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Love hotel in Giappone.

Rabuho: la cultura e la storia dei love hotel in Giappone

Quante cose uniche ci sono in Giappone?
Abbbiamo scoperto assieme- fra le altre cose – l’Hanami, la cerimonia del tè, il cibo, i bagni futuristici, etc. Ma il paese del Sol Levante è una miniera di fenomeni suggestivi e tradizioni davvero particolari: insomma è un luogo tutto da scoprire!
Per questo, oggi vi parliamo dei Rabuho, la cultura e la storia dei Love Hotel in Giappone.
I Love hotel in Giappone sono chiamati ラブホテル (rabu hoteru).
Nonostante la loro nascita affondi le radici in un lontano passato, non tutti sono consapevoli di come questi luoghi si siano evoluti nel tempo.
Moltissimi giapponesi pensano ai love hotel come qualcosa di scontato, mentre gli stranieri li categorizzano come l’ennesimo aspetto colorito e bizzarro della cultura nipponica.
In questo articolo vi spiegheremo da dove nascono i rabuho: la cultura e la storia dei love hotel in Giappone.
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Love hotel in Giappone: la storia dei rabuho

I love hotel, sono emersi come risultato di un bisogno sociale e ha a che fare con le ridotte dimensioni delle case giapponesi che comportavano spesso l’assenza di spazi privati. Prima dei love hotel, esistevano gli hotel enshuku.

Dal periodo Edo le prostitute di professione, affittavano stanze per intrattenersi con i clienti.

Fu soltanto all’inizio dell’era Shōwa (1926–89) che le coppie normali iniziarono a utilizzare gli enshuku.

Queste erano strutture che consentivano alle coppie di affittare una stanza a ore per uno yen o poco più per avere momenti di privacy.

Durante la seconda guerra mondiale, molti hotel furono costretti a chiudere: per questo molte coppie hanno ripiegato sui parchi accanto a monumenti e castelli.

Quando il Giappone iniziò a riprendersi dopo la guerra, ci fu un’esplosione edilizia e un grande numero di lavoratori arrivò nelle aree urbane.

Ciò ha portato alla costruzione di nuove strutture ricettive, anche per coppie.

Dato che la maggior parte di queste voleva una stanza solo per qualche ora, i proprietari hanno iniziato a stabilire tariffe orarie.

 

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Tsurekomi: un’esigenza sociale

Inizialmente, queste locande dette tsurekomi (“portare con sé a fine serata”), iniziarono a concentrarsi all’interno e accanto ai quartieri del divertimento.

Il numero di queste locande è cresciuto rapidamente alla fine degli anni Cinquanta e all’inizio degli anni Sessanta.

Pensate che solo nel centro di Tokyo, in quel periodo (1961) c’erano almeno 2700 locande tsurekomi.

Questo perché, come abbiamo anticipato, in quegli anni molte famiglie vivevano insieme in tanti.

Infatti, nelle case giapponesi, di solito sono piuttosto piccole, convivevano nonni, fratelli e sorelle e bambini.

E di conseguenza non c’era molto spazio per l’intimità.

Per questo, la domanda di strutture stile tsurekomi aumentò vertiginosamente.

 

 

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L’interno di un love hotel a Tokyo. Fonte: Booking.com

 

Anche i bordelli iniziarono a trasferire le proprie attività in queste locande. Ciò, in risposta alla legge sulla prevenzione della prostituzione emanata in Giappone nel 1958.

In quel periodo allora, sia le coppie sposate, sia orde di giovani amanti che prostitute professionali, si riversarono nelle locande tsurekomi.

Un’altra caratteristica che rendeva queste strutture molto attraenti, era la presenza di un bagno all’interno della stanza.

Infatti, una volta dentro, la coppia poteva fare un bagno in tranquillità.

Questo era un grande lusso, dato che la maggior parte delle case non aveva una vasca da bagno in casa e le persone usavano i bagni pubblici.

Eravamo solo pochi anni prima rispetto alle Olimpiadi di Tokyo del 1964.

 

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Love hotel: da locande a “hotel di lusso”

Soltanto negli anni Settanta, in Giappone si è cominciato a parlare di love hotel. Questo è il periodo in cui gli tsurekomi sono diventati di lusso, grazie alla considerevole quantità di giapponesi che aveva raggiunto lo status di classe media.

In questa fase, il Giappone era entrato in un periodo di stabilità e di elevato dinamismo: in quel momento i baby boomer raggiungevano l’età adulta.

Dopo l’Expo mondiale di Osaka del 1970, ci fu inoltre un boom di viaggi all’estero. I giapponesi desideravano vedere Stati Uniti e Europa e in tutto questo, gli tsurekomi cominciarono ad essere percepiti come luoghi cupi e squallidi.

Per questo motivo fu necessaria una grande trasformazione: i proprietari – che in passato avevano intascato enormi profitti – riconvertirono queste strutture in stile occidentale, con servizi lussuosi ed esterni stravaganti e appariscenti.

Uno dei primi esempi è il Meguro Emperor Hotel (1973) che ha l’aspetto di un antico castello europeo.
Purtroppo, i love hotel non potevano farsi pubblicità – dato che erano destinati agli incontri sessuali – e per questo hanno dovuto differenziarsi tramite il design.
Insomma, doveva essere chiaro a prima vista che si trattasse di un love hotel, da qui il design tendenzialmente appariscente.

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Love hotel in Giappone: l’immagine dei love hotel si modifica grazie alle donne

Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni 2000, le giovani donne tendevano ad evitare i love hotel, considerandoli piuttosto squallidi.

In quegli anni i love hotel erano luoghi intriganti e spesso proibitivi, mentre ora sono diventati luoghi papabili per appuntamenti.

Oggi, i love hotel hanno abbandonato lo stile kitsch ed esagerato, anche perché è più economico un design semplice.

E infine, sono molto più spesso le donne a scegliere un love hotel (circa il 90%).

Insomma, si è passati dagli hotel in cui un ragazzo portava con sé una ragazza, a luoghi che le coppie scelgono assieme.

Contemporaneamente, gli stessi proprietari dei love hotel sono diventati più consapevoli delle esigenze delle loro clienti.

Infatti, hanno iniziato a competere fra loro, per offrire un servizio che piaccia alle donne.

Addirittura alcuni love hotel offrono speciali “programmi per donne” a prezzi competitivi.

Questo, per le donne che vogliano semplicemente passare la notte in un hotel, facendo un’esperienza simile a un resort, nel lusso e con cibo gourmet.

In questo senso i love hotel sperano di fidelizzare le clienti, in modo che tornino in coppia.

 

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I love hotel in Giappone oggi

Attualmente, i love hotel non sono solo un luogo dove fare sesso o avere uno spazio intimo di coppia, ma anche uno spazio dove rilassarsi.
In effetti, i moderni love hotel offrono una serie di servizi: karaoke, cibo, bibite, poltrone massaggianti, articoli per adulti, console, idro-massaggio, etc.
Quasi tutti gli hotel hanno anche spazi dedicati al zyoshikai (女子 会), festa di sole ragazze che si ritrovano a bere.
Tuttavia, se ci pensate non è una gran location trovarsi per chiacchiere e alcol accanto a persone che fanno sesso.
Negli ultimi anni, inoltre ci sono state alcune polemiche dato che i love hotel sembrano ancora discriminare le coppie gay (in particolare di uomini), impedendo l’ingresso.
Il Giappone è ancora piuttosto indietro in merito, considerata anche la battaglia tutt’ora combattuta dalla comunità LGBTQ giapponese.
Comunque, sappiate che se siete una coppia gay o lesbica, a Tokyo esistono diversi hotel gay friendly (non “love”), ma pensiamo che l’amore ce lo metterete voi!
Purtroppo molti love hotel a Tokyo, non solo respingono coppie dello stesso sesso, ma anche persone che hanno l’aspetto “non giapponese”.
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Come funzionano i love hotel?

Solitamente, i love hotel consentono di rimanere per 2/3 ore (kyukei, 休憩) o pernottamento completo (shuyppaku, 宿 泊).
Il costo per 2 o 3 ore è di circa 20 euro, mentre il pernottamento totale costa similmente a un normale hotel (50/60 euro).
I love hotel hanno poche finestre per favorire la privacy; parcheggi nascosti e a volte ingressi indipendenti, in modo che la coppia possa anche entrare separatamente.
Nei love hotel è difficile avere un’interazione umana con il personale.
Solitamente il receptionist è dietro una piccola finestra con solo le mani visibili e non avrà nessun contatto visivo con voi.

Spesso, si viene semplicemente indirizzati alla stanza dove la porta d’ingresso verrà sbloccata, per poi ri-bloccarsi automaticamente una volta dentro.

Il pagamento avviene tramite macchinetta, o tramite la minuscola finestra della reception, generalmente in anticipo.

 

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XO Shinjuku

 

 

 

 

 

Dove si trovano i love hotel in Giappone?

Di solito, i rabuho sono collocati nei pressi delle stazioni, in aree periferiche o vicino alle autostrade.

Attualmente nel paese ce ne sono ben 37000 e si stima che più di un milione di coppie, li usino ogni giorno.

I love hotel di Tokyo e nel resto del Giappone hanno spesso nomi creativi: XO Shinjuku, Casablanca Ikebukuro, Hotel Zebra, Hotel Ring My Bell, etc.

Le aree più popolari a Tokyo sono a Ueno; Dogenzaka “Love Hotel Hill” di Shibuya; Shinjuku’s Kabukicho; ma anche le uscite est, nord e ovest di Ikebukuro.

 

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Tariffe love hotel a Shibuya

I love hotel del futuro

I love hotel come tutto, sono in divenire.

Fra le ultime novità, si sta puntando ad attirare un pubblico di anziani, migliorare gli spazi privati e il design, e cercar per quanto possibile di attirare gli stranieri e magari diventare gay-friendly.

In questi punti, entrano molte delle questioni sociali ed economiche che il Giappone dovrà affrontare in un prossimo futuro. Speriamo di avervi incuriosito e fatto scoprire un po’ di più del Giappone con la storia dei love hotel!

 

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Marzia Parmigiani

 

 

Riferimenti: Chaplin, S.; “Japanese Love Hotels: a Cultural History” (2010), Routledge

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FAQ:

Cosa sono i love hotel in Giappone?

I love hotel, sono stati creati per soddisfare un bisogno sociale. Prima dei love hotel, esistevano gli hotel enshuku. Poi queste locande vennero dette tsurekomi. Nelle case giapponesi, piuttosto piccole, convivevano nonni e bambini e non c’era molto spazio per l’intimità. Attualmente sono strutture dedicate alle coppie e alle donne, per passare momenti intimi. Oggi, sono poco accoglienti nei confronti di coppie omosessuali o di etnia non giapponese.

 

 

Dove si trovano i love hotel in Giappone?

I rabuho (love hotel), sono collocati accanto alle stazioni, in periferia o vicino alle autostrade.

Attualmente in Giappone ce ne sono ben 37000. Ogni giorno, più di un milione di coppie li usano.

 

Dove si trovano i love hotel a Tokyo?

Le aree più popolari a Tokyo per i love hotel sono Ueno; Dogenzaka “Love Hotel Hill” a Shibuya; Shinjuku’s Kabukicho; ma anche le uscite est, nord e ovest di Ikebukuro.

 

Quanto costa un love hotel in Giappone?

I love hotel hanno diverse tariffe: (kyukei, 休憩) per 2/3 ore o pernottamento completo (shuyppaku, 宿 泊).

2 o 3 ore costano circa 20 euro. Il pernottamento costa come un normale hotel (50/60 euro).

 

 

Come funzionano i love hotel in Giappone?

I love hotel favoriscono la privacy e a volte hanno ingressi indipendenti, in modo si possa entrare separatamente.

Solitamente il receptionist ha sole le mani visibili e non avrà nessun contatto visivo. Si paga in anticipo e si viene indirizzati alla stanza. La porta d’ingresso si sbloccherà e si ri-bloccherà una volta dentro.

Il pagamento avviene tramite macchinetta, o tramite la minuscola finestra della reception con le mani umane, generalmente in anticipo.

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