La Travel Therapy: come il viaggio diventa terapia

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Cosa è la travel therapy?

La Travel Therapy: come il viaggio diventa terapia

Nel mondo globale le distanze fisiche fra le persone, sono idealmente ridotte dal web e dall’utilizzo dei social. Praticamente, mezzi di trasporto sempre più rapidi, hanno permesso alle persone di essere in luoghi molto differenti in tempi davvero brevi.

In questo scenario, la psicologia ha sempre di più un ruolo rilevante nell’analizzare come il viaggio possa impattare sulla dimensione emotiva, affettiva e relazionale dell’individuo. Ed è cosi che nasce la Terapia del viaggio (Travel Therapy).

Anche se in Italia, di Terapia del viaggio si parla ancora molto poco, negli Stati Uniti, esiste da tempo la figura del Travel Therapist, specialista nell’aiutare le persone che intraprendono un viaggio per renderlo qualcosa di veramente efficace.

In effetti, il viaggio può portare un’evoluzione positiva esportabile nella vita di tutti i giorni.

Noi di Traveltherapists, grazie alla formazione di psicologia, unita alla passione per i viaggi, cerchiamo di dare un piccolo contributo. Desideriamo far conoscere sempre di più la Travel Therapy anche in Italia come strumento di benessere altamente efficace.

In questo articolo vi parleremo di come il viaggio possa essere utilizzato come esperienza terapeutica.

 

Cosa è la Travel Therapy?

 

“Non sono le persone che fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone” J. Steinbeck

 

Questo è un concetto espresso nel celeberrimo libro memorie di viaggio del 1962 di John Steinbeck “Travels with Charley: In Search of America”.

Per onestà intellettuale dobbiamo precisare che l’autore scrive in modo più esteso: “Un viaggio è una persona in sé; non ce ne sono due uguali. E tutti i piani, le salvaguardie, le politiche e la coercizione sono infruttuosi. Scopriamo dopo anni di lotta che non facciamo un viaggio; sono i viaggi a farci”.

Ovviamente, la più breve citazione “Le persone non fanno viaggi, sono i viaggi che fanno le persone” è molto più d’effetto e soprattutto meglio rappresenta ciò di cui stiamo parlando.

A conclusione di un ciclo esistenziale, o in seguito ad una crisi, a una rottura e a volte, a un lutto, le persone spesso decidono di intraprendere un viaggio.

In tal senso il viaggio non rappresenta solo il momento per “staccare la spina”.  Certo, un viaggio può servire anche a quello o per il semplice relax.

Nell’ambito della Travel Therapy però, il viaggio è racchiuso in un frame di intervento altamente strutturato.

Infatti è proprio durante un momento di disagio esistenziale o di smarrimento, che affrontare un viaggio diventa fondamentale. Porterebbe con sé ben più di un allontanamento dal contesto che arreca sofferenza.

L’idea del viaggio come percorso terapeutico è dato dal fatto che il viaggio comporta un’accelerazione esperienziale.

Sostanzialmente durante il viaggio, si condensano una moltitudine di nuove esperienze, che implicano l’acquisizione di nuove capacità, adattamento, problem solving che rivelano parti di noi che non conoscevamo.

L’idea del viaggio come percorso terapeutico non è quella di staccare la spina, ma di inserirla, per acquisire una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé.

Il viaggio quindi non è fuga, bensì uno strumento che offre la possibilità di guadagnare benessere interiore.

 

Il lavoro del Travel Therapist

La differenza che risiede fra una comune vacanza ed un viaggio terapeutico, consiste nella guida da parte di uno psicologo che si occupi di Terapia di Viaggio, che lavora assieme a colui che si occupa di organizzare gli itinerari.

Da questo punto di vista, noi di Traveltherapists ci occupiamo anche di questo.

In quanto psicologhe specializzate nell’organizzazione di viaggio, e ci occupiamo di ascoltare ed analizzare i bisogni dei pazienti.

Sarà compito nostro quello di definire in base alle esigenze, al momento di vita ed alla personalità dell’individuo strutturare il tipo di viaggio più adeguato, aiutandolo nella progettazione dell’itinerario.

E durante l’esperienza di viaggio, sarà compito del travel therapist, fungere da guida psicologica e permettere al viaggiatore di comprendere quelle parti di sé a cui non riesce normalmente accedere e a superare paure ed eventuali prove.

Questo è un incentivo formidabile anche per la propria autostima. Se questo argomento ti interessa e vuoi approfondirlo, ti invitiamo a guardare la nostra intervista a Radio Lombardia a questo link:

La linea di fondo sulla Travel Therapy e sul lavoro del travel therapists

L’importanza di un piano personalizzato

Ogni viaggio terapeutico dovrebbe partire da un’attenta valutazione psicologica del viaggiatore, per comprendere le sue specifiche esigenze e obiettivi. Sulla base di questa analisi, il travel therapist può creare un piano di viaggio su misura, con tappe ed esperienze scelte ad hoc per supportare il percorso di crescita personale. Definire chiari obiettivi terapeutici e progettare il viaggio di conseguenza è cruciale per ottenere i benefici desiderati.

 

Cosa è la travel therapy? Affrontare le sfide

I viaggi terapeutici non devono essere una fuga dai problemi, ma un’opportunità per affrontarli attraverso nuove prospettive. Uscire dalla propria comfort zone in un contesto sicuro e guidato può aiutare ad acquisire nuovi punti di vista e strategie per gestire difficoltà che sembravano insormontabili. Il supporto del terapeuta è fondamentale per trasformare queste sfide in occasioni di crescita.

Cosa è la travel therapy? Integrare i benefici nella vita quotidiana

Per sfruttare appieno il potenziale terapeutico del viaggio, è importante integrare ciò che si impara su sé stessi nella propria vita una volta tornati a casa. Il travel therapist può aiutare a identificare i cambiamenti desiderati e progettare passi concreti per metterli in pratica al rientro. Piccole azioni quotidiane possono rafforzare e rendere duraturi i benefici dell’esperienza di viaggio.

Cosa è la travel therapy? Viaggiare con consapevolezza

La chiave per trarre beneficio psicologico dai viaggi è farlo con piena consapevolezza. Mantenere una mente aperta, osservare sé stessi e l’ambiente circostante, riflettere sulle proprie emozioni: questo atteggiamento meditativo permette di cogliere appieno l’opportunità di crescita offerta dal viaggio. Il terapeuta può insegnare tecniche per coltivare e mantenere questa consapevolezza.

firma marzia parmigiani

FAQ:

Cosa è la Travel Therapy?

John Steinbeck, fautore della Travel Therapy, affermò “Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.“

In quest’ottica, la Travel Therapy è un approccio psicologico basato sull’esperienza del viaggio come elemento di crescita personale.

Nella psicologia del viaggio, si tende a far percepire il viaggio come un’esperienza altamente formativa e di self empowerment.

In effetti, nel viaggio il soggetto subisce “un’accelerazione esperienziale” che di fatto obbliga a mettere in gioco abilità cognitive superiori, come ad esempio il problem solving e competenze trasversali.

 

 

Che lavoro fa il travel therapist psicologo del viaggio?

Il Travel Therapist o psicologo del viaggio svolge diversi compiti di consulenza psicologica ai soggetti che la richiedono.

Gli psicologi di viaggio possono offrire per esempio la personalizzazione di un itinerario di viaggio al cliente, basandosi sugli obiettivi condivisi da raggiungere. Uno degli scopi è portare la persona a un livello maggior di benessere psicofisico, grazie anche al contributo della Mindfulness.

Inoltre, si occupa di divulgare e far conoscere ogni paese, cercando di approfondire tematiche sociali e culturali per coloro che sono interessati a entrare davvero nell’anima di una meta turistica.

 

 

Ci sono professionisti psicologi italiani che si occupano di Travel therapy o Psicologia del viaggio?

Il blog di viaggi “Traveltherapists” a cura della psicologa clinica Marzia Parmigiani e di Elina Sindoni, è uno dei pochi in Italia a occuparsi in modo approfondito di Travel Therapy (psicologia del viaggio). Sul sito ci sono diversi articoli attinenti ed è stato pubblicato un libro sul tema chiamato “La psicologia e l’arte di migliorarsi in viaggio” per familiarizzare con la psicologia del viaggio.

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