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Mindo e il “fattore x” del Giappone contro il Coronavirus

Gli studiosi del Coronavirus, hanno scoperto che i tassi di mortalità, sono più bassi in paesi come il Giappone.
Questo successo sarebbe dovuto ad una combinazione di elevata efficienza del governo, alta “rigidità” culturale, incluse norme radicate ed una forte tendenza al conformismo.  
Il ministro delle finanze Taro Aso ha recentemente dichiarato che il diverso “mindo” tra il Giappone e altri paesi, era la ragione del basso tasso di mortalità Covid-19 del Giappone.

Mindo e il "fattore x" del Giappone contro il Coronavirus

Ma cosa è “mindo”?

Mindo è una parola giapponese, nebulosa, che indica lo standard di vita e il livello culturale di un popolo.
Può essere variamente usato per riferirsi al grado di maturità di una popolazione in termini di livelli di comportamenti intellettuali, educativi e culturali.

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Da dove viene la parola “mindo”?

La parola “mindo” è stata creata durante il periodo Meiji (1868-1912).
Si tratta di un’epoca in cui il Giappone si è trovato a confrontarsi con altri paesi. 
Riguarda un giudizio su quale “livello” o “standard” una popolazione arriva a collocarsi. 
Lo studioso Michael Kim osserva che durante la colonizzazione della Corea:
“I giapponesi hanno spesso implementato il concetto di mindo, per giustificare le loro ineguali politiche coloniali.
Anche per spiegare la loro logica nell’escludere i coreani dalle politiche assistenziali e educative istituite in Giappone”. 
Mindo e il "fattore x" del Giappone contro il Coronavirus
Hanami 2020 al parco di Ueno, Tokyo – ph. M. Parmigiani

Il Giappone non ha mai fatto un lockdown

Con il termine “mindo”, Aso ha spiegato che non intendeva offendere “altri paesi”, ma piuttosto sottolineare che, a differenza del Giappone, non erano in grado di mantenere bassi, i tassi di mortalità.
Questo, nonostante usassero metodi coercitivi e draconiani.
Aso ha inoltre sottolineato, che i giapponesi dovrebbero essere orgogliosi del livello di collaborazione mostrato al governo, in seguito alle richieste di distanziamento sociale.
In effetti, per molti giapponesi, il basso tasso di mortalità per Coronavirus del Giappone, rispetto a molti altri paesi industrializzati, è diventato davvero motivo d’orgoglio.

 

 

Il bilancio delle vittime del Coronavirus in Giappone è stato più basso di quanto previsto

Inizialmente, molti osservatori erano preoccupati che il Giappone avrebbe avuto un bilancio delle vittime molto più alto di quello che ha attualmente. 
Con la sua alta percentuale di residenti anziani, città densamente affollate e la riluttanza a dichiarare il lockdown, sembrava che il Giappone potesse fare la fine del nord Italia o New York.  

Mindo e il "fattore x" del Giappone contro il Coronavirus

 

 

Il “fattore X” del Giappone

Il premio Nobel Shinya Yamanaka ha ipotizzato un “Fattore X” ancora sconosciuto che spiega il basso tasso di mortalità del Giappone. 
Le spiegazioni del successo del Giappone sono state varie.
Il primo ministro Shinzo Abe elogia un indefinito “modello giapponese.”
Il vicepresidente degli esperti Coronavirus in Giappone, Shigeru Omi, ha citato come vincenti, le buone pratiche igieniche: indossare mascherine e lavarsi spesso le mani. 
Secondo il ministro delle finanze Aso, “la maggiore consapevolezza della salute pubblica del popolo giapponese, i valori morali ed il senso di solidarietà per superare le avversità, sarebbero la chiave di mindo.”
Mindo e il "fattore x" del Giappone contro il Coronavirus
Shibuya, Tokyo

Il tasso di mortalità per Covid-19 negli altri paesi

È importante tenere presente, tuttavia, a quale “altri paesi” si stiano confrontando con un basso tasso di mortalità, similmente al Giappone. 
Secondo il sito web di dati Worldometers, il Giappone ha avuto 7 decessi per 1 milione di abitanti per Covid-19. 
Una proporzione davvero eccellente. rispetto ad alcuni dei paesi più colpiti, come il Belgio con 829, il Regno Unito con 598, la Spagna con 580 e l’Italia con 562.

I paesi con un tasso di mortalità Covid-19 inferiore al Giappone

D’altra parte, ci sono alcuni paesi con tassi di mortalità inferiori a quelli del Giappone. 
Ad esempio, la Corea del Sud con 5 casi per 1 milione;  Singapore, Malesia, Nuova Zelanda e Australia con 4; Thailandia con 0,8; Taiwan con 0,3 e Vietnam e Mongolia con zero.
E questo probabilmente non significa che questi paesi hanno un “mindo” più elevato. E allora?
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Shinzo Abe, ex primo ministro giapponese

La scala dell’individualismo-collettivismo di Geert Hofstede

Alcune ricerche includono una sorprendente scoperta: i tassi di mortalità per Covid-19, sono correlati ad uno degli indici chiave usati per confrontare le culture.
Si tratta della scala dell’individualismo-collettivismo di Geert Hofstede
Lo psicologo sociale e antropologo olandese, si è occupato di studiare le interazioni fra le culture.
Molto importante, è la sua teoria delle dimensioni culturali che valuta i valori di una società, su sei dimensioni.
In base a queste dimensioni sarebbe possibile stabilire le differenze fra i vari paesi e culture.
Da questo punto di vista, i paesi con minor senso di collettivismo, sarebbero più a rischio per contagio e diffusione del Coronavirus, perché i soggetti non terrebbero conto degli effetti su larga scala dei loro comportamenti.
Mindo e il "fattore x" del Giappone contro il Coronavirus

I paesi della regione Asia-Pacifico sono più resistenti al Coronavirus

La più forte correlazione statisticamente significativa riscontrata, è che i paesi della regione Asia-Pacifico hanno maggiori probabilità di avere livelli di morte per Coronavirus più bassi. 
Ciò supporta una teoria che è stata proposta da Tatsuhiko Kodama. 
Il professore dell’Università di Tokyo, teorizza che le persone dei paesi dell’Asia-Pacifico (compresi i paesi asiatici, nonché Russia, Australia e Nuova Zelanda), hanno un’immunità di fondo esistente.
Ciò a causa di una maggior esposizione ad altri Coronavirus che circolano di più, in questa zona.

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I paesi con percentuali più elevate di gruppo sanguigno B, hanno minor mortalità per Coronavirus

Un’altra forte correlazione riscontrata, è che i paesi con percentuali più elevate di gruppo sanguigno B, tendono ad avere livelli più bassi di decessi Covid-19. 
Ciò è coerente con una recente scoperta di scienziati che studiano la relazione fra gruppi sanguigni e Covid-19. 
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Yuriko Koike, governatrice di Tokyo. Fonte: Japan Times

La correlazione con i più alti livelli di mortalità per Coronavirus

In correlazione con livelli di morte più elevati, c’erano colesterolo totale alto, latitudine più elevata e maggior percentuale della popolazione maschile con età superiore agli 80 anni. 
Anche la cultura era un fattore: i paesi con un più alto grado di individualismo, personalità più estroverse, modi di salutare includenti abbracci e baci, avevano maggiori probabilità di avere tassi di mortalità più elevati.
Mindo e il "fattore x" del Giappone contro il Coronavirus

Il successo in Giappone non dipende solo da mindo

Sulla base di questi risultati, si può dire che, in un certo senso, Aso aveva sia ragione che torto.
Se uno definisce “mindo” come alta aderenza alle norme di gruppo, oltre a abitudini come indossare mascherine, inchinarsi per salutarsi, e togliersi le scarpe a casa, allora si può dire che il Giappone abbia un alto mindo
Tuttavia, non è l’unico paese.
Inoltre sembra anche che il Giappone abbia avuto alcuni vantaggi sia geneticamente, sia grazie alla sua politica di vaccinazione contro la tubercolosi (BCG) e dalla sua posizione in Asia.

Questo avrebbe potuto aiutare il Giappone contro il Coronavirus,  indipendentemente dal suo mindo.

 

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Marzia Parmigiani

Fonte: Japan Times

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2 risposte

  1. Davvero molto interessante. Soprattutto la parte che riguarda la psicologia, la genetica e la prevenzione.
    Noi, essendo un popolo molto fisico e con un forte individualismo, ci spieghiamo molto di quello che è successo… 🙁

    1. Parlando anche di psicologia, ci piace approfondire la dimensione sociologica e psicologica di un popolo. E’ molto importante cercare di comprendere bene le motivazioni dei fenomeni che accadono, cercando di trovare un senso ed un ordine. E’ l’unica chiave per fare le scelte giuste in un periodo così complicato!

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