Toji: il solstizio d’inverno in Giappone

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Toji: il solstizio d’inverno in Giappone.

Toji: il solstizio d’inverno in Giappone

Fra il 20 ed il 23 dicembre di ogni anno, il Polo Nord si inclina nella posizione più lontana dal sole e questo crea il verificarsi del giorno più corto e la notte più lunga dell’anno.

Il solstizio d’inverno cade solitamente il 21 dicembre ed in questo giorno, i giapponesi celebreranno il tōji: il solstizio d’inverno in Giappone.

In effetti, uno dei periodi migliori per visitare il Giappone è proprio durante i mesi più freddi, attorno al solstizio d’inverno.

Avrete a disposizione montagne innevate, sorgenti termali caldissime e cibi tradizionali ricchi di gusto, proprio quando le tradizioni giapponesi sono in piena attività, per accogliere il ritorno della luce e dell’allungarsi delle giornate.

 

Toji: il solstizio d’inverno in Giappone – l‘origine di Toji (冬至)

Toji (冬至) è radicato essenzialmente nella filosofia cinese ying e yang, ma in Giappone simboleggia armonia ed equilibrio della forza vitale.

In effetti si dice che “yin” freddo ed oscuro, domini nel giorno più corto dell’anno, ma una volta passato, sarà lo “yang” con il suo calore e la sua luce, ad annunciarci che tra poco tornerà lo splendore della primavera: quindi è un bel motivo per celebrare questa ricorrenza!

Solitamente, in Giappone, si usa fare caldi bagni e pregare per una buona salute, prima di mangiare specialità tradizionali di buon auspicio. Insomma, i giapponesi amano particolarmente osservare e celebrare i costumi e le tradizioni del solstizio d’inverno!

Ma cosa fanno i giapponesi in questi ultimi giorni dell’anno?

 

Toji: il solstizio d’inverno in Giappone: le tradizioni giapponesi legate al solstizio d’inverno

1) Yuzuyu: il bagno caldo con Yuzu (ゆず湯)

Una delle tradizioni più popolari in Giappone durante tōji è fare un “yuzu-yu”, ovvero, un bagno caldo con yuzu. Lo yuzu è un agrume  invernale, simile ad un piccolo limone, noto per le sue proprietà purificanti e curative.

Inoltre, è un simbolo di buona fortuna: la tradizione vuole che fare un bagno yuzu fra il 20 ed il 23 dicembre, protegga dal raffreddore e allontani gli spiriti maligni.

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yuzu

 

Come fare uno yuyuzu? Semplicemente, aggiungere uno yuzu intero nell’acqua del bagno ed il suo delicato profumo, sarà in grado di cambiarvi l’umore in positivo. In Giappone, è possibile comprare anche l’olio essenziale di yuzu, utile per riscaldare il corpo.

In più è un esfoliante naturale in grado di lenire il disagio della pelle screpolata a causa del freddo.

In alcuni paesi e città europee (Italia compresa) a volte si trova l’agrume yuzu nei negozi asiatici: vi consigliamo di provare questo bagno se avrete la fortuna di trovare il frutto.

 

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2) Onsen: Sorgenti termali (温泉)

I giapponesi amano gli onsen tutto l’anno, ma durante il solstizio d’inverno, diventa un rituale ancora più gradito. Immaginate di immergervi nell’acqua bollente e sentire nervi e muscoli rilassarsi lentamente, allontanando dolore e stress. Per molti giapponesi, è una vera e propria coccola, e cura del sé, per rilassarsi, distendersi e, perché no, rifiorire!

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3) Zucca Kabocha

In tempi antichi, durante l’inverno in Giappone c’era ben poca verdura: così, la zucca kabocha (una zucca dalla scorza verde) era uno degli alimenti per scongiurare la fame e nutrirsi durante il freddo. I giapponesi hanno molto a cuore la questione alimentare e per questo la zucca Kabocha ha tutt’ora un posto speciale nei mesi invernali in Giappone.

Infatti, viene utilizzata per piatti ricchi e deliziosi in grado di riempire il corpo di calore e di sostanze nutritive per prevenire eventuali malanni.

In alcune zone del Giappone è davvero apprezzato l’itokoni (いとこ煮). Si tratta di un piatto cotto a fuoco lento a base di Kabocha e fagioli azuki.

In più, la zucca kabocha è un cibo portafortuna, mentre il rosso dei fagioli azuki, simboleggia il sole, così come la luce a proteggere dal male.

Fra le varianti di ricette a base di kabocha, abbiamo la sua versione bollita, l’insalata, la zuppa e la zucca Kabocha cucinata assieme al maiale saltato in padella.

 

Kabocha in umido

4) Verdure di buon auspicio – Unmori (運盛り)

Durante Toji, in Giappone si usa mangiare verdure di stagione che hanno un suono nasale e di buon auspicio con “n” nel loro nome.

Infatti in giapponese il suono ‘n’ è una rima per ‘u-n’ (運), che significa fortuna e per questo, l’usanza, è chiamata Unmori e riflette l’abitudine di mangiare cibi sani per mantenersi forti durante l’inverno.

Molto popolari in questo periodo, sono ravanello daikon, nin-jin (carote), ren-kon (radici di loto), ginnan (noce di gingko) e noodles udon. Questi sono alcuni alimenti di buon auspicio che contengono il suono ‘n’. La tradizione vuole che mangiarli, possa portare buona salute e ricchezza nell’anno successivo.

 

Toji: il solstizio d'inverno in Giappone

Toji: il solstizio d’inverno in Giappone: la festa del solstizio d’inverno

In Giappone si ama dare importanza ad ogni stagione e accogliere i cambiamenti con tradizioni da rispettare e feste da celebrare. Anche l’inizio dell’inverno è molto sentito, quando i giapponesi sfidano comunque il freddo pungente, per festeggiare all’aperto.

Fra i matsuri più famosi c’è il Toji Matsuri o Tojisai (冬至祭), ovvero il Festival del solstizio d’inverno.

Si tiene nel Santuario di Issan (一山神社) a Saitama e in questo luogo sacro, i visitatori partecipano a “hi-watari” (火渡り).

Sostanzialmente, le persone camminano lungo un sentiero nel mezzo di un falò, pregando in modo suggestivo, per la purificazione delle anime e come buon auspicio per il prossimo anno.

Speriamo di avervi incuriosito e sorpreso con il racconto di Toji: il solstizio d’inverno in Giappone!

Forse vi farà piacere sapere che in Giappone, in questo periodo dell’anno si usa salutare così (menzionando l’anno che se ne sta andando):

2021年もあと1週間と少し。

che significa più o meno, “Del 2021 ormai rimane poco più di una settimana”.

 

Toji: il solstizio d'inverno in Giappone

Hiwatari – Fonte: santuario di Issan

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Una tradizione di buon auspicio giapponese: Omamori gli amuleti giapponesi con il contenuto segreto

Gli oggetti che portano con sé un significato di protezione, sono un qualcosa di bello e suggestivo, da qualsiasi religione provengano.

Gli Omamori (#御守り) sono degli amuleti giapponesi che si trovano nei templi buddisti e nei santuari shintoisti.
La stessa parola 御守り (omamori) descrive il loro scopo abbastanza chiaramente: 御 (“o” titolo onorifico) e 守り (“mamori”, che significa “proteggere”).

Sebbene possano essere di varie forme, la maggior parte degli Omamori sono sacchetti di stoffa con una cordicella che contiene (e soprattutto nasconde) la preghiera principale.

All’interno di un omamori c’è una piccola preghiera scritta progettata per conferire protezione, come portafortuna. 
Gli omamori possono essere acquistati per sé stessi o regalati e finché saprete dove si trova, l’omamori porterà fortuna. Inoltre, questi amuleti non “scadono”, ma è comune conservarli per circa un anno. Non bisognerebbe mai guardare mai dentro un Omamori, perché aprire e sbirciare dentro, fa perdere efficacia alla preghiera e la fortuna dell’amuleto diventa effettivamente inerte.

Gli Omamori traggono parte del loro potere dal mistero dell’ignoto, non si sa mai esattamente cosa ci sia dentro.

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Marzia Parmigiani

 

 

 

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