Perché la Cina e il Giappone non usano la scrittura alfabetica?

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Lingua della Cina e del Giappone.

Lingua della Cina e del Giappone. Perché la Cina e il Giappone non usano la scrittura alfabetica?

Molte persone sono scoraggiate dal visitare paesi come la Cina e il Giappone, intimiditi dalla complessità della lingua e delle segnaletiche meno accessibili per l’utilizzo degli ideogrammi.

Gli occidentali pensano generalmente che il loro sistema di scrittura alfabetica sia migliore o comunque superiore agli altri sistemi di scrittura in termini di semplicità.

Ciò, indipendentemente dalla complessità della lingua e dalla cultura di riferimento.

 

In effetti – in termini di facilità di apprendimento – i sistemi di scrittura basati sugli alfabeti,  specialmente i sistemi di scrittura fonetica, tendono ad essere più vantaggiosi.

 

Tuttavia, per valutare i diversi sistemi di scrittura, la facilità di apprendimento è solo una delle cose da considerare, fra le altre.

In questo articolo parleremo della lingua cinese e giapponese e del perché non è mai stata introdotta una scrittura alfabetica.

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Lingua della Cina e del Giappone: i vantaggi delle scritture logografiche

Gli studiosi cinesi erano indubbiamente consapevoli dei sistemi di scrittura basati sugli alfabeti.

Infatti, dai tempi più antichi, la Cina ha avuto rapporti con paesi lontani, per migliaia di anni.

E allora perché non hanno mai introdotto o inventato sistemi di scrittura basati su un alfabeto?

In realtà, le lingue logografiche come il cinese e il giapponese, hanno diversi vantaggi.

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1) Lingua della Cina e del Giappone: universalità

Il primo vantaggio delle lingue logografiche, è di certo l’universalità.

In italiano, se mostri la parola “cane” a qualcuno, ne conoscerà il significato soltanto se conosce l’italiano e sa che cosa sia un cane.

Se invece mostri il carattere 犬 (che si pronuncia “inu” e significa cane in giapponese) a qualcuno che ha imparato il significato di questo particolare carattere, saprà il suo significato indipendentemente dalla lingua che parla.

In Cina, questa possibilità ha fatto storicamente la differenza, perché fra un dialetto e l’altro nel paese, esistono enormi differenze.

La cosa vale anche attualmente.

Infatti, i linguisti spesso si riferiscono alle diverse diverse “lingue sinitiche” piuttosto che ai dialetti della Cina.

Per esempio, il cinese mandarino e il cinese cantonese sono davvero diversi fra loro.  Molto distanti, rispetto a ciò che possono essere lo spagnolo e l’italiano.

Grazie agli ideogrammi, in Cina tutti potevano comprendersi per iscritto, nonostante parlassero lingue diverse.

Il criterio dell’universalità, probabilmente è stato il motivo principale per cui la Cina non ha mai adottato un sistema di scrittura fonetica.

 

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2) Essenzialità

La chiarezza di ogni singolo carattere, rende le lingue logografiche essenziali ed economiche.

In effetti, scrivere con caratteri cinesi è molto più economico che con qualsiasi sistema di scrittura fonetica.

I caratteri cinesi si basano su un logogramma, dove ogni simbolo rappresenta un morfema, ovvero un’unità espressiva della lingua.

Per ogni frase basata su una lingua alfabetica, la frase corrispettiva in cinese, necessiterà di meno caratteri.

E la differenza è ancora maggiore se si utilizza il cinese classico: infatti in questo, quasi ogni parola è monosillabica.

Inoltre, la concisione della lingua cinese è rafforzata dal fatto che i termini possono essere molto corti.

Di fatto, in cinese esistono diverse parole ad una sillaba, rispetto a lingue come la nostra.

In più, nel cinese mandarino moderno e parlato, tantissime parole sono disillabiche.

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3) Lingua della Cina e del Giappone: bellezza e creatività

Un sistema logografico, per sua stessa natura, lascia molto spazio all’espressione creativa e artistica.

Ecco perché in paesi come la Cina e il Giappone, viene data molta attenzione alla calligrafia.

Da sempre, la calligrafia è una forma d’arte stimata in Cina. Lo stesso Confucio l’ha menzionata tra le “Sei Arti”, ovvero la base dell’educazione nell’antica Cina.

Nei vari stili calligrafici, quelli più astratti sono altamente considerati.

 

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Lingua della Cina e del Giappone: i caratteri cinesi non sono solo un sistema di scrittura

Un altro motivo fondamentale che spiega perché i caratteri cinesi sono così importanti e resistono al passaggio del tempo, è perché rappresentano il cuore stesso, la storia della cultura cinese.

Ogni carattere ha una sua storia peculiare.

E’ impensabile eliminarli sia dal cinese che dal giapponese.

Sarebbe come immaginare l’italiano senza l’eredità proveniente dal latino e dal greco, essenza stessa della nostra lingua.

 

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Lingua della Cina e del Giappone: le lingue alfabetiche variano nel tempo rispetto a quelle logografiche

Un ulteriore vantaggio delle lingue logografiche rispetto agli alfabeti è che sono meno variabili nel tempo.

Infatti, tutte le lingue alfabetiche sono basate sulla pronuncia e questa tende a variare nel tempo.

Quindi le lingue alfabetiche sono meno stabili, rispetto a quelle logografiche.

Un esempio concreto di questo vantaggio?

I cinesi possono facilmente comprendere opere calligrafiche scritte migliaia di anni fa, ma la stessa cosa non può essere fatta sui manoscritti occidentali di “soli” 500 anni fa.

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