San Lorenzo: la Roma hipster e partigiana

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Quartiere San Lorenzo Roma.

San Lorenzo: la Roma hipster e partigiana

Roma è immensa, questo si sa. Quando si cammina per le sue strade, si ha la sensazione di attraversare la storia in tutte le dimensioni. Guardando in alto, attorno, ma anche sotto la superficie delle cose.

Sì, perché la città attuale è frutto di stratificazioni, che, era dopo era, hanno “nascosto” misteri e tesori che spesso si scoprono solo casualmente, mentre si scava per lavori di urbanistica.

 

Auto vintage verde fiat

Auto vintage nel quartiere San Lorenzo Roma

Però Roma non è importante solo per le testimonianze della magnificenza e dei lasciti degli antichi romani.

Esistono itinerari meno famosi, ma fondamentali, per scoprire e comprendere la storia italiana e inquadrare al meglio, la situazione attuale a livello culturale, politico e sociale.

Se siete alla ricerca di itinerari alternativi per scoprire Roma, questo articolo fa per voi.

 

Noi di Traveltherapists abbiamo parlato altrove, di altri luoghi meno turistici, ma significativi a Roma: ad esempio, il ghetto ebraico.

Se volete qualche informazioni su questo luogo, leggete questo articolo: Scoprite la Roma da mangiare

In questo articolo, vi parliamo invece di un luogo fondamentale della storia del Novecento che si trova poco fuori le antica mure romane: il quartiere San Lorenzo.

Questo contenuto è frutto di un’intervista fatta recentemente ad un’abitante dello storico quartiere San Lorenzo di Roma.

 

Quartiere san Lorenzo Roma: un quartiere partigiano

La signora Anna, costumista teatrale in pensione, nata durante la guerra, ci aspetta con la sua cagnolina al centro del Parco Caduti 19 luglio 1943.

Preferisce fare l’intervista in questo luogo dato che da qui le vengono meglio tutti gli aneddoti.

 

Monumento ai caduti 19 luglio 1943

Monumento ai caduti 19 luglio 1943 a San Lorenzo

Signora Anna, il quartiere San Lorenzo di Roma è stato pesantemente colpito durante la Seconda Guerra mondiale?

“Mia madre ci aveva nascosto la sera prima, in una casa che reputava sicura (chissà perché) e di fatto, ha funzionato. Il giorno dopo, era il 19 luglio del 1943, gli americani hanno iniziato a bombardarci con degli aerei.  Non finivano più.

Sentivo qualcosa come il terremoto, ma anche qualcosa simile a fuochi di artificio. Le orecchie facevano male per i rombi e gli scoppi: era intollerabile. Alla fine era oramai buio, siamo usciti. La polvere alzata però ci faceva soffocare così abbiamo messo dei fazzoletti sulla bocca. Intorno c’erano solo macerie e disperazione.

Eravamo talmente sotto shock da non riuscire neanche a piangere, ma intimamente felici di essere vivi. Solo dopo seppi che avevano sganciato sulla città circa 4000 bombe. San Lorenzo fu il più colpito. 1500 morti. 4000 feriti, solo nel nostro quartiere. Questo è il parco dedicato a quella tragedia: ecco perché ho voluto incontrarvi qui.

Meno di una settimana dopo, cadde il Fascismo: era il 25 luglio. E’ stato molto pesante perché l’anima di questo quartiere era fatta di persone eroiche che hanno dato la propria vita per liberarci dal nazi-fascismo. Siamo stati l’unico quartiere chiamato “rosso” a tentare di fermare la Marcia su Roma.

 

Targa vittime del nazifasismo

Targa commemorativa alle vittime del nazi-fascismo nel quartiere san Lorenzo Roma

Se vedete, c’è una casa che si chiama “Casa della memoria di San Lorenzo”. Diventerà un museo dell’A.N.P.I.

L’hanno lasciata così com’era dopo il bombardamento. Le persone s’impressionano ma è meglio così: i giovani non sanno cosa può essere la guerra e forse vedere può servire a capire. Mio padre aveva fatto la campagna di Libia  quando mia madre era incinta.

Al suo ritorno, mio fratello maggiore che all’epoca aveva due anni, non sapeva nemmeno chi fosse. La guerra è sempre sbagliata”.

 

Come sono stati gli anni del Dopoguerra nel quartiere San Lorenzo Roma?

“Come ho detto, eravamo felici di essere vivi e disperati per i morti. Però noi siamo un fazzoletto di città racchiuso fra la stazione Termini e la Tiburtina e siamo attaccati al Verano che è il cimitero. Questo luogo, si è sempre mosso fra il sacro ed il profano.

La mia generazione è molto superstiziosa. Ad esempio, la notte di San Giovanni che è il 21 settembre, noi mettiamo una scopa dietro la porta perché secondo la tradizione è la notte delle streghe. Sarà che siamo vicini al cimitero, ma qui ci sono tante leggende legate agli spiriti e non li vogliamo in casa.

Qui si dice che gli unici ad “arricchirsi sono i becchini, i marmisti ed i fiorai.”

Il degrado della zona è sempre stato tangibile, anche per la vicinanza alle stazioni. Il quartiere è nato nell’Ottocento: tutti i palazzi umbertini sono stati costruiti attorno alla Basilica paleocristiana di San Lorenzo (che è del IV secolo).

Questa Basilica è nata per il volere di Costantino: all’epoca era in aperta campagna e per questo ancor oggi viene chiamata San Lorenzo fuori le Mura.

C’è anche una interessante leggenda: l’archeologo Alfredo Barbagallo sostiene che nei sotterranei della chiesa sia nascosto da qualche parte il Sacro Graal”.

 

Com’era il quartiere San Lorenzo Roma durante le mutazioni sociali degli anni Sessanta?

“Durante le contestazioni studentesche, c’era molto movimento. Si respirava un’aria frizzante di cambiamento. San Lorenzo fu deputato a sede dei maggiori gruppi extraparlamentari. Poi la vicinanza con la Sapienza, assieme alle mutazioni sociali, ha fatto si che da quartiere popolare e operaio, San Lorenzo diventasse un quartiere studentesco.

 

stretart san lorenzo

Opera sulla Sapienza San Lorenzo Roma

 

Qui sono passati grandi intellettuali, artisti, musicisti e anche grandi registi.

Ad esempio al ristorante “Pommidoro” Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia, erano soliti cenare e fare serata. Amavano il quartiere”.

 

entrata ristorante "Pommidoro"

Lo storico ristorante “Pommidoro” in Piazza dei Sanniti San Lorenzo Roma

Signora Anna, oggi come si vive nel quartiere San Lorenzo Roma?

“Mia figlia che è giovane, dice che ora San Lorenzo, è alla moda e viene detto “cool” e anche “hipster”. Mi ha detto che ne parlano anche all’estero. In questi anni ho visto tanti cambiamenti. Molte di quelle che erano solo case di famiglie, ora sono diventati bar, pub, trattorie e circoli culturali.

Certo, si sente ancora, quanto questo posto sia carico di storia, ma non è più come una volta. La sera è pieno di giovani, c’è tanto rumore, fino a tardi.

Vedete anche questo parco? (Parco Caduti 19 luglio 1943, N.d.A.)

Una volta era meglio. Un po’ il comune ci ha abbandonati. Però noi qui ci veniamo lo stesso perché è un luogo importante”.

La nostra impressione sul quartiere San Lorenzo Roma

La signora Anna ad un certo punto sembra commuoversi e capiamo che ci ha già detto tutto quello che poteva.

Oramai si è fatto buio e lei è preoccupata della strada che dobbiamo percorrere al ritorno e si prodiga per indicarci il percorso migliore.

Ci stringe la mano ed è lei a ringraziarci. Noi prendiamo congedo e continuiamo la nostra passeggiata. Abbiamo un nuovo sguardo su questa realtà e forse una chiave in più, per carpirne le sfumature.

Certo, forse lo spirito operaio e popolare non è più quello antico. E’ innegabile però che sia un posto fortemente evocativo, d’altri tempi e a tratti anche commovente.

Un esempio? Il Cinema Tibur, che con la sua atmosfera alternativa da Cinema d’essai, resiste al dilagare dei multisala. Ha solo due piccole sale e propone a prezzi bassi una selezione di cinema d’autore che ricordano davvero un mondo che non esiste più.

La stessa sensazione, si vive accanto al già citato ristorante Pommidoro in Piazza dei Sanniti: al Nuovo Cinema Palazzo, un centro sociale che contrasta con ogni mezzo, lo sgombero della sua sede.

 

facciata nuovo cinema Palazzo

Nuovo cinema Palazzo in Piazza dei Sanniti San Lorenzo Roma

Gli attivisti vogliono infatti evitare che al suo posto venga aperta una sala Casinò. Il collettivo è formato da mamme, associazioni di quartiere, scrittori, accademici e bambini.

Il quartiere San Lorenzo ha il centro della vita notturna a piazza dell’Immacolata, dove si trova l’omonima chiesa.

La piazza ogni sera è luogo di incontro per centinaia di giovani. La movida del quartiere però, continua per tutte le sue strade.

 

Chiesa Immacolata zona san lorenzo

Piazza dell’Immacolata zona Movida di San Lorenzo Roma

Quartiere San Lorenzo Roma: la street art

Il quartiere colpisce anche per la quantità di street art che lo decora. In particolare, in via dei Sardi, c’è un lungo murales a rappresentare le vittime del femminicidio in Italia dal 2012.

Si tratta di 269 sagome bianche che si tengono per mano. Opera di Elisa Caracciolo, restaurato di recente dai volontari di Retake Roma, perché vandalizzato ripetutamente.

 

Murales femminicidio Caracciolo

Murales sul femminicidio di Elisa Caracciolo

 

Su ogni sagoma, il nome della vittima. Dobbiamo dire che è davvero impressionante. Per tutte le strade, fitta trama del quartiere,  possiamo trovare varie forme d’arte, soprattutto attorno all’Università ed in particolare accanto al Dipartimento di Psicologia della Sapienza.

Installazioni, stencil, graffiti. A noi ha colpito tantissimo come queste opere d’arte abbiano dato colore, movimento e armonia agli antichi palazzoni.

Ci sono anche citazioni al grande Banksy, in chiave partigiana.

Noi di Traveltherapists, vi consigliamo di percorrere San Lorenzo, andandone proprio alla scoperta.

Passeggiate in lungo e in largo, guardando in basso, ma anche all’insù.

Potreste scoprire delle chicche inaspettate. Questo è davvero un luogo fondamentale per capire la storia del nostro paese e per sentire, un profumo seppur lontano, di atmosfere oramai perse nel passato.

 

Murales global warming Quartiere San Lorenzo Roma

Murales sul riscaldamento globale Quartiere San Lorenzo Roma

E che a voi possa piacere o meno, questo quartiere non vi lascerà indifferenti.

Un ringraziamento particolare alla signora Anna, anima bella e narratrice straordinaria, della storia del quartiere San Lorenzo.

 

 

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