La percezione del tempo nella Mindfulness

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La percezione del tempo nella Mindfulness.

La percezione del tempo nella Mindfulness

Se consideriamo la percezione del passare del tempo, possiamo affermare che sia un fenomeno psicologico complesso influenzato da una moltitudine di fattori. Tuttavia, negli ultimi decenni, la ricerca ha dimostrato che la pratica della Mindfulness, ovvero portare intenzionalmente la propria attenzione e consapevolezza al momento presente in modo non giudicante, può alterare radicalmente la propria esperienza del tempo. Nello specifico, è stato dimostrato che la Mindfulness espande la percezione del tempo, essenzialmente sembra rallentarla e permettere di sentire che c’è “più tempo”.

Questo articolo esplorerà la percezione del tempo nella Mindfulness, i meccanismi alla base di questo fenomeno e le sue implicazioni terapeutiche.

 

La percezione del tempo nella Mindfulness: l’esperienza del tempo

A livello neurologico, la nostra percezione del tempo che passa è correlata ai livelli di eccitazione e attenzione (Wittmann, 2013). Nei momenti di noia o ansia, il tempo sembra trascinarsi, mentre nei momenti di impegno e concentrazione sembra volare.

La spiegazione del detto “il tempo vola quando ti diverti”.

Tuttavia, anche al di fuori dei momenti emotivi di punta, gli individui possono variare ampiamente nella velocità con cui percepiscono il movimento del tempo nella vita di tutti i giorni. Alcuni individui abitualmente si sentono “a corto di tempo”, mentre altri sentono di avere molto tempo a disposizione per le loro attività quotidiane anche quando oggettivamente non ne hanno. La ricerca suggerisce che questa percezione è malleabile.

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Mindfulness e percezione del tempo

La Mindfulness è definita come “la consapevolezza che nasce dal prestare attenzione, intenzionalmente, al momento presente e in modo non giudicante” (Kabat-Zinn, 2015, p. 148). Numerosi studi hanno ora dimostrato che la pratica della Mindfulness, sia attraverso la meditazione, lo yoga, il journaling, le passeggiate o altre attività tranquille e contemplative, può alterare la percezione del tempo.

Nello specifico, è stato scoperto che la Mindfulness fa sì che il tempo sembri rallentare ed espandersi. In un primo studio sull’argomento, i maestri della meditazione Mindfulness hanno riferito che il tempo sembrava allungarsi mentre meditavano, con alcuni praticanti che hanno addirittura riferito distorsioni temporali insolite, come avere la sensazione di stare sperimentando l’eternità o di aver viaggiato al di fuori del tempo tipico (Wittmann , 2013).

Studi di follow-up con non-maestri hanno prodotto risultati simili, sebbene gli effetti tendessero ad essere temporanei e più pronunciati durante gli stati di concentrazione cosciente sul momento presente coltivati dalla Mindfulness (Kramer, Weger & Sharma, 2013).

 

Ci sono alcuni motivi principali per cui la Mindfulness rallenta la percezione del tempo (Wittmann, 2015):

– Migliora la consapevolezza del momento presente. La Mindfulness allena i praticanti a prestare molta attenzione sensoriale ai fenomeni esperienziali che accadono in questo momento, inclusi immagini, suoni, profumi, emozioni, respiro e sensazioni corporee. Questo focus immersivo sul presente espande la percezione del “qui ed ora”.

– Regola le emozioni. La Mindfulness riduce l’attivazione dell’amigdala, rallentando il flusso di emozioni stimolanti, moderando sentimenti come stress o ansia e consentendo di percepire più secondi, momenti ed eventi di quanto non avverrebbero altrimenti in uno stato di elevata eccitazione emotiva.

– Può ottimizzare la segnalazione della dopamina fondamentale per la percezione del tempo. È stato dimostrato che la Mindfulness supporta modelli sani di segnalazione della dopamina nei gangli della base, un insieme di strutture fondamentali per la percezione del tempo che scorre.

Una cattiva segnalazione dei neuro-trasmettitori può alterare in negativo la percezione del tempo.

 

La percezione del tempo nella Mindfulness: il valore terapeutico di un presente espanso

La percezione ampliata del tempo coltivata dalla Mindfulness ha un immenso potenziale terapeutico. Sebbene sottile, può ri-orientare gradualmente gli individui verso un maggiore benessere. Al livello più elementare, sentirsi come se si avesse più tempo e una finestra più ampia del momento presente, riduce la sensazione di pressione del tempo. Ciò può alleviare lo stress e liberare risorse cognitive per il pensiero di livello superiore e il processo decisionale solitamente inibito quando ci si sente fortemente a corto di tempo (Wittmann, 2013).

Inoltre, la consapevolezza presente ampliata coltivata nella Mindfulness consente alle persone di prestare maggiore attenzione alle attività che molte persone frettolose danno per scontate come mangiare, camminare, ascoltare musica o conversare.

Ciò trasforma momenti banali in opportunità per abitare il “flusso” (flow) o stati di guarigione di totale assorbimento in un’attività (Levy, Wobbrock, Kaszniak e Ostergren, 2012). Ciò a sua volta non solo rallenta la percezione del tempo, ma migliora anche l’umore. Come scrive il guru della consapevolezza Jon Kabat-Zinn (2015) “gli eventi della nostra vita, per quanto dolorosi e orrendi, se tenuti consapevolmente consapevoli, possono condurci a una comprensione e saggezza più profonde” (p. 152).

Nella consapevolezza, il momento presente cessa di essere solo un mezzo per raggiungere un fine e diventa invece profondamente significativo di per sé. Camminare consapevolmente per strada ammirando l’ambiente circostante e il ritmo del movimento, diventa uno sforzo degno quanto correre per fissare un appuntamento. Né troppo assorbita dai ricordi del passato, né preoccupata da ciò che verrà dopo all’ordine del giorno, la Mindfulness consente di entrare in uno stato di flusso nei momenti ordinari e di riconoscere la loro bellezza nascosta. Questa semplice presenza trasmette profondi benefici terapeutici.

Infine, affinando continuamente la propria attenzione su ogni momento che si svolge attraverso una pratica regolare di Mindfulness, la concentrazione aumenta in tutte le attività consentendo alle persone di concentrare un impegno più significativo in periodi di tempo più brevi (Levy et al., 2012). Si smette di sprecare energia mentale pensando troppo o distanziandosi e si sfrutta al massimo il tempo “kairos”. Kairos, chiamato anche tempo kairologico, era un termine dell’antica Grecia che denotava “l’istante ideale o opportuno” o il “momento massimo”. Nel contesto del tempo, gli antichi greci avevano un lessico che comprendeva quattro concetti distinti: χρόνος (chronos), καιρός (kairos), αἰών (aion) e ἐνιαυτός (eniautos). Nel contesto della Mindfulness, paradossalmente, questo fa sì che il tempo dell’orologio e del calendario sembri allungarsi molto più a lungo.

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Considerazioni essenziali: la percezione del tempo nella Mindfulness

Sebbene contro-intuitiva, la percezione che ci sia ampio tempo per ciò che conta emerge da pratiche che coltivano un’acuta concentrazione sul presente come la Mindfulness. Imparando ad abitare pienamente ogni momento, il presente si espande regalandoci in un istante un’apparente eternità. I praticanti riferiscono di cadere più facilmente negli stati di flusso (flow), di trovare un significato in mezzo alla monotonia e di scoprire la bellezza nascosta durante le loro giornate.

Nel corso del tempo, la consapevolezza consente agli individui di orientare la propria percezione del tempo lontano dal tic degli orologi e verso il kairos, l’eterno adesso. Questo cambiamento radicale racchiude in sé una profonda promessa terapeutica.

firma marzia parmigiani

Bibliografia

Kabat-Zinn, J. Vivere momento per momento. Sconfiggere lo stress, il dolore, l’ansia e la malattia con la mindfulness. Ediz. ampliata

 

Kabat-Zinn, J. (2015). Mindfulness. Mindfulness, 6(6), 1481-1483.

 

Kramer, R. S., Weger, U. W., & Sharma, D. (2013). The effect of mindfulness meditation on time perception. Consciousness and cognition, 22(3), 846-852.

 

Levy, D. M., Wobbrock, J. O., Kaszniak, A. W., & Ostergren, M. (2012). The effects of mindfulness meditation training on multitasking in a high-stress information environment. In Proceedings of Graphics Interface 2012 (pp. 45-52). Canadian Information Processing Society.

 

Wittmann, M. (2013). The inner sense of time: how the brain creates a representation of duration. Nature Reviews Neuroscience, 14(3), 217-223.

 

Wittmann, M. (2015). Modulations of the experience of self and time. Consciousness and cognition, 38, 172-181.

 

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