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Perché i tatuaggi sono proibiti negli onsen del Giappone?

Tempo di lettura: 8 minuti

Perché i tatuaggi sono proibiti negli onsen in Giappone? Scopri le origini storiche, il legame con la Yakuza e come accedere alle terme con tatuaggi.

Perché i tatuaggi sono proibiti negli onsen del Giappone?

Fare un bagno in un Onsen, le tradizionali sorgenti termali giapponesi, è una delle esperienze che molti viaggiatori desiderano vivere durante un viaggio in Giappone. Il Paese ospita migliaia di sorgenti termali naturali, immerse tra montagne, foreste e piccoli villaggi, dove il relax si unisce a una tradizione che affonda le sue radici nella storia e nella cultura giapponese.

Tuttavia, chi ha uno o più tatuaggi potrebbe imbattersi in una regola che sorprende molti turisti: numerosi onsen limitano ancora oggi l’accesso alle persone tatuate.

Ma perché i tatuaggi sono proibiti negli onsen del Giappone? Si tratta di una legge oppure di una scelta delle singole strutture? Per comprenderlo è necessario fare un passo indietro nella storia del Paese e capire come si è evoluto, nel corso dei secoli, il rapporto dei giapponesi con i tatuaggi.

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Perché i tatuaggi sono proibiti negli onsen? I tatuaggi in Giappone

Il rapporto tra il Giappone e i tatuaggi ha origini molto antiche ed è cambiato profondamente nel corso dei secoli. Alcuni reperti archeologici e testimonianze storiche suggeriscono che già in epoca preistorica potessero essere presenti forme di tatuaggio con significati rituali, identitari o legati all’appartenenza a una determinata comunità, anche se gli studiosi continuano a discuterne l’effettiva diffusione.

La percezione dei tatuaggi iniziò a cambiare a partire dai secoli successivi. Durante il periodo Nara (710-794) e, in modo ancora più evidente, nel periodo Edo (1603-1868), in diverse aree del Paese il tatuaggio venne utilizzato anche come forma di punizione per alcuni reati. Ai condannati venivano infatti applicati segni permanenti sul corpo, rendendo immediatamente riconoscibile il loro passato criminale.

Con la Restaurazione Meiji (1868-1912), il Giappone avviò un rapido processo di modernizzazione e apertura verso l’Occidente. Nel 1872 il governo proibì i tatuaggi, ritenendoli un’usanza incompatibile con l’immagine di un Paese moderno e civilizzato. Sebbene il divieto sia stato successivamente abolito, l’associazione tra tatuaggi, criminalità ed emarginazione sociale ha continuato a influenzare la cultura giapponese fino ai giorni nostri.

Gruppi criminali e Yakuza

Nel corso del tempo, i tatuaggi hanno iniziato a essere associati anche alla storia della Yakuza, la criminalità organizzata giapponese. Molti membri dei clan adottavano infatti gli Irezumi, i tradizionali tatuaggi giapponesi estesi su gran parte del corpo, come simbolo di appartenenza, lealtà e resistenza al dolore.

Questa pratica ha contribuito a rafforzare, nell’immaginario collettivo, il legame tra tatuaggi e criminalità. Anche dopo la fine del divieto introdotto durante il periodo Meiji, tale associazione è rimasta profondamente radicata nella società giapponese.

Ancora oggi, soprattutto tra le generazioni più anziane e nelle realtà più tradizionali, un tatuaggio può suscitare diffidenza, indipendentemente dal suo significato o dal motivo per cui è stato realizzato. È proprio questa eredità culturale, più che un divieto di legge, a spiegare perché molti onsen, piscine, palestre e altre strutture continuino ad adottare regolamenti restrittivi nei confronti delle persone tatuate.

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Perché i tatuaggi sono proibiti negli onsen? I tatuaggi sono illegali in Giappone? 

La risposta è no. Avere un tatuaggio in Giappone è perfettamente legale e non esiste alcuna legge nazionale che vieti alle persone tatuate di entrare negli onsen.

Le restrizioni che si incontrano in alcune sorgenti termali sono infatti stabilite dai regolamenti delle singole strutture. Storicamente, molti gestori hanno scelto di vietare l’accesso alle persone tatuate per preservare un ambiente considerato tranquillo e familiare, anche a causa della storica associazione tra tatuaggi e criminalità organizzata.

Negli ultimi anni, soprattutto nelle località più frequentate dai turisti stranieri, la situazione sta però cambiando. Sempre più onsen hanno adottato politiche più flessibili: alcuni consentono l’ingresso a chi possiede piccoli tatuaggi, purché vengano coperti con appositi cerotti impermeabili, mentre altri si dichiarano completamente tattoo friendly.

Naturalmente non si tratta di una regola valida ovunque. Chi ha tatuaggi molto estesi potrebbe ancora incontrare limitazioni, motivo per cui è sempre consigliabile verificare il regolamento dell’onsen prima della visita.

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Perché i tatuaggi sono proibiti negli onsen? Quali problemi può incontrare un giapponese con tatuaggi nella vita di tutti i giorni?

La percezione dei tatuaggi in Giappone non influisce soltanto sull’accesso ad alcuni onsen. Sebbene negli ultimi anni l’atteggiamento della società stia gradualmente cambiando, soprattutto tra le giovani generazioni, avere un tatuaggio può ancora comportare alcune difficoltà nella vita quotidiana.

Ad esempio, alcune aziende particolarmente tradizionali potrebbero preferire candidati privi di tatuaggi, soprattutto nei ruoli a contatto con il pubblico. Anche alcune palestre, piscine, centri benessere e strutture sportive continuano ad applicare regolamenti che limitano l’accesso alle persone tatuate.

Anche sul piano sociale possono emergere situazioni di disagio. Le generazioni più anziane, cresciute in un contesto culturale in cui i tatuaggi erano fortemente associati alla criminalità organizzata, possono guardare con diffidenza chi ne porta uno, indipendentemente dal suo significato.

È importante ricordare, però, che il Giappone non è un Paese immobile. Nelle grandi città e nelle aree più turistiche la mentalità sta cambiando rapidamente e sempre più persone distinguono i tatuaggi moderni, spesso espressione di gusto personale, dagli storici irezumi legati alla Yakuza.

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Posso fare un tatuaggio in Giappone? Quanto costa un tatuaggio in Giappone?

Sì, è possibile fare un tatuaggio in Giappone. Nelle principali città, come Tokyo, Osaka e Kyoto, sono presenti numerosi studi specializzati che realizzano sia tatuaggi in stile tradizionale giapponese (irezumi), sia lavori moderni in stile occidentale. Molti tatuatori sono inoltre abituati a lavorare con clienti stranieri.

Il costo di un tatuaggio varia in base alle dimensioni, alla complessità del disegno, alla notorietà dell’artista e alla città in cui si trova lo studio. In linea generale, si possono considerare questi prezzi indicativi:

  • un piccolo tatuaggio: 10.000-20.000 yen;
  • un tatuaggio di medie dimensioni: 30.000-60.000 yen;
  • lavori più grandi o particolarmente elaborati possono superare facilmente gli 80.000-100.000 yen, arrivando anche a cifre molto più elevate se richiedono più sedute.

Naturalmente si tratta di valori indicativi: ogni tatuatore applica il proprio tariffario e, nel caso di lavori artistici complessi, il preventivo viene generalmente elaborato dopo una consulenza.

Se stai pensando di tatuarti durante il tuo viaggio in Giappone, ricorda però che il nuovo tatuaggio potrebbe impedirti l’accesso ad alcuni onsen, piscine o centri benessere che applicano ancora restrizioni alle persone tatuate.

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Perché i tatuaggi sono proibiti negli onsen? Il tatuaggio come strumento di bellezza in Giappone

La risposta è sì. Sebbene molti onsen tradizionali continuino a limitare l’accesso alle persone tatuate, negli ultimi anni sono aumentate le strutture che hanno adottato regolamenti più inclusivi, soprattutto nelle località frequentate dai turisti internazionali.

Alcuni onsen consentono l’ingresso senza alcuna restrizione, mentre altri permettono l’accesso soltanto a chi copre i piccoli tatuaggi con appositi cerotti impermeabili. Esistono inoltre numerosi onsen privati (kashikiri onsen), prenotabili in esclusiva, che rappresentano una soluzione ideale per chi desidera rilassarsi senza preoccuparsi di eventuali limitazioni.

Poiché ogni struttura applica un regolamento autonomo, è sempre consigliabile consultare il sito ufficiale dell’onsen o contattarlo direttamente prima della visita. In questo modo sarà possibile evitare spiacevoli inconvenienti e organizzare il proprio viaggio in Giappone con maggiore tranquillità.

Conclusione

Oggi i tatuaggi non sono più vietati dalla legge in Giappone, ma il loro rapporto con la cultura giapponese resta complesso e profondamente influenzato dalla storia del Paese. L’associazione tra tatuaggi e criminalità organizzata, radicatasi nel corso dei secoli, continua infatti a condizionare le regole adottate da molti onsen e da alcune altre strutture aperte al pubblico.

Fortunatamente la situazione sta cambiando. Sempre più onsen stanno aprendo le proprie porte anche ai viaggiatori tatuati e, con un po’ di pianificazione, è possibile vivere questa esperienza senza rinunce.

Se hai uno o più tatuaggi e stai organizzando il tuo viaggio in Giappone, il consiglio è semplice: verifica sempre il regolamento dell’onsen prima della visita. Bastano pochi minuti per evitare inconvenienti e goderti uno dei rituali di benessere più autentici della cultura giapponese.

firma marzia parmigiani

Marzia Parmigiani è Psicologa clinica iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna (n. 5657), copywriter freelance e co-fondatrice del progetto Traveltherapists.

Si occupa di benessere psicologico, travel therapy, psicologia del viaggio, cultura giapponese e strategie digitali. Scrive contenuti SEO e accompagna viaggiatori in Giappone come guida sul territorio.

Divulgatrice di approfondimenti storico-culturali sul Regno di Ryūkyū, è esperta di turismo slow e turismo di lusso a Okinawa, dove realizza reportage e itinerari nati da viaggi ricorrenti e da una conoscenza diretta delle isole del sud del Giappone. Tra i suoi articoli di riferimento, la Guida a Okinawa: cosa sapere prima di partire è oggi uno dei contenuti più completi disponibili online in lingua italiana.

Cura e scrive in esclusiva i contenuti del blog culturale in inglese The LCN Firm, punto di riferimento per la narrazione delle radici italo-americane.

È iscritta al Registro Nazionale Mindfulness con il numero 3168.
Puoi scoprire di più su di lei su LinkedIn.

Domande frequenti sui tatuaggi negli onsen giapponesi

Posso entrare in un onsen in Giappone se ho un tatuaggio?

Dipende dalla struttura. Alcuni onsen vietano ancora l’ingresso alle persone tatuate, mentre altri consentono l’accesso senza limitazioni oppure permettono di coprire i piccoli tatuaggi con appositi cerotti impermeabili. Prima della visita è sempre consigliabile verificare il regolamento ufficiale dell’onsen.

I tatuaggi sono illegali in Giappone?

No. I tatuaggi sono perfettamente legali e non esiste alcuna legge che ne vieti il possesso o l’ingresso negli onsen. Le eventuali restrizioni sono stabilite autonomamente dalle singole strutture e derivano principalmente da motivazioni storiche e culturali.

Perché in Giappone i tatuaggi sono associati alla Yakuza?

Per molti decenni alcuni membri della Yakuza hanno utilizzato gli irezumi, grandi tatuaggi tradizionali che ricoprivano gran parte del corpo, come simbolo di appartenenza al clan. Questa associazione ha contribuito a creare un forte pregiudizio culturale che, ancora oggi, influenza le politiche di molti onsen, piscine e palestre.

Esistono onsen tattoo friendly in Giappone?

Sì. Negli ultimi anni sono aumentati gli onsen che accettano ospiti con tatuaggi, soprattutto nelle principali destinazioni turistiche. Esistono inoltre gli onsen privati (kashikiri onsen), prenotabili in esclusiva, che rappresentano un’ottima soluzione per chi desidera vivere questa esperienza senza restrizioni.

Cosa posso fare se ho un tatuaggio ma voglio provare un onsen?

La soluzione migliore è informarsi prima della visita. Molti onsen indicano chiaramente sul proprio sito web se accettano persone tatuate. Se il tatuaggio è piccolo, alcune strutture consentono di coprirlo con cerotti specifici; in alternativa è possibile prenotare un onsen privato.

Tutti gli onsen vietano i tatuaggi?

No. Sebbene alcuni stabilimenti mantengano ancora il divieto, il numero di onsen che accettano ospiti tatuati è in costante aumento, anche grazie alla crescita del turismo internazionale. Per questo motivo è sempre preferibile verificare il regolamento della struttura scelta invece di dare per scontato che il divieto sia universale.

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