Perfect Days: i bagni pubblici di Shibuya location nel film di Wenders

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Perfect Days: bagni Shibuya location.

Perfect Days: i bagni pubblici di Shibuya location nel film di Wenders

Nell’acclamato film di Wim Wenders “Perfect Days”, che ha ricevuto una nomination all’Oscar come miglior film internazionale, il personaggio centrale è interpretato dal talentuoso Kōji Yakusho. La storia ruota attorno a un sessantenne custode di bagni pubblici di Tokyo di nome Hirayama. La sua vita è una serie di routine coerenti: svegliarsi , riporre il futon, occuparsi della sua igiene personale, coltivare le sue piante, indossare il suo abito da lavoro blu decorato con il logo “The Tokyo Toilet”, prendere un caffè in lattina e partire nel suo furgone per andare al lavoro e pulire il primo dei bagni della giornata.

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Kōji Yakusho

Di cosa parla Perfect Days?

Ogni mattina Hirayama si alza prima dell’alba (come tanti abitanti di Tokyo), si pettina accuratamente i baffi, coltiva con affetto le sue piante (raccolte dal terreno di un santuario vicino) e poi parte per andare al lavoro. Durante i suoi spostamenti, si abbandona alla sua vasta collezione di classici rock degli anni ’60 e ’70, con artisti iconici come The Rolling Stones, Otis Redding, The Kinks e, ovviamente, visto il titolo del film, Lou Reed.

L’occupazione di Hirayama ruota attorno al mantenimento della pulizia dei bagni pubblici nel vivace quartiere Shibuya di Tokyo. Il suo lavoro, che comprende strofinare, spazzolare e pulire, per l’osservato è probabilmente privo di fascino, ma rimane un servizio vitale.

La leggenda del cinema giapponese Yakusho Koji interpreta Hirayama con naturalezza e dignitosa freddezza, dimostrando un impegno incrollabile e una religiosa attenzione ai dettagli in ogni aspetto della sua routine quotidiana.

Per quanto riguarda i bagni stessi, sono delle vere e proprie opere d’arte. Uno vanta una cupola bianca brillante, che ricorda un’astronave. Un altro ricorda un labirinto di assi di legno, mentre un altro ancora presenta pareti dai colori vivaci ma trasparenti. Quando una donna americana, chiaramente perplessa, chiede informazioni sul loro funzionamento, Hirayama, senza dire una parola, entra in uno di essi e chiude la porta.

In un attimo il vetro diventa opaco. Ci siamo già occupati di questi bagni nel 2020 nell’articolo Tokyo e i bagni pubblici intelligenti e trasparenti e sapevamo che questo progetto nel tempo avrebbe ispirato intuizioni straordinarie.

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Elina e Marzia con lo sfondo della Tokyo Sky Tree

Negli spostamenti quotidiani del signor Hirayama, s’intravede la Tokyo SkyTree, celeberrima torre, punto di riferimento nella zona in cui abita (una delle nostre preferite dove abitare quando siamo a Tokyo).

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La Tokyo Sky Tree vista dalla strada in cui abitiamo di solito a Tokyo

Dopo aver completato il giro di pulizie, si rinfresca in un bagno pubblico, si ferma nel suo ritrovo abituale e si rilassa con un libro prima di dormire, per poi ripetere il ciclo il giorno successivo con costante impegno e professionalità. Ambientato sullo sfondo di una Tokyo tecnologicamente avanzata, Hirayama, una figura gentile e introversa, vive in un mondo personale pieno di cassette analogiche, letteratura e fotografie su pellicola.

La sua vita è caratterizzata da azioni semplici, silenziose, ma determinate e belle, scandite da un ritmo più lento, privo della tecnologia moderna, che favorisce connessioni umane più profonde.

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Perfect Days: bagni Shibuya location – l’essenza della cultura giapponese

Il film cattura magnificamente l’essenza della cultura giapponese, sottolineando l’ordine, la pulizia, la discrezione e il rispetto per i servizi pubblici.

In “Perfect Days”, ogni struttura è un bagno pubblico funzionante, che rappresenta un aspetto notevole di uno sforzo architettonico volto a rivitalizzare le strutture in tutto il quartiere Shibuya di Tokyo.

Il progetto avviato dalla Fondazione Nippon nel 2018, il Tokyo Toilet Project è nato in risposta alla percezione prevalente dei bagni pubblici come “bui, sporchi, maleodoranti e intimidatori”, come trasmesso dal coordinatore del progetto Yamada Akiko.

Mette in risalto le iconiche toilette di Shibuya, progettate da rinomati architetti e designer nell’ambito del Tokyo Toilet Project. Questo progetto, volto a ridefinire i bagni pubblici come spazi puliti e sicuri, ha coinvolto 16 illustri designer, tra cui Kengo Kuma e Tadao Andō, dando vita a 17 bagni artistici e accattivanti nel quartiere più vivace di Tokyo.

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Tra questi progetti innovativi, Ban Shigeru, vincitore del Premio Pritzker nel 2014, ha creato due bagni distintivi: uno nel Mini Park Yoyogi Fukamachi con pannelli di vetro nei toni del rosa, arancione e viola, e un altro nel Parco comunitario Haru-no-Ogawa con vetro blu e verde.

Queste strutture comprendono una tecnologia all’avanguardia, tra cui uno spray per bidet, un sedile riscaldato e un pannello di controllo ad alta tecnologia, con il vetro che diventa opaco quando si chiude. Le loro finestre offrono una visione immediata della pulizia e dell’occupazione. Di notte, queste strutture illuminano i parchi, migliorando la sicurezza. Questi cubicoli vivaci sono disponibili in colori accattivanti come lime, viola, verde, mango e rosa. Durante la notte si trasformano in splendide lanterne di grandi dimensioni, creando uno spettacolo visivamente accattivante.

Perfect Days: bagni Shibuya location. Come funzionano gli innovativi bagni pubblici trasparenti di Tokyo?

Quando visitiamo un bagno pubblico, in genere consideriamo due fattori chiave: se è in uso e se è pulito.
Questi nuovi bagni pubblici trasparenti a Tokyo offrono un modo per verificare entrambi gli aspetti prima di entrare.

Le persone che necessitano di queste strutture possono confermare la propria pulizia senza la necessità di entrare o avere un contatto fisico. Infatti, quando il bagno è occupato e chiuso a chiave, le pareti in vetro colorato dei bagni di Tokyo diventano smerigliate e non trasparenti, grazie all’avanzata tecnologia LED e all’elettricità. Dopo una corretta chiusura e occupazione, l’involucro di vetro colorato diventa smerigliato e non trasparente. Quando si riapre la porta, il meccanismo elettrico ri-orienta i cristalli nelle pareti di vetro, permettendo a più luce di passare e ripristinando la trasparenza.

Invece, la “Hi toilet”, progettata da Kazoo Sato, si distingue per la sua forma sferica e la tecnologia avanzata. Offre un’esperienza completamente contactless e ad attivazione vocale, stabilendo un nuovo standard di igiene nei bagni pubblici in tutto il mondo. Ma torniamo a Perfect Days.

Perfect Days: bagni Shibuya location. Cultura della toilette in Giappone

Tuttavia, per Wenders, il Tokyo Toilet Project aveva un significato che andava oltre i suoi aspetti architettonici; ha approfondito le complessità della cultura giapponese.

Invece di optare per un approccio documentaristico, ha scelto di creare un lungometraggio drammatico con il Tokyo Toilet Project come punto focale.

“In Giappone c’è un profondo senso di ‘servizio’ e di ‘bene comune'”, ha affermato Wenders in una recente intervista. “Allo stesso tempo, c’è il puro splendore architettonico di questi servizi igienici pubblici. Sono rimasto stupito da come i ‘bagni’ possano essere intrecciati nella cultura quotidiana, trascendendo il loro ruolo di necessità un po’ scomoda.”

Washlet

La cultura della toilette giapponese possiede innegabilmente un carattere distintivo. I bagni pubblici a Tokyo sono eccezionalmente diffusi, con 53 bagni pubblici ogni 100.000 residenti nella città.

Anche i bagni pubblici più modesti delle stazioni di servizio giapponesi o dei fast food mostrano un impegno impressionante per un’igiene scrupolosa. La nazione è leader globale nella tecnologia delle toilette, con washlet tipicamente dotati di sedili riscaldati, bidet integrati dotati di getti per lavare e asciugare, scarico automatizzato e spesso una selezione di musica e rumori per proteggere la privacy.

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Comandi del washlet

Toto, il principale produttore di toilette del paese (e collaboratore del Tokyo Toilet Project), mantiene il proprio museo dedicato alla storia delle toilette con scarico in ceramica.

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Perfect Days: bagni Shibuya location. I bagni pubblici come simbolo culturale del Giappone

Per Wenders, i bagni di Tokyo simboleggiano qualcosa di distinto e profondamente ammirevole all’interno della cultura giapponese.

Ci si potrebbe aspettare una rappresentazione cupa se il film fosse incentrato su un addetto alle pulizie di bagni italiano o di qualsiasi altro paese occidentale, ma “Perfect Days” è, in effetti, simile a una meditazione Zen sulle gioie di un’esistenza semplice. 

Tuttavia alcuni critici italiani hanno bollato questo film come “retorico”.

Non riescono a comprendere il senso delle piccole cose, dell’impegno ritenuto essenziale e necessario anche nelle minori e più umili mansioni. Non conoscono il valore del “fare al meglio delle proprie possibilità” il proprio lavoro, sebbene ad un superficiale sguardo esterno, possa sembrare poco allettante.

Questo semplicemente perché molti non afferrano l’essenza della cultura giapponese, che si collega anche al benefico concetto di Shōkakkō, le “piccole ma certe felicità” di Haruki Murakami che punteggiano la vita del protagonista.

Hirayama incarna il ruolo di un monaco contemporaneo, i cui rituali quotidiani fungono da forma di contemplazione spirituale. Ogni giorno consuma il pranzo sulla stessa panchina nel giardino del tempio e scatta una fotografia (usando una fotocamera analogica) dell’identico raggio di luce che filtra attraverso le cime degli alberi.

In un’intervista, Koji Yakusho ha rivelato che il film, coautore di Wenders e dello sceneggiatore giapponese Takuma Takasaki, trae ispirazione dal concetto giapponese di “komorebi“, un termine che descrive il gioco di luci e ombre attraverso le foglie degli alberi, dove ogni momento e ogni raggio è considerato prezioso e unico.

Sebbene la rappresentazione possa essere idealizzata, non è priva di complessità. I conflitti sorgono quando la routine scrupolosamente equilibrata di Hirayama è interrotta, ad esempio quando è costretto a fare un doppio turno per coprire un collega che si è licenziato all’improvviso (chi conosce un minimo la cultura del Giappone, sa quanto i “contrattempi”, i banali cambiamenti del senso di marcia quando si cammina, siano percepiti in modo più “traumatico” che in Occidente). Inoltre, una breve scena con la sorella separata, allude a un trauma infantile a cui Hirayama sta cercando di sfuggire.

“Perfect Days” non sposa la superficiale filosofia new age; invece, contempla teneramente le ricompense e i rimpianti di una vita imperfetta condotta con consapevolezza e riflessione.

Perfect Days incarna un viaggio melodico, una sinfonia ripetitiva che si intreccia e si addolcisce, senza offrire soluzioni definitive o risposte concrete. Eppure, sorprendentemente, trasmette qualcosa di profondo. In un’epoca in cui ci siamo abituati al cinema didattico e alla ricerca incessante dello spettacolo, Perfect Days emerge come una rivoluzione modesta ma notevole.

Wim Wenders, nonostante fosse un outsider in Giappone, è riuscito a catturare l’essenza stessa del paese. Ha trasceso il regno delle immagini cliché da cartolina (anche se ce ne sono alcune) per rivelare il cuore autentico del Giappone. Ci ricorda che la normalità può coesistere con la felicità e che la noia, se vista come carenza di sorprese e novità, non deve necessariamente avere una connotazione negativa.

Perfect Days: bagni Shibuya location. Bagni pubblici come attrazioni turistiche in Giappone

In questo articolo abbiamo visto Perfect Days: i bagni pubblici di Shibuya location nel film di Wenders. Il film ha fatto il suo debutto al Festival di Cannes, dove Koji Yakusho si è assicurato il premio come miglior attore.  Perfect Days è candidato ufficiale agli Oscar 2024 nella categoria miglior lungometraggio internazionale, una distinzione rara per un regista non giapponese.

Allo stesso modo, il Tokyo Toilet Project ha ottenuto un notevole successo. Secondo un sondaggio condotto dalla Nippon Foundation, la soddisfazione degli utenti per le 17 strutture rinnovate è aumentata dal 44% a quasi il 90%, e la percentuale di individui con una percezione negativa dei bagni pubblici è scesa dal 30% a solo il 3%.

“Le persone che prima prestavano poca attenzione ai bagni pubblici hanno iniziato a interessarsi a queste strutture”, ha osservato il direttore esecutivo della Fondazione Nippon Sasakawa Junpei. Grazie in parte a “Perfect Days”, questi bagni si stanno evolvendo in attrazioni turistiche a pieno titolo.

firma marzia parmigiani

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