Tokyo: aumento dei casi Covid-19 ma per gli esperti non è seconda ondata

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Tokyo: aumento dei casi Covid-19 ma per gli esperti non è seconda ondata

Nelle ultime ore a Tokyo i casi di contagi relativi a Coronavis sono in aumento. Tuttavia, gli esperti respingono (per ora), le paure legate ad una seconda ondata.
Infatti, secondo loro, comprendere la progressione dell’epidemia sarà possibile solo a posteriori, ad una giusta distanza dalla situazione.
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Il Rainbow Bridge di Tokyo colorato di rosso: fonte, dwnews

Tokyo riprende la sua normalità

Nel bene e nel male, il traffico pedonale nella zona di Shinjuku di Tokyo dell’ultimo weekend, suggerisce che la città stia tornando alla normalità.
Questo, un mese dopo la revoca dello stato di emergenza nella capitale.  
Tuttavia, la paura continua a pesare su Tokyo. In considerazione dell’aumento dei contagi, i cittadini si chiedono se si stia avvicinando la seconda ondata di Coronavirus.
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Il vivace quartiere di Shinjuku a Tokyo.

Non si capisce quali siano effettivamente i paesi colpiti dalla seconda ondata di Coronavirus

In effetti, è difficile capire quali parti del mondo stiano emergendo da una prima ondata, o barcollando sotto la minaccia di una seconda ondata. 
Ad ogni modo, gli esperti affermano che distinguere l’una dall’altra, sarà difficile. 
Tutto quello che si può fare ora, è tenere conto delle lezioni apprese dalla prima ondata e prepararsi ad un’eventuale altra ondata.
“Non sappiamo nemmeno se quello che è successo in Giappone sia stata la prima ondata”, ha affermato Koji Wada.
E’ professore di sanità pubblica presso l’Università Internazionale della Salute e del Benessere di Tokyo e membro del Centro di Controllo del Coronavirus governativo.
“Un focolaio può attivarsi in qualsiasi momento”, ha detto.  
“Le precauzioni che prendiamo ora, determineranno cosa succederà dopo.”
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Marzia con il tradizionale Yukata (kimono estivo) a Tokyo.

In Giappone si potrebbe tornare a parziali restrizioni per evitare i contagi da Coronavirus

Sebbene non vi siano criteri tangibili per dichiarare una seconda ondata, all’inizio del mese, il gruppo di esperti scientifici ha affermato che il distanziamento sociale, le chiusure volontarie dei negozi e altre contromisure, potrebbero essere nuovamente necessari se il tasso di infezione per ogni 100.000 persone supera lo 0,5%.
Tenendo in considerazione questa percentuale, la popolazione dell’area metropolitana di Tokyo, che è maggiore di 14 milioni, questa eventualità ci sarà con circa 70 persone contagiate al giorno.
Il conteggio giornaliero è rimasto in bilico intorno alle 40 unità fino a mercoledì scorso, quando i contagi sono arrivati a 55. 
È la prima volta che vengono segnalati più di 50 casi dal 5 maggio.
Tokyo ha purtroppo riportato 60 casi domenica, 57 sabato e 54 casi venerdì.
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Elina al parco di Ueno, Tokyo

Solo in futuro si potrà comprendere davvero l’andamento del Coronavirus

“Questo non indica l’arrivo di una seconda ondata”, ha detto il governatore di Tokyo, Yuriko Koike in una conferenza stampa venerdì. Koike ha citato i contributi del panel Coronavirus della capitale.

La governatrice però sottolinea che se la capitale giapponese inizierà a segnalare più di 100 casi al giorno come ad aprile, si dovrà intervenire per evitare un sovraccarico del sistema sanitario.

Insomma, la distinzione di una seconda ondata dalla prima è un calcolo statistico, un’osservazione epidemiologica o entrambi? 

Come possiamo sapere quando inizia un’altra prossima ondata di Coronavirus?

Il senno di poi fornirà alcune conoscenze su come e dove si sia diffuso il Coronavirus.
Ci darà informazioni più chiare su quali contromisure hanno funzionato, ma la lungimiranza è ciò che potrebbe prevenire o mitigare i futuri focolai.
Durante la fase iniziale dei contagi a Tokyo, la mancanza di alloggi intermedi per pazienti asintomatici o lievi, ha finito per sovraccaricare gli ospedali, appesantendo il sistema sanitario.

A Tokyo alcuni pazienti affetti da Coronavirus sono stati collocati in hotel

Ad aprile, il governo di Tokyo, ha richiesto l’aiuto di numerosi hotel per fornire alloggi a tali pazienti per alleggerire il sistema sanitario. 
All’inizio di questo mese, ha iniziato a reclutare più strutture per lo stesso scopo in preparazione di un’altra ondata.
Secondo gli scienziati del Centro di Controllo giapponese, l’epidemia avrebbe raggiunto il picco tra il 9 e il 15 aprile, quando sono emersi 3800 contagi. 
In confronto, tra il 20 e il 26 giugno sono stati segnalati 503 casi.
A metà aprile, la capitale ha riportato 206 casi. Questo, appena 10 giorni dopo che il primo ministro Shinzo Abe dichiarasse lo stato di emergenza in sette prefetture, tra cui Tokyo, il 7 aprile.
shinzo abe primo ministro giappone
Shinzo Abe, primo ministro giapponese

I numeri bassi dei contagi da Coronavirus in Giappone non tolgono la paura di una seconda ondata

Mentre questi numeri sono bassi rispetto ad altre parti del mondo, la minaccia di una seconda ondata più grande e più devastante, aleggia sul paese come una nuvola temporalesca.
Il monitoraggio dei segni di una seconda ondata, richiede un cambiamento fondamentale nella strategia.
In effetti quasi tutti i paesi del il mondo, stanno implementando misure per rintracciare nuovi casi non appena emergono.
Come in Italia è stata introdotta Immuni, in Giappone, all’inizio di questo mese, è stata rilasciata un’applicazione per smartphone gratuita.
Ha la funzione di avvisare gli utenti quando potrebbero essersi avvicinati a qualcuno infetto da Covid-19.
Finora, il sistema per la ricerca dei contagi,, consisteva in interviste con pazienti infetti condotte di persona da funzionari sanitari.
La nuova applicazione potrebbe modernizzare quel sistema.

Tracce di  Covid-19, si possono trovare anche nelle feci di pazienti asintomatici

Tracce di Covid-19 a volte possono essere trovate nelle feci di individui infetti dal virus, anche quelli senza sintomi.

Il monitoraggio di campioni delle fognature, potrebbe aiutare i funzionari a rilevare rapidamente il virus e quanto si sia diffuso in una data zona.

Il rischio di ulteriori focolai rimarrà sempre presente fino a quando un trattamento o una vaccinazione sufficienti, saranno resi ampiamente disponibili.

Il mese scorso sono emerse tracce di cluster a Hong Kong, Singapore, Corea del Sud e Cina dopo la revoca dei blocchi in tutta la città. 
Più recentemente, diverse parti degli Stati Uniti stanno subendo lo stesso destino.

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Il Coronavirus in Giappone sembra ora colpire soggetti fra i 20 e i 30 anni

In precedenza a Tokyo, persone di diverse fasce d’età sono state colpite dal primo focolaio. Ora i funzionari affermano che questa recente ondata stia colpendo principalmente persone tra i 20 ed i 30 anni.

Una parte significativa di nuovi casi, circa il 10%, segnalati a Tokyo nell’ultima settimana, può essere fatta risalire ai locali della vita notturna.
I cluster stanno emergendo anche tra i membri della famiglia che condividono uno spazio di vita e i lavoratori che utilizzano lo stesso edificio per uffici.
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Yuriko Koike – governatore di Tokyo. Fonte: Wikipedia

Probabilmente in Giappone ci sarà una seconda ondata quando riapriranno le frontiere

Gli esperti prevedono che qualsiasi nuova ondata in Giappone, se e quando arriverà, sarà innescata dai viaggiatori che tornano dall’estero dopo che le restrizioni alle frontiere sono state allentate.
Oppure si tratterà di focolai che affiorano tra gruppi di giovani nel paese.
In ogni caso, i residenti dovranno adottare cambiamenti a lungo termine nel loro stile di vita.
Marzia Parmigiani
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