Sei infelice? È perché viaggi poco

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Sei infelice? È perché viaggi poco.

 Sei infelice? È perché viaggi poco. Una domanda pretenziosa e una risposta che sembra atta alla consumazione di tragedie greche.

Forse sì, sei infelice e non sai bene perché, non sai da dove partire, quando dovresti essere tu ad andare e il “per dove” farlo scegliere all’anima.

Potrei dirti che la felicità è fatta di piccole cose e bla bla bla, ma poi devo essere onesta, non ci credo nemmeno io. Per me la felicità è una scintilla che innesca un percorso, lungo e tortuoso e una volta raggiunta non è detto di avere la capacità di tenerla stretta.

Del resto, se sto scrivendo, parlando e leggendo, posso dirti che sono già felice perché ho tutto ciò che mi serve: un laptop acquistato con sacrifici per lavoro e la vita. Ovviamente il tutto è accompagnato da una tazzina di caffè.

Non posso annoiarti oggi parlando con termini aulici e a te già noti, ma posso dirti che anche io ero infelice: non capivo bene la motivazione, per quanto fosse recondita e nota a me. Ho scelto di viaggiare proprio perché mi perseguitava l’infelicità di una città che amavo profondamente (Milano) ma che aveva smesso di darmi vibrazioni positive da troppo tempo.

Essere felici è una scelta, ogni volta che scegli, paghi un prezzo.

“La magia ha sempre un prezzo.” Direbbe Tremotino di Once Upon A Time, ed è davvero così proprio come la felicità che altro non è che una magia. Dissento dal dire che possa essere fatta di istanti, proprio perché credo più che sia uno status e possa perdurare.

Ho scelto di viaggiare perché la mia felicità è il cammino ed il cammino è fatto di passi che non posso fare in uno spazio chiuso e su un tapis roulant. Ho bisogno di strade, vie piccole e ciottolose, volti poco noti e anime che hanno qualcosa da raccontare proprio come me.

Con questo non sto dicendo che il viaggio sia l’unica modalità per essere felice ma posso dirti che è la mia. E vorrei che a questo punto dell’articolo, facessi un esercizio: uno che possa farti capire se è quello di cui hai bisogno.

 

Un foglio bianco: cosa mi rende felice?

Ok, fatto?! Mi sento un po’ parte di Art Attack e ci sto riuscendo, no? Se riesco a farti ricondurre i pezzi del tuo puzzle dentro a un desiderio espresso, forse sarà la nostra magia.

Cosa ti occorre?

  • Un foglio bianco singolo A4;
  • Matite, penne e colori (tutto ciò che possa farti pensare alla libertà di espressione).

Adesso che hai tutto quello che ti serve, possiamo passare al prossimo step. L’esercizio consiste nell’inserire al centro la scritta VIAGGIO.

Proprio dal punto centrale dovrai rispondere ad alcune domande, potrai annotarle sul retro del foglio, non voglio saperle: sarai solo tu a sceglierle. Se alla fine dell’esercizio, dalle domande – e soprattutto dalle risposte – avrai appreso che la tua risposta alla felicità è proprio viaggiare, quello che posso dirti è alzati e parti.

Sei infelice? È perché viaggi poco. Perché partire ci rende felici?

“Partire alla scoperta di nuovi luoghi può generare un profondo senso di benessere e felicità nelle persone” (Seligman, 2002)

“Viaggiare rappresenta un’opportunità di crescita personale, poiché consente di entrare in contatto con nuove culture, ampliare i propri orizzonti ed acquisire maggiore consapevolezza di sé” (Maslow, 1943).

“Sperimentare l’ignoto in un contesto stimolante può infondere un rinnovato ottimismo e una visione più positiva della vita. Partire sembra innescare un circolo virtuoso capace di rigenerare profondamente corpo e mente” (Seligman & Csikszentmihalyi, 2000).

Quante volte dovremmo viaggiare per essere felici in un anno?

Quando si tratta di viaggiare, non esiste un numero magico di volte all’anno che garantisca la felicità. Tuttavia, diversi studi recenti suggeriscono che viaggiare con una certa frequenza possa avere effetti positivi sul benessere psicologico.

Secondo una ricerca condotta dalla Columbia University, chi fa viaggi con cadenza annuale tende a essere più soddisfatto della propria vita rispetto a chi non viaggia affatto (De Bloom et al., 2010). In particolare, compiere dai 2 ai 5 viaggi l’anno sembra essere associato ai livelli più alti di felicità, grazie all’effetto rigenerante che queste esperienze hanno sulla mente e sullo spirito (Nawijn, 2010).

Altri studi indicano che anche short breaks più frequenti, come weekend fuori porta o vacanze di 3-4 giorni, possono migliorare umore, ridurre lo stress e favorire il benessere psicofisico (Gilbert & Abdullah, 2004).

In sintesi, bilanciare la routine con viaggi ed esplorazioni costanti pare essere una chiave per vivere con maggiore serenità e appagamento.

palo con appese le nazioni europee come se fosse un bivio stradale - accanto alle nazioni ci sono le bandiere - Sei infelice? è perché viaggi poco.

Sei infelice? È perché viaggi poco. Come scegliere i luoghi che possono portare a essere più felici?

Nella scelta delle destinazioni di viaggio, alcuni fattori chiave possono aumentare le probabilità di vivere un’esperienza appagante e felice. Innanzitutto, optare per mete vicine ai propri interessi e passioni regala maggiore coinvolgimento e curiosità durante il soggiorno (Filep & Deery, 2010). Ad esempio, un amante della natura prediligerà parchi naturali o destinazioni che permettano di praticare trekking e attività outdoor.

In secondo luogo, la ricerca suggerisce che i viaggi culturali, come quelli in città d’arte o luoghi storici, promuovono una felicità duratura ampliando gli orizzonti mentali (Chan, 2009).

Anche scegliere mete dove socializzare e stringere nuove amicizie, come hostel o resort, può accrescere il benessere psicologico grazie alle relazioni interpersonali (Man & Lam, 2021).

Infine, ritmi più slow lontani dal turismo di massa, aiutano a godersi l’esperienza di viaggio con minore stress (Gilbert & Abdullah, 2004). Insomma, ogni destinazione può essere fonte di felicità se risponde ai propri interessi e alle preferenze personali.

 

Il mio viaggio in Giappone: sei infelice? È perché viaggi poco

Parlo de Il Mio Viaggio in Giappone perché è la meta ed è quello che io e Marzia abbiamo creato negli anni, come un angolo di felicità sempre disposto a donare. Immagino il Giappone, come un enorme albero dal quale raccogliere frutti profumati e colorati, sempre nuovo, meraviglioso in ogni stagione.

Non sai di cosa sto parlando? Dovresti seguirci nella community. Ti stai chiedendo chi sono Elina e Marzia? Siamo prima di tutto due viaggiatrici curiose, due donne che hanno fatto della propria passione il proprio lavoro e non solo, sperimentiamo giornalmente la nostra felicità e la mettiamo alla prova.

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Abbiamo fondato ormai diversi anni fa, questo blog di psicologia del viaggio, e possiamo dire senza troppi fronzoli che il viaggio come prima raccontavo, ci ha aiutate ad essere felici. Quindi forse è vero che sei infelice? È perché viaggi poco. Raccogli questa provocazione e raccontaci la tua esperienza.

Elina Sindoni

Altro, in questo blog di viaggio:

 

Il viaggio come ricerca interiore: ritrovare sé stessi attraverso nuove esperienze

 

Viaggio significato etimologico: il processo della scoperta di sé

 

Travel Therapy: i benefici psicologici del viaggio

 

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