Il valore del viaggio nella vita di tutti i giorni

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Il valore del viaggio nella vita i tutti i giorni

Quante volte, prenotando un volo o un soggiorno in hotel abbiamo pensato “non vedo l’ora di partire per staccare la spina” o “non vedo l’ora di partire per rilassarmi e non pensare a niente”.

Tante vero? Eppure una volta in vacanza, il tempo passa veloce e magari non si riesce a staccare davvero e non pensare a nulla.

Così torniamo a casa meno rilassati rispetto alle nostre aspettative.

E in più ci troviamo nel down post-vacanza, riscaraventati nella routine, probabilmente fino al prossimo viaggio.

E se io ti dicessi che per prendere il meglio da una vacanza, occorra invece inserirla, quella spina che tanto si vuole staccare?

Oppure che pensare a niente non sia utile, ma che possa invece esserlo pensare in un altro modo?

Perché in vacanza il tempo passa veloce?

Claudia Hammond, autrice e docente di psicologia in Gran Bretagna, si è occupata di studiare le motivazioni che facessero percepire il passare del tempo più veloce durante le ferie, rispetto al passare del tempo durante la vita di tutti i giorni (Holiday Paradox o Paradosso delle vacanze), ma che porta anche a percepire improvvisamente una volta tornati, la vacanza più lunga di quella che in realtà è stata.

Ciò dipende dalla quantità di esperienze e di informazioni che si sono esperite durante una vacanza, rispetto la routine.

Uno dei concetti principali in merito, è che generalmente quando sentiamo di fare cose per noi stessi (come una giornata alle terme, etc) il tempo è deformato in una prospettiva di rapidità, rispetto a quando, per esempio, siamo in ufficio al lavoro a svolgere compiti per altri.

Questo perché prenderci cura di noi stessi e focalizzarci sul nostro benessere, è un’attività maggiormente piacevole, che occuparci dei bisogni degli altri.

Come valorizzare il tempo in viaggio?

Allora come possiamo fare fruttare al massimo anche il tempo in vacanza, senza avvertire soltanto la velocità con il quale scivola via e fare tesoro poi di tutte quelle “memorie” che si sono accumulate durante la vacanza?

E’ importante dire che quello che rende noiosa la vita di tutti i giorni, è la ripetitività di un giorno dopo l’altro e che ci vede per lo più in situazioni prevedibili.

Alzarsi per andare in ufficio, mangiare alle stesse ore e fare sempre la stessa strada, non è propriamente stimolante nel lungo periodo.

Quando si va in vacanza, ci si trova in un contesto diverso dal solito: si vive una vera e propria accelerazione esperienziale.

Le persone cambiando contesto, sono stimolate da tutti i punti di vista e da tutti i sensi.

L’effetto che ne deriva è un temporaneo cambio di prospettiva.

Ciò raggiunge il massimo del suo potenziale quando si passa da un contesto culturale ad un altro completamente differente (ad esempio da un paese totalmente laico, ad uno fondamentalista religioso, etc).

Vivere il presente del viaggio, aiuta il benessere nella vita quotidiana

A questo punto è necessario capire come sfruttare al massimo il potenziale di un viaggio per poi esportarne i benefici nella vita di tutti i giorni.

Occorre sottolineare che noi ci muoviamo tenendo sempre presente la dimensione passata e la dimensione del futuro, ricercando esperienze, in base a ciò che è stato ed a ciò che immaginiamo potrà essere.

I benefici nell’esperienza di viaggio

I benefici del viaggio, iniziano nell’immaginarlo: pensare, cercare, fantasticare su di un luogo che si desidera visitare, aumenta e sviluppa le nostre capacità immaginative.

Durante la nostra esperienza di viaggio, dovremmo focalizzarci sul qui ed ora, cercando di abbandonare le preoccupazioni ed i pensieri intrusivi.

D’altronde anche le discipline orientali che si occupano di meditazione e rilassamento, hanno come obiettivo quello di portare la persona a focalizzarsi sul momento presente.

L’ideale è arrivare ad uno stato mentale in cui il soggetto sia immerso in perfetto equilibrio con le azioni ed i pensieri che scorrono in un flusso regolare e armonioso.

Focalizzarci in quest’ottica porta le persone a non essere ego-centrate e di conseguenza più libere, ricettive e creative.

La densità esperienziale che offre un viaggio, l’apertura verso il nuovo, aumenta delle competenze e stimola nuove capacità nel soggetto.

Pensare retroattivamente a ciò che si è imparato e maturato durante la vacanza, potrà attivare un’esportazione consapevole delle nuove esperienze, nella vita di tutti i giorni.

Ma cosa occorre per viaggiare?

Per uscire dai soliti schemi, non occorre andare dall’altra parte del pianeta. L’importante è il cambio di paradigma e mettersi in gioco di fronte al nuovo.

Soprattutto quando ci si sente insoddisfatti della propria vita, alcune strategie per stare meglio, possono includere fare passeggiate in luoghi vicini a casa, cambiare strada per andare al lavoro, o anche provare nuovi cibi.

Non è necessario spendere una fortuna o passare tanto tempo via da casa. Possono esser sufficienti un weekend o un paio di giorni ogni tanto.

Uscire dalla zona di comfort è davvero benefico.

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Claudia Hammond (2012). Time Warped: Unlocking the Mysteries of Time Perception, CanonGate, Edimburgh, London

 

Marzia Parmigiani

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