Perché l’estate è la stagione della paura in Giappone?

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Perché l’estate è la stagione della paura in Giappone?

Perché l’estate è la stagione della paura in Giappone?

L’estate è la stagione delle giornate in spiaggia, dei gelati sule panchine e del divertimento all’aria aperta: tuttavia in Giappone le cose non stanno proprio così. Non fraintendeteci: il divertimento è assicurato in estate anche nel Paese del Sol Levante, ma i più attenti si saranno accorti che c’è un’aria leggermente più tetra e spaventosa, soprattutto attorno a metà agosto.

In questo articolo spiegheremo perché l’estate è la stagione della paura in Giappone. Ma prima di tutto, se volete conoscere ogni aggiornamento sulla riapertura del Giappone 2022, curiosità sul Giappone, cultura giapponese, migliori hotel di Tokyo dove dormire a Tokyo e consigli sull’organizzazione dei viaggi in Giappone, seguiteci sulla nostra pagina Facebook dedicata “Il Mio Viaggio In Giappone”.

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Credit: Depositphotos.com

L’estate giapponese all’insegna del macabro

Insomma come dicevamo, in Giappone l’estate è il periodo in cui le cose tradizionalmente iniziano a diventare un po’ spaventose.

Nel corso dei secoli le torride e lunghe estati del Giappone sono sempre state popolate di spiriti spettrali, storie spaventose – chiamate Kaidan – e prove di coraggio al cardiopalma. Si tratta di inquietanti tradizioni tipiche proprio dei mesi più caldi e che si sovrappongono parzialmente ad Obon, la celebrazione dei morti in Giappone che cade a metà agosto.

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Danza Awa Odori Obon Festival 

Perché l’estate è la stagione della paura in Giappone? Il significato dei fantasmi in Giappone

Nei diversi paesi e culture, la percezione degli spiriti dei morti può essere anche molto differente.

Di fatto, in Giappone abbiamo alcune somiglianze con l’Occidente ma anche svariate differenze.

Nel Paese del Sol Levante, i fantasmi sono chiamati “yurei”.

Questa parola può essere tradotta come “spirito debole”. E similmente all’Occidente, gli yurei sono spesso rappresentati in letteratura e nell’arte come figure pallide e macabre, spesso fluttuanti nell’aria e vestite con abiti bianchi, simili a persone appena morte.

Yurei. Credit: Depositphotos.com

Yurei: gli spiriti ossessionanti del Giappone

Secondo la tradizione giapponese, quando una persona muore, il suo spirito lascia il corpo. Ma affinché lo spirito arrivi integro nell’Aldilà, devono essere eseguiti in modo esemplare tutti i rituali funebri per il defunto, compresa la veglia e un adeguato servizio funebre.

Senza questi rituali, lo spirito non passa fluidamente nell’aldilà e diventa fantasma o yurei. La stessa cosa accade sia in caso di morte violenta, sia se vittime di gravi offese durante la vita, poiché lo spirito non sarà in pace.

In questo caso, lo spirito della persona si trasforma in un fantasma vendicativo chiamati “onryo”.

Questi spiriti rimasti incastrati fra una vita e l’Aldilà, potrebbero essere impegnati a cercare di risolvere le questioni terrene anche perpetrando vendetta a chiunque abbia fatto loro del male in vita.

Tuttavia, nel folklore giapponese, abbiamo differenti categorie di yurei e non tutte sono vendicative o cattive.

Solitamente gli yurei si caratterizzano in base alla natura della loro morte. I funayurei sono i fantasmi dei morti in mare; gli zashiki warashi sono quelli dei bambini.

Mentre, Ubume sono spiriti di donne morte durante il parto e secondo la tradizione sarebbero benevoli e votati a prendersi cura dei loro bambini.

Ma nel folklore giapponese, non ci sono solo gli yurei, ma anche di “yokai”: parliamo non di fantasmi, bensì di demoni soprannaturali mutaforma, ancora oggi personaggi popolari sia di anime che di manga giapponesi.

copertina La parata degli yōkai a Roma

E a differenza dei fantasmi, gli yokai non sono spiriti di una persona, ma possono assumere diverse forme e svariati modi di essere come animali e creature mitiche ultraterrene.

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Shirime Yokai

Allo stesso modo degli yurei, anche gli yokai possono essere vendicativi o benevoli: ma mentre gli yokai buoni possono portare fortuna, quelli vendicativi sono tradizionalmente responsabili di malattie e disastri naturali.

Yokai. Credit: Depositphotos.com

Perché l’estate è la stagione della paura in Giappone? Obon e i fantasmi dell’estate

Come abbiamo anticipato, in estate in Giappone il Festival di Obon è una delle principali celebrazioni.

Si tratta di un periodo di tre giorni in agosto, durante il quale le famiglie ricordano i loro antenati e i cari scomparsi. Di solito in questi giorni ci si reca in visita alle tombe di famiglia per pulirle e pregare.

La credenza è che durante Obon, gli spiriti dei morti tornino nel mondo reale dall’Aldilà per fare visita ai loro cari.

Ma non si tratta di una festa spaventosa per i giapponesi. Obon è un momento di celebrazione e di ricongiungimento con gli spiriti dei defunti. Sebbene possa sembrare qualcosa di inquietante, somiglia alla celebrazione nostrana dei Morti da noi fra fine ottobre e inizio novembre.

Ma occorre sottolineare che svariati secoli fa, la credenza era che non solo gli spiriti ancestrali benigni facessero il viaggio di ritorno nella terra dei vivi durante Obon, ma che arrivassero anche spiriti cattivi e vendicativi come quelli sprovvisti di famiglia vivente che potesse pregare per loro.

Questi fantasmi sono noti come “muenbotoke”, ma quelli più spaventosi sono gli onryo con i loro propositi di vendetta.

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Perché l’estate è la stagione della paura in Giappone? Shigeru Mizuki

Un esponente di questa parte del folklore giapponese è sicuramente Shigeru Mizuki, famoso in Italia soprattutto per “Kitaro dei cimiteri” (ゲ ゲ ゲ の 鬼 太郎 Gegege no Kitarō).

Kitaro dei Cimiteri, creato nel 1959 è incentrato su un bambino con un occhio solo e mezzo umano che guida una squadra di amici yōkai che salva persone in difficoltà.
Mizuki, che aveva visto cose terribili durante la guerra, ha forse abbracciato questa pittoresca dimensione soprannaturale, anche come evasione e fuga dalla realtà.
La serie parla di creature del folklore, spesso considerati in Occidente come “fantasmi”, ma più simili a spiriti del mondo naturale.
Il manga è stato adattato in numerosi anime, ma anche film e videogiochi.

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Elina a Sakaiminato, Tottori fra i personaggi di Shigeru Mizuki

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Perché l’estate è la stagione della paura in Giappone? La tradizione di Kaidan e le cento candele

L’estate in Giappone è un periodo incredibilmente caldo e umido e in qualche modo i racconti terrorizzanti, servono a dare i brividi e rinfrescare la pelle.

Le storie di fantasmi come abbiamo anticipato sono dette “Kaidan” e la loro tradizione si consolidò nel corso del periodo Edo in Giappone (1603-1867) per continuare ancora oggi.

Queste storie da brivido iniziarono ad essere raccontate nell’era Edo fra gruppi di 100 guerrieri samurai in una usanza conosciuta come “hyakumonogatari kaidankai”.

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L’espressione si può tradurre in “raduno di cento racconti soprannaturali”. Questa consuetudine era un modo per attirare creature soprannaturali nel mondo reale.

Per i samurai era un modo di mettere alla prova il coraggio e durante questo evento i guerrieri accendevano 100 lanterne o candele nel cuore della notte prima di iniziare a turno la condivisione di una storia spaventosa.

Alla conclusione di ogni racconto da brivido, una delle luci veniva spenta. Quindi, dopo la centesima storia, i 100 samurai sarebbero rimasti al buio completo.

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In quel momento, i guerrieri avrebbero atteso la venuta degli spiriti soprannaturali: molte volte, però, il gioco veniva interrotto prima del centesimo racconto. Questo per il terrore dell’ignoto davanti alla totalità delle luci spente e la paura di trovarsi davvero di fronte a forze oscure. Tuttavia, gli hyakumonogatari kaidankai erano così popolari che in estate diventarono un passatempo comune anche tra i non guerrieri in Giappone e nelle classi più umili.

Successivamente, molte delle storie raccontate in queste notti d’estate, furono trascritte e stampate nei libri. Perciò kaidan presto diventò sinonimo di stagione calda.

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Perché l’estate è la stagione della paura in Giappone? Il teatro Kabuki e Kaidan

In molti conoscono l’antica forma di teatro tradizionale giapponese, chiamata “kabuki”. Ebbene, anche questa espressione artistica conobbe kaidan, adottando la pratica di eseguire spettacoli da brivido durante l’estate del periodo Edo.

Tali esibizioni erano dette “suzumi shibai” in giapponese, ovvero “spettacoli raffreddanti”: insomma un modo ulteriore per aiutare i giapponesi a rinfrescarsi dalla calura estiva.

Anche “Rakugo”, ovvero l’arte tradizionale giapponese della narrazione, è arrivata a raccontare storie da brivido dette “kaidan banashi”. Molte di queste narrazioni trattano storie di suggestivi e famosi yurei con tutto l’intento di spaventare il pubblico. Gli spettacoli in questione, si tengono ancora oggi.

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Kabuki. Credit: Depositphotos.com

Perché l’estate è la stagione della paura in Giappone? Kimodameshi e Obakeyashiki: prova il tuo coraggio

Non solo i guerrieri samurai erano chiamati in atti di coraggio estivi, ma anche giovani comuni dovevano dimostrare il loro coraggio. Infatti “Kimodameshi” è un’altra tradizione estiva secolare in Giappone in cui i ragazzi devono dimostrare di avere fegato.

Con questo, s’intende l’atto di andare deliberatamente in un posto lugubre e spettrale per mettere alla prova coraggio e nervi saldi.

Le origini del kimodameshi sono sconosciute, anche se si dice che l’usanza arrivi dal periodo Heian (794-1185). Probabilmente era utilizzato dai samurai come addestramento per i figli.

La parola “kimodameshi” significa in giapponese “testare il tuo fegato” poiché in Giappone – come in Occidente, il fegato è associato al coraggio.

Il modo in cui kimodameshi è declinato, dipende dalle preferenze personali: ma i luoghi più comuni in cui praticarlo sono cimiteri, foreste, edifici abbandonati o luoghi “shinrei” – spazi che secondo le credenze sono infestati dai fantasmi –  di notte.

Solitamente in Giappone sono particolarmente apprezzati i tunnel rurali per i kimodameshi, poiché molti di questi sono davvero lunghi,  lasciandoti chi li percorre nell’aria fredda e umida con poca o nessuna luce: davvero da brivido.

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Oggi, anche i bimbi piccoli partecipano ai kimodameshi organizzati dalle scuole durante l’estate, con insegnanti e volontari per mantenere viva questa tradizione.

Molto popolare in questo periodo, è anche la tradizione di visitare case infestate, chiamate “obakeyashiki” in giapponese.

Alcune di queste sono delle vere e proprie opere d’arte davvero terrificanti.

 

In effetti, in estate si possono trovare svariati tipi di case infestate sia nei parchi a tema che gestite individualmente. Solitamente ruotano attorno a temi specifici e sono molto popolari, in particolare fra i giovani.

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Comunemente ci sono missioni da completare passando di stanza in stanza dove si cammina nella quasi oscurità fra luci tremolanti e vecchie tv che emettono rumore bianco.

A completare il quadro, attori che interpretano ruoli terrificanti di ghoul posseduti o fantasmi tormentati per fare ancora più paura.

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Perché l’estate è la stagione della paura in Giappone? Le uscite dei film horror

Infine, in estate, in Giappone escono anche numerosi film horror, sia nuovi che rivisitazioni di classici dell’orrore.

Anche le emittenti televisive si divertono a mostrare una serie di spettacoli e film horror per mantenere l’atmosfera del periodo. Insomma, sin dal periodo Edo, l’estate in Giappone è la stagione più spaventosa.

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La narrazione di storie agghiaccianti di fantasmi e spiriti maligni, è da tempi antichi un buon antidoto contro la calura estiva.

Kaidan, kabuki, kimodameshi e altre forme più moderne di intrattenimento horror, sono una parte integrante della cultura e della tradizione giapponese.

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Noi pensiamo che siano un lato davvero affascinante di questo paese, assieme ad altre dimensioni soprannaturali come Hyakki Yagyō la parata dei cento Yōkai: la versione giapponese di Halloween e tante altre belle espressioni del folklore nipponico.

Speriamo di avervi incuriosito e intrattenuto con questi aspetti misteriosi del Paese del Sol Levante!

 

Marzia Parmigiani

 

Bibliografia: Ghastly Tales from the Yotsuya kaidan; Kaidan: Tradición del terror en Japón 

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