Perché in Giappone si festeggia il Natale?

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Natale in Giappone.

Perché in Giappone si festeggia il Natale?

Se avrete la fortuna di passare del tempo nel periodo di Natale in Giappone, oppure il Capodanno in Giappone, non potrete fare a meno di notare una cosa: questo paese è cristiano per meno dell’1%, ma il Natale si respira ovunque al 100%.

Il Natale è osservato in modo distinto dalle tradizioni occidentali. Influenzato in gran parte dal buddismo, con solo una piccola popolazione cristiana, il Natale in Giappone è più un evento culturale che religioso. Ha guadagnato popolarità dopo la seconda guerra mondiale, non per il suo significato religioso ma come simbolo della prosperità moderna. Canti natalizi, lucine colorate, decorazioni luminose: in questo paese straordinariamente animista, buddista e shintoista, capita di chiedersi: perché in Giappone si festeggia il Natale?

Come ha fatto questo paese a far sua, una tradizione così straniera? In questo articolo parleremo del Natale in Giappone!

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Kyoto

Il Natale in Giappone

La prima testimonianza ufficiale di una festa di Natale in Giappone risale al 1552, quando un missionario appartenente ai Gesuiti, celebrò la prima messa nella prefettura di Yamaguchi. Da allora, pare che la cadenza delle celebrazioni natalizie, si sia svolta con regolarità dal 1549, con l’arrivo di San Francis Xavier nel paese del Sol Levante.
Nel 1635, lo Shogunato Tokugawa vietò improvvisamente la religione cristiana con l’editto Sakoku.
Questa legge, ebbe l’effetto di costringere per circa 230 anni i cristiani a celarsi (kirishitan kakure) e celebrare i propri riti, segretamente.
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Tokyo, Roppongi Hills

Natale in Giappone: il periodo Meiji 

Ad opera della restaurazione Meiji, il cristianesimo ritornò legale e la possibilità di celebrare il Natale, venne reintrodotta. Nel 1875 a Tokyo, per la prima volta, apparve un Babbo Natale vestito come un samurai, presso la Scuola Harajo di Ginza durante le celebrazioni. Successivamente, nel 1898, fu pubblicato un libro su Babbo Natale, per bimbi: Santakuro.Ma i bambini giapponesi, occorre ricordarlo, oltre a Babbo Natale (Santa Kuroosu (サ ン タ ク ロ ー ス), hanno Hotei-osho (ほ て い お し ょ), un paffuto e simpatico monaco buddhista che porterà i doni ai bambini se si sono comportati bene! Hotei-osho è raffigurato con gli occhi sia davanti che dietro la testa.

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Hotei-Osho: fonte Pinterest

Questo per farli sentire costantemente osservati e farli comportare sempre bene!

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Natale in Giappone: la tradizione di KFC

Nel 1970, il Colonnello Sanders importò la famosa catena di fast food americana, la Kentucky Fried Chicken, che apparve in Giappone per la prima volta. Questa usanza iniziò grazie a una campagna di marketing di Takeshi Okawara, il manager del primo KFC giapponese, che introdusse nel menu, un pasto dedicato al Natale. La campagna ebbe un enorme successo, rendendo KFC un punto fermo delle celebrazioni natalizie in Giappone, a simboleggiare le riunioni di famiglia.

statua kfc colonnello sanders babbo natale

Da allora, grazie ad abili mosse di marketing, il popolo giapponese acquisì una nuova tradizione: mangiare pollo fritto alla vigilia di Natale, ordinando il classico set, “setto” detto in giapponese.
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Da KFC a Tokyo

 In altre parole, l’iniziativa di Okawara finì per plasmare la tradizione natalizia in Giappone negli anni a venire, in particolare dopo l’inverno del 1974.

Con lo slogan ケンタッキーはクリスマス!(Kentucky è Natale!), si è cementato il legame tra pollo fritto e Natale nella mente di molti giapponesi.

L’assenza di usanze natalizie consolidate in Giappone, insieme alla somiglianza della mascotte della catena di fast food con Babbo Natale quando è adornata con un cappello da Babbo Natale e un abito rosso, ha reso l’introduzione di una nuova tradizione relativamente semplice.

Ma quanto è significativa questa usanza? Sorprendentemente, rappresenta un terzo delle entrate annuali della catena. Il pasto festivo standard, che comprende otto pezzi di pollo, gamberetti gratinati e una torta al cioccolato (sì, questa catena in Giappone offre torte), costa ¥ 4.580 se ordinato in anticipo. Per gestire la domanda e aumentare le vendite, la catena ha esteso il periodo festivo fino a includere i giorni che precedono il 25 dicembre. Dato che il Natale non è un giorno festivo in Giappone e probabilmente non lo diventerà, tale estensione appare sensata.

Natale in Giappone: la torta di Natale Kurisumasu keki

La sera del 24 dicembre i giapponesi amano mangiare anche la tradizionale Christmas Cake. Si tratta di una semplice torta di Pan di Spagna con panna montata e fragole. Solitamente è decorata a tema natalizio: pini, vischio e Babbo Natale. Questo dolce era inizialmente sinonimo di ricchezza. Un lusso a causa della scarsità di ingredienti come burro, latte e zucchero, queste torte divennero molto popolari con il miglioramento dell’economia giapponese, simboleggiando la prosperità tra la classe media.
La Kurisumasu keki è uno dei pochi alimenti natalizi ad essere veramente una tradizione del Natale giapponese.
Se queste torte restano invendute entro il 25 dicembre, sono scontate enormemente.
Perché vi diciamo questo? Perché in giapponese, con il termine Kurisumasu keki, si definiscono in senso dispregiativo, le ragazze con più di 25 anni che non sono ancora sposate!
Questo per alludere che se non ci si sposa entro quest’età, saranno necessari grandi sconti per trovare un marito. Che ne dite?

torta giapponese alle fragole natalizia

La tradizionale Kurisumasu keki

Perché in Giappone “funziona” il Natale?

In un certo senso, il Natale funziona in Giappone perché è straniero. In un paese in cui i rituali tradizionali di fine anno possono vincolare in modo opprimente, il Natale fa divertire: è un’occasione per fare regali perché lo si desidera, non per obbligo. Prima dei regali di Natale, i giapponesi avevano oseibo.
Si tratta di un regalo stagionale, pacchetti formali di cibi o bevande da inviare ai colleghi, capi e suoceri come dono di ringraziamento. La tradizione risale al XVIII secolo, quando i samurai, cominciarono a scambiarli con i loro signori.
Questa usanza di scambiarsi regali stagionali in Giappone si attua anche in un altro periodo dell’anno: a Luglio (Ochugen).

confezione regalo giapponese

Natale in Giappone: Oseibo oggi

Solitamente gli Oseibo si scambiano dal primo al 20 dicembre. Oggi, sono meticolosamente imballati in scatole rettangolari, presentati in un involucro di carta formale noto come noshigami. Comunemente sono mandati via posta, piuttosto che consegnati di persona. C’è ancora una certa solennità nell’inviare a qualcuno un oseibo: afferma la vostra aspettativa di una relazione lunga e stabile.
Sono comunque i meno giovani ad inviare gli Oseibo, mentre i giovani stanno abbandonando questa abitudine e alcuni utilizzano comunque le tradizionali scatole quadrate come “regali invernali”.
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A Shibuya con Hachiko

Natale in Giappone: un cambio di costume

Poiché la società giapponese ha iniziato a disapprovare l’eccessiva formalità, gli Oseibo stanno gradualmente cedendo il passo ai regali di Natale, che sembrano più liberi e più intimi.
E dato che di solito i regali di Natale si danno di persona, si prestano molto meglio a riunioni e feste di famiglia.
Negli anni del boom economico degli anni ’80, il Natale era la vacanza preferita per le giovani coppie in ascesa di status con appuntamenti romantici in ristoranti eleganti.
Sempre più, però, il Natale sta diventando una festa di famiglia.
Secondo uno studio del 2011, il 63% dei giapponesi usa celebrare il Natale a casa con le proprie famiglie, ma dall’altro lato, solo il 12% lo ignora completamente.
vetrina giapponese
Il Natale in Giappone, spesso è questione di marketing per promuovere l’acquisto di qualcosa di bello per sé stessi e le persone amate. I gioiellieri, ad esempio, lanciano speciali collezioni natalizie, collane con motivi verdi e rossi di pini e fiocchi di neve e incoraggiano le donne che lavorano a “coccolarsi” con l’acquisto di qualcosa di desiderato.
Tendenzialmente, le persone acquistano diversi, ma piccoli regali da scambiare con familiari, amici e colleghi.
I giapponesi capiscono, ovviamente, che il Natale è nato come una festa religiosa cristiana, ma la versione che è penetrata nella cultura popolare qui è quasi interamente de-cristianizzata.
Anche i santuari shintoisti a volte celebrano il Natale e i templi buddisti, ospitano feste natalizie per i bambini del quartiere.
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Roppongi Hills

Perché il Natale in Giappone è così bello?

Viaggiare in Giappone durante il periodo natalizio è l’ideale per chi cerca di evitare grandi folle. Anche se non è una festa nazionale, la stagione è caratterizzata da splendide illuminazioni e mercatini festivi, che offrono un’esperienza unica della cultura giapponese durante questo periodo di riunioni e celebrazioni familiari. La vigilia di Natale in Giappone assomiglia più a San Valentino che alla tradizionale vigilia di Natale occidentale. È un giorno in cui le coppie possono godersi gite romantiche, vedere le luci di Natale, cenare fuori e scambiarsi regali, in contrasto con le celebrazioni incentrate sulla famiglia del giorno di Natale. Le città giapponesi sono note anche per le loro elaborate illuminazioni invernali, con spettacolari giochi di luci che attirano visitatori a livello nazionale. Tra questi, significativi sono Luminaire di Kobe e Kingdom of Light di Nagasaki.

 

I mercatini di Natale, che ricordano i mercatini festivi tedeschi, sono popolari in Giappone. Questi mercati offrono cibo europeo, decorazioni festive e una varietà di regali, con esempi degni di nota tra cui il mercatino di Natale di Tokyo e il mercato di Yebisu Garden Place. Insomma, il Natale in Giappone, è un miscuglio di Oriente e Occidente tollerato e che passa abbastanza inosservato. Inoltre, anche la possibilità di praticare più culti contemporaneamente – una persona può essere sia buddista che shintoista – in un paese come il Giappone, rende questo aspetto molto più “normalizzato”, sebbene il cristianesimo sia una fede esclusivista.

In una società in cui ogni aspetto della vita sembra essere governato da formalità rigorose, tradizioni prese in prestito come il Natale offrono una possibilità di spontaneità. Ecco perché il Natale sembra più bello in Giappone che altrove.
Allora, Merii Kurisumasu a tutti!
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Al Fushimi Inari Taisha

Vacanze di Natale in Giappone 2023?

Concludiamo con qualche suggerimento di hotel a Tokyo Yokohama e Kyoto!

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firma marzia parmigiani
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