La fine di un’era: l’addio di Youichi Takahashi al Captain Tsubasa

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La fine di un’era: l’addio di Youichi Takahashi al Captain Tsubasa. Youichi Takahashi, il leggendario mangaka giapponese creatore dell’iconica serie Captain Tsubasa, ha annunciato il suo ritiro definitivo. Dopo oltre 40 anni dedicati al racconto delle avventure di Tsubasa Ozora e dei suoi amici calciatori, Takahashi appenderà definitivamente le scarpette al chiodo nell’aprile 2024.

In quel mese usciranno infatti i capitoli conclusivi delle due serie ancora in corso, Captain Tsubasa – Rising Sun e Captain Tsubasa – Memories. Un doppio finale di serie che segnerà la fine di un’era per il mondo dei manga sportivi.

Le ragioni di una scelta sofferta

La decisione di Takahashi, oggi 64enne, è dovuta principalmente a motivi di salute. Il ritmo di serializzazione imposto dai manga settimanali è infatti estenuante e logorante. Dopo decenni di onorato servizio, è giunto il momento per il sensei di godersi una pensione meritata.

I problemi fisici si sommano poi alla sensazione di aver ormai raccontato tutto ciò che aveva da dire su Captain Tsubasa. Le ultime serie erano più che altro uno sguardo nostalgico al passato, un omaggio per i fan storici.

L’importanza di Captain Tsubasa

Per comprendere il peso specifico di questo addio, bisogna considerare l’importanza che Captain Tsubasa ha avuto non solo per il mondo dei manga, ma per la cultura sportiva giapponese e mondiale. Serializzato per la prima volta nel 1981 sulla rivista Weekly Shonen Jump, il manga ha accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di intere generazioni. Con il suo stile dinamico e cinetico, Takahashi ha rivoluzionato il modo di raccontare lo sport nei fumetti.

Inoltre, per i ragazzi degli anni ’80 e ’90, Tsubasa e i suoi amici sono stati fonte di ispirazione. Il manga ha indubbiamente avvicinato migliaia di giovani al calcio, incrementandone la popolarità.

L’eredità di Holly e Benji in Italia

In Italia la serie è nota come Holly e Benji, dal nome dei due protagonisti nella versione italiana. Per i nostalgici è stata una delle serie anime più seguite e amate degli anni ’80, assieme a Mila e Shiro e Mimì e la Nazionale di pallavolo. Con il suo stile scanzonato, le partite al cardiopalma e i protagonisti dalla capigliatura assurda, Holly e Benji ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo italiano.

Cosa riserva il futuro?

L’addio di Takahashi lascia ovviamente un grande vuoto, che difficilmente potrà essere colmato. È la fine di un’era per tutti gli appassionati cresciuti a pane e Captain Tsubasa. Ma forse questo ritiro stimolerà anche nuove leve di autori a cimentarsi nel genere dello sport manga, magari proprio prendendo ispirazione dal sensei.

D’altronde, pur tra alti e bassi creativi, Takahashi ha portato avanti il suo capolavoro per oltre 40 anni con encomiabile costanza. Quindi mai dire mai a un ritorno, anche se diverrà più complicato con il passare del tempo.

Per il momento, non resta che salutare con affetto il ritiro di Youichi Takahashi, maestro indiscusso dello sport manga, e ringraziarlo per tutte le emozioni che ci ha regalato.

Un successo planetario

Difficile trovare un angolo del pianeta in cui Captain Tsubasa non abbia lasciato il segno. Dall’Europa al Sud America, dall’Africa al Medio Oriente, il manga sulle vicende di Tsubasa Ozora è stato tradotto in tutte le lingue, appassionando milioni di lettori. Un successo dovuto alla capacità di Takahashi di rappresentare il calcio non solo come sport, ma anche come metafora di vita. Le sfide sul campo diventano sfide esistenziali, il pallone uno strumento di riscatto sociale. Inoltre, lo stile di disegno semi-realistico ha contribuito a rendere le partite avvincenti e credibili, nonostante l’indubbio tasso di spettacolarizzazione.

Il retaggio dei personaggi

I personaggi di Captain Tsubasa sono entrati nell’immaginario collettivo, travalicando i confini del fumetto. Tsubasa, Genzo, Hyuga e gli altri sono vere e proprie icone pop, simboli di intere generazioni. Ognuno incarnava caratteristiche e valori diversi. La tenacia di Tsubasa, la tecnica di Misaki, la potenza di Hyuga, il genio di Natureza. Modelli in cui i giovani lettori potevano identificarsi e da cui trarre ispirazione.

Anche le rivalità tra scuole e nazionali, come Japan vs Korea o Toho vs Nankatsu, sono rimaste impresse nell’immaginario dei fan, quasi fossero veri eventi storici.

Pensieri finali

Quindi, al di là delle inevitabili nostalgie, non possiamo che ringraziare il maestro Takahashi per questo straordinario viaggio durato oltre 40 anni. Ci ha regalato storie indimenticabili e personaggi destinati a rimanere immortali.

Il suo ritiro segna la fine di un’epoca, ma l’eredità di Captain Tsubasa continuerà a vivere nel cuore di intere generazioni sparse per il globo. Grazie di tutto Sensei e arrivederci. Continueremo a sognare campi di calcio e gol impossibili!

Elina Sindoni

 

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