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Abuso smartphone in vacanza.

Perché anche in vacanza abusiamo degli smartphone?

Roma, piazza di Spagna.
Turisti giapponesi si trovano di fronte a qualcosa di straordinario.
Tuttavia hanno in mano lo smartphone. Non solo per fare foto (questo va benissimo).
Si siedono sulle gradinate e iniziano a fissare i cellulari. Chat, social, notizie. Eravamo di fianco a loro e ho calcolato quanto tempo hanno dedicato alle foto e quanto a controllare il telefono.
Dieci minuti per scatti panoramici e selfie con le dita in segno di “vittoria”, una buona mezz’ora a “scrollare”. La baia di Alicante ci stava stregando.
Turisti anche lì, ma non avevano gli occhi a mandorla.
Eppure stesso fenomeno: cinque minuti di scatti e autoscatti; quaranta di chat.
Io stessa fatico a non controllare il telefono, anche quando mi trovo di fronte a scenari meravigliosi.
Allora mi sono chiesta: perché in vacanza non ci stacchiamo dallo smartphone?

Abuso smartphone vacanza: lo smartphone sempre in mano, un’abitudine consolidata

State camminando e si presenta un pensiero: “Dovrei controllare il mio telefono”.
Il telefono esce di tasca.  Scrivete un messaggio. Quindi i vostri occhi rimangono incollati allo schermo, anche quando attraversate la strada.
In inglese esiste addirittura una parola per questo tipo di camminata distratta: “twalking”.
Il comportamento ha generato dibattiti tra i legislatori: molti vorrebbero far sì, che camminare e mandare messaggi diventi illegale ed in effetti molti paesi hanno preso provvedimenti dando salate multe, come in Giappone.
Nel 2018, le morti dei pedoni negli Stati Uniti hanno raggiunto il punto più alto: non accadeva dal 1990.
Conducenti distratti e veicoli sempre più grandi, i principali colpevoli.
L’abitudine di fissare lo schermo mentre si cammina o peggio, si guida, potrebbe costare davvero caro a parte i problemi posturali derivanti dal “text neck” (il chiropratico statunitense DL Fishman, così ha descritto lesioni da stress ripetute e il dolore al collo dovuti a un’eccessiva visione o invio di messaggi di testo).
Non parliamo poi dell’emergere del fenomeno del Phubbing, diventato prepotentemente popolare durante quest’anno di pandemia.

Abuso smartphone in vacanza: allora perché continuiamo a non staccarci dagli smartphone? 

La psicologia e le neuroscienze, sono d’accordo nel convenire, che chattare mentre si cammina, potrebbe essere una forma di comportamento che crea dipendenza.

Forse però, occorrerebbe riflettere sul perché siamo così incollati ai nostri telefoni.

Abbiamo a disposizione la conoscenza dei rischi che corriamo, eppure sembra che la tecnologia stia prendendo il controllo.

Pensate che sia un’esagerazione? E se vi dicessi che una ricerca del 2019 ha rilevato che in media, nel mondo intero, le persone passano 6 ore e 42 minuti al giorno online? Giusto? Troppo? Poco? A voi le conclusioni.

Abuso smartphone in vacanza: perché scriviamo messaggi mentre camminiamo

Le persone sono, per natura, creature in cerca di informazioni.
Quando controlliamo regolarmente i nostri telefoni, una marea infinita di informazioni, appare fra le nostre mani e sotto i nostri occhi.
Le nostre tendenze di ricerca di informazioni si sono evolute dal comportamento degli animali alla ricerca di cibo per la sopravvivenza, ha affermato il dott. Adam Gazzaley, neuroscienziato e coautore del libro “La mente distratta: cervelli antichi in un mondo ad alta tecnologia”.
Gli studi hanno dimostrato che il nostro cervello si sente ricompensato quando riceviamo informazioni, il che ci spinge a cercare di più. 
È simile al meccanismo di appetito/sazietà: dopo mangiato, ci sentiamo appagati.
In un certo senso, gli smartphone sono stati progettati per essere irresistibili per le creature alla ricerca di informazioni.
Il dottor Gazzaley, ha illustrato la cosa con un’analogia.
Mentre gli animali si trovano su un albero e valutano rapidamente se gli conviene restare lì o cambiare albero in cerca di altro cibo, con gli esseri umani e smartphone, non vi è alcun costo per passare da email, chat, social o marketplace.
 “Il prossimo albero è proprio lì: è un collegamento alla pagina web successiva, uno spostamento alla scheda successiva”, ha detto. 
Quindi restiamo bloccati in cicli.  A che punto viene considerata questa dipendenza?
Abuso smartphone vacanza

Abuso smartphone in vacanza: distinguere le motivazioni

Bisogna però distinguere, le motivazioni per cui una persona controlla sovente il telefono.
Le pressioni esterne, come un lavoro impegnativo, potrebbero costringere le persone a controllare frequentemente i loro smartphone.
Ma quando le persone controllano i loro dispositivi solo per migliorare il loro umore, questo potrebbe essere un segno di un problema che si sta sviluppando.
Un altro segnale preoccupante, come abbiamo detto prima, è cercare il telefono, quando si dovrebbe fare qualcos’altro.
Un indicatore ancora più chiaro è ciò che accade quando il telefono viene portato via. Come vi sentite quando il cellulare non prende?
Provate sollievo oppure una cosa più simile all’ansia o alla frustrazione?
Se sentite quest’ultima, è verso la direzione che crea dipendenza.
In un altro articolo abbiamo parlato di una sindrome particolare: la FOMO. Se volete approfondire, cliccate qui.

Il dibattito sul pericolo dell’utilizzo degli smartphone mentre si cammina

Quanto è pericoloso camminare distratti? 
La risposta non è ancora chiara.
La “camminata distratta” è un’area di ricerca relativamente nuova.
Ci sono stati pochi studi per mostrare le conseguenze di ciò che questo comportamento può portare. Addirittura, alcuni studi sono in conflitto tra loro.
Nel 2019, il Dipartimento dei trasporti di New York City ha pubblicato uno studio, compresi i dati raccolti su incidenti relativi ai pedoni a New York e in tutta la nazione, che hanno trovato poche prove concrete per collegare la camminata distratta con incidenti mortali o lesioni ai pedoni.
Eppure il National Safety Council ha affermato che i dati nazionali citati nello studio di New York, non includevano informazioni sul fatto che i pedoni fossero impegnati in altri compiti al momento degli incidenti.
Diverse altre ricerche, hanno rilevato che tra il 2000 e il 2011, ci sono state centinaia di visite al pronto soccorso, legate all’uso del telefono mentre si camminava e la causa principale di lesioni, è stata una caduta.
Mentre è necessario svolgere ulteriori ricerche sulla camminata distratta, è indiscutibile che camminare mandando messaggi, metta a rischio, rispetto a prestare attenzione all’ambiente circostante.
Quando si è occupati a svolgere attività secondarie come mandare messaggi, non si giudicano le distanze nel traffico, si cammina più lentamente, si prendono decisioni sbagliate e, più di tutto, non si è consapevoli di ciò che ci circonda”.
E quindi?

Abuso smartphone vacanza

Come prendere il controllo sulla dipendenza da smartphone

Ovviamente, la risposta a non entrare in situazioni pericolose camminando e mandando messaggi, è non camminare e mandare messaggi allo stesso tempo.
Ma è più facile a dirsi che a farsi, dal momento che le persone hanno difficoltà a reimpostare il proprio uso tecnologico
Quindi diversi esperti hanno raccomandato esercizi di autocontrollo.
Abuso smartphone vacanza

Ridurre la dipendenza da smartphone: esercizi di autocontrollo

Melanie Greenberg, psicologa clinica e autrice di “The Brain-Proof Brain”, ha affermato che le persone potrebbero esercitarsi in una maggiore consapevolezza ponendosi una di queste domande:

È la cosa più importante per me da fare adesso?
Sto controllando ciò che faccio, o sto lasciando che la tecnologia mi controlli?
Come è la mia postura? Sto stressando il mio corpo?
Mi danneggerò?
Anche ridurre l’accesso al dispositivo può essere utile.
Potreste portare il telefono nella borsa invece che in tasca, rendendo più difficile estrarlo, ad esempio.
Sarebbe meglio fermarsi controllare il telefono e smettere di camminare, magari in un luogo sicuro.
Le persone che indossano gli auricolari, dovrebbero impostare un volume basso. Anche ricevere indifferentemente tutte le notifiche, non è sano.
Potreste per esempio, disattivare le notifiche per tutte le app, tranne quelle più importanti, come le app legate al lavoro.
Altri strumenti, sono la funzione “non disturbare” su iPhone e telefoni Android: possono essere impostati per cancellare temporaneamente le notifiche.
La tecnologia è qualcosa di magnifico e permette di migliorare la qualità della vita, soltanto se ne facciamo un uso sano.
Speriamo con questo articolo, di avervi dato qualche spunto di riflessione utile.
Marzia Parmigiani
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