persona (come “I”) quando il soggetto è ovvio dal contesto. Questo modo di parlare meno egocentrico può promuovere una prospettiva più orientata all’altro.

In conclusione, la lingua e la cultura giapponese offrono una comprensione sfumata e multistrato di empatia, assunzione di prospettiva e sintonizzazione emotiva. Omoiyari, wa, kyokan e nasake sono concetti che evidenziano l’importanza riposta nel considerare i pensieri e i sentimenti degli altri, nell’intuire le espressioni non dette, nel condividere esperienze emotive e nell’agire con compassione.

Le strutture linguistiche del giapponese rafforzano ulteriormente queste tendenze empatiche. Sebbene ogni cultura abbia il proprio approccio alla comprensione interpersonale, il concetto giapponese di empatia fornisce approfondite prospettive filosofiche e pratiche su come coltivare l’intelligenza emotiva e costruire relazioni armoniose.

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