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Perfect Days: i bagni pubblici di Shibuya location nel film di Wenders

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Tempo di lettura: 12 minuti

Le vere location di Perfect Days, la storia del Tokyo Toilet Project e il motivo per cui questi bagni pubblici rappresentano una delle attrazioni più sorprendenti di Tokyo.

Perfect Days: i bagni pubblici di Shibuya location nel film di Wenders

Può un film ambientato tra i bagni pubblici di Tokyo emozionare milioni di persone? Perfect Days di Wim Wenders dimostra che sì. Candidato all’Oscar come Miglior Film Internazionale, il film segue Hirayama, interpretato da Kōji Yakusho, un uomo che dedica le proprie giornate alla cura dei bagni pubblici di Shibuya. Dietro una routine fatta di gesti semplici – il caffè del mattino, le piante, la musica in cassette e il lavoro svolto con assoluta dedizione – si nasconde una delle riflessioni più profonde sulla cultura giapponese, sul rispetto per il bene comune e sulla bellezza della normalità.

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Kōji Yakusho

Di cosa parla Perfect Days?

Ogni mattina Hirayama si alza prima dell’alba (come tanti abitanti di Tokyo), si pettina accuratamente i baffi, coltiva con affetto le sue piante (raccolte dal terreno di un santuario vicino) e poi parte per andare al lavoro. Durante i suoi spostamenti, si abbandona alla sua vasta collezione di classici rock degli anni ’60 e ’70, con artisti iconici come The Rolling Stones, Otis Redding, The Kinks e, ovviamente, visto il titolo del film, Lou Reed.

L’occupazione di Hirayama ruota attorno al mantenimento della pulizia dei bagni pubblici nel vivace quartiere Shibuya di Tokyo. Il suo lavoro, che comprende strofinare, spazzolare e pulire, per l’osservatore è probabilmente privo di fascino, ma rimane un servizio vitale.

La leggenda del cinema giapponese Yakusho Koji interpreta Hirayama con naturalezza e dignitosa freddezza, dimostrando un impegno incrollabile e una religiosa attenzione ai dettagli in ogni aspetto della sua routine quotidiana.

Per quanto riguarda i bagni stessi, sono delle vere e proprie opere d’arte. Uno vanta una cupola bianca brillante, che ricorda un’astronave. Un altro ricorda un labirinto di assi di legno, mentre un altro ancora presenta pareti dai colori vivaci ma trasparenti. Quando una donna americana, chiaramente perplessa, chiede informazioni sul loro funzionamento, Hirayama, senza dire una parola, entra in uno di essi e chiude la porta.

In un attimo il vetro diventa opaco. Ci siamo già occupati di questi bagni nel 2020 nell’articolo Tokyo e i bagni pubblici intelligenti e trasparenti e sapevamo che questo progetto nel tempo avrebbe ispirato intuizioni straordinarie.

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Scatto personale: Elina e Marzia con lo sfondo della Tokyo Sky Tree

Negli spostamenti quotidiani del signor Hirayama, s’intravede la Tokyo SkyTree, celeberrima torre, punto di riferimento nella zona in cui abita (una delle nostre preferite dove abitare quando siamo a Tokyo).

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Scatto personale: la Tokyo Sky Tree vista dalla strada in cui abitiamo di solito a Tokyo

Dopo aver completato il giro di pulizie, si rinfresca in un bagno pubblico (sentō), si ferma nel suo ritrovo abituale e si rilassa con un libro prima di dormire, per poi ripetere il ciclo il giorno successivo con costante impegno e professionalità. Ambientato sullo sfondo di una Tokyo tecnologicamente avanzata, Hirayama, una figura gentile e introversa, vive in un mondo personale pieno di cassette analogiche, letteratura e fotografie su pellicola.

La sua esistenza è caratterizzata da azioni semplici, silenziose, ma determinate e belle, scandite da un ritmo più lento, privo della tecnologia moderna, che favorisce connessioni umane più profonde.

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Perfect Days: bagni Shibuya location – l’essenza della cultura giapponese

Il film cattura magnificamente l’essenza della cultura giapponese, sottolineando l’ordine, la pulizia, la discrezione e il rispetto per i servizi pubblici.

In “Perfect Days”, ogni struttura è un bagno pubblico funzionante, che rappresenta un aspetto notevole di uno sforzo architettonico volto a rivitalizzare le strutture in tutto il quartiere Shibuya di Tokyo.

Il progetto avviato dalla Fondazione Nippon nel 2018, il Tokyo Toilet Project è nato in risposta alla percezione prevalente dei bagni pubblici come “bui, sporchi, maleodoranti e intimidatori”, come trasmesso dal coordinatore del progetto Yamada Akiko.

Mette in risalto le iconiche toilette di Shibuya, progettate da rinomati architetti e designer nell’ambito del Tokyo Toilet Project. Questo progetto, volto a ridefinire i bagni pubblici come spazi puliti e sicuri, ha coinvolto 16 illustri designer, tra cui Kengo Kuma e Tadao Andō, dando vita a 17 bagni artistici e accattivanti nel quartiere più vivace di Tokyo.

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Tra questi progetti innovativi, Ban Shigeru, vincitore del Premio Pritzker nel 2014, ha creato due bagni distintivi: uno nel Mini Park Yoyogi Fukamachi con pannelli di vetro nei toni del rosa, arancione e viola, e un altro nel Parco comunitario Haru-no-Ogawa con vetro blu e verde.

Queste strutture comprendono una tecnologia all’avanguardia, tra cui uno spray per bidet, un sedile riscaldato e un pannello di controllo ad alta tecnologia, con il vetro che diventa opaco quando si chiude. Le loro finestre offrono una visione immediata della pulizia e dell’occupazione. Di notte, queste strutture illuminano i parchi, migliorando la sicurezza. Questi cubicoli vivaci sono disponibili in colori accattivanti come lime, viola, verde, mango e rosa. Durante la notte si trasformano in splendide lanterne di grandi dimensioni, creando uno spettacolo visivamente accattivante.

Qui puoi vedere il video che abbiamo realizzato nei bagni che compaiono nel film di Wenders.

Perfect Days: bagni Shibuya location. Come funzionano gli innovativi bagni pubblici trasparenti di Tokyo?

Quando entriamo in un bagno pubblico, ci poniamo quasi sempre due domande: è libero? E soprattutto: è pulito?

I celebri bagni trasparenti del Tokyo Toilet Project sono stati progettati proprio per rispondere a questi dubbi ancora prima di varcare la soglia. Quando la toilette è libera, le pareti in vetro colorato rimangono completamente trasparenti, permettendo di verificarne immediatamente lo stato di pulizia e l’eventuale presenza di persone all’interno.

Una volta chiusa la porta a chiave, entra in funzione una speciale tecnologia che modifica la struttura del vetro: le pareti diventano completamente opache, garantendo la massima privacy a chi utilizza il bagno. Quando la porta viene riaperta, il vetro torna automaticamente trasparente, consentendo nuovamente di osservare l’interno dall’esterno.

Questa soluzione, ideata dall’architetto Shigeru Ban, unisce design, innovazione e praticità, offrendo un modo semplice per aumentare la fiducia degli utenti nei confronti dei bagni pubblici e promuoverne l’utilizzo.

Tra le strutture più innovative del progetto spicca anche la Hi Toilet, progettata da Kazoo Sato. Con la sua caratteristica forma sferica, integra tecnologie contactless e comandi vocali che riducono al minimo il contatto con le superfici, proponendo un nuovo standard di igiene e accessibilità per gli spazi pubblici.

Ma i bagni di Shibuya non sono soltanto un esempio di innovazione tecnologica. In Perfect Days diventano il simbolo di un modo diverso di concepire il servizio pubblico, il rispetto per gli altri e la cura degli spazi condivisi, valori profondamente radicati nella cultura giapponese.

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Scatto personale: la Tokyo Sky Tree vista dal quartiere di Perfect Days

Perfect Days: bagni Shibuya location. Cultura della toilette in Giappone

Per Wim Wenders, il Tokyo Toilet Project non rappresentava soltanto un’iniziativa di riqualificazione urbana o un esempio di architettura contemporanea. Dietro quei bagni pubblici vedeva qualcosa di molto più profondo: un modo di intendere il bene comune, il rispetto per gli altri e la cura degli spazi condivisi.

Per questo motivo il regista tedesco ha scelto di non realizzare un documentario sul progetto. Ha preferito raccontarlo attraverso la storia di Hirayama, trasformando un lavoro considerato ordinario in una riflessione sulla dignità, sulla semplicità e sul significato della quotidianità.

Come ha spiegato lo stesso Wenders:

«In Giappone esiste un profondo senso del servizio e del bene comune. Allo stesso tempo sono rimasto affascinato dalla bellezza architettonica di questi bagni pubblici e dal modo in cui riescono a integrarsi nella vita quotidiana, andando ben oltre la loro funzione pratica.»

Washlet

La cultura della toilette in Giappone

In Giappone i bagni pubblici non sono semplici servizi igienici, ma rappresentano un esempio concreto dell’attenzione che il Paese dedica all’igiene, al comfort e al rispetto verso gli altri. A Tokyo sono presenti decine di toilette pubbliche distribuite nei quartieri cittadini e la loro manutenzione è considerata parte integrante della qualità dello spazio urbano.

Anche nei luoghi più comuni, come aree di servizio, stazioni ferroviarie o fast food, è normale trovare ambienti estremamente puliti e dotati di tecnologie avanzate. I celebri washlet, ormai simbolo del Giappone moderno, offrono funzioni come sedile riscaldato, bidet con getti regolabili, asciugatura ad aria, scarico automatico e sistemi sonori pensati per garantire maggiore privacy.

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Comandi del washlet

È proprio questa attenzione ai dettagli che ha reso il Tokyo Toilet Project qualcosa di più di un progetto architettonico: un simbolo della cultura giapponese e uno degli elementi che rendono Perfect Days un film capace di raccontare il Paese attraverso i gesti più semplici.

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Perfect Days: bagni Shibuya location. I bagni pubblici come simbolo culturale del Giappone

Per Wim Wenders, i bagni pubblici di Tokyo non sono soltanto il luogo in cui si svolge la vicenda di Perfect Days. Diventano il simbolo di una cultura fondata sul rispetto, sulla responsabilità individuale e sulla cura degli spazi condivisi.

Se il protagonista fosse stato un addetto alle pulizie di bagni in molti contesti occidentali, probabilmente il film avrebbe assunto toni più drammatici o di denuncia sociale. Wenders, invece, sceglie una strada completamente diversa. Attraverso la quotidianità di Hirayama costruisce un racconto intimo e contemplativo, in cui la ripetizione dei gesti non è sinonimo di monotonia, ma di presenza, consapevolezza e dignità.

Non a caso, una parte della critica ha definito Perfect Days un film eccessivamente idealizzato o retorico. Eppure è proprio questa apparente semplicità a rappresentarne il cuore.

Non riescono a comprendere il senso delle piccole cose, dell’impegno ritenuto essenziale e necessario anche nelle minori e più umili mansioni. Non conoscono il valore del “fare al meglio delle proprie possibilità” il proprio lavoro, sebbene ad un superficiale sguardo esterno, possa sembrare poco allettante.

Questo, semplicemente perché molti non afferrano l’essenza della cultura giapponese, che si collega anche al benefico concetto di Shōkakkō, le “piccole ma certe felicità” di Haruki Murakami che punteggiano la vita del protagonista.

Hirayama incarna quasi la figura di un monaco contemporaneo. Ogni giornata è scandita dagli stessi rituali: pulisce con estrema attenzione i bagni pubblici, pranza sempre sulla stessa panchina all’interno di un tempio, cura le proprie piante e fotografa con una macchina analogica il komorebi, la luce che filtra tra le foglie degli alberi, sapendo che ogni istante sarà irripetibile.

Lo stesso Kōji Yakusho ha raccontato che il concetto di komorebi è stato una delle principali fonti di ispirazione del film, scritto da Wim Wenders insieme allo sceneggiatore Takuma Takasaki. Non è soltanto un fenomeno naturale, ma un invito a riconoscere la bellezza nascosta nei dettagli e nell’unicità di ogni momento.

Naturalmente Perfect Days non vuole descrivere una realtà perfetta. La serenità di Hirayama viene incrinata quando la sua routine si interrompe improvvisamente: un collega si licenzia costringendolo a coprire turni aggiuntivi, mentre il riemergere del rapporto con la sorella lascia intuire un passato familiare complesso e mai del tutto elaborato. Sono piccole fratture che ricordano come, anche nella ricerca dell’equilibrio, la vita continui a confrontarsi con l’imprevisto.

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Scatto personale: Marzia sulla panchina di Hirayama al tempio Yoyogi Hachimangu.

“Perfect Days” non sposa la superficiale filosofia new age; invece, contempla teneramente le ricompense e i rimpianti di una vita imperfetta condotta con consapevolezza e riflessione.

Perfect Days incarna un viaggio melodico, una sinfonia ripetitiva che si intreccia e si addolcisce, senza offrire soluzioni definitive o risposte concrete.

Eppure è proprio questa apparente semplicità a renderlo un film straordinario. In un panorama cinematografico sempre più orientato verso il ritmo serrato, i colpi di scena e la spettacolarizzazione, Wim Wenders sceglie di raccontare la forza della quotidianità. Lo fa attraverso silenzi, gesti ripetuti e piccoli rituali che, osservati con attenzione, acquistano un significato universale.

Pur essendo un regista straniero, Wenders è riuscito a cogliere alcuni degli aspetti più profondi della cultura giapponese, evitando di fermarsi agli stereotipi più conosciuti. Il suo Giappone non è soltanto quello dei templi, dei ciliegi in fiore o delle luci di Shibuya, ma quello fatto di rispetto, disciplina, attenzione ai dettagli e cura per il bene comune.

Attraverso la figura di Hirayama, Perfect Days ci ricorda che la felicità non nasce necessariamente dagli eventi straordinari, ma può essere costruita anche nella ripetizione dei gesti quotidiani. È un invito a rallentare, a osservare ciò che spesso passa inosservato e a riconoscere valore anche nella normalità. Forse è proprio questa la lezione più preziosa del film: imparare a trovare bellezza dove, a prima vista, sembrerebbe non esserci nulla di speciale.

Perfect Days: bagni Shibuya location. Bagni pubblici come attrazioni turistiche in Giappone

Perfect Days non è semplicemente un film ambientato tra i bagni pubblici di Shibuya. È un’opera che dimostra come anche i luoghi più ordinari possano raccontare l’identità di un Paese, trasformandosi in simboli di valori come il rispetto, il senso del dovere e la cura del bene comune.

Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2023, dove Kōji Yakusho ha conquistato il premio come Miglior Attore, il film di Wim Wenders è stato successivamente candidato agli Oscar 2024 nella categoria Miglior Film Internazionale. Ma il suo impatto è andato ben oltre il grande schermo.

Anche il Tokyo Toilet Project ha ottenuto risultati concreti. Secondo la Nippon Foundation, la soddisfazione degli utenti delle 17 toilette riqualificate è passata dal 44% a quasi il 90%, mentre la percentuale di persone con una percezione negativa dei bagni pubblici è diminuita dal 30% al 3%.

Come ha dichiarato il direttore esecutivo della Nippon Foundation, Sasakawa Junpei, sempre più persone hanno iniziato a guardare questi spazi con occhi diversi. Oggi i bagni pubblici di Shibuya non sono soltanto un servizio essenziale, ma una meta ricercata dagli appassionati di architettura, design e cineturismo, oltre che da chi desidera conoscere un volto meno scontato del Giappone.

Visitare queste toilette significa andare oltre la curiosità suscitata da Perfect Days. Significa osservare da vicino come il Giappone riesca a trasformare anche un luogo apparentemente banale in un’esperienza che unisce estetica, innovazione, funzionalità e rispetto per la collettività. Ed è forse proprio questa capacità di trovare bellezza nell’ordinario il messaggio più autentico che il film di Wim Wenders lascia allo spettatore.

firma marzia parmigiani

Marzia Parmigiani è Psicologa clinica iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna (n. 5657), Senior SEO copywriter freelance e co-fondatrice del progetto Traveltherapists.

Si occupa di benessere psicologico, travel therapy, psicologia del viaggio, turismo medico, cultura giapponese e strategie digitali. Scrive guide e approfondimenti dedicati ai viaggi e accompagna viaggiatori in Giappone come guida sul territorio.

Divulgatrice di approfondimenti storico-culturali sul Regno di Ryūkyū, è esperta di turismo slow e turismo di lusso a Okinawa, dove realizza reportage e itinerari nati da viaggi ricorrenti e da una conoscenza diretta delle isole del sud del Giappone. Tra i suoi articoli di riferimento, la Guida a Okinawa: cosa sapere prima di partire è oggi uno dei contenuti più completi disponibili online in lingua italiana.

Cura e scrive in esclusiva i contenuti del blog culturale in inglese The LCN Firm, punto di riferimento per la narrazione delle radici italo-americane.

È iscritta al Registro Nazionale Mindfulness con il numero 3168.
Puoi scoprire di più su di lei su LinkedIn.

Domande frequenti su Perfect Days: bagni Shibuya location

I bagni pubblici di Shibuya in Perfect Days sono reali?

Sì. I bagni pubblici mostrati in Perfect Days esistono davvero e fanno parte del Tokyo Toilet Project, un’iniziativa che ha coinvolto alcuni dei più importanti architetti giapponesi e internazionali per riqualificare le toilette pubbliche del quartiere di Shibuya.

Cos’è il Tokyo Toilet Project?

Il Tokyo Toilet Project è un progetto nato nel 2018 per trasformare i bagni pubblici di Shibuya in spazi puliti, sicuri, accessibili e dal grande valore architettonico. Oggi rappresenta uno dei simboli del design urbano di Tokyo.

Perché i bagni pubblici di Shibuya sono diventati famosi?

La loro fama internazionale è cresciuta grazie al film Perfect Days di Wim Wenders, che li ha utilizzati come elemento centrale della storia del protagonista Hirayama.

I bagni trasparenti di Shibuya come funzionano?

Quando il bagno è libero, le pareti di vetro sono trasparenti e permettono di verificarne la pulizia. Quando viene chiuso a chiave, il vetro diventa opaco grazie a una speciale tecnologia.

È possibile visitare i bagni di Perfect Days?

Sì. Tutti i bagni mostrati nel film sono strutture pubbliche realmente utilizzabili e visitabili gratuitamente durante un viaggio a Tokyo.

Chi ha progettato i bagni pubblici di Shibuya?

Le toilette del Tokyo Toilet Project sono state progettate da celebri architetti e designer, tra cui Kengo Kuma, Tadao Andō e Shigeru Ban, vincitore del Premio Pritzker.

Perché i bagni hanno un significato così importante in Perfect Days?

Nel film rappresentano il senso del servizio, della cura e del rispetto per il bene comune, valori profondamente radicati nella cultura giapponese.

I bagni pubblici giapponesi sono davvero così tecnologici?

Sì. Molti bagni pubblici in Giappone sono dotati di washlet con sedile riscaldato, bidet, asciugatura, scarico automatico e altre funzioni pensate per migliorare comfort e igiene.

Dove si trovano i bagni pubblici di Perfect Days?

Le toilette protagoniste del film si trovano nel quartiere di Shibuya, a Tokyo, distribuite in diversi parchi e aree pubbliche come parte del Tokyo Toilet Project.

Vale la pena visitare i bagni pubblici di Shibuya?

Se ami l’architettura contemporanea, il design giapponese o hai apprezzato Perfect Days, la visita offre un modo originale per conoscere un aspetto autentico della cultura quotidiana di Tokyo.

 

FOTO: Credit by Depositphotos.com

 

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