Stare da soli aumenta la creatività

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Stare da soli aumenta la creatività

Perché dovreste trovare il tempo di stare da soli con voi stessi?
Innanzitutto non bisogna confondere la solitudine con il tempo passato da soli.
La solitudine può fare male ed avere un impatto negativo sulla salute. Però il semplice atto di essere soli con se stessi, non necessariamente corrisponde ad un male. Gli esperti affermano che può persino giovare alle vostre relazioni sociali, migliorare la creatività e fiducia e aiutarvi a regolare le emozioni in modo da poter affrontare meglio le situazioni avverse.

Le differenze culturali sul tema della solitudine

In Occidente, l’idea comune è che il tempo passato da soli, sia un’esperienza negativa nella quale si è costretti a stare. Quante canzoni sono state scritte in merito? Non è che la solitudine sia sempre buona, ma può essere buona. In Oriente per esempio, lo stare da soli è visto come un tramite per raggiungere un livello spirituale superiore.

Poiché la solitudine ci aiuta a regolare le nostre emozioni, può avere un effetto calmante che ci prepara a interagire meglio con gli altri. Da ciò ne deriva che la nostra vita sociale potrebbe davvero migliorare.

La scelta consapevole della solitudine

Scegliere di trascorrere del tempo facendo le cose da soli può avere benefici mentali, emotivi e sociali, ma la chiave per raccogliere questi frutti positivi deriva dalla scelta consapevole di passare il tempo da soli.
In una cultura in cui spesso confondiamo l’essere soli per la solitudine, la capacità di apprezzare il tempo da soli, ci impedisce di elaborare l’esperienza come una cosa che può avere effetti benefici.
In effetti, migliorare nell’identificare i momenti in cui abbiamo bisogno di solitudine per ricaricarci e riflettere, può aiutarci a gestire meglio le emozioni e le esperienze negative, come lo stress e il burnout.
Tutto ciò che vi serve, in fondo, siete voi stessi.

Perché è difficile passare il tempo da soli

Pensateci, storicamente, la solitudine ha avuto una brutta connotazione. Perché? A volte, ci richiama alla mente che viene usata come una forma di punizione per bambini che infrangono le regole. 

La solitudine può essere anche una scelta

Il problema è che dimentichiamo che anche la solitudine può essere una scelta, e non deve riguardare ogni attimo della nostra vita. Poiché ci sono così tante ricerche che dimostrano che gli esseri umani sono creature sociali, “animali sociali”, che traggono beneficio dall’interazione con gli altri, la gente tenderà a respingere l’idea dell’importanza di trascorrere del tempo da sola. Le persone pensano che sia impossibile far coincidere passare tempo da soli in modo consapevole, alternato alla condivisione.

Godersi le cose che ci piacciono in solitudine

Spesso le persone si sentono inibite dal godersi le attività da sole, specialmente quando pensano che gli altri le stiano guardando.
La sopravvalutazione di quante altre persone ci stanno prestando attenzione e la preoccupazione di essere giudicati, può impedirci di fare cose che altrimenti ci renderebbero felici. Questo in psicologia si chiama effetto spotlight.

Un’esperienza in solitudine altamente formativa: il viaggio

Essere soli con i vostri pensieri e concedervi dello spazio e del tempo non strutturato per far vagare la vostra mente senza distrazioni sociali, a volte può mettere a disagio. Ma pensateci: quando siamo soli, la cosa più scomoda è la mancanza di stimoli. In altre parole, non puoi modellare la tua esperienza su altri, ma la devi modellare su di te. In tal senso, un viaggio da soli può essere altamente efficace per svelare a voi stessi delle parti sconosciute, che difficilmente sarebbero uscite in compagnia di altre persone. Siamo sempre molto distratti dagli altri. Alcune persone provano talvolta un senso di avversione all’idea di passare del tempo da soli. Questo succede per non volere annoiarsi o stare in solitudine con i propri pensieri.

Perché è bello passare il tempo da soli

Pensate a ciò che amate di più fare. Quante di queste cose avvengono in solitudine? La maggior parte delle attività che le persone definiscono più riposanti, sono cose che vengono fatte da soli.

La solitudine come desiderio naturale

Nonostante lo stigma sociale e l’apprensione nel passare il tempo da soli, è qualcosa di necessario per il nostro equilibrio psicofisico. La solitudine può esser descritta sia come essere soli e desiderare compagnia, ma anche come desiderio naturale di stare con se stessi.
Dal momento che non siamo abituati a etichettare quel sentimento, può essere facilmente confuso e alimentato con altri sentimenti come ansia, stanchezza e stress, soprattutto perché non è scontato rendersi conto che il tempo da soli è proprio ciò di cui abbiamo bisogno per rigenerarci.
Godere dei benefici del tempo da soli, non è una questione caratteriale o di personalità. Non c’entra essere introversi o estroversi. 

Essere liberi

Più coerentemente, le persone che apprezzano la solitudine, tendono a mettere se stessi al centro, a non ignorare i propri desideri, a non voler piacere agli altri  a tutti i costi.
La libertà di non dover seguire l’esempio degli altri, elimina le possibili pressioni come dover fare qualcosa per forza, o dover sostenere conversazioni. Insomma, nessun obbligo di fare piani con le persone. E’ un ottimo modo per elaborare e decomprimersi, anche per individui altamente sociali.
Ci aiuta anche a scoprire nuovi interessi e idee senza doversi preoccupare delle opinioni degli altri. Coltivarsi e fare la scelta di essere soli, può aiutarvi a sviluppare chi siete, il vostro senso di sé e farvi scoprire i vostri reali interessi.
Conoscere se stessi rende più facile trovare altre persone che condividono le vostre passioni e può migliorare la vostra empatia.  Può anche aiutarvi a rivalutare le amicizie “riempitive”: relazioni che intrattenete soltanto perché fareste qualsiasi cosa il venerdì sera per non stare a casa da solo. Questo, anche a costo di passare del tempo con persone la cui compagnia non vi piace.
Il tempo con i vostri pensieri ,senza distrazioni sociali può anche essere lenitivo. Vi aiuterà a costruire la vostra fiducia e rendere più facile il mantenere dei confini. Inoltre, può aumentare la produttività, l’impegno con gli altri e la creatività.

Ma come farlo?

Siate aperti all’esplorazione di nuovi interessi. Fate spazio e dedicate tempo, anche al nuovo. Il tempo trascorso da solo è una grande opportunità per esplorare nuovi interessi, ma non significa che dovete spingervi totalmente fuori dalla vostra zona di comfort. E se il pensiero di passare il tempo da solo è particolarmente stressante, questo potrebbe essere un segnale importante del fatto che potreste aver bisogno di supporto professionale di tipo psicologico.
Se state avendo difficoltà elevate ad ascoltare i pensieri nella vostra testa, il journaling (ovvero scrivere per sé stessi), può essere un ottimo modo per elaborare e valutare quello che vi passa per la mente. Ovviamente non fatevi distrarre dai vostri telefoni. Vi suggeriamo di leggere, fare lavori domestici, andare al cinema, cucinare, visitare un parco, cercare di imparare una nuova abilità, o una qualsiasi delle infinite opzioni disponibili, oltre a passare il tempo da solo con altre persone e controllare ossessivamente i social media.

In conclusione

Alla fine, ogni persona avrà un diverso equilibrio ideale, tra quanto tempo trascorrerà da solo e con gli altri. La lezione principale per cogliere benefici da questa pratica è considerare il tempo da soli, come il momento di regalare qualcosa a voi stessi e di essere voi, la vostra prima scelta.

Mi chiamo Marzia Parmigiani e sono una psicologa clinica che si occupa di benessere, empowerment personale e terapia del viaggio. Se volete contattarmi per qualsiasi informazione, potete utilizzare il form di questo sito. Buona vita a tutti!
Marzia Parmigiani
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