La cultura giapponese dell’empatia

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La cultura giapponese dell’empatia.

La cultura giapponese dell’empatia

La prima volta che siamo state in Giappone, una cosa ci è stata subito chiara: l’estrema cura e l’attenzione che pervade l’aria nel paese del Sol Levante. In questo articolo parleremo di “Wa”, la cultura giapponese dell’empatia.
La cultura giapponese, infatti, è nota nel mondo per i modi gentili ed empatici. Forse alcuni di voi avranno sentito parlare del concetto di “wa”, traducibile più o meno come “armonia”.
A livello sociale uno dei valori più condivisi nel paese, è quello di mantenere ordine e armonia, spesso messo in pratica tramite comportamenti educati e gentili.
In Giappone è anche noto il concetto di Omoiyari, ovvero la capacità di prendersi cura del prossimo in modo concreto, sebbene disinteressato.
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La cultura giapponese dell’empatia: cosa è l’empatia?

L’empatia è universalmente definibile come il sapere sentire e provare quello che sente e prova un’altra persona.
Riuscire ad essere empatici non è semplice e corrisponde alla possibilità di relazionarsi in modo efficace all’esperienza dell’altro, anche senza troppe spiegazioni.
Chi ha un minimo di familiarità con il Giappone, sa bene quanto sia il linguaggio che l’espressione non verbale con cui si relazionano i giapponesi, è spesso indiretta e per questo, sono molto abili nel praticare l’empatia.

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La cultura giapponese dell’empatia: Ba no Kuuki wo Yomu (場の空気を読む) – saper leggere l’aria

Una nota frase giapponese dice “Ba no Kuuki wo Yomu”, ovvero (場の空気を読む) che significa letteralmente “saper leggere l’aria”. Con questa espressione si intende la capacità di saper capire le emozioni e sensazioni altrui, senza che sia necessario parlare.
Per essere in grado di farlo, occorre saper leggere i dettagli come il linguaggio del corpo, il tono delle voce, i silenzi.
E’ in questo modo che i giapponesi riescono a entrare in empatia con gli altri per anticipare i loro bisogni, facendo del proprio meglio per mettere le persone in una situazione di confort.
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La cultura giapponese dell’empatia: come funziona la manifestazione dell’empatia in Giappone?

Nella vita di tutti i giorni, in Giappone ci sono infiniti esempi in cui si può notare questa manifestazione condivisa di empatia.
In effetti, sia le interazioni sociali che professionali in Giappone, richiedono costantemente l’abilità di saper leggere l’aria e mettere in atto comportamenti empatici.
E’ importante per raggiungere un elevato livello di cooperazione sociale e tendere al famoso wa (armonia).
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La cultura giapponese dell’empatia: esempi di empatia in Giappone ai tempi del Coronavirus

Nel periodo in cui è iniziata la pandemia, abbiamo avuto la fortuna di trovarci in Giappone.

Mentre in Italia e in Europa le mascherine erano introvabili, nel paese dl Sol Levante le mascherine erano disponibili, seppur acquistabili giornalmente in un numero limitato per persona.

In Giappone, l’uso delle mascherine è ben antecedente all’avvento della pandemia.

Un sondaggio del 2020 ha rivelato che oltre l’80% dei cittadini giapponesi ha spontaneamente indossato le mascherine sui mezzi, nei ristoranti e nei negozi, nel parlare a distanza ravvicinata, anche senza una legge che lo rendesse obbligatorio.

Sapete qual è l’enorme differenza fra quello che avviene da noi e ciò che succede in Giappone?

In Occidente, le persone indossano le mascherine per proteggersi da eventuali infezioni; in Giappone i cittadini la portano per tutelare gli altri dai propri germi.

E’ una differenza sostanziale nell’approccio e non sorprende che la maggior parte delle persone le abbia continuate a indossare durante la pandemia.

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Yuriko Koike, governatrice di Tokyo. Fonte: Japan Times

La cultura giapponese dell’empatia: altri comportamenti empatici in Giappone

In terra nipponica negli spazi pubblici condivisi come treni, locali e negozi, è normale che le persone parlino a bassa voce.
Questo è per evitare di disturbare le altre persone. Per mantenere la stessa sensazione di comfort, il Giappone è noto per il livello di pulizia e molto di questo ha a che fare con l’abitudine di mantenere tutto in ordine. Non troverete bidoni dei rifiuti, ma non troverete nemmeno spazzatura abbandonata in giro.
Inoltre, anche se un giapponese non padroneggia molto altre lingue come ad esempio l’inglese, cercherà sempre di parlare inglese con stranieri e anglofoni, o di farsi capire, per mettere i visitatori a proprio agio.
Altrove, abbiamo già parlato dei diversi usi di Sumimasen che solitamente significa “mi scusi”, ma spesso è usato con la funzione di “Arigatou”, grazie.
Questo per mostrare in modo sottile che si capisce che un favore ricevuto, potrebbe essere costato all’altro e contemporaneamente per scusarsi e ringraziare.

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La cultura giapponese dell’empatia: il lato negativo dell’empatia in Giappone

Fino a qui, potrebbe sembrare che l’empatia sia una pratica assolutamente positiva.
In effetti, non è sempre così perché la cultura giapponese dà priorità a sentimenti condivisi a livello sociale, a scapito dell’unicità dell’individuo.
Per questo motivo, spesso diventa necessario scendere a compromessi.
Insomma, per un giapponese è normale sacrificare i propri bisogni per il bene superiore.
Comunque, l’atteggiamento empatico diffuso in Giappone, è uno dei maggiori aspetti positivi della cultura giapponese.
Saper anticipare i sentimenti degli altri e compiere azioni finalizzate al mantenimento del wa, crea una buona atmosfera sociale di cooperazione e gentilezza.
Ed è uno degli aspetti che più ci mancano del Giappone e che consideriamo davvero unici!

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