La pandemia mette a rischio le previsioni meteo

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La pandemia mette a rischio le previsioni meteo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha annunciato che la quantità di dati atmosferici regolarmente raccolti dagli aerei di linea commerciali, è diminuita drasticamente a seguito del Coronavirus. 
L’OMS ha mostrato preoccupazione per le previsioni meteorologiche in tutto il mondo.
L’agenzia ha dichiarato che i dati sulla temperatura, il vento e l’umidità dei voli aerei, raccolti da sensori e trasmessi in tempo reale alle organizzazioni di previsione di tutto il mondo, sono stati ridotti di quasi il 90% in alcune regioni.

L’Organizzazione meteorologica mondiale

L’Organizzazione meteorologica mondiale è una sezione delle Nazioni Unite che coordina un sistema di osservazione globale per 193 stati membri. Ha affermato che oltre ai dati degli aerei, anche le osservazioni meteorologiche basate sulla superficie, sono state ridotte in molte parti del mondo.
Ad esempio, in paesi come Africa e Sud America, dove molti strumenti meteorologici non sono automatizzati.
L’agenzia ha anche affermato che gli strumenti automatizzati dovrebbero continuare a funzionare bene per qualche tempo.
Tuttavia, se la pandemia continuerà a lungo, la mancanza di manutenzione e/o riparazione diventerà un problema.

Radiosonde in Europa

L’agenzia ha affermato che in particolare in Europa, si utilizzano più radiosonde, per compensare in parte, la perdita di dati degli aerei.
Le agenzie meteorologiche nazionali stanno affrontando sfide sempre più gravi a causa della pandemia di Coronavirus, specialmente nei paesi in via di sviluppo.
Inoltre, ci avviciniamo alla stagione degli uragani nell’Atlantico e la pandemia di Covid-19 può esacerbare i rischi a livello di singolo paese.

L’importanza dei dati raccolti

I dati dei aerei sono anche utilizzati dalle compagnie aeree in quanto gestiscono le operazioni di volo giornaliere. Sia durante la tratta, che negli aeroporti. 
Le osservazioni della velocità del vento ad altitudini di crociera di circa 9000 metri ad esempio, possono aiutare a pianificare il rifornimento di carburante. 
Le osservazioni durante la salita o la discesa mostrano la probabilità di ghiaccio in un aeroporto. Quindi una compagnia aerea. può risparmiare denaro spostando qualche aereo altrove.

Dati che possono salvare vite

Le informazioni raccolte, possono essere salvavita. 
In un articolo del 2003, è descritto un incidente del 1998 in cui un aereo dall’Europa verso gli Stati Uniti, ha rischiato di restare senza carburante perché aveva incontrato forti venti contrari. 
In quell’occasione, un rapido controllo dei dati di altri tre velivoli, diede la possibilità di trovare una pista alternativa con assenza di vento.
Per le previsioni del servizio meteorologico, le osservazioni durante il decollo e gli atterraggi sono particolarmente utili.
I dati possono aiutare i meteorologi a comprendere meglio la struttura verticale dell’atmosfera inferiore. Questo permette di fare previsioni su come potrebbe cambiare a breve termine.
In particolare, se si cerca di prevedere la possibilità di temporali.
Gli esperti della qualità dell’aria, usano anche i dati per prevedere la comparsa di inversioni di temperature vicino alla superficie, 
Le inversioni intrappolano gli inquinanti, peggiorando notevolmente la qualità dell’aria.
Insomma, in un mondo in cui siamo abituati ad utilizzare la tecnologia, il non far volare gli aerei, ha ripercussioni non solo sul turismo ed il contatto fra i paesi, ma anche sulla sicurezza.
Marzia Parmigiani
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4 pensieri su “La pandemia mette a rischio le previsioni meteo

  1. Marilù dice:

    Eppure quando ho letto per la prima volta questa notizia ho pensato : ” chi lo avrebbe mai detto”? Credevo utilizzassero qualche altro metodo per fare le previsioni, e invece sbagliavo! La pandemia ha messo in difficoltà davvero ogni settore.

    • Elina Sindoni dice:

      Essendo tutto così interconnesso… Questi sono i rischi, ma anche la ricchezza potenziale di un mondo globalizzato..

    • Elina Sindoni dice:

      Sì anche noi lo abbiamo scoperto da poco. Ma in un mondo sempre più globalizzato, è tutto sempre più interconnesso..

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