Perché il Giappone non ha un esercito?

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Perché il Giappone non ha un esercito?

Perché il Giappone non ha un esercito?

A questa domanda, si può dare una risposta davvero sintetica, oppure una molto lunga. Ma davvero il Giappone non ha un esercito?

In questo contenuto risponderemo ad una delle domande che più ci avete richiesto!

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L’articolo 9 della Costituzione del Giappone

In breve, possiamo dire che l’articolo 9 della Costituzione giapponese impedisce legalmente al Giappone di entrare in conflitti bellici. Il Giappone ha delle forze di autodifesa che tuttavia, servono solo a difendere. Di fatto, per quanto ne sappiamo, i giapponesi non possiedono armi atte ad offendere.

In passato, le forze imperiali del Giappone ebbero la meglio sulla Russia nel 1905 e agirono in tutta la loro forza durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il suo esercito era composto da oltre cinque milioni di soldati.

Fino a qualche temp fa, l’esercito del Giappone aveva dimensioni e responsabilità limitate e non si poneva come minaccia per gli altri paesi. Ma dalla fine del 2022, a causa degli sviluppi infausti della situazione globale, le cose stanno cambiando.

Prima di tutto, è bene sottolineare, che nonostante abbia sciolto le sue forze armate e abbia rinunciato agli atti bellici dopo la Seconda Guerra Mondiale, in termini di finanziamento, il Giappone detiene il sesto miglior esercito al mondo. Almeno secondo l’Istituto internazionale per gli studi strategici.

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Articolo 9 della Costituzione del Giappone

Tuttavia, il desiderio del Giappone è porsi come un modello di “ascesa pacifica” del Dopoguerra, sostenendo i Paesi in via di Sviluppo, senza necessità di incutere terrore o intimidazioni.

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Traduzione dell’articolo 9 della Costituzione del Giappone

Perché il Giappone non ha un esercito? Il ruolo degli Stati Uniti

Il dato di fatto è che il Giappone dipende dagli Stati Uniti per proteggere la nazione, in caso di attacchi da parte di forze nemiche o minacce nucleari. Ma come mai?

bandiera giapponese che sventola in spiaggia con il monte fuji sullo sfondo

Perché il Giappone non ha un esercito? Pearl Harbor e la Seconda Guerra Mondiale

L’attacco di Pearl Harbor del 1941 è una pagina della storia davvero triste che tutti conosciamo. La Costituzione del Giappone del 1946, scritta sotto la supervisione degli Stati Uniti dopo la sconfitta del Giappone, include il famoso articolo 9.

Nel suo contenuto, questo articolo proibisce legalmente al Giappone di possedere un potenziale bellico atto ad offendere e di fare guerra.

Negli anni Quaranta del secolo scorso, gli Stati Uniti hanno fatto sì che il Giappone entrasse sotto la sua protezione nucleare, dopo i famigerati eventi di Hiroshima e Nagasaki che hanno spezzato il paese e lo hanno fatto cadere in disgrazia e povertà.

Così, con il governo democratico, il vecchio regime giapponese, l’esercito e la marina imperiale furono sciolti. Ma ribadiamo che comunque il Giappone investe tuttora nelle forze di autodifesa (SDF).

bandiera della marina giapponese rossa e bianca con raggi

Perché il Giappone non ha un esercito? Japan Self Defense Force (SDF)

Nonostante l’articolo 9 della Costituzione giapponese, il paese istituì nel 1954 il Japan Self Defense Force dichiarando che l’unico scopo dell’SDF fosse di difesa e non di offesa.

Per questo, nessun possesso di armi e dispositivi di combattimento come bombardieri, missili balistici a lungo raggio e portaerei.

E sebbene i militari siano ben addestrati per missioni difensive, sono tuttavia suddivisi in reparti di piccole dimensioni, con poco equipaggiamento, non in grado di supportare operazioni militari più avanzate.

Fra le mansioni del Self Defense Force, attività di soccorso in caso di calamità e impegno nel mantenimento della pace sotto la guida delle Nazioni Unite.

Per esempio, l’SDF è intervenuto nel devastante terremoto di Hanshin nel 1995 e nel disastro nucleare di Fukushima nel 2011.

Bisogna sottolineare che il loro impegno in questi eventi, ha ripristinato la fiducia dei civili nelle SDF, poiché i pacifisti giapponesi, non vedevano questi reparti con benevolenza, bensì ostilità e sospetto.

 

Le mansioni dell’SDF del Giappone

L’obiettivo principale dell’SDF riguarda la conservazione dell’indipendenza e della pace del Giappone.

Ciò, con operazioni tramite forze armate di terra (Forza di autodifesa terrestre, GSDF); marittime (MSDF) e aeree (ASDF) per proteggere il Paese del Sol Levante da aggressioni dirette e indirette.

Il logo SDF

Cosa succede però se il Giappone viene attaccato?

Nella spiacevole ipotesi di attacco al Giappone, le SDF devono chiedere supporto agli Stati Uniti e la stessa cosa vale per le minacce nucleari. Nell’ultimo caso, le SDF dipendono dalla deterrenza nucleare degli Stati Uniti.

In altre parole, il potere militare delle SDF è meramente difensivo e bilaterale con gli Stati Uniti.

Altro aspetto interessante delle SDF è l’assenza di leggi sui segreti militari. In più, eventuali reati commessi dai militari non sono gestiti dalla Corte Marziale, ma dai tribunali civili nelle giurisdizioni specifiche, come se si trattasse di comuni cittadini.

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Chi ha scritto la Costituzione del Giappone?

Ma non tutti i cittadini sono d’accordo con questa situazione. I conservatori sono disgustati dal fatto che la Costituzione del Giappone, sia stata scritta fondamentalmente da stranieri. In effetti, parliamo della legge fondamentale della loro nazione.

Il documento che tuttora resiste al passare del tempo, è stato per lo più concepito dal comandante supremo Douglas MacArthur e dal suo staff, che aveva preparato una bozza nel febbraio 1946, dopo aver bocciato un tentativo da parte dei giapponesi poiché ritenuto inaccettabile.

Il comandante Douglas MacArthur

Infatti, la Costituzione è stata per lo più redatta da autori americani e gran parte della stesura è opera di due alti ufficiali dell’esercito statunitense laureati in giurisprudenza. Parliamo di Milo Rowell e Courtney Whitney, sebbene altri redattori scelti da MacArthur abbiano contribuito.

L’attuale Costituzione del Giappone è stata scritta nel 1946, sebbene adottata il 3 maggio 1947, mentre il paese si trovava sotto l’occupazione americana dopo la seconda guerra mondiale.

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Incipit della Costituzione del Giappone

Ovviamente, nel corso degli anni ci sono state diverse proposte di revisione e come è facile immaginare, l’articolo 9 crea il dibattito più acceso. Negli anni più recenti, il compianto ex primo ministro giapponese Shinzo Abe – ucciso a Nara in un attentato nel 2022 – ha cercato di portare esplicitamente le SDF ad armarsi in modo non solo difensivo.

Ma l’elezione di Donald Trump ha intimorito il Giappone e l’alleanza con gli Stati Uniti si è indebolita quando lo stesso Trump ha minacciato di ritirare le truppe statunitensi dal Giappone.

Abe, 67 anni, è stato ucciso con un’arma da fuoco fatta in casa, a distanza ravvicinata l’8 luglio durante un comizio elettorale. La sua morte ha sottratto al  Partito Liberal Democratico il più importante sostenitore del cambiamento della Costituzione. 

Shinzo Abe, ex Premier giapponese

Gli anni più recenti e il timore dei test missilistici nordcoreani

Dato il crescente timore in merito ai test missilistici nordcoreani e i passati attacchi al Giappone con il gas sarin, il Partito Liberal Democratico (LDP) spinse l’emendamento dell’articolo 9, come una questione politica di primo piano.

L’LDP e suoi alleati, non raggiunsero però la maggioranza di due terzi alla Camera alta. Di conseguenza, Abe non riuscì ad ottenere un referendum per rivedere la Costituzione.

Nonostante ciò, la capacità militare è in continua crescita, per questioni di mantenimento della pace e operazioni di ricostruzione postbellica, nonché una maggiore difesa missilistica.

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Kim Jon Un – Fonte Wikipedia

Perché il Giappone non ha un esercito? L’era Reiwa 

Ad aprile 2019, l’imperatore Akihito ha abdicato a causa della sua vecchiaia e suo figlio Naruhito, è diventato il nuovo imperatore del Giappone, dando inizio alla nuova era Reiwa.

“Reiwa” significa più o meno “bella armonia” e il messaggio alla base, riguarda il ripristino dell’ordine e dell’armonia nel paese.

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Da dove viene Reiwa?

“Reiwa” deriva dall’antica poesia giapponese, non dalla letteratura cinese che ha ispirato la maggior parte dei nomi delle epoche giapponesi. Il periodo attuale rappresenta una rottura con il passato e la cosa impatta anche sulle forze di autodifesa giapponesi.

Il Giappone cerca sempre di più di guidare la sicurezza internazionale con una presenza militare modellata sulla sua storia.

L’epoca attuale e Fumio Kishida

Già qualche giorno dopo l’omicidio di Shinzo Abe, il primo ministro Fumio Kishida ha promesso di onorare l’eredità dell’ex premier ovvero portare avanti la revisione della costituzione pacifista del paese. Ma la cosa non è per niente facile. Finora nessuno è riuscito a superare gli ostacoli legali e politici necessari per modificare il documento fondativo e legittimare l’esistenza dell’esercito giapponese.

Le democrazie tendono a proteggere le loro costituzioni con un’elevata soglia procedurale per qualsiasi emendamento ed il Giappone non fa eccezione. La sua costituzione ha una storia lunga 71 anni  e non è mai stata modificata.

Occorre sottolineare che la revisione vera e propria non è mai stata formalmente tentata, nonostante una lunga storia di richieste dei politici conservatori e dello stesso LDP. Nel 2012, infatti, LDP ha presentato un’ambiziosa bozza di revisione del testo integrale.

Ma per modificare la Costituzione, la legge attuale richiede una maggioranza di due terzi in entrambe le camere della Dieta e un ulteriore passaggio tramite referendum nazionale, in cui è richiesta la maggioranza semplice.

L'attuale premier giapponese Fumio Kishida

L’attuale Premier giapponese Fumio Kishida

Perché il Giappone non ha un esercito? L’ambivalenza dei giapponesi

A complicare la situazione, anche l’ambivalenza dei cittadini giapponesi, dato che i sondaggi di opinione mostrano un pubblico nettamente diviso. L’ambivalenza spazia dal pacifismo come antitesi al passato militarista del Giappone prima del 1945 ai timori di una modifica dei rapporti con gli Stati Uniti.

I giapponesi sembrano comunque ambivalenti su qualsiasi revisione e non soltanto sull’articolo 9. Infatti, un sondaggio condotto nell’aprile 2018 ha mostrato che solo il 29% del pubblico pensa che la revisione costituzionale sia necessaria.

Mentre il 27% è dell’idea che non sia necessaria e il restante ha risposto che non lo sapeva.

Insomma, la revisione della Costituzione in Giappone è una materia assai complessa. E con le recenti minacce nucleari nordcoreane, probabilmente, presto sarà necessaria una presa in carico della faccenda da parte di tutta la classe politica.

 

L’evoluzione delle politiche militari del Giappone nel 2023

Il Giappone sta attualmente subendo cambiamenti significativi nella sua strategia di sicurezza, segnando un allontanamento dall’approccio del secondo Dopoguerra. Alla fine del 2022, il governo guidato dal primo ministro Fumio Kishida ha approvato tre documenti politici: la Strategia di sicurezza nazionale (NSS), la Strategia di difesa nazionale e il Programma di potenziamento della difesa.

Questi documenti propongono una sostanziale espansione delle capacità militari del Giappone e un significativo aumento della spesa militare nei prossimi cinque anni.

Nel 2023 il Giappone inizia a modificare la sua idea di esercito

Di conseguenza, il Giappone intende modificare la sua politica di lunga data orientata esclusivamente alla difesa (senshu boei), consentendo una maggiore partecipazione all’autodifesa collettiva con gli Stati Uniti e una maggiore capacità di proiettare la forza oltre i propri confini.

Diversi fattori hanno influenzato questi cambiamenti e le loro implicazioni per la sicurezza nella regione indo-pacifica sono significative. I fattori chiave includono:

Cambiamento dell’ambiente di sicurezza

I nuovi documenti politici riconoscono il deterioramento dell’ambiente di sicurezza internazionale e regionale. L’alleato di lunga data, gli Stati Uniti, e altri si aspettano che il Giappone svolga un ruolo più sostanziale nella salvaguardia dell’ordine internazionale postbellico, commisurato alla sua forza nazionale. Il governo giapponese è impegnato a rassicurare il pubblico interno e internazionale che questi cambiamenti non alterano la sua dedizione alla pace e alla stabilità regionale.

Preoccupazioni per la Cina

Il Giappone percepisce la rapida crescita militare della Cina, compresa l’espansione del suo arsenale nucleare, delle capacità navali e dei sistemi missilistici, come una sfida significativa. Il Giappone è particolarmente preoccupato per le crescenti intrusioni della Cina in acque e spazi aerei contesi, come le isole Senkaku/Diaoyu, e per l’intensificarsi delle attività militari nel Mar Cinese Orientale. Il nuovo NSS indica la Cina come “la più grande sfida strategica” alla pace, alla sicurezza e alla stabilità internazionale del Giappone, provocando una rapida reazione da parte della Cina.

Tensioni con la Corea del Nord

Gli interessi di sicurezza del Giappone sono influenzati anche dagli sviluppi nucleari e missilistici della Corea del Nord. Dopo il test missilistico Taepodong del 1998, il Giappone si è concentrato sullo sviluppo e sul dispiegamento di sistemi di difesa missilistica per proteggersi da potenziali attacchi. I continui test missilistici e i progressi nucleari della Corea del Nord rappresentano una minaccia diretta per il Giappone, comprese le basi militari statunitensi a Okinawa.

Le azioni della Russia

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha avuto un profondo impatto sul Giappone. Il Giappone ha condannato subito le azioni della Russia e ha imposto sanzioni. Inoltre, Giappone e Russia hanno dispute territoriali irrisolte sulle isole Curili meridionali (note come Territori del Nord in Giappone). La Russia, come la Cina, ha aumentato le sue attività militari nelle vicinanze del Giappone, tra cui il dispiegamento di sistemi missilistici sulle isole Curili. Inoltre, le esercitazioni militari congiunte tra Cina e Russia e l’ingresso dei loro aerei nella zona di identificazione della difesa aerea giapponese hanno aumentato le preoccupazioni.

La linea di fondo: perché il Giappone non ha un esercito?

Come abbiamo visto, non è vero che il Giappone è privo di un esercito, anzi. I cambiamenti nelle politiche militari del Giappone rappresentano un significativo allontanamento dal passato. La decisione del governo Kishida di aumentare la spesa annuale per la difesa al 2% del PIL entro il 2027 è significativa.

Fino al 2020, la spesa militare giapponese era rimasta pari o inferiore all’uno per cento del PIL dal 1960.

Tuttavia, l’elemento che più si discosta dalle precedenti politiche di sicurezza è il piano per l’acquisizione e il dispiegamento di nuove capacità di contrattacco, che aumenteranno significativamente la capacità del Giappone di colpire le forze nemiche al di fuori dei propri confini.

La posizione di difesa del Giappone è stata plasmata dall’articolo 9 della Costituzione del 1946, che tradizionalmente è stato interpretato nel senso di consentire l’uso della forza armata solo in risposta a un attacco armato contro i territori e la popolazione del Giappone. Tuttavia, con l’emergere del Giappone come grande potenza economica negli anni ’70 e ’80, sono sorte discussioni sulla normalizzazione della sua politica estera e di sicurezza, compresa la possibilità di usare la forza al di fuori dei propri confini per sostenere la difesa di un altro Paese. Solo nel 2015 l’ex primo ministro Shinzo Abe è riuscito ad approvare una legge che permetteva alle Forze di autodifesa giapponesi di impegnarsi in missioni di combattimento all’estero.

 

Qual è il trend futuro del Giappone e del suo esercito?

La nuova strategia militare del Giappone e la più ampia strategia di sicurezza nazionale devono affrontare le complessità del nesso sicurezza-economia. Nonostante la Cina sia il principale partner commerciale del Giappone, con crescenti legami commerciali tra le due nazioni, il Giappone è stato cauto nel sostenere le ampie misure di controllo delle esportazioni di semiconduttori dell’amministrazione Biden. Mentre la cooperazione in materia di sicurezza tra il Giappone e gli Stati Uniti si è notevolmente rafforzata negli ultimi anni, i progressi nelle loro relazioni economiche sono stati relativamente più lenti.

Il Giappone riconosce la necessità di raddoppiare le proprie spese per la sicurezza e la difesa, rafforzando nel contempo la propria capacità di proiettare forze oltre i propri confini. Queste misure sono considerate vitali per soddisfare le sue esigenze di difesa in un ambiente di sicurezza sempre più difficile. Tuttavia, l’attuazione di questi cambiamenti e le loro implicazioni per la sicurezza del Giappone e della regione in generale possono essere determinate solo nel tempo. È evidente, tuttavia, che altri poteri regionali stanno osservando da vicino questi sviluppi.

firma marzia parmigiani

In considerazione degli sviluppi di questo argomento, l’articolo è stato aggiornato in data 7 luglio 2023.

Fonte aggiornamento 2023: Sipri.org

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Perché il Giappone non ha un esercito?

Il Giappone non ha un esercito perché l’articolo 9 della sua Costituzione rinuncia alla guerra e ad atti di offesa bellici. Tuttavia, ha delle Forze Armate atte a difendere il paese.

 

Come si chiamano le Forze Armate del Giappone?

Nonostante l’articolo 9 della Costituzione che rinuncia alla guerra, il paese ha istituito nel 1954 il Japan Self Defense Force (SDF) per difesa. Si occupa di attività di soccorso in caso di calamità e impegno nel mantenimento della pace sotto la guida delle Nazioni Unite.

 

Chi ha scritto la Costituzione del Giappone?

La Costituzione giapponese è per lo più opera del comandante supremo americano Douglas MacArthur che scrisse la bozza nel febbraio 1946. Gran parte della stesura è inoltre opera di due alti ufficiali dell’esercito statunitense laureati in giurisprudenza, ovvero Milo Rowell e Courtney Whitney, sebbene altri redattori scelti da MacArthur.

 

Quando è entrata in vigore la Costituzione del Giappone?

La Costituzione del Giappone è entrata in vigore il 3 maggio 1947.

 

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