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La cultura giapponese dell’empatia

Tempo di lettura: 6 minuti
La cultura giapponese dell’empatia.
Tra relazioni, rituali e vita pubblica: perché in Giappone l’empatia è una forma di educazione collettiva.

La cultura giapponese dell’empatia

La prima volta che siamo state in Giappone, una cosa ci è stata subito chiara: l’estrema cura e l’attenzione che pervade l’aria nel paese del Sol Levante. In questo articolo parleremo di “Wa”, la cultura giapponese dell’empatia.

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La cultura giapponese, infatti, è nota nel mondo per i modi gentili ed empatici. Forse alcuni di voi avranno sentito parlare del concetto di “wa”, traducibile più o meno come “armonia”.
A livello sociale uno dei valori più condivisi nel paese, è quello di mantenere ordine e armonia, spesso messo in pratica tramite comportamenti educati e gentili.
In Giappone è anche noto il concetto di Omoiyari, ovvero la capacità di prendersi cura del prossimo in modo concreto, sebbene disinteressato.

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La cultura giapponese dell’empatia: cosa è l’empatia?

L’empatia è universalmente definibile come il sapere sentire e provare quello che sente e prova un’altra persona.
Riuscire ad essere empatici non è semplice e corrisponde alla possibilità di relazionarsi in modo efficace all’esperienza dell’altro, anche senza troppe spiegazioni.
Chi ha un minimo di familiarità con il Giappone, sa bene quanto sia il linguaggio che l’espressione non verbale con cui si relazionano i giapponesi, è spesso indiretta e per questo, sono molto abili nel praticare l’empatia.

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La cultura giapponese dell’empatia: Ba no Kuuki wo Yomu (場の空気を読む) – saper leggere l’aria

Una nota frase giapponese dice “Ba no Kuuki wo Yomu”, ovvero (場の空気を読む) che significa letteralmente “saper leggere l’aria”. Con questa espressione si intende la capacità di saper capire le emozioni e sensazioni altrui, senza che sia necessario parlare.
Per essere in grado di farlo, occorre saper leggere i dettagli come il linguaggio del corpo, il tono delle voce, i silenzi.
E’ in questo modo che i giapponesi riescono a entrare in empatia con gli altri per anticipare i loro bisogni, facendo del proprio meglio per mettere le persone in una situazione di confort.
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La cultura giapponese dell’empatia: come funziona la manifestazione dell’empatia in Giappone?

Nella vita di tutti i giorni, in Giappone ci sono infiniti esempi in cui si può notare questa manifestazione condivisa di empatia.
In effetti, sia le interazioni sociali che professionali, richiedono costantemente l’abilità di saper leggere l’aria in Giappone e mettere in atto comportamenti empatici.
E’ importante per raggiungere un elevato livello di cooperazione sociale e tendere al famoso wa (armonia).
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La cultura giapponese dell’empatia: altri comportamenti empatici in Giappone

In terra nipponica negli spazi pubblici condivisi come treni, locali e negozi, è normale che le persone parlino a bassa voce.
Questo è per evitare di disturbare le altre persone. Per mantenere la stessa sensazione di comfort, il Giappone è noto per il livello di pulizia e molto di questo ha a che fare con l’abitudine di mantenere tutto in ordine. Non troverete bidoni dei rifiuti, ma non troverete nemmeno spazzatura abbandonata in giro.
Inoltre, anche se un giapponese non padroneggia molto altre lingue come ad esempio l’inglese, cercherà sempre di parlare inglese con stranieri e anglofoni, o di farsi capire, per mettere i visitatori a proprio agio.
Altrove, abbiamo già parlato dei diversi usi di Sumimasen che solitamente significa “mi scusi”, ma spesso è usato con la funzione di “Arigatou”, grazie.
Questo per mostrare in modo sottile che si capisce che un favore ricevuto, potrebbe essere costato all’altro e contemporaneamente per scusarsi e ringraziare.

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La cultura giapponese dell’empatia: il lato negativo dell’empatia in Giappone

Fino a qui, potrebbe sembrare che l’empatia sia una pratica assolutamente positiva.

In effetti, non è sempre così perché la cultura giapponese dà priorità a sentimenti condivisi a livello sociale, a scapito dell’unicità dell’individuo.

Per questo motivo, spesso diventa necessario scendere a compromessi.

Insomma, per un giapponese è normale sacrificare i propri bisogni per il bene superiore.

Quando questa rinuncia diventa costante, soprattutto all’interno della vita di coppia, può trasformarsi in una fonte di stress psicofisico, tema approfondito nel nostro articolo dedicato alla sindrome del marito (Fugenbyō).

Comunque, l’atteggiamento empatico diffuso in Giappone è uno dei maggiori aspetti positivi della cultura giapponese.

Saper anticipare i sentimenti degli altri e compiere azioni finalizzate al mantenimento del wa crea una buona atmosfera sociale di cooperazione e gentilezza.

firma marzia parmigiani

Marzia Parmigiani è Psicologa clinica iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna (n. 5657), copywriter freelance e co-fondatrice del progetto Traveltherapists.

Si occupa di benessere psicologico, travel therapy, psicologia del viaggio, cultura giapponese e strategie digitali. Scrive contenuti SEO e accompagna viaggiatori in Giappone come guida sul territorio.

Divulgatrice di approfondimenti storico-culturali sul Regno di Ryūkyū, è esperta di turismo slow e turismo di lusso a Okinawa, dove realizza reportage e itinerari nati da viaggi ricorrenti e da una conoscenza diretta delle isole del sud del Giappone. Tra i suoi articoli di riferimento, la Guida a Okinawa: cosa sapere prima di partire è oggi uno dei contenuti più completi disponibili online in lingua italiana.

Cura e scrive in esclusiva i contenuti del blog culturale in inglese The LCN Firm, punto di riferimento per la narrazione delle radici italo-americane.

È iscritta al Registro Nazionale Mindfulness con il numero 3168.
Puoi scoprire di più su di lei su LinkedIn.

Domande frequenti sulla cultura giapponese dell’empatia

1. Che cos’è il “wa” nella cultura giapponese?

Il “wa” è il principio di armonia sociale, alla base dei rapporti interpersonali in Giappone.

2. Cosa significa “Omoiyari” in giapponese?

“Omoiyari” indica la capacità di prendersi cura degli altri con gesti concreti e disinteressati.

3. Cosa vuol dire l’espressione giapponese “leggere l’aria”?

In giapponese si dice “Ba no Kuuki wo Yomu” e significa capire il contesto e i sentimenti degli altri senza parole.

4. Perché i giapponesi indossano le mascherine anche senza obbligo?

In Giappone si usano per proteggere gli altri dai propri germi, non solo per difendere se stessi.

5. Come si manifesta l’empatia nella vita quotidiana in Giappone?

Con piccoli gesti come parlare a bassa voce sui treni, mantenere puliti gli spazi comuni e aiutare i visitatori stranieri.

6. Qual è la differenza tra empatia giapponese e occidentale?

In Occidente è più centrata sull’individuo, in Giappone sull’armonia collettiva e il bene comune.

7. L’empatia giapponese ha anche lati negativi?

Sì, a volte porta i singoli a sacrificare i propri bisogni per il gruppo.

8. Come si dice “mi scusi” o “grazie” in giapponese?

La parola “Sumimasen” può significare sia “mi scusi” sia “grazie”, a seconda del contesto.

9. Quali comportamenti empatici sono tipici dei giapponesi verso i turisti?

Spesso cercano di parlare inglese o di aiutare lo straniero a sentirsi accolto e a suo agio.

10. Perché la cultura giapponese dell’empatia è così apprezzata?

Perché favorisce cooperazione, gentilezza e rispetto reciproco nella società.

 

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