PATORO: il robot anti-Coronavirus che disinfetta la metro di Tokyo

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PATORO: il robot anti-Coronavirus che disinfetta la metro di Tokyo

In Giappone la domanda di tecnologia è aumentata vertiginosamente negli ultimi dieci anni.
Questo in un paese in lotta per far fronte agli oneri socioeconomici associati all’invecchiamento della popolazione.
Oggi vi parliamo di PATORO: il robot anti-Coronavirus che disinfetta la metro di Tokyo (e non solo).
Come riportato dal Japan Times, con i limiti del distanziamento fra le persone causati dalla pandemia, molte aziende tecnologiche di tutto il mondo stanno lanciando nuovi robot.
Questi sono utilizzati per il trasporto di merci, per l’utilizzo negli ospedali e anche per la disinfezione, come nel caso di  PATORO della Tokyo ZMP Inc.
PATORO è un robot anti-Coronavirus, nato dall’esigenza di creare un sistema efficiente per disinfettare gli spazi pubblici.
L’idea di questo progetto, è nata a marzo, quando la diffusione del Covid-19 iniziava a salire a nella capitale. 
Tre mesi dopo è partita la sperimentazione di PATORO. Si tratta di un robot senza pilota e a guida autonoma con occhi digitali simili a quelli di un anime che spruzza disinfettante. 
PATORO è solo uno dei gruppi di robot autonomi introdotti di recente da ZMP chiamato Anti-Coronavirus Robot Squad, che comprende anche robot di consegna autonomi e veicoli a guida autonoma.
il ceo della ZMP di Tokyo traveltherapists credit Japan Times
Hisashi Taniguchi, CEO of ZMP Inc. con PATORO fonte: Japan Times

La pandemia ha creato un’enorme domanda globale di robot 

I robot hanno contribuito ad aumentare l’efficienza delle aziende per decenni in Giappone come nel resto del  mondo, ma la pandemia ha creato una nuova domanda.
Un’esigenza che emerge dalla necessità di gestire la disinfezione, il trasporto e altre attività essenziali necessarie per mantenere la sicurezza e le distanze sociali.
Allied Market Research afferma che la dimensione del mercato della robotica dei servizi globali dovrebbe crescere fino a ben 34,7 miliardi di dollari entro il 2022.
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Shibuya, Tokyo

Robot nelle reception degli hotel giapponesi

Nel frattempo, il robot  della Sharp chiamato RoBoHon, ha iniziato ad essere utilizzato nella reception di un ostello nel quartiere Toranomon di Tokyo a giugno. 
I visitatori durante il check-in vengono accolti dal piccolo e grazioso robot.
Il robot si occupa di avvisare il personale umano di un ufficio che lavora da remoto, in grado di comunicare con il cliente tramite il robot stesso, usando smartphone o tablet.
L’idea alla base dell’utilizzo dei robot negli hotel giapponesi, sposa il desiderio di ridurre il contatto umano al fine di limitare i rischi di contagio da Coronavirus.
La Sharp è stata contattata da diverse strutture fra cui ristoranti e bar, interessati ad avvalersi del sistema robotico.
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Il vivace quartiere di Shinjuku a Tokyo.

La popolazione giapponese è sempre più anziana

Dopo aver raggiunto il picco nel 2008, la popolazione giapponese si è ridotta mentre il numero di persone anziane cresce. 
A partire dal 2019, quelli di età superiore ai 65 anni rappresentavano un record del 28,4% della popolazione, ovvero 35,88 milioni di persone. 
Secondo il National Institute of Population and Social Security Research, tale rapporto dovrebbe raggiungere il 30% entro il 2025 e il 35,3% entro il 2040.
Il Coronavirus sta peggiorando le condizioni degli anziani, che sono i più vulnerabili e suscettibili di richiedere il ricovero, mettendo al contempo gli operatori sanitari in maggiore pericolo.
Traveltherapists a Tokyo, Marzo 2020
Ecco il motivo per cui l’ausilio dei robot nella vita di tutti i giorni – fino a qualche decennio fa considerato fantascienza – è una realtà in forte aumento e sviluppo in Giappone.
Marzia Parmigiani 
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