“Mamma mia che buono”: il food blog che racconta la cucina italiana alla Russia

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“Mamma mia che buono”: il food blog che racconta la cucina italiana alla Russia

Quanti food blogger esistono nel mondo?
Migliaia! Basta aprire social come Instagram per vedere miliardi di foto di ogni piatto e ricetta possibili, in tutte le varianti, postati da ogni angolo del mondo.
Ma in un mondo così interconnesso e globalizzato, la domanda diventa: come può un food blogger distinguersi e fare la differenza, se alla fine tutti propongono piatti da cucinare?
Impresa ardua! Soprattutto quando si tratta di cucina italiana che sia davvero degna di essere chiamata così. 
E per questo oggi, noi di Traveltherapists vogliamo parlarvi di un progetto nato in Italia davvero originale che si chiama “Mamma mia che buono”, ovvero il food blog che racconta la cucina e la tradizione italiana alla Russia. 
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Marina Shalagaeva (maglia a righe) e Cristina Baldi

Che cosa fa “Mamma mia che buono”?

In diversi articoli, abbiamo spesso parlato di come il viaggio sia un’esperienza multisensoriale.
Se ci pensate una delle esperienze più appaganti e più piacevoli nel visitare un luogo nuovo, è assaggiarne la cucina tipica.

In momenti così difficili come questo – in cui non possiamo viaggiare – anche solo mangiare la cucina tipica di altri paesi, può alleggerire e riportare alle atmosfere di un luogo che abbiamo visitato.

Sapori e odori infatti, richiamano prepotentemente la memoria di quei luoghi.

Per questo motivo, gustare cibo straniero – o semplicemente diverse cucine regionali – ha la funzione di far sentire una località lontana, più vicina.

Lo hanno capito bene Cristina Baldi e Marina Shalagaeva, del food blog “Mamma mia che buono”.

Superando le barriere linguistiche e culturali, hanno creato un profilo Instagram che ha creato e facilita un notevole scambio gastronomico fra Italia e Russia.

Infatti il loro progetto si propone di raccontare la cucina italiana – ma anche la cultura del nostro paese – al pubblico della Russia, che da sempre è appassionato dell’Italia. Vi proponiamo di seguito una delle loro ricette!

Chi sono le blogger di “Mamma mia che buono”?

Il progetto di “Mamma mia che buono” deve il suo successo all’unione ed al lavoro sinergico di due blogger che sanno animare e creare una sintesi e uno scambio fra Italia e Russia.

Marina è nata a Volgograd️ (la ex Stalingrado), una grande città lungo la riva occidentale del fiume Volga nella Russia meridionale, ma è emiliana d’adozione, dato che abita in Italia da 16 anni.

Si occupa di tradurre e divulgare ai suoi connazionali le ricette italiane mentre Cristina, italiana nata in Emilia – con passione ed entusiasmo – propone in modo fedele le ricette della nostra cucina.

La mission di “Mamma mia che buono” è portare le originali ricette italiane al popolo russo, affinché possano riprodurle e assaggiare la vera cucina italiana.

Le abbiamo intervistate per voi!

 

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1) Com’è nata la vostra passione per la cucina?

Marina: Fin da piccola, grazie a mia madre e mia nonna ho sempre osservato e preso spunto dal loro modo di cucinare.

Poi crescendo, ho imparato nuove ricette, ma  vengo da un paese dove l’approccio alla cucina, è davvero differente da quello italiano.

La cucina russa è fatta di piatti poveri che però avevano il pregio di unire la famiglia attorno alla tavola.

Quando sono arrivata in Italia, la passione per la cucina si è rafforzata e cresciuta sempre più.

Cristina: Mia madre e mia nonna sono state una vera fonte d’ispirazione per me. Inoltre sono sempre stata una buona forchetta!

All’inizio davo solo una piccola mano. Poi a 20 anni, quando sono andata ad abitare da sola, ho iniziato a cucinare perché mi mancava proprio “il mangiare bene” di casa.

Anche se i piatti li preparavo per me, mi piaceva impegnarmi. Era davvero importante mangiare i sapori che amavo.

Insomma, difficilmente mi sono accontentata di farmi un panino come a volte capita di fare per fretta o perché si mangia da soli.

Così ho iniziato a guardare varie trasmissioni a tema gastronomico, perché a me la cucina piace proprio anche “guardarla”.

Mi dà davvero gioia! Successivamente io e mia madre –  data la nostra passione comune – abbiamo anche fatto diversi corsi di cucina.

 

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2) Perché avete scelto il nome “Mamma mia che buono” per il vostro food blog?

Cristina: Il nome “Mamma mia che buono”, l’ho scelto in seguito ad un divertente aneddoto accaduto nella scuola dove insegno (faccio anche l’insegnante nella scuola materna).

Infatti, un giorno mi è capitato di rimproverare un bambina cinese particolarmente monella e con poca conoscenza dell’italiano.

Mentre lo facevo, lei con il suo faccino bellissimo e simpatico mi ha risposto “Mamma mia Cristina!” ed io sono scoppiata a ridere.

Mi ero resa conto che lo aveva imparato perché, da buona italiana, seppur inconsapevolmente dico spesso “mamma mia”.

Ho aggiunto “che buono”, perché è una delle esclamazioni che ho sentito più spesso dire agli stranieri che assaggiano qualcosa della nostra cucina e restano piacevolmente colpiti!

 

 

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3) Come mai avete deciso di fare un canale di cucina italiana dedicato al pubblico della Russia?

Marina: Devo precisare che io sono arrivata dopo in questo progetto, ma ho avuto pochi dubbi ad abbracciarlo, data l’amicizia di lunga data fra Russia e Italia.

Prima, i cittadini russi viaggiavano poco. Per questo, molto della cucina e della cultura italiana, arrivava solo per sentito dire.

Quando la situazione è diventata più libera e più favorevole economicamente e i russi hanno avuto l’occasione di viaggiare, hanno – se possibile – amato ancora di più l’Italia.

 

 

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Il logo di “Mamma mia che buono”

 

I russi amano la cultura, la musica dell’Italia e ovviamente della cucina.

La cucina italiana è molto popolare in Russia.

Conoscere e provare a realizzare piatti italiani, seguendo anche i consigli degli chef, è una cosa davvero amata in Russia.

Personalmente, credo che la cucina italiana sia una delle più ricche e varie del mondo, in particolare rispetto a quella russa, più povera.

Quindi credo che i russi possano davvero imparare e arricchirsi grazie allo scambio e alla conoscenza della cucina italiana.

Cristina: Ho iniziato questo progetto per diversi motivi.

Stavo attraversando un periodo difficile della mia vita e avevo bisogno di concentrarmi su qualcosa di più leggero. Cercavo un’attività che mi desse piacere e una diversa progettualità.

Cucinare mi fa stare davvero bene e siccome un’altra mia passione è il montaggio video, ho deciso di metterle assieme.

L’idea di proporre la cucina italiana al pubblico della Russia, mi è venuta perché contemporaneamente ho conosciuto una ragazza russa che sarebbe diventata in seguito mia cognata.

Appena arrivata in Italia, pur parlando poco la nostra lingua, aveva manifestato da subito amore per la nostra cucina.

Infatti, abbiamo anche provato a cucinare dei piatti assieme e mi ha confidato che in Italia le era venuta molto voglia di cucinare i nostri piatti.

Inoltre, da italiana mi dispiaceva vedere alcune nostre specialità “snaturate”.

Spesso la cucina proposta come italiana dai russi, è per lo più un adattamento o una rivisitazione (vedi carbonara con aglio prezzemolo e panna), della nostra.

Quindi mi sono detta che forse valeva la pena far conoscere alla Russia, una cucina italiana che fosse davvero originale.

Insomma la cucina italiana per la Russia, fatta da italiani, ma con un tocco di Russia!

 

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4) Quali sono i 5 cibi o piatti che ogni straniero dovrebbe conoscere dell’Italia?

Cristina: Più che piatti, a mio parere, si tratta di prodotti.

L’Italia offre varietà, ricchezza e ottima qualità.

Quindi direi pasta, perché ce ne sono davvero di tanti tipi.

Da quella secca, a quella fresca all’uovo o senza.

Esistono differenti formati e consistenze (liscia e rigata), che fanno davvero la differenza in un piatto.

Poi direi i salumi, una varietà incredibile. Da quelli dell’Emilia all’Alto Adige, al nostro sud, passando per le isole.

Lo stesso vale per i formaggi. Inoltre l’Italia vanta una varietà di frutta e ortaggi notevole, dato i microclimi diversi e vari.

L’offerta di frutta e verdura è impareggiabile e, secondo me, questa è la forza della cucina italiana.

Abbiamo piatti di qualità che derivano da ingredienti vari ottimi che si combinano nei modi più creativi.

Marina: Per me è la pizza! Anche se si trova in tutto il mondo, ma parlo di quella italiana.

In particolare, mi sono accorta che la “vera pizza” ha pochi ingredienti, ma di altissima qualità.

Invece spesso all’estero la pizza è molto carica, ci mettono davvero di tutto!

Per non parlare della variante all’ananas che per carità, può anche piacere, ma non è rappresentativa dell’Italia.

Per la carbonara poi, ci sono diverse scuole di pensiero.

Chi deve metterci la panna a tutti i costi, chi litiga in rete per la vera carbonara! Altri cibi italiani da conoscere sono lasagne e pesto.

Come dice Cristina, un prodotto fondamentale italiano è la pasta.

E’ importante spiegare come cucinare la pasta fatta nel modo corretto, quindi al dente, con il giusto sale e i giusti condimenti.

Spesso si vede, scotta o come contorno e qui si apre un mondo! Come prodotti tipici, salumi, parmigiano e vini.

E’ bello insegnare alle persone ad evitare i “tarocchi” e a mostrare gli abbinamenti fra cibo e vini.

 

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5) Quali sono i piatti della cucina italiana di cui non sapete fare a meno?

Cristina: La pasta! La mangerei sempre perché non mi stanca mai.

Anche all’estero sento il bisogno di mangiarla.

Poi la valenza è anche affettiva e legata alla mia infanzia.

Mangiare è un’esperienza che sollecita sensazioni e ricordi.

Per esempio, gnocchi, cappelletti, tortelli e lasagne mi riportano all’infanzia e alle feste di famiglia! La cucina emiliana in questo è davvero ricca.

Marina: Io sono innamorata di tantissimi piatti che prima conoscevo per sentito dire.

Cappelletti, tortelli con erbette, lasagne, pasta in tutti i modi in particolare ragù di carne.

Pizza, erbazzone e buon vino! Quando vado in Russia, da un lato ci si “riposa” dalla cucina e dall’altro mi manca tutto e sento dipendenza.

Quando rientriamo in Italia, io e la mia famiglia ci fermiamo a mangiare la pizza o la pasta anche se è tardi!

 

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6) Com’è lavorare assieme? Sentite di aver imparato qualcosa di nuovo l’una dall’altra, da questo incontro “gastronomico” e culturale?

Cristina: Io e Marina non abbiamo iniziato assieme. Il progetto originario è nato con mia cognata, ma lei ha avuto difficoltà di tempo nel gestirlo.

Ho pensato allora di doverlo abbandonare perché da sola non avrebbe avuto lo stesso valore e lo stesso prestigio.

Marina mi è stata presentata dai miei genitori come una ragazza proveniente dalla Russia, davvero in gamba.

L’ho chiamata e le ho subito proposto tutto, probabilmente stordendola (ride).

Marina mi ha subito richiamato e anche se ero contenta, non mi rendevo conto di come sarebbe stato.

Inizialmente, Marina aveva detto ad esempio, che avrebbe fatto le traduzioni, ma che non voleva comparire nei video.

Devo dire che in seguito Marina, mi ha davvero stupito.

E’ stata una piacevole sorpresa. E’ una persona coraggiosa, che si è messa in gioco e in discussione davvero tanto.

Credo che abbia anche scoperto delle parti di sé (positive) che non immaginava di avere.

Marina è una persona piena di qualità: forte, entusiasta. Mette anima e passione in quello che fa, nonostante i vari impegni di vita.

Il suo entusiasmo è stato un amplificatore per darmi una spinta ancora maggiore.

Trovarsi in modo naturale e soprattutto divertirsi con una persona con la quale si collabora, non è scontato.

Anche se a volte non siamo d’accordo, la stima e l’affetto reciproco ci portano a confrontarci e a scambiarci le idee in modo costruttivo.

Troviamo sempre un compromesso.

Questo scambio, non solo fa bene al blog, ma anche a noi come persone in termini di arricchimento, non solo culturale.

Marina: Il nostro incontro gastronomico e culturale, mi ha migliorato perché prima non ero così brava. Prima cucinava per lo più mio marito.

Grazie a all’incoraggiamento di Cristina, ho guadagnato forza, consapevolezza e capacità.

Insomma, anche se sono straniera, posso “conquistare” e padroneggiare la cucina italiana che è una delle più complesse al mondo, ma una bellissima e gustosa sfida.

Il nostro incontro non è stato solo gastronomico, ma umano.

E’ uno scambio onesto e condivido le parole di Cristina quando parla di confronto costante.

Il nostro è un lavoro di squadra e per questo, troviamo compromessi.

A volte a causa dei miei impegni e dello stress della vita di tutti i giorni, vado in crisi.

Cristina però è sempre lì pronta ad accogliere i miei dubbi e a farmi forza.

Trova sempre le parole giuste e credo che io e lei siamo complementari.

Dove non arrivo io, arriva lei e viceversa e mi dà molta forza.

Anche mettersi alla prova con il russo non è semplice.

La nostra è una vera collaborazione, perché siamo motivate e abbiamo gli stessi obiettivi.

 

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7) Come mai avete scelto Instagram come canale principale del vostro blog? Su quali altri social possiamo seguirvi?

Marina: Fra le varie piattaforme global, Instagram e YouTube sono le migliori.

Tuttavia, usiamo anche piattaforme russe come V Kontakte, OK (traducibile in “amici di scuola”).

Per esempio Facebook in Russia non va molto ed il motore di ricerca più utilizzato è Yandex e non Google.

Cristina: Ho scelto Instagram perché era il più semplice da aprire e all’epoca non conoscevo i social russi.

Inoltre su Instagram seguivo diverse food blogger.

Mi piaceva che attraverso le stories dessero diversi consigli.

Inoltre sempre tramite le stories, Instagram consente un diverso storytelling.

Permette non solo di raccontare il cibo, ma farci conoscere meglio in termini culturali e personali e dare uno sguardo più ampio.

Per il resto, facendo video ricette, usiamo YouTube perché mai come nella cucina, l’aspetto visual è fondamentale.

 

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8) Siccome Traveltherapists è un blog di viaggi vi chiediamo: quali sono le cucine internazionali che amate di più? Perché?

Cristina: Direi la cucina spagnola perché ha gusti sovrapponibili con l’Italia.

Non amo molto le cucine speziate e di conseguenza tendo a escludere questo tipo di piatti.

Amo molto la cucina cinese e giapponese! Tuttavia, non credo di conoscerle davvero a fondo, perché non le ho mai mangiate nei paesi d’origine e non so se le proposte dei ristoranti in Italia siano attendibili o meno.

Marina: Io amo la cucina russa, perché anche se più povera, mi ricorda la mia famiglia e ha un grande valore affettivo per me.

Amo anche io la cucina cinese e giapponese, ma come Cristina, non so se quella che mangiamo in Italia sia autentica.

La cucina italiana è quella che amo di più, ma mi basta e avanza.

Ho mangiato cibi francesi e spagnoli che amo, ma in fondo non conosco queste cucine.

Insomma al momento, sto ancora scoprendo la cucina italiana.

Forse in futuro! Penso che gli italiani in generale, anche se assaggiano altre cucine, facciano davvero fatica a staccarsi dalla propria.

Essendo curiosi, assaggiano, provano, ma il loro gusto è sempre a casa verso ciò che amano. Cucina italiana forever!

 

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9) In questo momento in cui è difficile viaggiare, c’è qualche consiglio che volete dare al nostro pubblico di viaggiatori e di amanti della buona cucina?

Marina: Penso che in questo momento difficile e di chiusura, continuare a scoprire nuovi paesi anche se virtualmente, leggere, guardare video e scoprire ricette, sia fondamentale per stare meglio e alleggerirsi.

Inoltre, proprio perché al momento non possiamo viaggiare, provare a cucinare il piatto di un altro paese, è un po’ come andarci.

Insomma i viaggi passano anche per la gastronomia di un paese.

“Dare vita” a piatti di un’altra cucina, non è solo piacevole per il palato, ma un vero arricchimento!

Cristina: Sono d’accordo con Marina. Seguire e sognare di viaggiare è vitale per ognuno di noi.

Io personalmente sono ancora più curiosa di leggere e scoprire posti nuovi, per poi immaginare e progettare di andarci davvero quando sarà possibile.

E’ come se li mettessi tutti dentro un cassetto, per poi aprirlo il prima possibile!

Prima quando si poteva viaggiare, avendo meno tempo, tendevo ad andare nei “soliti posti”.

Durante il lockdown, come tutti gli altri, ho avuto tanto tempo per pensare e ho iniziato a sognare mete a cui non avevo mai pensato prima.

Per esempio, l’altro giorno ho cucinato la paella, perché mi è venuta nostalgia della Spagna.

Tra l’altro il viaggio ad Alicante è stato l’ultimo viaggio all’estero fatto prima del lockdown.

E devo dire che non avrei mai preso in considerazione questa città della Spagna se non lo avessi letto su Traveltherapists!

Mi avevate incuriosito e fatto venire voglia di andarci e devo dire che ne sono stata felice!

 

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10) Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Marina: Il nostro progetto ha appena compiuto un anno e quindi è davvero giovane.

C’è stato tempo per capirsi e conoscersi e cominciare a cogliere dei frutti.

Il nostro obiettivo è espanderci, crescere, imparare cose nuove e raggiungere sempre più persone per mostrare loro non solo la cucina, ma anche cultura e stile di vita dell’Italia.

Ciò che noi russi amiamo degli italiani, è il loro essere scanzonati, sorridenti e ottimisti, un po’ come si è da bambini!

Ma di loro amiamo anche la resilienza e la capacità creativa.

Durante il lockdown abbiamo avuto tante testimonianze di stima e di affetto.

Ci ha fatto anche piacere scoprire che tante persone si sono affezionate a noi e le abbiamo aiutate a sentirsi meno sole durante questo anno difficile.

Per noi questo progetto assume ancor di più una valenza positiva!

Cristina: In cantiere c’è anche l’idea di un sito e chissà, forse di un libro.

Tutto è in divenire!

 

Ringraziamo Cristina Baldi e Marina Shalagaeva di “Mamma mia che buono” per questa intervista!

Abbiamo deciso di presentarvele perché crediamo che il loro bellissimo progetto interculturale sia davvero un’iniziativa originale.

Promuovere l’Italia, scambiare conoscenza e creare collegamenti fra diversi paesi, diventa ancora più importante in questo momento difficile.

E mi raccomando, seguitele e supportatele su Instagram e su YouTube perché sono davvero straordinarie!

 

 

 

Marzia Parmigiani

 

 

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