Perché i giapponesi si inchinano? Storia dell’inchino e altre usanze giapponesi

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Storia dell’inchino e altre usanze giapponesi.

Perché i giapponesi si inchinano? Storia dell’inchino e altre usanze giapponesi

Storia dell’inchino e altre usanze giapponesi.
In un viaggio in Giappone, incontrerete una serie di usanze con le quali non è sempre facile familiarizzare.
Rapportarsi in modo corretto, rispettando le usanze locali, è per lo più una questione di dettagli e sfumature.
Per esempio, imparare l’arte dell’inchino e saperlo fare al momento giusto; oppure sapere su quale lato camminare mentre si è in strada – o ancora – ricordarsi di dire “itadakimasu” (いただきます) prima di mangiare, sono tutti aspetti e pratiche che rendono la cultura giapponese unica.
Ma da dove nascono queste abitudini e usanze che sembrano non solo resistere, ma anche consolidarsi sempre più fino ad essere elemento distintivo del Giappone odierno?
Scopriamo assieme perché i giapponesi si inchinano e altre usanze giapponesi!
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Storia dell’inchino e altre usanze giapponesi: l’inchino in Giappone

L’inchino è un gesto quotidiano particolarmente diffuso in Giappone.
Gli inchini si fanno quando si conosce qualcuno, o anche per salutare, oppure nel rapportarsi a clienti e capi aziendali.
Nella cultura giapponese inchinarsi oltre ad essere un comportamento distintivo, è un gesto di educazione e umiltà.
A seconda delle circostanze, esistono diversi gradi di curvatura, dai soli 15 gradi, fino ai 90.
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Ma come mai i giapponesi hanno l’abitudine di inchinarsi?
Non sappiamo con certezza da dove sia nata l’usanza di inchinarsi.
Si dice che durante il periodo Yayoi (弥生時代), in Giappone, iniziò la pratica dell’inchino come gesto diffuso.
Stiamo parlando di un’epoca remota – dal 400-300 a.C. al 250-300 d.C. Mentre, secondo altri, la pratica dell’inchino sarebbe arrivata dalla Cina, ma molto più tardi.
Da ciò che si apprende sulla rivista National Geographic, la pratica dell’inchino sarebbe stata all’inizio appannaggio della sola classe nobile, per poi estendersi ai guerrieri samurai intorno al XII secolo. 
Si pensa che questa pratica sia stata ispirata dal buddismo: in effetti da tempi antichi, i devoti usano inchinarsi di fronte alle statue sacre.
Sarà molti anni dopo, successivamente al periodo Edo, che anche la gente comune prese ad utilizzare l’inchino, adattandolo per differenziare le varie classi di persone, anche nel grado d’inclinazione.
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Marzia sulla metro a Tokyo

Storia dell’inchino e altre usanze giapponesi: perché i giapponesi camminano sul lato sinistro?

Chi è stato in Giappone, sa bene che le persone tendono a marciare sul lato sinistro del marciapiede. I giapponesi si mettono sulla sinistra in fila nelle scale mobili, e guidano sul lato sinistro.
Perché tutto questo?
Ebbene, questa usanza deriva dalla storia dei samurai. Infatti, gli antichi testi ci svelano che i samurai usavano portare le spade sul lato sinistro.
Siccome prendere contro la spada di un altro, poteva essere considerato un gesto minaccioso, per evitare problemi i guerrieri portatori di spada iniziarono a camminare sul lato sinistro.
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Portabilità della spada dei samurai

Ma non è sempre così: in effetti a Osaka e in tutto il Kansai, la regola è diversa.
A Osaka si usa stare sul lato destro quando si cammina o si sta sulle scale mobili.
Questo perché rispetto a Tokyo, Osaka era una città per lo più di mercanti, che di samurai.
I mercanti e i commercianti usavano portare borse e oggetti di valore sul lato destro e perciò presero a camminare sul lato destro delle strade.
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Osaka, Marzo 2020 – ph. M. Parmigiani

Storia dell’inchino e altre usanze giapponesi: togliersi le scarpe all’ingresso

Togliersi le scarpe appena si entra in casa è comune non solo in Giappone, ma anche in altri paesi asiatici come Cina e Corea.
Questa usanza, non è popolare solo nelle case, ma anche in alcuni ristoranti e negozi.
Anche nelle scuole, si usano scarpe dedicate: infatti esistono calzature per indoor e outdoor.
I giapponesi indossano spesso pantofole per proteggere i pavimenti, spesso molto delicati, lasciando le loro scarpe nello spazio detto genkan.
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Genkan di una casa giapponese – fonte: Wikipedia

L’usanza di togliersi le scarpe, prima di entrare in alcune strutture e nelle case viene da centinaia di anni fa.
Strade senza marciapiedi e infrastrutture, unite a un clima umido e piovoso, facevano sì che le vie spesso fossero ricoperte di fango.
Dall’altro lato, le case all’interno, avevano pavimento di tatami, stuoie di paglia.
E come forse sapete, molte attività domestiche si svolgevano e si svolgono tuttora sul pavimento, con tavolinetti o piccole scrivanie.
Inoltre, si dormiva sul pavimento adagiati sui futon.
Per questi motivi diventa facile capire perché i giapponesi hanno iniziato questa pratica scrupolosa e igienica per mantenere pulite le loro abitazioni.
E soprattutto in un momento così delicato come quello pandemico, siamo convinte che questa pratica, sarebbe molto utile anche in Occidente.
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Futon giapponese – Fonte. Wikipedia

Storia dell’inchino e altre usanze giapponesi: perché i giapponesi dicono Itadakimasu?

Itadakimasu (いただきます) è una espressione che si utilizza per ringraziare del cibo, prima di iniziare un pasto.
L’espressione Itadakimasu viene dal verbo itadaku, anticamente indicava l’azione di mettere qualcosa sulla testa.
Deriva dalla pratica buddista di innalzare sulla testa i regali ricevuti per mostrare apprezzamento.
Questo gesto, si usava anche nel ricevere il cibo.
In effetti, quest’ultimo, sollevato sopra la testa, rappresentava un gesto di gratitudine.
Fu solo nel 1800 che dire “itadakimasu” si consolidò come prassi comune durante i pasti.
Questa usanza, era particolarmente voluta dai buddisti, che hanno lavorato per diffonderla in tutto il Giappone.
Ma la formula “Itadakimasu” è diventata popolare circa un centinaio di anni fa.
Insomma, questa espressione, ha una lunga storia in Giappone, ma si è affermata solo in tempi relativamente recenti!

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Storia dell’inchino e altre usanze giapponesi: i biglietti da visita giapponesi

Il meishi è il biglietto da visita in Giappone, ma è qualcosa di più di quello che intendiamo in Occidente.
Si tratta di un elemento essenziale per lavorare in Giappone e anche il modo di scambiarli fra le persone, è regolato in modo particolare.
Infatti, una volta ricevuto fra le mani (va preso e dato con entrambe) deve essere tenuto in mano in modo visibile fino alla fine dell’interazione.
Alcuni sostengono che i biglietti da visita siano nati in Cina, per arrivare ​​in Giappone dall’Europa durante il periodo Meiji.
Si tratta del periodo in cui il Giappone riaprì le sue frontiere al mondo, dopo secoli d’isolamento.
I giapponesi hanno preso in prestito dalla religione shintoista, alcuni principi, creando una cultura dei meishi secondo un particolare cerimoniale.
Inoltre, grazie ai meishi, si può accedere ad una serie di informazioni molto utili a livello pratico.
Per esempio, consentono di conoscere i ruoli nella società gerarchica giapponese.
In effetti, conoscere titoli e gradi, consente di sapere come rivolgersi ad una persona e che linguaggio usare.
Speriamo di avervi svelato un po’ di più su questo magnifico paese.
Il Giappone è un luogo dagli aspetti affascinanti ed è molto utile avere sempre presente il perché delle cose, per quanto possibile, in modo da godere appieno del vostro viaggio in terra nipponica!
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Marzia Parmigiani
Altro, in questo blog di viaggio:

FAQ:

 

 

Perché i giapponesi si inchinano?

Si dice che l’usanza di inchinarsi in Giappone risalga al periodo Yayoi (弥生時代) ovvero nell’epoca che va dal 400-300 a.C. al 250-300 d.C.

Altri pensano che il gesto dell’inchino sia nato in Cina per arrivare in Giappone solo tardi.

Secondo il National Geographic, la pratica dell’inchino inizialmente era appannaggio dei nobili, per poi estendersi ai samurai intorno al XII secolo.

Questa pratica potrebbe essere stata ispirata dal buddismo.

Infatti, da tempi antichi, si usa inchinarsi di fronte alle statue sacre.

 

 

Perché i giapponesi si tolgono le scarpe prima di entrare in casa?

L’usanza di togliersi le scarpe, prima di entrare in casa – in Giappone, ma anche in altri stati asiatici – a scuola o in alcuni locali e ristoranti, è nata centinaia di anni fa.

Questo perché le strade erano senza marciapiedi e infrastrutture.

Il clima umido e piovoso faceva sì che le vie spesso fossero ricoperte di fango.

L’interno delle case, invece, aveva pavimento di tatami e stuoie di paglia.

Siccome molte attività domestiche si svolgevano sul pavimento, con tavolinetti o piccole scrivanie e si dormiva sul pavimento adagiati sui futon, diventa facile capire perché i giapponesi hanno iniziato questa pratica scrupolosa e igienica.

 

 

Cosa significa Itadakimasu in giapponese?

Itadakimasu (いただきます) si utilizza per ringraziare del cibo, prima di iniziare un pasto.

Viene dal verbo itadaku, che anticamente indicava l’azione di mettere qualcosa sulla testa.

Deriva dalla pratica buddista di innalzare sulla testa i regali ricevuti – o il cibo – per mostrare apprezzamento.

Fu solo nel 1800 che dire “itadakimasu” si consolidò come prassi comune durante i pasti.

 

 

Perché i giapponesi camminano sul lato sinistro?

L’usanza deriva dalla storia dei samurai. Gli antichi testi ci svelano che i samurai usavano portare le spade sul lato sinistro.

Siccome prendere contro la spada di un altro, poteva essere considerato un gesto minaccioso, per evitare problemi i guerrieri portatori di spada iniziarono a camminare sul lato sinistro.

 

 

Perché in Giappone si cammina sul lato sinistro ma non a Osaka?

A Osaka si cammina sul lato destro, perché anticamente in città c’erano molti più mercanti e commercianti che samurai.

 

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