Storia delle mascherine in Giappone: da spiritualità a trend di moda

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Storia delle mascherine in Giappone: da spiritualità a trend di moda

Con questo caldo, ne faremmo tutti volentieri a meno.
Le mascherine sono fastidiose sul viso, quanto importanti ed efficaci nella lotta contro Covid-19.
Eppure nel mondo c’è chi le apprezzava enormemente, anche da prima.
Parliamo del Giappone, dove oltre ad avere una storia antica, rappresentano persino un trend nella moda.
Marzia con Pitta Mak

Molti occidentali pensano che in Giappone si usino le mascherine contro l’inquinamento

L’amore dei giapponesi per le tanto menzionate mascherine, ha seminato spesso false credenze nel mondo occidentale.
In molti fatti, continuano a pensare che il loro uso in Giappone, derivi dall’inquinamento elevato dell’aria.
In Giappone, in realtà, l’aria è davvero pulita, anche nelle grandi città come Tokyo.
Per comprendere la relazione della nazione per le mascherine, è necessario guardare più indietro nella storia.
In Giappone, si dice che gli occhi parlano tanto quanto le labbra.
Forse la proverbiale frase, cattura l’essenza dell’affinità della nazione per le mascherine facciali.
Si tratta di una relazione che può essere fatta risalire a secoli fa. E’ un’usanza alla quale è attribuito il minor numero di morti in Giappone per Covid-19 rispetto alle nazioni occidentali, in particolare gli Stati Uniti.
Negli USA infatti, indossare la mascherina è recentemente diventato un problema politico.
Marzia con Pitta Mask a Tokyo
Marzia sullo Shinkasen

In Giappone le mascherine sono oggetto di moda e bellezza

Le mascherine sono ora onnipresenti in Giappone a causa della pandemia, grazie in parte a una cultura intrinseca abituata ad indossarle. 
Oltre ad essere sporadicamente indossate per riniti allergiche e la stagione influenzale, le mascherine si sono estese oltre il loro ruolo tradizionale nel corso degli anni.
Ora sono state persino adottate dalle industrie della moda e della bellezza.
Ci sono mascherine che proteggono dai raggi ultravioletti e prevengono l’appannamento degli occhiali, e mascherine che rendono il viso più snello.
marzia kimono con onda di hokusai
Marzia in Giappone con Yukata su sfondo dell’onda di Hokusai

In Giappone ci sono concorsi di bellezza per donne con mascherina

C’è anche un termine per le donne che stanno bene con le mascherine: masuku bijin (bellezza mascherata).
Addirittura in Giappone esistono concorsi per valutare la bellezza delle donne in mascherina.
Ovviamente le mascherine valorizzano lo sguardo e lo migliorano, in apparenza. 
Con il Coronavirus, le aziende di tutte le linee del settore si stanno affrettando a produrre mascherine con effetto di raffreddamento per far fronte al calore soffocante.
Infatti, gli esperti sostengono che le alte temperature, potrebbero portare a difficoltà respiratorie e disidratazione.
mascherine fashion

Mascherine fastidiose sul viso? In Giappone sono un trend nella moda

Le mascherine di nuova produzione si esauriscono quasi all’istante.
Alcuni produttori stanno anche studiando modi creativi per rendere sopportabili le mascherine nella calura estiva. 
Knit Waizu, ha iniziato a vendere mascherine di tessuto riutilizzabili in distributori automatici refrigerati, a metà marzo quando i casi di Coronavirus hanno iniziato ad aumentare.
Il produttore di kimono Otozuki ha co-prodotto un velo per le ragazze dei locali notturni simile a quello indossato dalle danzatrici del ventre. 
A luglio, il produttore di articoli sportivi Yonex Co. ha iniziato a vendere mascherine contenenti xilitolo, che assorbe il calore ed asciuga il sudore.
Bisogna però dire che le mascherine altamente traspiranti e quelle con pacchetti di raffreddamento collegati, potrebbero essere meno efficaci a causa di spazi più ampi tra le fibre.

Perché le mascherine sono diventate così universalmente accettate in Giappone? 

In altre nazioni dell’Asia orientale, la pratica pubblica di indossare le mascherine, si è diffusa nel 2003 quando la SARS (un’altra variante del Coronavirus), si è diffusa dalla Cina ai paesi vicini. 
La SARS ha paralizzato i sistemi sanitari e ha lasciato una scia di infezioni e morti, innescando una profonda paura delle malattie respiratorie virali.
E’ servita ad aprire gli occhi sull’importanza delle mascherine per contenere i focolai.
mascherine marchio Yanex

Per comprendere la relazione del Giappone con le mascherine, è necessario guardare al passato

Il Giappone, tuttavia, è stato in gran parte risparmiato dall’epidemia di SARS, registrando zero morti. 
Tamotsu Hirai, farmacista clinico e appassionato collezionista di oggetti medici vintage ha affermato che per comprendere la relazione del Giappone con le mascherine, è necessario guardare al passato.
koike indossa mascherina
Yuriko Koike, governatrice di Tokyo. Fonte: Japan Times

In Giappone ci si copriva la bocca con foglie sacre prima di entrare nei santuari

Hirai racconta che coprire la bocca con carta o foglie sacre di sakaki (cleyera) per impedire al proprio respiro “impuro” di contaminare rituali e feste religiose, è stato comune dai tempi antichi.
E’ un’usanza ancora osservata nel Santuario di Yasaka a Kyoto e nel  Otori Grand Shrine di Osaka, tra gli altri. 
Durante il periodo Edo (1603-1868), la pratica si sarebbe diffusa in una parte significativa della popolazione.
Secondo Hirai, la storia moderna delle mascherine inizia nell’era Meiji (1868-1912). Hirai si reca spesso alle fiere dell’antiquariato di Tokyo per trovare vecchie attrezzature farmaceutiche.
Inizialmente le mascherine erano importate per i minatori, gli operai e i muratori.
Queste mascherine erano dotate di gusci esterni realizzati in tessuto, con filtri a rete in filo di ottone. 
Nel 1879, una delle prime mascherine prodotte in Giappone, fu pubblicizzata sui giornali.  
La celluloide ha gradualmente superato i metalli per diventare il materiale di scelta per i filtri a rete. 
Il business delle mascherine fiorì durante l’era Taisho (1912-26) quando l’economia prosperò. Le fabbriche erano zeppe di lavoro per ordini provenienti dall’Europa durante la prima guerra mondiale.
traveltherapists con mascherine in tessuto

L’evento che ha consolidato l’uso delle mascherine in Giappone è l’influenza spagnola di un secolo fa

Tuttavia, l’evento che elevò le mascherine dall’essere un oggetto di lusso a un prodotto quotidiano per le masse fu l’influenza spagnola, che uccise decine di milioni di persone in tutto il mondo tra il 1918 e il 1920.
Durante la prima parte del periodo Showa (1926-89), furono prodotte mascherine simili ai modelli di oggi. Tuttavia divennero scarse durante la seconda guerra mondiale, quando le materie prime erano riservate ai militari. 
Le mascherine di garza semplici ed economiche sono diventate la norma.  
Negli anni del dopoguerra, le mascherine si sono gradualmente evolute nella forma attuale.
Al 3 luglio, il Giappone conta 19.068 risultati positivi per Covid-19 e 976 decessi. 
Trump si è ostinato a non indossare una mascherina in pubblico fino a una brusca inversione del primo luglio.
Invece, i politici di molti altri paesi del mondo, hanno adottato mascherine, spesso incorporando motivi regionali e caratteristiche per promuovere le rispettive località.
Marzia Parmigiani
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3 pensieri su “Storia delle mascherine in Giappone: da spiritualità a trend di moda

  1. Anna dice:

    È un piccolo sacrificio che dobbiamo fare fino al rientro del problema. Certo l’idea che diventino accessori alla moda renderebbe tutto piu intrressante 😃

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