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Lavorare in Giappone.

Lavorare in Giappone: quali sono i requisiti per stranieri?

Molte persone sognano di trasferirsi in Giappone e vivere là trovando lavoro.
In particolare, in molti ci avete chiesto se è possibile lavorare in Giappone, magari facendo la professione che si svolge in Italia.

E’ possibile lavorare in Giappone rispettando le qualifiche del proprio percorso di studi e sfruttare la propria laurea italiana?

Sebbene ogni lavoro e settore in Giappone avrà determinate regole e requisiti, il livello minimo richiesto ai cittadini stranieri che arrivano nel paese per lavorare, è quello richiesto ai cittadini giapponesi.
Ne consegue, che anche se nel vostro paese d’origine, avete conseguito una laurea e delle competenze specifiche e svolgete un lavoro attinente, non vi basterà solo studiare giapponese.
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Lavorare in Giappone: cosa serve?

Per esempio, se nel lavoro svolto nel vostro paese sono previsti test e certificazioni, molto probabilmente si dovranno sostenere le stesse prove anche in Giappone.
Da questo punto di vista, non basta fare la “traduzione” dei titoli ottenuti nel proprio paese.
Ciò può sembrare ingiusto, ma succede perché ogni paese ha determinati standard e requisiti.
Generalmente il Giappone prevede che per svolgere lavori di alto livello, documenti e certificazioni, debbano essere conseguiti anche in terra nipponica.
Ovviamente, le lauree internazionali sono riconosciute, ma è bene provvedere a produrre tutte le certificazioni e attestazioni che comprovino il proprio percorso di studi.
Ovviamente, dipende molto anche dal tipo di lavoro.
Alcune figure professionali sono molto più facilmente ricoperte da stranieri.
Pensiamo – ad esempio – alla posizione di receptionist di un hotel internazionale o a quella di chef in un ristorante di cucina italiana o francese.
Per alcuni stranieri sarà il curriculum, l’esperienza e il bagaglio linguistico e culturale (conoscenza delle lingue e della cultura europee), a garantire la possibilità di lavorare in Giappone.
A parte queste “felici eccezioni”, le aspettative e i requisiti imposti, saranno gli stessi richiesti a un cittadino giapponese.
Fatte queste premesse, vi diamo qualche consiglio se volete rendere più concreto il vostro sogno di lavorare in Giappone.
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Lavorare in Giappone: frequentare una scuola giapponese

Nonostante i traguardi raggiunti negli studi, questi potrebbero essere insufficienti in Giappone.
Per esempio, se si ha una professionalità specifica come nel caso di uno psicologo, in Giappone è probabile dover fare un esame per avere la licenza alla professione.
Ciò non vuol dire iniziare da zero, ma completare la formazione per essere adatto a lavorare in questo nuovo contesto.
L’esempio dello psicologo può valere anche per un chimico, un elettricista, un fornaio e così via.
Non si può vivere e lavorare in Giappone, senza parlare un minimo di giapponese.
E questo è vero ancor di più, se si punta a determinati campi dove è necessaria una profonda comprensione e conoscenza. Infatti, lavorare in Giappone implica sapere concetti legati alla propria professione e saperli spiegare in giapponese. 
Per questo motivo, un buon livello di giapponese da raggiungere, è quello previsto dal JLPT (Japanese Language Proficiency Test) N1.

Lavorare in Giappone: cosa è il JLPT N1?

Il livello N1 è il più difficile del JLPT. Chi raggiunge questa certificazione, ha capacità di lettura e ascolto del giapponese quasi fluenti.
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Lavorare in Giappone: il visto

Familiarizzare con i requisiti del visto è fondamentale per lavorare in Giappone e le condizioni variano in base alla persona e alla situazione. Ne abbiamo parlato ampiamente qui.

Lavorare in Giappone: parola d’ordine flessibilità

All’inizio, lavorare in Giappone potrebbe sembrare difficile.
Magari non esistono posizioni adatte alla propria formazione, o semplicemente non c’è molta richiesta in merito.
E’ fondamentale focalizzarsi sui passaggi necessari per raggiungere l’obiettivo e procedere step by step.
Nel momento in cui si sta studiando per ottenere le certificazioni per il lavoro dei propri sogni, potrebbe essere utile trovare lavoro in Giappone in un campo completamente diverso – se il visto lo consente – magari più semplice, per coprire le spese.
Spesso, in terra nipponica si trovano lavori part-time che consentono di studiare e familiarizzare con la nuova vita in Giappone.
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Siccome la nostra nuova vita nel paese del Sol Levante sarà davvero diversa rispetto a quella in Italia, è un modo utile per capire se vivere in questo paese fa davvero per voi.
Quindi restate aperti a nuove esperienze e opportunità, ma anche a cambiare idea se la vostra nuova vita non rispecchia le vostre aspirazioni!
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Marzia Parmigiani

 

 

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